venerdì 8 luglio 2011

beppe costa: "di me, di altri, ancora" a Lanuvio (Roma)



con il Patrocinio del Comune di Lanuvio, Assessorato alla Cultura





Venerdì 15 Luglio ore 20,30 presso il Parco di Villa Sforza Cesarini





"di me, di altri, ancora"


(prima assoluta)





spettacolo videopoesia di e con Beppe Costa


partecipa l'attrice Viviana Piccolo





Nei giorni 15-16-17 Luglio presso il Salone delle Colonne di Villa Sforza


Personale del Pittore Valerio Ferranti in arte Viales





inizio:





domenica 3 luglio 2011

Massimiliano Bardotti: "Fra le gambe della sopravvivenza", di Stefania Battistella


Massimiliano Bardotti “Fra le gambe della sopravvivenza”
Thauma Edizioni, collana poetica itinerante,
febbraio 2011, pp. 86, € 10.00
ISBN 9788897204084

“Estremamente calato nella realtà, estremista di anima, perché ha capito che mangiando i giorni di tutti i giorni, si vive: ci si dà un luogo dove accadere e, questo, scrivendo, scorre davanti agli occhi, anche i suoi troppo delicati per stare lì solo a guardare senza contorcersi”.

Questi sono stati i miei primi pensieri dopo aver letto “Fra le gambe della sopravvivenza” di Massimiliano Bardotti, (Thauma Edizioni); già, è inevitabile, e volendo essere anche “poeticamente realisti” questa è una benedizione, forse, talmente grande da far fatica a vederne la testa e le smorfie che fa.
Essere in grado di accorgersi di quello che accade in questo paese, come se avessimo molti e più punti di vista da cui guardare il tutto che si svolge, e da ognuno di essi cogliere verità e menzogne, così da riuscire a essere talmente tanto presenti nel mondo, da poter dire che alcune cose non vanno.
Ci si contorce; a terra o per aria, non importa, basta farlo. Massimiliano ha dato prova di saperlo fare, così si dà segno di appartenenza a qualcosa che si irrita a contatto con la realtà dilagante di persone, che vivono durante giorni feriali. Continuare a scrivere perché per i Poeti è scudo, ma allo stesso tempo stendardo.
Magnifica casa natìa.
È ogni volta un nuovo giro di danze quando si scoprono Poeti così vivi; ogni verso che viene scritto è un colore d’affresco che si imprime sull’intonaco fresco del nostro cuore, una sfumatura in più con la quale riconoscere i sorrisi del mondo… perché il mondo sorride.
Così, mi accorgo che quest’ala del mondo, la Poesia, è più affollata di quanto credessi. Fortunatamente. In questo modo Massimiliano Bardotti risponde all’appello, e si fa presente. C’è tanto ancora da scrivere. Proseguiamo.

Stefania Battistella

dal volume:

Sulla bocca della sera briciole di pane
fioccano come neve dai terrazzi.
Un cane abbaia al buio:
la paura ha lo stesso effetto della rabbia.
Sciami di api vengono dal nord
ci invaderanno entro domattina.
La notte dura un secondo quando dormi.
Gli insonni vivono una vita in più
e soffrono al quadrato.
Il palinsesto notturno provoca depressione
che provoca dibattiti.
Il cane che si morde la coda
il cerchio della morte.
Motorini sciamano nell’oscurità
bulli in libertà provvisoria
domani niente scuola.
La notte ha le mani in pasta dappertutto
assume droghe senza preavviso
vomita per colazione.
Il sole nasce sulla sconfitta di una generazione.

* * *

Si muove col favore delle tenebre, l’occulto spauracchio della cecità.
Non vedere oltre il palmo delle mani, non vedere la vita che si ritira in
sordina. Denuncia la volgarità ai giudici dell’esistenza. Denuncia la volgarità
oltre il buio.

***

Crisi d’ansia per la troppa oscurità.
Crepuscoli in compra-vendita
denuncia delle tenebre.
I vampiri sono precari
il sangue è merce rara
nelle vene scorre l’Istat
indice di gradimento.
Crisi finanziaria
la scuola cade a pezzi.
La polizia è come gli accendini.
Occupiamo il mondo.











Collana poetica itinerante

beppe costa sceglie: "Ruben "il rogo della Vespa"





e il nuovo "Live alla fontana", due nuovi cd del cantautore


Come in un grande e 'serio' divertimento, provando come un ragazzino alla scoperta delle novità in campo musicale, ascolto e riascolto, fermando ogni tanto il cd, "Il rogo della Vespa" di Ruben e, come spesso mi accade, cerco disperatamente ma anche con furba delizia, parole che non siano state ancora dette sulla canzone italiana e su questa in particolare del nostro cantautore.
E allora ricordo che quasi sempre i nostri cantanti, con qualche eccezione (Luigi Tenco, Enzo Jannacci, Piero Ciampi, fra i massimi ad esempio) hanno avuto una svolta quando c'è stato l'incontro con il Poeta: Roversi per Dalla, Sgalambro per Battiato, Pivano per De André, solo per citarne qualcuno.

Come se, contrariamente da come è accaduto in Francia (Ferré, Brel, Brassens) i nostri autori di musica avessero una qualche difficoltà ad essere Poeti allo stesso tempo.
Probabile sia il concetto della poesia italiana, da secoli paludata e poi impoverita da tanta accademia e da tanti premi con ciondoli e frusaglie varie.




Nella realtà c'è qualcosa di diverso, più sotterrato (o nel sottosuolo, per citare l'amico Garbin) che si muove, che ha forza, che resiste.
Come Momo, cui a volte ho fatto cenno che in sé raccoglie novità, vivacità, istinto musicale e impegno (pervaso dall'ironia graffiante e credo unica fra cantautrici) che ritroviamo in alcuni maestri come Gaber e primo fra tutti Jannacci.

Tornando a Ruben, trovo queste caratteristiche a farlo unico nel suo genere: riprendendo in parte il passato musicale di gruppi e autori statunitensi (che ama e ne fanno il suo primo amore d'inizio) sposato con la modernità dei testi: dove trova spazio non solo l'amore stupido e da mercato di un letto sfatto che ha esaurito il suo compito, ma anche quei lavoratori che la canzone, o meglio, i cantautori hanno scordato.

Si aggiunge la novità, così antica, dei suoni non mischiati ad effetti che spesso stravolgono (o addirittura rendono le parole incomprensibili: godendo come si fosse dal vivo la bellezza di una voce pulita e al tempo stesso forte, che non addomestica né addormenta.

Particolare attenzione nell'ascoltarle più volte, come dicevo, Il rogo della vespa, che dà titolo ad cd e Giù, formidabile testo coinvolgente anche dal punto di vista poetico, di quella che dovrebbe essere la tematica di coloro che scrivono poesie e|o canzoni.

Mentre mi accingevo a scrivere del "Rogo della vespa", ricevo "Live alla fontana" ed allora non è un caso ciò che stavo scrivendo a confermare una forza e una volontà di Ruben nell'essere presente, futuro con la conoscenza e consapevolezza del passato: nell'indicare le storture di una società che sfrutta l'essere umano nel e del presente: "Infezione" la dice lunga e molto più di ciò che posso esplicare io nello scriverne.
Bravo Ruben, davvero e grazie anche di riportare all'attenzione la canzone che fu dello stesso Gaber, di Ivan della Mea, Jannacci e alcuni altri che non dimenticavano mai di segnalare il declino della società in evoluzione sì, moderno si, ma, in sviluppo, non in civiltà: cose diverse sulle quali occorrerebbe ragionare.
Ottimi i musicisti: Carmelo Leotta, Carlo Poddighe, Pippo Guarnera, Luca Tacconi, Carlo Cantini, Salvatore Maiore, le voci di Nadia Bonizzato, Lidia Lorenzoni e Valentina Meneghelli, la collaborazione del violino di Michele Gazich
Non rimane che l'ascolto: deliziosamente puro e umano.

beppe costa



per saperne di più:
http://scrittonellanima.blogspot.com/
http://www.myspace.com/rubenmyspace
http://www.rubenrock.com