venerdì 21 novembre 2008

Francesca Grasso sceglie Fabio Barcellandi: Nero, l'inchiostro

Nero, l'inchiostro
che tu chiami parole

cicatrici d’asfalto
catrame fuso
a rimarginare
graffi di verginità

filo per sutura
nero
l’inchiostro
che tu chiami… parole

non senti
il dolore
ché ti tiene in vita
creatura

DR. FRANKENSTEIN

Così apre il libro di Fabio Barcellandi, edito da Montag, “Nero, l’inchiostro” silloge vincitrice del premio Solaris (edizione 2008). Dopo aver letto la prefazione di Beppe Costa, dal quale traggo solo una frase che lascerò a metà:
“Anzi, a volte i titoli sembrano scherzare e prendere in giro il lettore, perché quando un titolo come ……..” e qui vi abbandono con l’intento di invitarvi alla lettura , lasciandovi il piacere di scoprire un libro di poesie che rappresentano un percorso che “stupisce e colpisce” come cita il prefatore. Questa che segue la mia lettera a Fabio Barcellandi:


Sorprendente Fabio, ho comprato la silloge “Nero, l’inchiostro” da Beppe Costa e mentre lo aspettavo a casa di un amico comune, ho letto le tue poesie. Il verde delle pareti mi circondava felice mischiandosi al rosso, colori che amo particolarmente e che in me sono un inno alla vita. Ed è stato come un attento svegliarsi allo spettacolo delle cose, sino ad arrivare allo loro scoperta poetica. Il dubbio conquista pian piano la coscienza per tuffarsi nella conclusione che forse queste poesie che gridano solitudine, in realtà cercano consolazione e la morte, tanto cantata, ne è esorcizzata attraverso il dialogo costante e perenne quasi infinito come fosse una preghiera della salvezza da percorrere un passo dietro l’altro.
Nello spazio intermedio che separa l'inizio dalla fine, metti in gioco tutte le possibili forme della tua propria libertà, cioè scegli e nel pessimismo di una fine che è fine, c’è la consapevolezza di dover fare la scelta migliore: il sacrificio di te diventa un vanto personale, un motivo d'orgoglio, un'occasione di rivalsa ideologica, come fosse un arma per condannare. E più gli altri si sentono condannati e meno capiscono il valore di quel sacrificio.
Per capire sino in fondo, le tue poesie andrebbero lette una dietro l’altra, d’un soffio, d’un fiato, come i tanti vagoni di un treno da attraversare e che rivelano lentamente il contenuto.
Sei moderno anche nel senso del paradosso, (i paradossi come bellezza della vita, mio personale intendere le cose) perché intorno alla morte dello spirito i pensieri elaborano riflessioni infinite non traducibili in nessuna esperienza concreta. Quindi nelle tue parole nascono il dolore, il ricordo, la sorpresa della stasi, che istintivamente sono espressioni di non morte.


Ho il piacere di far notare che, chi desidera, può avere un contatto diretto con il poeta, (tra l’altro persona cordiale ed estremamente squisita), tramite myspace
http://www.myspace.com/fabiobarcellandi
A chi scrivesse, non mancherà certo di rispondere, come è accaduto a me.

Francesca Grasso

Nero, l’inchiostro
raccolta di poesie di Fabio Barcellandi
Montag 2008, pagg. 96, si può acquistare su internet:http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=153 a € 10,00

Fra l'altro, fino all'otto dicembre l'editore pratica uno sconto promozionale del 25% su tutti i titoli, anche solo per l'acquisto di un singolo libro:

http://www.edizionimontag.com/shop/



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