venerdì 27 dicembre 2013

dell'amore e d'altre abitudini


"dell'amore e d'altre abitudini" di e con Beppe Costa e Stefania Battistella 
videorecital - un modo nuovo per diffondere la poesia

INGRESSO GRATUITO



sabato 4 gennaio ore 17.30

Roccagorga, Auditorium Comunale 

Nell'ambito della manifestazione
Natale Culturale 2013
organizzato dall'Ass. Cult. Metropolis
Roccagorga (LT)





foto di Shikanu'
Stefania Battistella (Treviso, 1989).
Ha pubblicato “Briciole di pensieri e di velluto”, (AltroMondo, 2010) e “L’amore m’ha fatto fragile” (Thauma, 2012). Nel 2011 si trasferisce a Roma e nello stesso anno partecipa come ospite al Festival Internazionale Ottobre in Poesia, dall’anno successivo ne fa parte come uffcio stampa e p.r.. Alcune sue poesie sono presenti in “Acqua privata? No grazie!” a cura di Marco Cinque. In tour con lo spettacolo “di me, di altri, ancora” e “d’amore e d’altre abitudini” insieme a Beppe Costa. Nel 2012 e 2013 partecipa, come ospite per l’Italia, al “Nisan Festival”, che si svolge annualmente in Galilea. È presente nel numero di luglio 2012 nella rivista Reti di Dedalus.




giovedì 28 novembre 2013

"dell'amore e d'altre abitudini": Olbia, Biblioteca Comunale Simpliciana

DOMENICA 19 ottobre - OLBIA - Biblioteca Comunale Simpliciana
dell'amore e d’altre abitudini

eppure così per tanto tempo studiato
non ha alcuna chiave né armi intelligenti
che possa proteggerti o salvarti
va o arriva senza alcuna certezza
ti lascia inerte o distrutto ma
a volte gioiosamente libero,
sono altre le abitudini tutte eguali
non ci si stanca di provocare guerre
d'uccidere paesaggi o percorrere la stessa via
ogni giorno allo stesso orario o quel
lavoro pagato infine con la grande certezza
che in polvere ti rimanda alla terra
questa la differenza fra l'amore e
ogni altra abitudine
Quando l’amore non diventi abitudine!
Trailer dello spettacolo

"dell'amore e d'altre abitudini" di e con Beppe Costa e Stefania Battistella 

Per leggere il programma completo clicca Qui









mercoledì 16 ottobre 2013

OTTOBREinPOESIA 2013

OTTOBREinPOESIA 2013
CON IL PATROCINIO DI
COMMISSIONE NAZIONALE UNESCO - COMUNE DI SASSARI ASSESSORATO ALLE CULTURE - PRESIDENTZA DELLA CAMERA - PROVINCIA DI SASSARI - MINISTERO DEI BENI CULTURALI . COMUNE DI ROMA - COMUNE DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO - COMUNE DI OSSI
Medaglia Speciale del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Festival Internazionale di Poesia a cui è abbinato il Premio Letterario Internazionale Città di Sassari.
EDIZIONE SPECIALE
SASSARI – ROMA – PORDENONE 
Con la collaborazione di:
PELLICANOLIBRI (Roma) - LIBRAIALCENTRO (Sassari) - GRECAM (Roma e Sassari)
 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE CITTA’ DI SASSARI
SPECIAL EDITION: Cerimonia premiazione e giornata speciale.
SASSARI - venerdì 18 ottobre
10:30 – Sala Conferenze Assessorato alle Culture - Largo Monache Cappuccine
Cerimonia di premiazione della VI edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Sassari.
A cura della Giuria del Premio e delle speciali giurie scuola con gli studenti del Liceo Classico Canopoleno e del Liceo Scientifico Marconi.
18:30 - Messaggerie Sarde - Piazza Castello 11
Presentazione Fabula Mundi vol 1. raccolta dei 4 racconti vincitori della sezione narrativa del Premio Letterario Internazionale Città di Sassari 2012.
A cura di Gianfranco Chironi, Elisabetta Pinna, Loredana Salis, LibraialCentro e con la partecipazione di Alessandra Fina’, Nike Gagliardi.
21:00 - Teatro Civico Palazzo di Città - Corso Vittorio Emanuele
In cerca di Brecht: Spettacolo poetico-musicale.
Di e con Mario Faticoni, Simone Sassu, Peppino Anfossi.
Ingresso: 7,90 €. Per i Soci POP e i possessori del buono MOLINEDDUinPOESIA: 5,00 €.

GEMELLAGGI POETICI A SOSTEGNO DEL POP E DEL PREMIO LETTERARIO.
Gemellaggi e condivisioni poetica con Sassari e OTTOBREinPOESIA 
Distribuzione al pubblico di odori e versi di Sardegna a Roma e Pordenone.
PORDENONE – SAN VITO AL TAGLIAMENTO 
sabato 12 ottobre 
ASPETTANDO OTTOBREinPOESIA
In collaborazione con POP: Progetto OTTOBREinPOESIA e col Comune di San Vito al Tagliamento
Ore 17.30 alle Antiche Carceri di San Vito al Tagliamento
Performace poetico-teatrale “La Ballata del carcere di Reading"
A cura di Viviana Piccolo
Attori : Clelia Del Ponte, Marco Casotto, Federica Crosato, Alessandra Giacomello

PORDENONE - sabato 19 ottobre 
Dalle 18.30 Accademia Musicale Pordenone, Via Tessitura 21 (PN)

"COLORI - Settimo Archetipo panico" uno spettacolo di
Compagnia dell’Invidia & Compagnia del Teatro Ebbro
Regia: Medrol, Lorazepan, Moment
Durata: 2.700 secondi
Interpreti: Cornelius Mine-Haha, Karl Hetmann, Hidalla
Una esperienza teatral-sensoriale per 6 spettatori bendati
prenotazioni: 393 3318732; spettacoli alle 18.30 - 20.30 - 21.30


ROMA - Sabato 19 ottobre Parco della Cellulosa, Casalotti
ore 21.00: Saluto del presidente del Municipio Valentino Mancinelli, distribuzione al pubblico dei “Profumi di Sardegna” e proiezione dei video “POP: Progetto OTTOBREinPOESIA”.
ore 21.30: Carlo Lei “Giovani Orsi”;
ore 22.00: Jacopo Ratini presenta “Se rinasco voglio essere Yoko Ono e disturbi di personalità”; canzoni tratte dal suo ultimo disco, poesie e racconti contenuti nel suo libro;
ore 22.30: “Universi diVERSI” scatti poetici a cura di Manuela Praticò; fotografi: Ilaria Aprile, Giulio Archinà, Margherita Biondo, Elio Carrozza, Simone Cetorelli, Michela Chessa, Marco Colonna, Mariateresa D’Agostino, Massimiliano De Maris, Roberta Filocamo, Valentina Giovinazzo, Fariba Karimi, Claudio Martino, Matteo Nardone, Ayoub Naseri, Chiara Paternoster, Daniele Romaniello, Chiara Scali, Claudio Scanzani, Stefano Scherma.
ore 22.45: NAIM ARAIDI ospite d’onore; lettura da: Canzoni di Galilea in arabo e in italiano;
ore 23.15: M° Dario Pierini (pianoforte) e Chiara Viola (voce);
ore 23.45: Liliana Arena, Stefania Battistella, Marcella Testa con la chitarra del M° Giuseppe Natale.

ROMA - Sabato 19 ottobre
Piazza Vittorio, Rione Esquilino, sede GRECAM.
Dalle ore 18:30 - Reading, incontri poetici, condivisione artistica.
A cura del gruppo GRECAM di Sassari e Roma.

PORDENONE - Domenica 20 ottobre
Dalle 16.30 Accademia Musicale Pordenone, Via Tessitura 21 (PN)
"COLORI - Settimo Archetipo panico" uno spettacolo di
Compagnia dell’Invidia & Compagnia del Teatro Ebbro
Regia: Medrol, Lorazepan, Moment
Durata: 2.700 secondi
Interpreti: Cornelius Mine-Haha, Karl Hetmann, Hidalla
Una esperienza teatral-sensoriale per 6 spettatori bendati
prenotazioni: 393 3318732; spettacoli alle 16.30 - 17.30

ROMA - Domenica 20 ottobre
Parco della cellulosa - Via della Cellulosa, Casalotti
ore 17.30: Lucianna Argentino con “L’ospite indocile”, Liliana Arena con “Monologhi di vetro”, Marcella Testa con "Eros" e Maddalena Saitta con “La mia via”;
ore 18.00: Naim Araidi con Beppe Costa e "Iago"; “Un foglio tra la gente, l’inchiostro nelle mani. La poesia è ovunque, io la vedo e non posso far altro che scrivere”
ore 19.00: Programma “EscaMontage a corto” a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta. Poesi-canzoni di Amedeo Morrone, canta: Tomaso Binga, Marco Palladini. Canzoni inedite del cantautore.
Performance di Marco Palladini. Reading di poeti contemporanei: Massimo Pacetti, Paolo Carlucci, Rosaria Di Donato, Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta. Proiezione dei corti della selezione uffciale di “EscaMontage a corto” D’amore si vive perché di lavoro si muore di Aureliano Amadei; Omaggio a Fellini di Mario La Carrubba.
ore 20.30: Anna Graziano in breve estratto dal monologo Le mille e una notte – I sapori dell’Eros di Arianna di Pietro. Anna Graziano attrice, Annalisa Biancofiore regia, Veronica Renda aiuto regia, Saleh Tawil liuto;
ore 21.00: M° Giuseppe Natale Il ponte musica per chitarra.
ROMA - Lunedì 21 ottobre
Libreria Pellicanolibri, Via Gattico 3, Casalotti
ore 19.00: Naim Araidi, Beppe Costa, Stefania Battistella Maddalena Saitta; letture tratte rispettivamente da: Canzoni di Galilea (Seam Edizioni), Rosso (Volo Press), L’amore m’ha fatto fragile (Thauma), La mia via (Seam Edizioni); Musica per chitarra del M° Giuseppe Natale

domenica 25 agosto 2013

Inediti rari e diversI: Liliana Arena

Liliana Arena "Monologhi di vetro"

Certe cose rimangono rotte al di là dello sforzo, al di là dell’impegno, e questo monito arriva dal verso di un’autrice che non fa mistero della propria partecipazione a una sorta di sociologia emotiva: “datemi mani per scavare pozzi” si legge in uno dei tanti componimenti ben confezionati ed è proprio in questo scavo che Liliana pone la sua ricerca, uno scavo di figure con la scaltrezza di chi sa che ognuna di esse parteciperà sempre al nostro dramma all’infinito.

(dalla prefazione di Alessandro Assiri)


Sottobraccio

È un’agonia
affidare alla nebbia dei ricordi
sembianze che del mio cielo
hanno dipinto il nome.

Da questa sorte adultera
avrei voluto pagine di tempo
per non negare agli occhi
braccia che dei miei affanni
sostenessero il peso
sguardi che del mio volto
contemplassero rughe
mani che dei capelli
carezzassero argento.

Potesse la Signora dalla grande falce
con le pietose forbici di un contadino
dare sollievo al grappolo
rimasto solo e stanco
per ricondurmi a te.

E sottobraccio
sotto un altro cielo
tornare a respirare tra i filari
fino alla vendemmia.


Il filo spezzato


È proprio da qui, da questo mio cibo
che comincerò la rivoluzione.
Un cuore in guerra che cerca memoria
che cerca sapienza attraverso la storia
che vorrebbe conoscere democrazia.
Una piccola voce che prende coscienza
che fuori dal coro è la sua debolezza.
Si confonde il valore con un misero prezzo
e si prezza il sudore con poco denaro.
Ora i giganti dell’economia
giocano sporco con il capitale
con quello Umano con l’ecofilia
Bisogna produrre, produrre di più
ma i conti non tornano nelle mie tasche.
Allora diamoli i numeri, diamoli adesso!
Siamo sette miliardi di esseri umani
con la folle la finta l’assurda pretesa
di sfamare altri cinque miliardi di uomini
decretando la morte ogni giorno che corre
di ventiseimila futuri per fame.
Da primi attori di questo creato
prosciughiamo ogni suolo ogni cielo ogni mare
devastando i diritti dei figli dei figli
di chi dopo di noi nascerà già morendo.




Monologhi di vetro
Liliana Arena
ISBN 9788881795116
Pag. 62, € 10,00
Settembre 2013
Collana Inediti rari e diversI, a cura di Beppe Costa

Per acquisti vai sul sito della Seam 
Liliana Arena è su Facebook









Inaugurazione della collana Inediti rari e diversI alla Pellicanolibri di Roma








mercoledì 24 luglio 2013

Arrabal: Il Castello dei Clandestini

Arrabal torna in Italia
presentazione del libro "Il Castello dei Clandestini"

Dal 1978, data di pubblicazione dell'edizione italiana di Panico, libro sul movimento fondato da Fernando Arrabal, Jodorowsky e Topor, non riesco a staccarmi dalla magia che questo autore ha avuto su di me, benché siano passati oltre trent'anni (lo abbiamo avuto ospite in libreria nel 2010) l'occasione mi è stata fornita prima dallo spettacolo di Viviana Piccolo cui Fernando ha dedicato questo testo e, più recentemente da Igor Costanzo e dal comune di Moniga del Garda che ne condividono la pubblicazione. Nasce quindi la volontà di ritradurre il testo già tradotto da Massimo Rizzante per lo spettacolo della Piccolo, riscoprendone ancora una volta l'attualità, il linguaggio, l'impegno di un teatro che ancora certamente trova il nostro paese "ritardato"; quindi unendo le forze di amici (cui si è aggiunto Lorenzo Ferri dell'Arci di Treviglio) che amano la patafisica e tutta l'opera di Fernando senza togliere neanche un "pelo", ne approfittiamo per stampare per i tipi della SEAM (con la collaborazione di Volo Press), questo straordinario testo arricchito dalla attenta prefazione di Andrea Garbin
Fernando sarà quindi ospite a Pordenone, Moniga del Garda e Treviglio le cui date riportiamo sotto.
beppe costa

collana INEDITI RARI E DIVERSI scelti da beppe costa

Nel teatro politico di Arrabal è sempre possibile trovare originalità e genio in grado di raccontare i meccanismi dell’esistenza e della società.
Il Castello dei clandestini, scritto appositamente per l’attrice e regista Viviana Piccolo, è uno straordinario monologo che ruota intorno alle questioni dell’immigrazione e della clandestinità, temi di grande attualità nell’Europa comunitaria di oggi, e certamente degli anni a venire. [...]
[...] Lui, che ha vissuto per anni la condizione dell’esilio, sosteneva, riassumendo a brevi linee, che il reato di clandestinità non può esistere, che è una bufala da considerarsi violazione dei diritti umani, per il semplice fatto che in natura l’essere umano ha la libertà e il diritto di muoversi senza limitazioni geo-politiche, e nella società odierna l’emigrante che lascia il proprio paese non lo fa di sua spontanea volontà, ma perché è messo nella condizione di andarsene dalla società stessa. Ecco la contraddizione [...].
Dalla prefazione di Andrea Garbin


Festival Pordenonelegge, 19 settembre 2013 ore 18.00

Moniga del Garda, 20 settembre 2013 ore 18.00
Sala Consiliare del Comune di Moniga del Garda.
Nell'occasione sarà consegnato un premio alla Carriera,
come dovuta anticipazione del Premio Nobel.

Arci Fuorirotta Treviglio (località Battaglie)
21 settembre 2013 ore 21.30.


Arrabal ha diretto sette lungometraggi, pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Ebbe particolare eco la sua Lettera al Generale Franco pubblicata quando il dittatore era ancora in vita. Alla morte di Franco, il nome di Arrabal appare nella lista dei cinque spagnoli più pericolosi: Carrillo, la Pasionaria, Líster, il Campesino e, appunto, Arrabal.
Nel 1963, con Alejandro Jodorowsky e Roland Topor, fonda il Gruppo Panico. Dal 1990 è Trascendent Satrape del Collegio di Patafisica. Amico di Andy Warhol e di Tristan Tzara, fece parte per tre anni del gruppo surrealista di André Breton; per questo motivo, Mel Gussow lo definisce l’unico sopravvissuto delle «tre reincarnazioni della modernità».
Fernando Arrabal, erede di Kafka ma anche di Alfred Jarry, è autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio. Un potlatch drammatico in cui i rottami delle nostre società “avanzate” si carbonizzano nel festoso recinto di una rivoluzione permanente.



Colgo l'occasione per riportare un pezzo che scrisse Alberto Moravia in occasione dell'uscita in Italia di "Viva la muerte".

SE EDIPO IMPUGNA LA BANDIERA ROSSA
di Alberto Moravia

"Viva la muerte" di Fernando Arrabal è un film doppiamente autobiografico, cioè sia negli eventi che sono quelli della vita stessa dell'autore, sia nelle deformazioni che l'autore non può fare a meno, proprio perché è profondamente e direttamente impegnato nella sua opera, di introdurre negli eventi. Di che si tratta in "Viva la muerte "? In una cittadina spagnola, ai nostri giorni, in una famiglia povera composta dei nonni, della madre e di una zia, vive un ragazzo il cui padre, ufficiale repubblicano, ai tempi della guerra civile, fu arrestato e
condannato prima a morte e poi al carcere a vita. Il ragazzo ha assistito all'arresto, sa della condanna a morte e del carcere a vita e ha pure appreso che il padre ha tentato di uccidersi e che alla fine è diventato pazzo ed è scomparso. Ora questa è punto per punto la storia del padre di Arrabal il quale, infatti, ha scritto: "Il 4 novembre del 1941 colpito da turbe mentali, mio padre fu trasferito dal carcere centrale di Burgos al manicomio provinciale della stessa città. 54 giorni dopo sfuggì e scomparve per sempre. Il giorno della sua scomparsa, a Burgos, c'era un metro di neve e gli archivi indicano che egli non aveva con sé la carta di identità e indossava soltanto il pigiama. Mio padre che era un "rosso", era nato a Cordoba nel 1903. La sua vita fino alla scomparsa fu una delle più dolorose che io ricordi. Mi piace pensare di avere le sue stesse idee artistiche e politiche".
Fin qui i fatti. Ma nel film, oltre all'autobiografia fattuale c'è anche quella interiore. Arrabal immagina che il ragazzo è sicuro che sia stata la madre retriva e bigotta a denunziare e fare arrestare il padre dai franchisti. Ora, è accertato che questo " non risponde alla verità ". In realtà la madre si limitò, forse per paura, a non prendere le difese del marito, a non assisterlo con il suo affetto. Bisogna dunque vedere nell'invenzione della delazione una specie di rabbiosa diffamazione da parte di Arrabal il quale, evidentemente, "aveva bisogno", e non soltanto per motivi letterari di non perdonare alla madre il suo contegno verso il padre.
Perché insisto sul doppio autobiografismo di  "Viva la muerte "? Anzitutto perché esso spiega l'atmosfera dolorosa e sofferta della vicenda. E poi perché è la chiave per arrivare al nucleo centrale, tragico e straziante, dell'ispirazione di Arrabal. Il ragazzo Faudo ama sua madre di un amore eccessivo, chiaramente edipico, che alla fine potrebbe portarlo, per istintiva rivalità, a prendere le parti della donna contro il padre. Ma Faudo sente, al tempo stesso, oscuramente, che deve rivoltarsi contro sua madre e contro il mondo retrivo e bigotto che essa incarna. Allora, con mezzi drastici e disperati, egli opera una scelta esistenziale. Tra se stesso e sua madre getta la delazione materna, il destino del padre e, alla fine, la rivoluzione. Si identifica, insomma, con il padre "rosso"; rifiuta la madre franchista. Lo sforzo durato per ripudiare la madre, lo fa ammalare.
Nell'autobus che lo porta all'ospedale, egli accuserà apertamente la madre di aver provocato l'arresto del padre. Essa risponderà: "Se egli avesse fatto il suo dovere, oggi sarebbe dalla parte dei vincitori. Oggi sarebbe un padre come tutti gli altri. Ma egli, per le sue idee, ha compromesso tutto: il suo avvenire, quello della moglie e dei figli". Chi non ha udito parole simili al tempi dei fascismi ?
Il film è raccontato a due livelli, quello della vita quotidiana in un borgo spagnolo e quello della vita interiore di un ragazzo alle prese con il suo inconscio. Nella descrizione della vita quotidiana Arrabal è realistico, del realismo, però, fermo e incantato che è proprio dei surrealisti, a cominciare da Buñuel. La vita interiore, d'altra parte, accompagna quella quotidiana con un flusso continuo di immaginazioni simboliche, violente, truculente. Ma i due livelli si intersecano e si confondono. Arrabal ha capito che il sogno è altrettanto reale della realtà; e che mentre una cosa può essere vera o falsa, tutto, in compenso, è reale, così la verità come la menzogna. La bella zia che si denuda davanti al crocefisso e si fa frustare dal ragazzo, è un sogno oppure una realtà? La madre che sputa sui fucilati, è una realtà oppure un sogno?
È stato osservato che in "Viva la muerte" Arrabal attinge a piene mani nel museo degli orrori dell'onirismo surrealista così che nel film, accanto a parti sentite e autentiche ci sarebbero parti di maniera. Non sono di questo parere. In realtà, come tutti sanno anche se non vogliono ammetterlo, l'inconscio è pieno di mostri che Arrabal ha evocato con esattezza in un contesto che li giustifica. L'avere stabilito un rapporto dialettico tra i mostri dell'inconscio e la vita morale mi pare uno dei meriti principali di questo film eccezionale.
Gli interpreti, tutti molto bravi, così a livello quotidiano come a livello onirico, sono Mahdi Chaoud che è il ragazzo, Nuria Alspert che è la madre e Anouk Ferjac che è la zia. Affascinanti i disegni sadici di Topor, accompagnati dalle note beffarde di una agra canzoncina infantile danese.
A.M.

di Fernando Arrabal in italiano editi da Pellicanolibri:
(con Jodorowsky e Topor): Panico
Il gran cerimoniale, Lettera ai militanti comunisti spagnoli, La scampagnata


Link:
pagina wikipedia Arrabal
blog Arrabal


domenica 7 luglio 2013

Metin Cengiz o "il potere della poesia"

Metin Cengiz


In un momento in cui la Turchia soffre il rischio fra democrazia apparente o reale, vogliamo dedicare questo spazio a uno dei poeti più rappresentativi e battaglieri del paese.
Lo abbiamo incontrato al
14° Nisan Festival (Israel-Maghar).
Alcune sue poesie
sono sul sito di Casa della Poesia





D’inverno

Ho saputo di te in inverno
in te fiorivano domande
dı ognuno amante, ma non di me.

Strade e tracce sulla tua faccia
ıl tuo cuore nutrito da cupi amori come sole a mezzogiorno.

Tutti distanti adesso, tu sei il mio cuore solitario
Siamo noi adesso inverno in fiore’ fatti dolore nella nostra cenere.



KIŞ GÜNÜ

Seni bir kış günü tanıdım soru işaretleri açıyordun
Herkesin aşkıydın ben hariç

Yüzünde caddeler ayak izleri vardı
Yüreğin hüzünlü aşklarla beslenmişti öğlen güneşi gibi
Görmüş geçirmiş ben hariç

Şimdi herkes uzakta benim ocağımsın yalnız
Şimdi kış açan biziz kendi külünde hüzün biziz

Guerra

Ogni dove il tanfo della Guerra
solo il nome, eppure in faccia ci sbatte
come da lontano fragranza di pane caldo.
Come se qualcuno dentro noi combattesse
la vita sfıda la morte con le sue armı
lasciando fluire il sangue delle paroleç
Tanto vıcını glı schermı al cıelo
impossibile non vedere Dio
passando da fronte a fronte.

Mio figli dice che, certo, pazzo deve esser Dio
come puo essere a se stesso nemıco
finance lui che insegue la sua mente.

Penso alla mente per un momento
e come sedermı
e bere per ubriacarmi ancora.
Forse trovero l’anello che ho perduto
regalo dı mıa moglıe ın una notte radıosa
perso vıa tra I sassi.

Addio all’amore d’infanzia.
Addio al bambino che sono.

Ciao Dio mio.

SAVAŞ

Her yerde savaşın kokusunu alıyoruz
yalnız adı da olsa burnumuza vuruyor
taze ekmek kokusu gibi uzaktan.
Sanki birileri içimizde vuruşuyor
hayat ölümü deniyor silahıyla
kelimelerin kanını akıtarak.
Ekranlar öyle yakın ki gökyüzüne
tanrıyı görmemek imkansız
geçerken cepheden cepheye.

Oğlum, “Tanrı çıldırmış olmalı” diyor
“bu denli düşman olamaz kendine
aklının peşinde koşan insan bile.”
Aklın ne olduğunu düşünüyorum bir an.
Oturmak geliyor bir sandalyeye içimden
ve içmek sarhoş oluncaya yeniden.
Belki rastlarım diye kaybettiğim yüzüğüme
karımın armağanı ışıltılı bir gecede
kaybetmiş olduğum çakıllar arasında.

Elveda çocukluk aşkım.
Elveda çocukluğum.

Merhaba tanrı

Mio figlio

Per mio figlio io somiglio a una lunga strada
E sua madre alla terra
İo sono lontano, in prigione
Sua madre gli ha insegnato a camminare.

OĞLUM

Oglum uzun bir yola benzetiyor beni
Anasini topraga
Ben uzakta hapiste yatmışım
Anası yürümeyi öğretmiş ona

La pietra

Sono come il mare in tempesta
La vita urla nel mio muschio
İl tempo riposa in me

İl mio cuore è pieno di Ricordi
Gioco alla campana sulla superficie dall’acqua
Sull’onda che si inchina da un lato

Quando sei annoiato
Mi lanci via lontano
E stranamente ti senti soddisfatto

Le case e i giardini respirano con me
E le camere prendono il sole con me

Qunado hanno problemi
Le persone mi parlano
Senza neanche saperlo

Oggi sono di buon umore
Divento edificio, divento casa
E non sono mai stata così contenta

Non mi disturbate oggi
Non venite, non guardatemi
Oggi sono una pietra felice

Sono diventata luce
İn Palestina, in Turchia, dappertutto
Lanciata sulla testa dei dittatori
Da uno dei miei piccoli amici.

TAŞ

Dalgalı bir deniz gibiyim
Hayat yosunumda uğuldar
Dinlenir zaman içimde

Hatıralar bırakmaz yakamı
Sek sek oynarım su yüzünde
Şöyle yandan kaydırınca

Canı sıkıldı mı insanın
Uzaklara fırlatır beni
Garip bir zevk alır bundan

Evler, bahçeler benimle havalanır
Benimle güneşlenir odalar

Başlarında bir bela oldu mu
Benimle konuşur rüyasında insanlar
Ama bilmezler bunu

Bugün keyfim yerinde
Ev oldum, bina oldum
Bunca mutlu olmadım

Dokunmayın keyfime bugün
Gelip seyrime durmayın benim
Bugün mutlu bir taşım

Işığa karıştı beni
Filistin’de Türkiye’de her yerde
Fırlatıp zalimlerin başına
Bir küçük arkadaşım

Il testamento del poeta

Mettiamo che io parta con biglietto di sola andata
Le strade che bevono la mia tristezza non saranno più sbagliate
Ecco la tribù dei geni che sono miei amici
Ecco la nullità di essere vero e il polso di dio
La campagna e l’ombra degli alberi sono superflue.

Lasciatemi qui senza lacrime
Pregate invece  con due serie di grappa
İn mia memoria carezzate la mosca che nasce dalla grappa
İ vostri passi si adattino al suono delle sirene che avete dentro
Non fermatevi e lasciate che l’amore sia la vostra Mecca
Se mi ricorderete quando fate l’amore
Sarò felice, buon appetito

Immaginate che io sia un albero bucato senza rami e foglie
Che il ronzio degli insetti sia la musica del nulla
Pensate a me come un immenso mare
Pensate a me come una nave che fa vela nel cielo
Se dio mi parlerà, solo allora gli parlerò
Se dio mi parlerà, solo allora l’ascolterò in questa oscurità
Se dio mi stringerà la mano, solo allora potrò stringergli la mano
Lui è l’unico che può cancellare dai miei occhi i miei giorni e le notti
Certo se avrò ancora occhi..


ŞAİRİN VASİYETİ

Sayın ki dönüşsüz bir yola çıkmışım
Yanlış yapmayacak artık hüznümü içen yollar
İşte dostlarım olacak cin taifesi
İşte gerçek olan hiçlik ve tanrının nabzı
Bu kırlar bu ağaç gölgeleri olmasa da olur

Beni burada bırakın ağlamadan
Duayı dönüşte iki rekat rakıyla yapın
Rakıda filizlenen böceği okşayın anmak için
İçinizde çalan sirenlere uysun adımlarınız
Durmayın secdeniz sevişmek olsun
Sevişirken aklınıza ben mi geliyorum
Anılarım size afiyet olsun

Sayın ki oyulmuş dalsız yapraksız bir ağacım
Böceklerin uğultusu hiçliğin müziği olsun
Beni başı sonu yok bir deniz gibi düşünün
Bir aydınlıkta yüzen bir gemi gibi düşünün
Tanrı konuşursa cevabım bir onadır
Bir ona kulak veririm bu karanlıkta
Tutarsam bir onun elini tutarım
O silebilir yalnız günümü gecemi gözlerimin önünden
Tabi gözlerim kalmışsa


Metin Cengiz: poeta e scrittore nato il 3 maggio 1953 a Göle/Kars (ora Ardahan). Ha frequentato la Göle primary School (1964), la Kars Alparslan High School (1972), e si è laureato alla Erzzurum Atatürk Universty, Schools of Basic Sciences and Foreign Languages, Departement of French (1977). Durante i suoi anni all'università, per un breve periodo, ha lavorato come ufficiale civile all'Istituto Statale di Statistiche(1973). È stato arrestato varie volte per aver pubblicato riviste politiche e partecipato ad azioni illegali. Ha lavorato come insegnante di francese alle scuole superiori di Erzurum (1977-78), Posof (1977-78), Kars (1977-80), Artova (1980-83), İstanbul (1983-87) e Muş (1987). Nel frattempo ha completato i suoi studi alla Marmara Universty, Dipartimento di Francese.
Dopo il golpe militare del 12 settembre 1980, fu imprigionato per due anni in base all'articolo 141 del Codice Penale Turco. Durante i suoi anni di insegnamento fu mandato due volte in esilio e sospeso dal lavoro. Dopo aver lavorato come insegnante a Muþ, ha dato le dimissioni ed è tornato a Istambul dove cominciò a lavorare come correttore di bozze, editore e traduttore presso case editrici. Riprese l'insegnamento dopo il 1993 e si è poi ritirato nel 2002. Oltre al suo lavoro di traduttore ha scritto numerosi articoli sui problemi della poesia nelle riviste Hurriyet Gösteri, Varlık e in numerosi giornali. Nel 2005, insieme ad alcuni amici ha fondato la Şiirden Publishing House per pubblicare poesie ed articoli sui problemi della poesia.
Il suo primo articolo intitolato "Nasıl Şiir" (Che genere di poesia) fu pubblicato sul quotidiano Demokrat, ed altri articoli nelle riviste Broy, Varlık, Adam Sanat, Edebiyat ve Eleştiri, Bahçe (Antalya), Düşün, Yasakmeyve, Parantez, Şiiri Özlüyorum Niğde), Ötekisiz, Şiir Oku, Şiir Odası, Mor Taka (Trabzon), Pitoresk e Yazko Edebiyat. Ha preparato e presentato un programma televisivo intitolato “Şiir ve Resim” (Poesia e Pittura) alla Karadeniz TV nel 1988. Ha ricevuto il Behçet Necatigil Poetry Award nel 1966 con il suo libro intitolato "Şarkılar Kitabı" (Il Libro dei Canti). È membro del Sindacato degli Scrittori Turco, dell'Associazione PEN Writers e dell'Associazione degli Autori Turchi.
Ha elaborato una poesia che trae vantaggio dalla traduzione sfidandola, che riflette le realtà del mondo moderno e che cerca di elaborarle insieme alle realtà della vita e con il suo mondo di emozioni all'interno dell'integrità della sua personalità. Già noto per i suoi articoli sulla poesia fin da giovane, il poeta è diventato uno dei pionieri del periodo post 1980, con i suoi articoli teoricie le discussioni sullapoesia. Alcuni di questi articoli sono stati pubblicati in un libro con il titolo Şiirin Gücü (Il Potere della Poesia, 1993).

Nel 2007 ha preso parte agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo e nel 2010 a "La poesia resistente! Napolipoesia".

Traduzione: Raffaella Marzano
Contatti: Metin Cengiz pagina facebook
Wikipedia turco: Metin Cengiz

Outside our wall: Liliana Arena

Sabato 8 giugno si è inaugurata la mostra fotografica di Liliana Arena, al Blender Arci di Castellammare di Stabia (Corso Garibaldi 68, Na), struttura di cui si occupa Antonio Girace mentre la direzione artistica è affidata a Gianluca Fuccillo, attento ai fermenti musicali della zona e non solo; infatti il locale è anche sede di mostre fotografiche e di varie iniziative il cui comune denominatore è l’arte.
Il tema della mostra, ben esplicato dal titolo scelto, outside our wall, è stato incentrato sulla ricerca del , quindi sul viaggio interiore che ognuno compie nell’arco della propria esistenza, passando dall’Io bambino all’Io genitore fino a giungere all’Io adulto, quest’ultimo rappresentato da equilibrio, consapevolezza e maturità.
foto: Alessio Avino
L’Io genitore, troppo severo con se stesso, ci fa perdere quella parte di bambino che è in noi e senza il quale la nostra esistenza non ha valore perché morte in vita, essendo basata solo sul dovere. Ecco perché i volti scelti da Liliana Arena erano quelli di anziani, poeti e bambini.  A rendere visiva questa ricerca, quindi fulcro della mostra, due scatti, destinati a fissare due figure di adulti che si incamminano verso la luce.
Fino al 20 giugno è stato possibile calarsi in questa realtà visiva che, utilizzando le immagini, è riuscita a rendere stati e tensioni interiori che non hanno nulla di tangibile, a comunicare l’invisibile, di cui noi possiamo solamente avere percezione.

foto: Alessio Avino
Liliana Arena è nata Castellammare di Stabia il 9 Marzo 1966. Tra le sue passioni, la poesia e la fotografia. Ha pubblicato le raccolte poetiche "L'oceano del mio IO" (Marzo 2008) , "La luna oltre la grata" (Ottobre 2010) e "La vite, la vita", contenuta nel volume antologico MATERIA PRIMA (Giulio Perrone Ed. - Giugno 2012).
Diversi i riconoscimenti e Premi Letterari Nazionali e Internazionali per la poesia.
Premio Napoli Cultural Classic 2013 per la narrativa con il racconto "Di ieri, il tempo".
Per la fotografia: Premio Monte Faito 2011 e 2012.

foto: Alessio Avino
foto: Alessio Avino












Contatti:
Liliana Arena on facebook

lunedì 17 giugno 2013

Saker Ghanem at 14 Nisan Festival

Maghar-Israel 9-12/06/2013


Maghar

Heart lacks and arms
Saker Ghanem
the warmth and the voice of Saeed
the voice of Naim the emotion of Hanna
all the days I feel the absence
definitive of Saker Ghanem.

I'll come back to that place
of many religions
to those smiles who haven’t
need translation
I'll be back Maghar

This time my steps
will be less uncertain
and more serene, I'll see the lights
and the order of the streets
thinking that the walls may collapse

and forever



a Maghar

One of the works of Saker
Manca al cuore e alle braccia
il calore e la voce di Saeed
la voce di Naim l’emozione di Hanna
tutti i i giorni sento l’assenza 
definitiva di Saker Ghanem.

Tornerò in quel luogo 
dalle tante religioni
a quei sorrisi che non hanno
bisogno di traduzioni
torno presto Maghar

Questa volta i mie passi
saranno meno incerti
e più sereni, vedrò le luci
e l’ordine delle strade
pensando che i muri possano crollare

e per sempre



Hikmat Khress "Within the Heart"
oil on canvas
We didn’t talk much or frequented Saker Ghanem, only during the 13 Nisan Festival: then we flew to Rome and Saker has returned to his life... until the moment in which he left it. We didn’t know him, for many years to be able to tell stories about him, but one thing is certain, we can testify with all the strength we have in the body, which Saker was an artist as few, and this is confirmed by his works. He was humble and also this can be confirmed by the video that was broadcast during the evening in his honor held at 14 Nisan Festival: in the images he always appeared with the same three or four shirts, portrait was almost never alone, but always with friends or with the family,  poetry was in him and certainly his poetry continues to live inside those people who have crossed his path, at least for a moment. It's hard to meet someone and be immediately impressed by the look, the hugs, the way in which the soul comes into contact with anything that is outside of the body... of all this beauty, Saker was an unsuspecting guilty because, as it happens at all great artists, sensitivity is coupled with modesty.
Therefore impossible to forget, a duty to remember, and forever.

***

Non abbiamo parlato o frequentato molto Saker, solo durante il 13 Nisan Festival; poi noi siamo volati a Roma e Saker è tornato alla sua vita... fino al momento in cui l'ha lasciata. Non lo conoscevamo, quindi, da molti anni per poter raccontare aneddoti sul suo conto, ma una cosa è certa, possiamo testimoniare con tutta la forza che abbiamo in corpo, che Saker era un artista come pochi e questo è confermato dalle sue opere; era umile e anche questo può trovare conferma nel video che è stato trasmesso durante la serata in suo onore svoltasi al 14 Nisan Festival: in quelle immagini appariva sempre con le stesse tre o quattro camicie, non era quasi mai ritratto da solo ma sempre con amici o con la sua famiglia, la poesia era in lui e di certo la sua poesia continua a vivere dentro quelle persone che hanno incrociato la sua strada, almeno per qualche momento. È difficile incontrare qualcuno e restarne subito colpiti dallo sguardo, dagli abbracci, dal modo in cui l’anima entra in contatto con tutto ciò che è all’esterno del corpo… di tutta questa bellezza Saker era colpevole ignaro, perché come accade a tutti i grandi artisti la sensibilità si accoppia alla modestia.
Impossibile quindi dimenticare, un dovere ricordare e per sempre.


Beppe Costa e Stefania Battistella

More information: Mar Mar websiteSaker facebook page;
Related article: Nisan -International Poetry Festival 14 -Maghar, Israel-Nisan poetry festival13 Nisan Festival.








sabato 15 giugno 2013

Poetry: humanity that allows us to life by Stefania Battistella (en/it)

Thinking about literary avant-garde of the 900 in which, rightly or wrongly, have been included many diversity, from poems with the words written so as to form a shape, for example, a house with a fireplace smoking, and continuing with the surrealists and also with those who have nothing to do with surrealism, maybe we could imagine where it would end the poetry of our dear twenty-first century. Fortunately, in this
14 Nisan Festival
case, there are exceptions that prove the rule. There are poets from "sausage festival" (with respect for the sausage) who can’t wait to grab a microphone to feel fulfilled, and it’s their opinion about poetry that I would like to know. This kind of poets now is widespread and, probably, deserves a name to be placed somewhere in the story, at least for the very large number "of participants" and to facilitate recognition. Although the pen is writing is mine, I don’t want to take the responsibility to give the idea to someone to foul the history of world literature, so if someone likes the idea, can safely consider it his. This long introduction to state emphatically that there is also something poetically inexplicable, that dwarfs bad intentions, conscious or subconscious, of poets for "sausage". The poem shows all his greatness, when it turns into a meeting point between people who come from the four corners of the world. This happened to 14 Nisan Festival, organized by Naim Araidi and his team of collaborators. The various cultures of the participants, intentions, problems, all of these components are fused together creating a sort of super man, that contains in itself all the answers to life's questions. The festival took place June 9 to 12, these days the topics have been many, every poet has stood the beauty and
Il poeta cinese Wang Liming con alcuni bambini di Maghar
the endless brutality of the earth from which they came. What other meaning given to poetry than this, the carriers of different worlds met and talked, sometimes with gestures, sometimes only a few sentences in a language other than their own. Poets of Gaza have brought the face of the rubble of their homes, and inform us that have given rise to an international forum of communication that takes care of spreading what the most "reasonable" country consider education and respect for others, the albanians poets were university professors, this must be explained to some Italian of right (politically…) who think to albanians just as thieves and uncaring, the turkish poet spread photos and news on Taksim Square, the Norwegian poet had the rationalization of hours for the lack of light in his face, together with a sweet embarrassment, local poets were pregnant of their land, expressing their untapped potential ... what we exchanged was awareness of who we are, maybe we understand a little 'more about our purpose on earth, which is very most importantly, we met other silent fighters that don’t leave escape life, who fight against that formidable tyrant, identifiable only in the malignant and ignorant intelligence of the human.
I'm sorry for my translation in english, for sure there are some mistakes, but I hope is understandable.


Poesia: umanità che consente vita di Stefania Battistella


Pensando all’avanguardia letteraria del 900 in cui, a torto o ragione, sono state inserite molte diversità di genere, a partire dalle poesie con le parole scritte in modo da formare una sagoma, per esempio, di una casa con tanto di camino fumante, e continuando con i surrealisti e anche con quelli che non hanno nulla a che fare col surrealismo, forse si poteva immaginare dove sarebbe andata a finire la poesia del nostro caro XXI secolo. Per fortuna ci sono delle eccezioni che anche in questo caso confermano la regola. Esistono poeti da “sagra della salsiccia” (con rispetto per la salsiccia) i quali non vedono l’ora di agguantare un microfono per sentirsi realizzati, ed è proprio la loro opinione sulla poesia che vorrei conoscere. Questo genere di poeti
Sindaco della cittadina
Head of the local council
ormai è molto diffuso e probabilmente meriterebbe un nome da collocare da qualche parte nella storia, almeno per il numero molto consistente “di partecipanti” e facilitarne il riconoscimento. Nonostante la penna che sta scrivendo sia mia, non mi voglio assumere la responsabilità di dare l’idea a qualcuno di imbrattare la storia della letteratura mondiale, quindi se a qualcuno piace l’idea, può tranquillamente considerarla sua. Questa lunga premessa per affermare con forza che esiste anche qualcosa di poeticamente inspiegabile, che rende insignificanti le cattive intenzioni, conscie o subconscie, dei poeti da “sagra”. La poesia manifesta tutta la sua grandezza, quando si trasforma in punto d’incontro fra persone che vengono dai quattro angoli del mondo. Questo è accaduto al 14 Nisan Festival, organizzato da Naim Araidi e la sua squadra di collaboratori. Le varie culture dei partecipanti, le intenzioni, i problemi, tutti questi componenti si sono fusi assieme creando una specie di super uomo, che racchiude in se stesso tutte le risposte alle domande della vita. Il festival si è svolto dal 9 al 12 giugno, in questi giorni i temi sono stati molti, ogni poeta si è fatto portavoce delle bellezze e delle infinite brutalità della terra dalla quale provenivano. Quale altro significato dare alla poesia se non questo, i portatori di mondi diversi si sono incontrati e hanno parlato, a volte a gesti, a volte solo con qualche frase in una lingua diversa dalla propria. I poeti di Gaza hanno portato nel volto le macerie delle loro case, e ci informano che hanno dato vita a un forum internazionale di comunicazione che si occupa di diffondere quello che i paesi più “ragionevoli” considerano educazione e rispetto per il prossimo, i poeti albanesi sono
professori universitari, alla faccia dei leghisti italiani che pensano agli albanesi solo come ladri e menefreghisti, il poeta turco diffondeva foto e notizie su piazza Taksim, il poeta norvegese portava in viso la razionalizzazione delle ore per la mancanza di luce, assieme a un imbarazzo dolcissimo, i poeti locali erano pregni della loro terra, esprimendo il loro potenziale inespresso… quello che abbiamo scambiato è stata consapevolezza di chi siamo, forse abbiamo capito un po’ di più il nostro scopo sulla terra ma, cosa molto più importante, abbiamo conosciuto altri combattenti silenti che non lasciano scappare la vita, che combattono contro quell’eccezionale tiranno identificabile solo nell’intelligenza maligna e ignorante dell’essere umano. Sempre più spesso viene in mente che non siamo da soli, forse ci saranno periodi più lucidi, il nostro scopo è quello di dare qualche possibilità che quel periodo possa accadere. I soldati silenti di questo esercito sono sparsi nel mondo ed operano. Riuscendoci.


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Nisan poetry festival
13 Nisan Festival

venerdì 14 giugno 2013

Informazione su libri di scuola? non attendere l'ultimo giorno

http://www.pellicanolibri.com/

Iscrivetevi al nostro sito della libreria per trovare libri consigliati, scrivere per avere informazioni su libri di tutte le edizioni, i nostri eventi e, nel periodo scolastico -universitario, trovare e ordinare ciò che vi è più utile.
Possibile già sin d'ora scaricare le liste dei libri della scuole del nostro territorio.

dante costaDal 1992, continuando con qualche pubblicazione sporadica, l'impegno viene rivolto costantemente alla libreria, con grande assortimento di tutte le case editrici con particolare attenzione ai classici, all'editoria minore e con un ampio spazio dedicato ai libri per bambini.
Si proseguono, però, gli incontri che già si effettuavano con gli autori in varie situazioni e per tutta l'Italia, utilizzando sia gli autori conosciuti e pubblicati che, come sempre, giovani talenti. Si aggiungono agli autori anche pittori, organizzando mostre, e musicisti fino a costituire un gruppo di amici e sostenitori sparsi in tutta Italia, che si scambiano autori e informazioni: i "Poeti dallo Spazio", con Fabio Barcellandi, chiara Daino e Andrea Garbin.
Se, negli anni scorsi, l'interesse del pubblico e del quartiere risultava incredibile fino a riempire, non solo le due sale della libreria, ma anche la stradina d'ingresso, negli ultimi anni la situazione si è assolutamente capovolta seguendo il naturale istupidimento delle menti, causato anche da un numero elevatissimo di pubblicazioni senza alcuna qualità. Allo stato attuale si fa grande fatica a distinguere, in questa marea di 50.000 titoli all'anno (numero che riguarda solo le case editrici ufficiali), quali consigliare a quel pubblico che sempre meno chiede opinioni.
La forza di chi dirige la libreria (Dante Costa) è tale e tanta da resistere a qualsiasi intemperie che colpisce il nostro paese.


domenica 26 maggio 2013

beppe costa sceglie: Rossella Nazionale

Ci sono voci che senti da lontano e via via che ti avvicini non pensi all'eco distratta che ti accompagna da sempre.
La voce di una canzone che hai amato, ma non ha lo stesso timbro, né la medesima emozione. L'avevi dimenticata e ti avvicini ancora forse in cerca di questo locale che, chissà come, ha ancora un jukebox che trasmette una insolita modernissima sonorità
Strano però, ormai sono in vendita a prezzi di antiquariato e poi qui, su questo lago che sembra un poster? visto che tutt'intorno il cielo è buio e che a Brescia sembrava notte alle 13 mentre qui, appena due ore e qualche chilometro dopo appare come una costa della Sicilia con lo sfondo dell'Etna in piena estate.
No, certamente no: è un impianto ad alto volume. Neppure: quando, ancora più vicino, vedo muoversi fra i tavoli del Jolie (si beve e si ascolta, appunto) una grande massa di capelli biondi che il vento (che manca) scuote in ogni direzione.
Sbaglio ancora: non il vento ma lei (mi dicono poi chiamarsi "Rossella Nazionale" che scuote la testa, le braccia, i piedi, il corpo tutto, accompagnandosi con la tastiera che non so per quale sorta di miracolo si regga sulle staffe.
Proprio vero che ciò che non sta in televisione (salvo da morto) è davvero bello, buono e di grande qualità.
Sembra che in Italia ci siano cercatori di intalenti, di mediocrità, di sculettanti imbelli per portarseli tutti dentro, mentre (disperatamente per noi tutti) il meglio sta fuori: dal paese, dalle tivvù, da casa. E trova spazi in strade, piazze e, in questo caso, in un locale dove è possibile per questi mostri 'divinamente voluti dal demonio', cantare, mimare, danzare, fare spettacoli.
Mi è capitato altre volte (prima che mettessero tasse anche lì) scoprire dei grandi musicisti in piazza Navona a Roma, profughi dalle dittature militari e da quelle televisive.
Quindi di questo si tratta: Rossella supera di gran lunga molti cantanti tesserati dal festival vari (non escudo unità - quando c'era, dell'amicizia o sagre di salsicce).
Rossella è altro, forse per questo nella sua terra (del Garda) la chiamano Nazionale. (almeno qui, con lei, l'amor di patria si trova).
Non solo la scelta dei brani ben lontani dal soliti Ferro (Tiziano ha sostituito Aurelio) o dai tanti che durano solo la settimana del festival, ma cuore pancia cervello e gola che, insieme, partecipano servendosi del corpo, dell'aspetto e dei movimenti di Rossella Nazionale.
Vibrazioni dentro e fuori quello spazio gremito di tavoli colmi di persone d'ogni età, (El Pescador), gestito da Paola Caraffa. Altro buon motivo per tornarci per riascoltarla ancora dal vivo).
Lascia tracce, come per il passato m'era accaduto per Eva Lopez, Jannacci, Tenco, Momo e tanti altri che non sto a citare.
Perché lì, con una tastiera e la voce che si diffondeva per tutto il lago di Garda (altezza Moniga)
Certamente sappiamo come si può fare carriera. Con la consapevolezza che lei, Rossella, lo sa. E canta, felice, coi capelli al vento per gli amici: a Lei basta trapanarli nel cuore,
Così ha fatto ed è così che è stato per me. La prossima volta avrò un registratore.

b.c.


l'audio non è perfetto, però.