giovedì 24 luglio 2008

BEPPE COSTA SCEGLIE il VIAGGIO, LECCE

Mancava da tanto al mio cuore qualche giorno di quiete, dove la scrittura fosse l'unico lavoro. Mi è riuscito.


piazza del Duomo di Lecce



Quando Cerasella, la signora rumena, esce da casa mia, dopo appena due ore di lavoro, ho l’impressione di non abitare più nella mia casa. Tutto in ordine e pulito. Forse è per questo che molti (come me) preferiscono la solitudine? O meglio, il vivere da soli. Quante coppie passano il loro tempo con i loro figli nelle loro belle case e quante le tengono in ordine da sé? E quanti gioielli e bollette da pagare solo per tenere una casa?
Per l’auto è diverso, molti si alzano all’alba di domenica per pulir fino in fondo con aspirapolvere, stracci magici. Ma questa ci porta in giro e la mostriamo agli altri che ‘vedono’ chi siamo. Degli stronzi che firmano cambiali e fanno leasing folli per far vedere chi sono io!? Loro!
Quando esco da casa trovo sempre un gruppo di stranieri che si sposta ai miei capelli bianchi per darmi il passo, vado piano per godere che sono vivo e posso guardare ciò che ancora non abbiamo massacrato e c’è sempre qualcuno con il cellulare in bocca (in attesa di cancro) , una mano sul volante e mi apostrofa con ‘stronzo’ o ‘cornuto’, secondo come si sente o se la squadra del cuore ha vinto o perso “e vedi de’ cammina’”.
Voglio morire lentamente, con la musica dolce che mi guida ma devo affrontare il popolo che mi ospita e che corre sempre. Malgrado non sa dove va.
Così, ospite, sono andato per quattro giorni a Lecce, da un’amica, anzi da qualcuno che considero come un’immagine del mio cuore: “Virginia Woolf”, Camille, presso ‘Casa Elisabetta’.
La titolare Kantie (vuol dire, non a caso, illuminazione, dato dalla nonna) dello Sri Lanka, con le sue quattro lingue ben parlate (esattamente come gli italiani imparano nelle nostre scuole, solo il dialetto, anzi il ‘nativo’) capì subito, poiché cercavo una penna che dovevo essere uno scrittore e non il lettore del contatore della luce.
Il giardino del “B&B” mi fu complice da ‘scrittura’ e il fatto che lei avesse cura di offrirmi del tè e di capire che non prendessi zucchero e che mi alzassi presto a vedere gli stupendi monumenti barocchi della città. Forse ignorati dai cittadini che, per fortuna, non camminandoci molto, consentivano il mantenimento di una grande pulizia.


Dalle sei alle otto ho camminato a lungo per le strade di questo splendido moumento pieno di lavori in corso e privo di attrattive culturali, come certi ospedali che hanno 20 giardinieri e non hanno soldi per infermieri o per pagare straordinari a medici, dove per una mammografia bisogna attendere un anno mentre il cancro va veloce come un uragano. Ma questo è altro discorso.
Le parole di Kantie furono poche ma mi bastarono a capire che sapeva più lei degli americani che qualunque italiano, da D’Alema in su, per non dire di Veltroni. Degli americani, della loro potenza e del loro essere padroni. Brava Kantie, vorrei sapere quali programmi e giornali leggi che li consigliamo a politici, turisti e a tutti gli storici filo berlusconiani.
Torniamo a bomba (non intelligente in questo caso)
Con tavolino nel piccolo ingresso mi ha concesso tregua, persino il caldo si è tirato indietro, Lecce si esibiva al mare. La sera, come tutto il paese, anche la città nelle vie del centro, bellissime e ben curate, esponeva le pance, le tette, i gioielli, acconciature e tonnellate di seni alla ‘silicon valley’. Uno stupendo incedere da paese antico che cerca moglie o marito o nuovo compagno (non politicamente scorretto) per pagare le spese, mantenere un livello di vita soddisfacente e per figli d’altri. Negozi belli e vuoti, e quello di Giusy, come tanti che si trovano a Taormina e Capri, deserto. Niente turisti!
I bar aprono alle dieci, i tabaccai quando gli pare e la libreria mondadori alle 11. Chiudendo a mezzanotte. Ma chi ha bisogno di libri? Non ho controllato di sera se fosse affollata.


Via Vignes, 15 rimane nel ‘cuore’ insieme a Kantie, (e a colei che per me ha scelto, con accortezza e gioia) e per qualche giorno mi sono sentito re. Una piccola orda selvaggia vociante interrompe per qualche minuto la quiete ma, quella inserita nella mia pancia rimarrà per sempre. Tornerò. Accettando di buon grado di inaugurare la mostra di pittura curata da Raffaele de Salvatore a novembre. Chissà se il clima più fresco renderà la cittadina sporca e i passanti meno svestiti, dimodoché ci si possa soffermare sulle loro curve e immaginarle, come un tempo, quando l’immaginazione era più potente ed eccitante dell’immagine.










Pescoluse, Marina di Salve (LE)

martedì 22 luglio 2008

BEPPE COSTA e BEATRICE NICCOLAI MALASPINARTE 2008



ARTISTI SCULTORI ASSOCIATI
Via Garibaldi,97 55045 Pietrasanta ( LU) tel 0584 28 30 92 www.asart.it e-mail : info@asart.it

COMUNICATO STAMPA

SABATO 26 Luglio alle 19,00 al Castello Malaspina di Massa

Inaugazione di MALASPINARTE 08



TIPOLOGIA DELLA MANIFESTAZIONE :
Mostra di arti visive pittura fotografia , esposizione di opere tridimensionali, installazioni, land art, multimediali, performance, musica, poesia
ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO :
Associazione ASART artisti scultori associati Via Garibaldi 97 55045 Pietrasanta
Tel. 0584 28 30 92 Fax. 0584 284468
Email : info@asart.it sito Web: www.asart.it
Ufficio cultura Comune di Massa
INAUGURAZIONE :
26 luglio 2008 ore 19,00
PERIODO :
Dal 26 luglio 2008 al 17 agosto 2008

DESCRIZIONE sintetica della manifestazione
L’anno passato Asart hanno affrontato , con grande impegno organizzativo, il complesso monumentale del CASTELLO MALASPINA DI MASSA dando vita dal12 agosto-16 settembre alla manifestazione Malaspinarte ’07 “ 50 Artisti al Castello “ . La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 50 artisti nazionali ed internazionali, che hanno collocato le loro opere sia nelle sale interne che negli spazi scoperti del Castello, creando un suggestivo percorso espositivo di sculture, opere pittoriche, installazioni .

MALASPINARTE 08 è l’ impegno estivo più importante della Associazione ASART Artisti Scultori Associati, alla manifestazione partecipano assieme ad alcuni soci–artisti di Asart : artisti invitati, che risiedono in gran parte nella provincia di Massa – Carrara , ma conosciuti in un ambito più vasto - nazionale ed internazionale – e giovani artisti , alcuni dei quali frequentano l‘ Accademia di BB. AA. di Carrara .
Questo consente di presentare una grande varietà di espressioni artistiche e linguaggi dell’arte contemporanea, dalla scultura e pittura alla fotografia, dalla videoart alle installazioni ambientali il tutto in un contesto di grande valore storico-architettonico- ambientale quale è il castello Malaspina .
Anche quest’anno gli artisti di ASART saranno chiamati a confrontarsi con le situazioni ambientali che il Castello offre e certamente ne risulterà una grande manifestazione con varietà di espressioni artistiche, in un contesto di grande valore architettonico ed ambientale .
Durante il periodo di apertura della esposizione di opere d’arte visiva, Asart organizzerà alcuni eventi collaterali espressione di altri linguaggi artistici quali, la poesia, la musica, la danza ecc ..
EVENTI COLLATERALI:
Incontri di poesia, musica, video proiezioni e spettacolo con collegamenti e sinergie con altri eventi promossi dal Comune in modo da realizzare un evento complessivo e non singoli eventi separati.
PUBBLICITA – CATALOGO:
In progetto la realizzazione di un catalogo multimediale che documenti oltre alle opere degli artisti espositori, le suggestioni del castello e le peculiarità dell’area apuana sia dal punto di vista artistico, che turistico nonché imprenditoriale.
ORARIO DI APERTURA :
dal martedì alla domenica 9,30 – 13,00 / 16,30 – 19,30
sabato orario chiusura alle ore 23,00
UFFICIO STAMPA
ASART Artisti Scultori Associati Garibaldi,97 55045 Pietrasanta ( LU)
Segreteria Lunedì e Giovedì dalle 15,00 alle 18,00 tel 0584 28 30 92 fax 0584 28 44 68
e-mail : info@asart.it
PATROCINI:
Regione Toscana TRArt, Provincia di Massa Carrara, Comune di Massa, Istituto Valorizzazione Castelli, Italia Nostra

CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE
il Presidente di Asart Francesco Martora



ARTISTI SCULTORI ASSOCIATI
Via Garibaldi,97 55045 Pietrasanta ( LU) tel 0584 28 30 92 www.asart.it e-mail : info@asart.it

COMUNICATO STAMPA
SABATO 26 Luglio alle 19,00 al Castello Malaspina di Massa

INAUGURIAMO MALASPINARTE 08. con l’evento “ I FIORI DEL BENE
saranno presenti : Lina Bernardi (attrice) Beppe Costa (poeta scrittore), Beatrice Niccolai (poetessa), Laura Torricini (danzatrice) .

Scrive Beatrice Niccolai “ I fiori del bene vuole essere una piccola provocazione con cui chiedere di fermarsi un attimo, toppo siamo distratti a correre ogni giorno verso il nulla, con se stessi e verso gli altri e ascoltare la pazienza che porta a scrivere due parole, a trattare e dipingere una tela, modellare la materia, in qualcosa che è, per chi lo vede magico. “

Malaspinarte è una manifestazione che abbiamo voluto definire “ artistica “
e l’ Arte è una sorta di trasmissione di misteriose e segrete cose di cui l’artista stesso ignora le più profonde ragioni.

Gli artisti sono i celebranti di un rito - che si ripete dalla più oscura notte dei tempi – sono i catalizzatori di segrete alchimie protesi a rendere visibile il mistero del mondo che ci circonda.
Partiamo con la poesia, la musica, la danza

Crediamo che da questa manifestazione, che orgogliosamente abbiamo definito ‘artistica’ , l’arte e la creatività riceveranno omaggi affettuosi, gli artisti offrono in dono le loro opere
“FIORI DEL BENE“: immagini, parole e suoni, e quando si dona crediamo che debba essere sempre festa...e in questa festa vorremmo che tutti si sentissero protagonisti : autori , attori, e visitatori .


Vi aspettiamo numerosi SABATO 26 Luglio alle 19,00




autori:

Angela Maria Alberti, Giovanna Ambrogi, Michele Ambrogi, Naibi Grazia Aostri, Ursula Balhorn, Paola Barotti, Edilia Barsotti, Alessia Bertolucci, Sandro Borghesi, Valente Cancogni, Paola Cancogni, Cobàs, Beppe Costa, Marco Dazzi, Antonio De Rose, Mitia Dedoni, Rosa Del Corto, Almo Del Sarto, Fabrizio Della Pina, Mihailo Dragojevic, Giuseppe Fazzi, Angelo Gabriele Fierro, Toni Fioriti, David Fochi, Umberto Fruzzetti, Deni Gemignani, Alessio Gianardi, Aldo Giusti, Aldo Giusti, Alessia Granato, Fabio Grassi, Mauro Griotti, Massimiliano Kornmuller, Bozena Krol Legowska, Emwan Kulpherk, Sylvia Loew, Iardella Lorenzo, Carlo Maria Maggia, Augusto Marchetti, Francesco Martera, Sergio Mazzanti, Monica Michelotti, Simone Miletta, Eldar Minibaev, Gino Molisano, Pier Luigi Mosti Zonder, Beatrice Niccolai, Alessandro Paolini, Michele Pardini, Gent Pipa, Giliola Presice, Serena Pruno, Emanuele Rivieri, Nora Roitberg, Cinzia Rossi Ghion, Giulia salis, Paul Saputo, Gianfranco Stacchi, Tiziana Tacconi, Fioriti Toni, Fabio Valenti, Antonio Vilasi, Rudiger Waser

giovedì 10 luglio 2008

ANNA MARIA ORTESE due lettere ritrovate

BEPPE COSTA SCATENA LA SUA INDIGNAZIONE
Quando si scrivono le biografie...


Luca Clerici, nella sua monumentale opera dedicata ad Anna Maria Ortese: "Apparizione e visione - Vita e opere di Anna Maria Ortese", (che ho dovuto compare) ha scritto di me in una pagina che facevo il tipografo, solo dopo due ero ospite a cena di Adele Cambria, infine, sempre secondo 'lui' apro addirittura una filiale della Pellicanolibri a Roma. Poi, quasi con disprezzo (del prof. che fa lavorare gli assistenti) accenna ai libri da me editi come fatto "amicale". Che brutta parola, caro Luca, per uno che è riuscito ad andare dal Presidente del Consiglio, portando le lettere più 'strazianti' sulle povere condizioni di Anna e che il segretario di Giuliano Amato (non ricordo il nome) trattenne per sé e che non ho più recuperate.
Mentre Voi tutti l'avete festeggiata, compreso quelli che non hanno voluta firmare la petizione e vi fate pranzi cene premi e cotillon, io correvo l'Italia, andavo a Rapallo ed ero l'unica persona di cui si fidava. Anche il contratto fatto fare con l'Adelphi è stata una mia insistenza. L'unico a dirmi grazie, oltre a lei è stato il questore di Genova di allora (non ricordo il nome) che mi telefonò dicendomi che la legge Bacchelli (di cui spero lei abbia a godere, come altri lo fanno oggi, grazie alle mie fatiche) arrivava in tempo. Infatti, lei non sa, che l'ufficiale giudiziario venne fermato dal questore che aveva avuta la notizia.
E quando ricevette il premio Fiuggi, dove per assenza di cravatta non mi fecero entrare, lei, all'uscita (l'avevo io con mio figlio accampagnata a Fiuggi) comprò una bottiglia di Vermouth e, lasciando di stucco i soliti 'festeggiandi' ce ne andammo al bar.
Caro Luca, se dopo 107 anni si vanno a leggere le biografia di Giovanni Pascoli o Capuana si legge che mio nonno è stato l'editore dei primi libri di Pascoli, si legge che Capuana gli scriveva lettere (cfr. Si conta e si racconta, Pellicanolibri), chiedendogli denaro in prestito di nascosto alla moglie.
I libri si fanno leggendo, caro Luca. Oggi no. Piero Pelù scrive prefazioni ai giganti della poesia che per giunta vengono tradotti male.
Io vivo quasi in miseria, per avere occupato il mio tempo a cercare di promuovere l'arte, la poesia. Il mio primo salvataggio fu per "La casa-nuseo di Palazzolo Acreide" (so che lei non sa, come tanti italiani cos'è. Ma arrivano e arrivavano quando era vivo, autobus da mezza Europa! E tante altre cose.
bastava guardare oltre le proprie assistenti che di tesi su Anna Maria ne hanno fatte, eccome.
Così muoiono per sempre Bellezza, Moravia, Pasolini (lui ci viene ricordato più per il delitto che per come inveiva contro la cattiva qualità degli intellettuali, categoria cui non appartengo.
Concludo dicendo, nel caso potesse leggermi, di essere più attento per le prossime biografie. C'è sempre qualcun altro che dice l'omelia ai funerali (come Siciliano per Moravia) che non ne sa niente e niente c'entra. Almeno studi!
Di me si dice che ho fatto vita disordinata ed errabonda. Vero. Sa quanto mi è costato vivere come vivo? Certo no! Ma la mia posizione è ben dritta! a testa alta.






















































Rapallo, 16/09/’85






Caro Beppe Costa,
sono proprio contenta che lei mi abbia dato occasione di scriverle.
Sa che impressione provo, parlando con lei? Come di una sosta, di una tregua minima fra gli alberi in un giorno troppo assolato. E’ che lei è un cuore amico – è amico prima di ogni altra cosa, e in questo mondo che brucia sempre, dà un senso di pace, di ristoro.
Sono ancora più contenta che si sia riposato un poco, a Sezze Romano; ma dovrebbe concedersi qualcosa in più.
La sento un po’ scoraggiato, un po’ solo, e credo di capire, ma nell’incertezza, preferisco non dire nulla. Solo che l’esistenza è piena di contraddizioni, e le persone possono mutare, come le condizioni del tempo, ma se sono pessime, e non di natura, poi le ritroviamo.
Ho visto il libro di Dario, grazie per avermelo mandato. Mi manca la prima parte. C’è una tristezza che coinvolge. Bellissimo.
Comunque, bisogna avere indulgenza. Quanto fa bene al nostro cuore, prima che al cuore degli altri. E bisogna che ci vogliamo un po’ bene. Dici occorre che ognuno di noi voglia un po’ bene a se stessi - - mi capisce, caro Costa? Abbia dunque riguardi e gentilezza anche per se stesso. Non accolga troppe amarezze, nel suo cuore. Meglio “ giustificarla” e restarne liberi.
Non ho ancora aperto il fascio di dattiloscritti. Credo che andrà benissimo.
La ringrazio di aver fatto fare una copia dattiloscritta del mio lavoro. E, a proposito, le ricordo: in qualsiasi momento deciderà di non farne nulla si senta liberissimo di farlo. Io non troverò nulla da obiettare. Faccia solo ed esattamente quanto è bene fare per la Pellicanolibri. L’amicizia, in questi casi, non è un buon criterio di scelta.
Sto vivendo anch’io un momento confuso. Con molti progetti, ma molto stanca (di questa estate carceraria) e senza più una vera fiducia (ma in lei credo).

Affettuosamente A.Ortese


Riporto da "La Stampa", del 10 aprile 1986

Un mese fa molti intellettuali italiani firmarono un appello perché Anna Maria Ortese, l’autrice di Il mare non bagna Napoli e L’iguana, potesse usufruire della «legge Bacchelli», istituita a favore di personalità della nostra cultura in difficili condizioni economiche. L’iniziativa ha suscitato polemiche e ora Anna Maria Ortese, che vive appartata a Rapallo, interviene per la prima volta per chiarire i fatti di cui è stata «involontaria» protagonista.

Mi è stato chiesto se della raccolta di firme e della relativa campagna di stampa promossa da alcuni intellettuali romani allo scopo di sollecitare un possibile provvedimento (dalla famosa legge Bacchelli) a mio favore, sapessi nulla prima che fosse iniziata; e se, sapendolo, sarei stata consenziente. Rispondo di no. Nessuno mai mi aveva informata e, sapendolo, non sarei stata consenziente.

L’intento (pur buono, e di cui sono grata) era sproporzionato alla mia figura. Sono d'accordo su queste raccolte di firme e su queste «campagne» quando si muovono a favore di casi veramente atroci (rovina morale di cittadini, e così via) e soprattutto, e sempre, a favore degli animali. La nostra (in realtà non è la mia ) civiltà, i nostri usi e costumi vivono su sofferenze e violenze imposte alla Natura, talmente profonde e inaccettabili, che scandalizzarsi per comuni emergenze umane mi appare, anche se ne risento personalmente, piuttosto esagerato.

Dal lontano ’37 sono entrata, per mia scelta, in una strada anomala per una donna (per di più senza status) ed è quasi bene che ne paghi le conseguenze. Scrivere racconti non è una professione. Non giurerei di aver dedicato a questa attività personale tutta la mia intelligenza. (Ero intelligente?). Ho vissuto la giovinezza piuttosto distrattamente, senza coltivare interessi concreti, come se fossi nata ricca; e solo dopo la guerra, un pò di giornalismo, e libri fatti con articoli di giornale, hanno potuto dare l’impressione che io mi fossi impegnata in una specie di critica sociale, e quindi la mia scrittura fosse utile.

Non era utile. Senza volermi veramente giudicare e accusare, dico che i miei interessi (e pensieri) poco alla volta hanno abbandonato il sociale e le sue guerre per rivolgersi e fermarsi su cose totalmente estranee al normale interesse dei lettori. Mi ha colpita il trascorrere del tempo, delle emozioni, delle forme, e il perdersi senza spiegazione di tutto. E l’umanità (su cui avrei giurato) mi è parsa sempre più una lontana creatura antidiluviana, tutta protuberanze dorate e mostruosità, tutta solitudine silenzio e pericolo, che attraversasse lentamente il vuoto orizzonte. Non sono più stata tanto favorevole all’umanità! Resto confusa, quindi, per la disattenta rivalutazione (in senso sociale) dei miei scritti. E a disagio per qualche «valore» (che non può essere certo positivo) che mi è stato leggermente attribuito.

E’ vero tuttavia quanto è stato scritto: che non ho casa, che devo lasciare queste stanze dove avevo la mia vita e le mie sempre più confuse e incomprensibili carte, e che non so dove andare. Non è vero invece che io sia indigente. Lo sarò, semplicemente, non appena, munita di soli sei biglietti da cento mensili, dovrò cercare un’altra casa senza la protezione della legge. Non è vero nemmeno che stia diventando cieca , come assicura un giornale romano. Questo complicherebbe tutto, e speriamo che non accada.
Di alcune «arroganze» che mi sono state attribuite da altri giornali, come: «Niente carità, solo diritti!» ["Il Messaggero" di Roma NdR], posso dire solo che mancano della mia firma, e anche della firma di una persona di medio buon senso. Così contrapposte, poi, si umiliano a vicenda. Da altre cose, invece (che sono state dette di me) non posso difendermi. Non le ho lette. Il tempo, del resto, passa, e si porta via il vero e il non vero, l’immaginario e l’immaginato. Immaginario, secondo me, può dirsi di qualsiasi vera attività della mente (scritti, e così via), mentre immaginato è solo il lavorio di altre menti, esterne a quel non produttivo lavoro, per cancellarlo definitivamente. Il «ciò che si dice», a volte, è quasi più valido di ciò che è stato davvero pensato e realizzato; ma questo non meraviglia: fa parte della natura del mondo (che è altra cosa dal mondo della Natura).

Posso aver sbagliato non intervenendo subito in questa «campagna» per tentare di fermarla. Ma mi sembrava impossibile, mi sembrava che non riguardasse me. Tutto era stato così improvviso e insensato.

Chiedo adesso scusa ad Autorità grandi e piccole, che la «iniziativa» ha colpito e forse distratto dalle loro normali occupazioni. Rassicuro i miei pochi amici che mi sto rimettendo (ma ci vorrà del tempo) dagli inevitabili danni di tanta attenzione. Li ringrazio infine della loro bontà, e profitto di questa occasione per dire grazie anche al remoto Sud. Qui, trecentosessantasei alunni della Scuola Media «Rondinelli », e poi la loro Preside, e poi ancora altre care autorità comunali, hanno scritto, con sollecitudine i fratelli, alle autorità liguri, raccomandandomi. E questi, sì, non erano più arcani esseri antidiluviani, come il mondo di cui anch'io faccio parte, e ho provato tristezza di non aver fatto mai nulla per loro. Mi perdonino. Rimedio, se può voler dire qualcosa, con un abbraccio.

Anna Maria Ortese

sabato 5 luglio 2008

Beatrice Niccolai e Beppe Costa inAUGURIamo con "I fiori del bene"

"I FIORI DEL BENE"
di "poesia e d'altro"

Sulle musiche di GIOVANNI RENZO tratte dall’album “Infanzia” e con le canzoni di Jacques Brel e Léo Ferre


Quando Charles Baudelaire scrisse "I fiori del male" l'Europa non si era ancora automassacrata, non c'erano ancora 'bombe intelligenti' fatti da uomini stupidi (ma abbastanza furbi, secondo loro, nell'accapparrare denaro per i propri figli, non pensando di regalare loro strazi e cenere, tanta.

Guerre e devastazioni continuano, gli uomini sempre più stupidi, continuano a fabbricare bombe ancora più intelligenti.
Come dire, se in Sicilia c'è la mafia, basta raderla a suolo, così come per l'Iraq.
Bambini e donne a milioni muoiono per l'assenza di uno solo bicchiere di latte, molti fanno i soldati a 8 anni, drogati sempre da uomini intelligenti che prendono stipendi da favola per studiare come non farli morire. Come dice Silvano Agosti: "lo stipendio di uno solo di loro di un mese basterebbe a nutrirlo per tutta la vita".
Le novità di cui si parla sono: partite di calcio, rom e rumeni, tanto che a volte li confondo anche io, ma la regola è la stessa: "se un rom o un rumeno" (per gli uomini intelligenti sono la stessa cosa, anche quando sono italiani da secoli) commette delitto, basta sterminare il campo. Così da non dimenticare le tragedie del Darfhur, dell'Afganistan, dell'Iraq, del popolo della Palestina, di Israele e prossimo venturo dell'Iran. E con la Cina facciamo i giochi olimpici (cosiddetti della pace!) Dei diritti civili in Cina, delle uccisioni a circuito chiuso non si parla, quando però i cinesi 'copiano' le nostre scarpe, tutti, Lega in testa, si ribellano. Ma il popolo ribelle è placato dalla stupida TV, quella sì fra le bombe intelligenti è la più micidiale. Fa vestire, cantare, uccidere i nostri figli mentre gli adulti hanno gli orgasmi da Vespa, quelli più colti da Fazio. E gli scomparsi? ancora vivi?

Beatrice Niccolai, Beppe Costa con Dacia Maraini

Abbiamo voluto io e Beatrice Niccolai (un incontro magico avvenuto grazie alla rete) dedicare
l'Inaugurazione di Malaspina, nell'omonimo Castello, intitolare "I fiori del bene" partendo proprio dalla poesia e dalla musica, oggetti d'arte tralasciati, dimenticati, vilipesi, di cui il nostro paese dovrebbe andare fiero. La poesia è tratta dall'opera edita di Beatrice "Sans Papier" e "Gramigna" (Ennepilibri), Lina Bernardi sarà la "voce", Laura Torricini la "danza". Su musiche di Giovanni Renzo tratte dal CD "Infanzia" e le canzoni di Jacques Brel e Léo Ferre.
Dedichiamo quindi alla facilità del bene l'incontro, ricordando infine le donne massacrate da stupidi fidanzati, mariti, colleghi di lavoro e i bambini che a Napoli e Palermo trafficano su tutto anziché andare a scuola. Morto Don Milani, Pasolini, Moravia, Sciascia, Montanelli, le 'voci' si sono stabillizzate, pur di lavorare nessuno si ribella. Rimangono autori come Beatrice oggi, ma che ieri si chiamavano Anna Maria Ortese o Goliarda Sapienza. Voci che stentano nel vissuto quotidiano. Eppure come diceva Deaglio: è così facile e banale il bene!

martedì 1 luglio 2008

UNAVANTALUNA? DA NON PERDERE OGGI E DOMANI



A volte ci sono 'cose' tante da vedere, altre da "godere" poiché è rarissimo godere (chi non lo sa?)
vi consiglio vivamente di vedere al TEATRO QUERCIA DEL TASSO", oggi e domani alle ore 21, tutt'e due questi spettacoli di UNAVANTALUNA e vi prometto, come è accaduto a me, malgrado l'età, che una è arrivata avantaluna per me, solo per me.
Uomini e donne che da tanto non si amano, dopo questi "suoni" vedrete cosa vi accadrà.



P.S. Nel caso ciò non accadesse, potere protestare con me, portandomi "una" in prova, perché non sarà la musica ma sarà tutta colpa vostra.
Non si promettono miracoli ma solo la partecipazione straordinaria della "Luna"
Vostro, con affetto b. c.