giovedì 31 gennaio 2008

Non dare mai a cesare quello che gli appartiene!!!


Questo blog nasce dalla decisa volontà di fare in qualche modo chiarezza in una vita apparentemente disordinata, piena di incontri e di lavori intriganti tutti o quasi lasciati a metà. Ciò accade rare volte e solo quando non si accetta nessun compromesso, neppure uno piccolo piccolo.
Accade così che scegli di fare incontri straordinari, importanti per il tuo cuore, la tua anima e la tua vita ma che non intendi sfruttare per favorire incontri diversi o carriere.
Di volta in volta cercherò qui di chiarire, anche se in maniera disordinata, ma sicuramente come mi vengono in mente, episodi che possono riguardare, libri editi, incontri con scrittori, mie collaborazioni a giornali e quant'altro.

Inizio con dei casi recenti, le pubblicazioni di Manuel Vazquez Montalban, "Manifesto subnormale" da parte della Frassinelli e di Goliarda Sapienza "Le certezze del dubbio" da parte di Rizzoli, entrambi editi da me, il primo nel lontano 1980, il secondo nell'84.

Per quanto riguarda il primo libro, "Manifesto subnormale", nell'ultimo incontro a Fregene, durante l'assegnazione del relativo premio avevo saputo dell'intenzione di ripubblicare il volume da parte della Frassinelli e certo, non avevo nulla in contrario. Ma è stata utilizzata la stessa traduzione (attribuendola ad altri) e addirittura "quasi copiato" lo stesso risvolto che 27 anni fa poteva dirsi moderno ma che oggi, anche per il fatto che l'autore è arcinoto coi suoi gialli, risulta alquanto superato. Inoltre non vi era alcuna indicazione che il libro fosse già stato edito da me (Pellicanolibri) 27 anni prima, appunto. Infine nelle nostre edizioni si rileva che il libro è edito dalla Kairos nel 1970 (quando l'autore lo pubblica per la prima volta) mentre per la Frassinelli il © è dell'89! (nelle riflessioni alla fine del libro, l'autore conferma che lo scritto è del 1970).
Neppure Feltrinelli che ha pubblicato la maggior parte delle opere di Montalban, cita il suddetto titolo che è il primo libro dell'autore, allora pressocché sconosciuto, specie in Italia, ed è una sorta di saggio contro la stupidità!
Nel secondo caso invece concedo volentieri ad Angelo Pellegrino (vedovo ed erede di Goliarda Sapienza) di ripubblicare "Le certezze del dubbio" sperando in un successo meritatissimo di quella che io, ma non solo io, crediamo essere una delle più grandi scrittrici italiane. In questo caso però, la casa editrice Rizzoli, in quarta di copertina, cita la nostra precedente edizione.

Per quanto riguarda Anna Maria Ortese il discorso si fa alquanto lungo ma intanto va detto che neppure in questo caso l'editore Adelphi ha ringraziato o citato la mia casa editrice, che non solo l'ha ripubblicata, ma si è battuta finché lo Stato italiano non applicasse per lei, ed era la prima vola la "legge Bacchelli".

Come dire che non si vuole dare mai a Cesare quello che è di Cesare. E se non lo fanno le persone di cultura o almeno che di cultura ci vivono chi dovrebbe farlo??
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