sabato 8 marzo 2008

Anna Maria Ortese "lettere" , ancora un caso che mi 'perseguita'

A proposito di Anna Maria Ortese



(... la sua dedica... un fratello (ed è tutto)... insieme alle tante lettere - potete trovarle qui, nello spazio che le ho dedicato - saranno sufficienti per un futuro dove l'informazione venga fatta da studiosi. Ritrovo oggi (9 marzo) le citazioni di Giovanni Pascoli, nella biografia scritta dalla figlia Maria, su mio nonno CHE pubblicò i primi tre libri del grande poeta. E dire che sono passati 100 anni dal 'fatto' e 5o dalla pubblicazione di quel libro. Basta lavorarci!)

L’apertura di questo blog era nata con l’intenzione, neppure tanto segreta, di fare giustizia nei limiti di quelli che sono stati i miei “destini incrociati”.
Esempio classico: Il sette marzo esce su Repubblica con grande rilievo, un testo della sia pur brava scrittrice Valeria Parrella su Anna Maria Ortese, con due lettere (anzi ‘pizzini’) scritte a Dario Bellezza e con la notizia dell’imminente pubblicazione di un libro in uscita sulla scrittrice scomparsa dieci anni fa curato da Adele Battista che, dubito sarà ben ‘documentato’
Mi chiedo, visto che anch’io ho collaborato a giornali, se non sia bene andare in fondo almeno un po’ ricercando quello che sicuramente ci sfugge? come sfuggivano all’attenzione allora le informazioni culturali sfuggono ancora di più adesso. Nell’80 Anna Maria Ortese, inizia una fitta e utile corrispondenza con me, come persona e come editore (Pellicanolibri).
Molte di queste lettere si possono leggere qui. Pubblico quindi nel 1983 il Treno russo e nell’87 i racconti Estivi terrori e la ristampa dello stesso Treno russo, I due libri vengono recensiti, anche se brevemente, da quasi tutti i giornali nazionali. Anna Maria arriva seconda (!) al Premio Rapallo per il Treno Russo e, successivamente, il Premio Fiuggi. La portai io dall'albergo fino al Premio. All'ingresso fui fermato perché non avevo giacca e rcavatta. Scese con Andreotti, All'uscita mi raggiunse, comprò una bottiglia di Vermouth e festeggiammo. Guadagnai così almeno qualche bicchierino!
Dopodiché insieme ai miei amici Adele Cambria e lo stesso Dario Bellezza, andando da Craxi, (stavolta vestendoci, con le MIE lettere riusciamo a fare applicare la legge Bacchelli. Ne parleranno tutti i giornali in bene ma anche in male e mi ringrazierà solo il questore di Genova per averla salvata. Poi la supplico quasi di contattare l’Agenzia Editoriale Eulama e dò il numero suo a Calasso della Adelphi che, finalmente, ripubblicherà i suoi libri. Era utile che un grande editore riproponesse una scrittrice che considero fra la più grandi e più ignorate che l’Italia abbia avuto. Neppure Adelphi mi ringrazierà. Ma mi manderà copia fuori commercio del "Cardillo innamorato" Il mio compito è conclusso. (Passerò ad altro evento o persona 'dimenticata'_ Goliarda Sapienza.
Chi l’ha conosciuta sa che non era una persona accomodante e non amava supplicare qualcuno. Si offese quasi per il nostro interessamento che, contemporaneamente, suscitava la reazione sdegnata di tante massaie che avrebbero voluto lo stesso contributo. L’unico in quegli anni che ricevette in casa e l’unico col quale voleva parlare fui io ed ancora oggi ne conservo il ricordo e l’affetto.
Ho da sedici anni una libreria che porta lo stesso nome della casa editrice. Ergo sono rintracciabile e non ancora sepolto. Con l’aiuto di alcuni amici stiamo via via mettendo in questo spazio, che per me diventa vitale, molti episodi della mia vita editoriale ed intellettuale che sono stati dimenticati, come lo sono tutti i libri di Dario Bellezza, salvo i due da me editi, ancora recuperabili. Persino la foto inserita di Dario che legge Rimbaud è vecchia e sgranata, da casa sua è scomparso tutto? se ne trovano tante, se si vuole, cercando bene!
Questo dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, non tanto nei confronti di una giovane scrittrice, che la cattiva informazione è ben peggiore della non informazione. Andando su Google alcune notizie che ci riguardano si trovano, dal premio Rapallo a Pellicano libri, da Arrabal (altro ignorato in Italia) e me stesso.

Mi autoinserisco qui come unica persona che la vide, che ricevette in casa sua, nessuno ci era entrato né prima né dopo, e che pubblicò questa intervista (ma ci sono altri articoli, basta trovarli) sui "Siciliani", giornale allora diretto da Giuseppe Fava col quale cololaboravo. Altri articoli di quel periodo (prima di venire cancellato completamente) li stiamo via via pubblicando su questo blog, motivo essenziale della sua nascita e, speriamo, crescita.






approfondimenti: Anna Maria Ortese, lettere.
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