Musicisti 1: Alessandra Celletti
Rientra dai concerti negli Stati Uniti, Alessandra Celletti, e la sento ancora nei brevi incontri che fanno parte integrante della mia vita interiore (come Momo, Paola Tagliaferro o Peppe Voltarelli per non dire di Unavantaluna, un gruppo che spero di rincontrare e di ospitare).
Di Alessandra non aggiungo altro, solo un invito a comprare, ascoltare e diffondere ancor più la sua musica.
E in genere fare in modo che coloro che di arte e per l'arte vivono abbiano almeno lo spazio in chi, come me, crede nalla diffusione tramite il passa parola: In questi giorni i mass media sono impazziti nel diffondere i 'loro amici', con libri di bassa qualità e inutili così come per la musica, salvo qualche rara eccezione, i Vespa, i Brunetta, le cuciniere del mattino non sono neppure buoni come carta da macero.
Che la 'festa' cominci! Ora.
Alessandra Celletti
La nota
d’un tratto al silenzio seguita
Le note le mani
corrono per me
riempiono quel vuoto del cuore
come un abbraccio
un sorriso
un amore che incanta
o un amore che lascia
Le note le mani
corrono per me
mi danno respiro
e volano come gabbiani
solitarie o unite
si fanno gruppo
e nodo alla gola
La tua musica
la tua vita da fata
o da strega che sia
da folle folletto
che appare e va via
non so se dirti o darti di me
mentre vedo le immagini
d’un mondo corrotto
che noi non vogliamo
ed è il cielo che chiama
ed è tanto passato che impone
di seguire quella strada che bambina
sognante di giochi di note
di studi nel viverti sublime
l’incanto di vite vissute
al passato
Le tue dita in me si formano vita
e se il tuo canto m’assale d’un tratto
alla notte sognante riappare la luna e
come un giardiniere
raccolgo i fiori nati solo per te
quei fiori che il tempo non secca
perché alla luce rimane
solo chi sorride alle note
di vita che dà:
Tu
(scritta in occasione del Teranova Festival all'Ambasciata di Francia, a lei dedicata e letta sulla musica di Magenta, brano del nuovo Cd di Alessandra)
Musicisti 2: Giuliano Perticara
A Giuliano Perticara, la musica di questo video e di altre mie registrazioni
Che dire altro? Che mi ha messo sull'avviso? Che preferisce parlare e sognare in inglese? Che è nato per il jazz?
Grazie Giuliano
la notte per te insonne a cercare note
e soffrire in versi
e guardare poi scegliendo fra immagini
e destini un volto caro
da tener vicino
un suono diventa nota
un messaggio come un addio che mai finisce
e lì
amico mio
ti perdi
fra un cielo di occhi
che vorresti rubare
gambe e braccia che paiono stringerti
Così ritorni ai tuoi versi
li leggi ancora sapendo che tutto il presente
sta lì
e guardi il tuo sax
per terra poggiato
lo guardi
mentre dal suo lucido giallo
comincia a suonare
per te
Musicisti 3: Giovanni Renzo
Giovanni Renzo passa con leggerezza e maestria dalla musica da film, al jazz, alla classica. Contiene in sé tutti gli elementi che ne fanno un artista completo, studioso delle stelle, cui il suo ultimo lavoro si ispira.
Curriculum e dischi abbastanza vasto con musiche da film, jazz e lirica. Atlas Coelestis, l'ultimo libro con dvd è un viaggio attraverso il tempo e lo spazio con notevole attenzione all'inventare una musica che sia verosimile a quella che il mio orecchio potrebbe ascoltare (se fossi una cometa).
Fra i numerosi concerti ricordo quelli al planetario e all'auditorium Parco della Musica di Roma e alla Reggia di Caserta.
E' LA SUA MUSICA SOPRATTUTTO CHE MI FA SCRIVERE, SE MEGLIO O PEGGIO DI PRIMA GIUDICATE VOI.
Non riesco a stare completamente male finché ci sarà questa musica che mi consente di scrivere ed è vivere.
Giovanni Renzo
Svanivano parole
come il tempo
la vita.
Ogni parte del corpo consumata
Sparita
ogni speranza d’averti
se non tu
la mia musica costante.
Tu, tu qui, che ogni istante t’ascolto
arrivato come dono divino
a me che al divino non credo
Ma all’umano che questa musica crea
do il mio tempo che resta.
Il tuo suono mi porta
a quella gioia di vivere
troppo trascurata.
Quell’essere natura che io e tu siamo
dimenticando ogni cosa
disfatte malanni
o storie incompiute
e alla fine di me
Nella strada che segui
in quella percorsa
nelle città incredibili
nelle città invisibili
che non ci vedono
né ascoltano
noi ci accorgiamo di noi
ed è tanto
Mentre un mondo sordo
si scorda d’amore
si schianta per strada
si brucia nei cuori
si uccide per niente
si scorda parole essenziali
Ed io tu qui
a ritrovare il passato
di stanze con mobili
che all’infanzia riportano.
E quelle note ostinate
si fanno medicina
mentre aprono strade
bloccando tormenti e bisogni.
Che d’un tratto sento o sembrano scomparse
Ogni nota un sorriso accompagna
nel destino voluto che si compie
e con me riparte la gioia
mentre vi lascio domani
o domani l’altro
senza sapere perché
non avessi trovato per tempo
le strade che portavano a te.
E sentire con le orecchie
Ogni parte di me con l’universo di te
Mi sembra tornare a ballare
A giocare bambino sognante
Con gli occhi chiusi
A girare per questo pianeta
Solo ora con te familiare
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