sabato 8 maggio 2010

“Più o meno nel frattempo” di Roberto Pardini: presentato alla Pellicanolibri

Un entretien amichevole. Potremmo definirla così la serata ospitata ieri da Pellicanolibri, a Roma, in occasione della presentazione del volume di Roberto Pardini, “Più o meno nel frattempo”, edito da Robin Edizioni.

Un incontro intimo, talmente confidenziale che lo scrittore ha deciso di svelare al pubblico l’incipit del nuovo romanzo cui sta lavorando.

Una scelta coraggiosa, ha affermato l’attore e musicista Riccardo Mei, cui è stata affidata la lettura, perché, ha detto, “è raro che uno scrittore faccia leggere un’opera in fieri a qualcuno”.

La serata è stata moderata dal poeta, scrittore ed editore Beppe Costa, mentre brani e passi del volume sono stati letti ed interpretati oltre che da Mei, dall’attrice Caterina Intelisano, con gli accompagnamenti musicali di Fabio Mariani e Dario Pierini.

Un libro, quello di Pardini, ha rimarcato Costa, che “affascina per il linguaggio di un uomo perduto fra la semplicità e le bellezze del mondo fatto di normalità”.

Ed è proprio la quotidianità che Pardini descrive, filtrata attraverso lo sguardo attento di Andrea, studente in Giurisprudenza, dal carattere gentile e un po’ timido. Il ragazzo ama infatti osservare la bizzarra umanità che popola il condominio in cui vive: Mary è una ragazza madre, sola, che soffre di allergia e che vive in funzione dell’amore che nutre per il figlio, il piccolo Occhiblù; Peppe, il portiere del palazzo, è un siciliano doc, sempre in lotta, armato di lupara e di antica saggezza.

Le esistenze dei vari personaggi si incrociano nel cortile del palazzo, sulle scale e nell’androne, protagonisti di un microcosmo pittoresco e un po’ folle, fatto di quotidianità, amori, sconfitte e cambiamenti.

Secondo Costa, ciò che ne vien fuori è “la sofferenza attuale”, tipica delle grandi città, dove si vive in condomini, e dove “incontrarsi negli ascensori, guardare per terra, evitando gli occhi del proprio condomino” rappresenta la normalità.

È dunque “la solitudine del singolo, solo ed umano che vorrebbe e potrebbe bussare ad ogni porta del palazzo e mettersi a disposizione dell’altro” a tornare più volte come concetto e contenuto del lavoro di Pardini.

Un tema, quello della solitudine, che lo stesso scrittore ha voluto ricordare. “Quando ho scritto questo libro ero molto solo”, ha rivelato. “Condividendolo, non lo sono più stato”. Perché, secondo Pardini, “qualsiasi cosa si progetti, condividendola con gli altri, fa accadere cose miracolose”. E allora, ha aggiunto, “più che parlare di successo editoriale, direi che è dal successo dell’incontro che scaturisce il progetto”.

(stefania del ferraro)


Tratto da:http://www.letturablog.it/2010/05/08/piu-o-meno-nel-frattempo-presentato-a-roma-il-libro-di-roberto-pardini/

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