martedì 30 settembre 2008

Beppe Costa Incontri: Giovanni Renzo. di Francesca Grasso


Finché l'umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate

dal dramma di Bertol Brecht, Vita di Galileo

Era una notte limpida, la volta celeste stendeva un manto di punti luminosi, stelle come strass posti a caso su una seta blu. Galileo, curioso si concentrò su quei strali scorrendo il cielo come fossero pagine misteriose, commosso da quella vertigine decise di usare il suo “perspicillum”al quale lavorava già da un anno e che aveva perfezionato con lenti ottiche. Il telescopio, tra le sue mani e davanti ai suoi occhi iniziò a vagare intorno alla Luna, scoprendo la sua natura tortuosa e sei mesi dopo, il 7gennaio 1610, osservò delle “piccole stelle”vicino Giove.

“sono 4 satelliti” sussurrò stupito. “ruotano intorno a Giove” si disse ancora più sbalordito.

Europa, Io, Ganimede e Callisto, continuarono a ruotare intorno a Giove, ignari che per la prima volta nella storia dell’umanità, due occhi piccoli e stretti li osservavano da lontano, ignari che ciò avrebbe cambiato il corso delle teorie accreditate e che il Dio di Dante avrebbe avuto uno scossone. Ma lo scossone lo ebbe Galileo con la scomunica e questa è un’altra storia.

400 anni dopo, un uomo, in una notte di stelle osserva il cielo dalla finestra del suo studio, ma la volta è sporcata dalle luci elettriche della città. Decide di suonare, le note non escono come le vorrebbe sentire, ha voglia di starsene un po’ ad osservare il cielo, è tardi. La notte avanza sino a che, finalmente, le luci artificiali si spengono e lui, nel silenzio, sente, l’armonia dei suoi pensieri e la musica che ha dentro. Adesso sa, che può scrivere nuovi spartiti e decide di percorrere le strade di Galileo. Quell’uomo inizia a comporre una musica seguendo la mappa stellare, percorrendo le distanze tra le stelle e ascoltando il loro linguaggio sino al giorno in cui nasce Atlas Coelestis.

Quando Beppe Costa, mi telefonò chiedendomi di scrivere su Giovanni Renzo, io ne rimasi sorpresa, felice. Avevo ascoltato il brano Pulsar su internet e d’impatto mi era piaciuto tanto da averne voglia di ascoltarlo piuttosto spesso. Conoscevo musicalmente Giovanni, per la sua esperienza jazzistica con Fresu, Trovesi, con cui ha suonato in diverse occasioni, ma soprattutto lo conoscevo per via del bellissimo cd “Infanzia”, e per la “Distanza della Luna”, in cui da voce musicale allo omonimo racconto di Calvino. Questi cd li ho acquistati su internet (http://www.yourindiecd.net/ ), pagandoli veramente poco e in un modo facilissimo.

Ebbene, in quest’ultima composizione Giovanni Renzo ha dato voce, con melodie e armonie, a quelle stelle che sin dalla notte dei tempi ci hanno fatto sognare con la loro luminosità, a volte sfacciata e a volte velata. Così come Galileo, Giovanni partendo dalla mappa stellare di quella notte, in seguito alla quale tutti gli orizzonti conoscitivi furono ribaltati dando origine a nuove ed avanzate teorie, crea una musica nuova, potrei definirla un’esperienza che percorre non solo le mappe stellari ma anche le mappe segrete del nostro cuore regalando emozioni. Nella musica ricerca e crea la voce di Giove, che dalla notte dei tempi incanta gli esseri umani con leggende antiche, il compositore lascia libere le note di vagare da un suono ad un altro come quando osserviamo una stella e poi ne scegliamo un'altra. Scopre che le voci stellari possono essere paragonate a bemolli che si arrampicano sulla scala del mi bemolle maggiore, creando una suggestione che impregna l’animo di sapori forti. Un dvd e un libro che non potevano mancare nella mia libreria tra i libri e la musica che preferisco, tra un testo di Pessoa e le poesie di Beppe Costa.

Il jazz è uno degli elementi musicali, non l’unico. C’è molto anche di minimalismo, contemporanea, musica elettronica e altro, poco intrise di consueto, ricche di originalità, musica creativa che partendo da chiari contenuti si trasforma in contesto sonoro e note luminose che accompagnano le immagini e si integrano con esse profondamente, quasi fossero nate insieme. Colpisce il destrutturalismo in “Cygnus X-1”, nome di un buco nero, che lascia impronte più o meno profonde, in cui la punteggiatura pianistica è tensione, energia nervosa che non approda in nessun punto, ma che genera un passaggio che si confonde con l’eco di se stesso.



Si muove con particolare disinvoltura armonica, in “Pulsar”,in cui il pianoforte fila affrontando una progettualità improvvisata nel ritmo, in tali realtà dello spazio dove il gioco del movimento si fa più difficile e enigmatico da cogliere.

In “Incanto” si percepisce la fluttuante dissolvenza di note consegnate a mappe stellari che generano cieli notturni tra causalità e ordine, note rallentate come fossero la proiezione di se stesse. Un Sali e scendi dove le sfumature, crescendo e diminuendo si amalgamano per definire un cammino fatto di chiari percorsi.

“Atlas Coelestis” è un percorso narrativo, ogni traccia aggiunge qualcosa in più alla successiva. Un suono che ci costringe ad osservare la volta celeste notturna, quel vortice di continuità eterna. talmente lieve, quasi estemporanea nella distribuzione delle note che paiono rimanere sospese, quasi galleggianti.

Il libro che accompagna il dvd è una piccola gemma ricco di frasi tratte dal De Rerum Nature di Tito Lucrezio Caro, frasi di Galileo, stupefacenti foto di nebulose, che suggestionano con colori, forme, fantasie stuzzicando l’immaginazione. Ci aiuta a comprendere le composizioni ed il percorso di Giovanni Renzo, che impone una vera e propria interpretazione colloquiale con gli astri, distaccata dalla tentazione del monologo. Ma la cosa veramente interessante è entrare nei pensieri segreti di quest’artista, innamorato poeta del cosmo, che si racconta e spiega la via lo ha condotto sulle strade di una partitura indimenticabile, moderna e che ci accompagna per mano attraverso il jazz minimale, permettendoci di compiere una conoscenza della mappatura del cielo in modo piacevole, semplice e innovativo.

Il libro si chiude con “Il furto del cielo”, un breve racconto di Francesca Bonici, compagna e scrittrice del compositore. Francesca ci lascia libera la fantasia di immaginare, fantasticare di poter possedere un pezzettino di cielo tutto per noi.

Non ho da dire altro, troverete tutto ben scritto nel libro che accompagna il dvd.

Buona lettura, buona visione e soprattutto buon ascolto.

Francesca Grasso

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