domenica 23 ottobre 2011

Faxtet’s in “Allucinèscion: una storia di jazz, su Chet Baker” per Ottobre in Poesia di Stefania Battistella

Chi si sarebbe immaginato che un gruppo di musicisti jazz, rubasse così bene la scena allo squadrone dei poeti, composto da pezzi da novanta e pezzi da quarantacinque (certo, perché più giovani!)?

Quando si tratta di “arte” fatta come si deve non ci sono fazioni, forse, ci sono solo i bravi e meno bravi.
Il segreto sta tutto qui.

Si tratta di ingredienti: musica Jazz di notevole livello che fa da cornice ad un racconto ispirato a Chet Baker, il tutto a cura dei Faxtet’s; pezzi di testo letti da Guido Leotta e Carlo Valle, mentre la musica jazz da spunti d’immaginazione al pubblico, scorci di una vita già trascorsa e quella musica suonata come sottofondo musicale e accompagnamento, come protagonista indiscussa, come unica musa ispiratrice per le parole del racconto: un menu, sono pronta a scommettere, piaciuto anche a chi in genere non ama molto la musica jazz.

Venerdì sera, il 14 ottobre, durante la programmazione della prima serata del festival Ottobre in Poesia, i Faxtet’s hanno incantato il pubblico contagiando tutti i presenti con questa loro “Allucinèscion”, il tutto avvenuto in quel locale di Sassari, al Vecchio Mulino, dove queste cose possono avvenire: il locale, un ottimo ristorante, ma non solo; un luogo di ritrovo e una location utilizzabile per presentazioni di libri, concerti ed eventi culturali; il primo locale in cui ho sentito rispondere ai clienti di esclusivo carattere mangereccio, di fare silenzio e non disturbare, se si presentavano con la pretesa di riempirsi lo stomaco proprio in quelle serate culturali e di intrattenimento. Cosa che non avviene nemmeno nelle librerie.


La lettura di questa storia su Chat Baker ha fatto in modo che i Faxtet’s si mettessero in riga con la flotta dei poeti, come se i musicisti fossero diventati poeti che sanno suonare magnificamente; le parole c’erano e davvero, sono state incantevoli strumenti di persuasione, facendo diventare la sala, anche se contenuta, del Vecchio Mulino una bolla creatasi nelle maglie del tempo, facendoci vivere un’ora di vita davvero pregna e ruvida di emozioni di vita vissuta e non solo immaginata o sognata… non chimere ma ologrammi, se vogliamo, che si fanno così tanto visibili da poterli toccare con mano, ologrammi che firmano pure il disco con molta, moltissima umiltà.

La prima giornata è stata conclusa da quella persona che porta il nome del premio della manifestazione (e non il contrario!), il poeta Beppe Costa col racconto della giornata sottoforma di diario poetico notturno, sottovoce.

Faxtet’s:
Guido Leotta: sax e flauto;
Alessandro Valentini: tromba e filicorno;
Fabrizio Tarroni: chitarra, violino e diavolerie elettroniche;
Andrea Bacchilega: batteria e percussioni;
Milko Merloni: basso e contrabbasso (purtroppo unico assente al Vecchio Mulino)

foto e testo di Stefania Battistella
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