martedì 29 gennaio 2013

Croce del Sud: la nuova silloge di Andrea Garbin


Per il ciclo
“Domeniche al Museo”
 
presentazione di
Croce del Sud
 nuova silloge di
Andrea Garbin
 domenica 10 marzo 2013
Museo G. Bellini, Via Garibaldi 7, Asola (MN)
ore 16.00

accompagnerà la lettura
il cantautore uruguaiano
Angel Luis Galzerano



TEORIA DELL’ULTIMO VIAGGIO

Nasceva dal passo
il solco che genera
i trascorsi respiri,
sbocciava nel palmo
di mano il nuovo
scenario della specie,
sopra oramai
troppi strapiombi
in molti troviamo
manifesta la perfetta
spina dorata,
il mercato del tenue baratto,
dondoliamo negli occhi scarniti
un desiderio di tremore al cuore,
soltanto per questo, esilmente
navighiamo in acque lontane
balzando come uccelli al primo volo,
velieri nell’odore salmastro
siamo i poveri
del nuovo mondo
fratelli ondosi
senza pietà,
dove la pioggia seda le zanzare
mi parlano: il fuoco
che muove la gioia,
la nebbia che slabbra le cose.


PONTE DI PIETRA

Costruisco la mia morte
quale viandante
ferito
lungo il cammino
residuo vesto
le pietre a festa
che mi cantano sul ponte
v’è sulle acque la poesia
esiste ancora un
luogo per la bocca
dove la terra
non è più trafitta?


IN PATAGONIA

Dice Sepulveda che esiston qui
soltanto due confini:
il primo, della terra;
il secondo, su nel cielo.
Io non li vedo, forse
perché vi son dentro,
né l’uno né l’altro;
o forse perché l’occhio
mio più non sa vederli;
o forse, chissà,
perché riesco in natura
a veder solo i colori;
ed anche certamente
perché giusto è il non
poter vederli.
Vedo solo il confine del mio sguardo
il limitare dei miei passi corti
il lento sciabordio delle mie braccia:
ma quello umano è l’unico confine
che vedo. Messo qui in questo spazio
perde pure il suo confine.


Scrive Alessandro Assiri:
Il viaggio, tema consono dell’esperienza poetica, diventa qui punto di vista e orizzonte focale. Quel viaggio che ha solo occhi e strada, passi e gomme surriscaldate su strade polverose, si ripropone nell’ultimo lavoro di Andrea Garbin. La gola sembra seccarsi nella prima lettura dei dieci paesaggi che l’autore ci consegna; si seccano le labbra e si ha sete perché il senso di aridità che pervade l’opera è l’asprezza di una terra che solo nell’abbandono può essere compresa: nell’abbandono delle convenzioni e dei nomi. “Nulla ritorna al passato, nemmeno le pietre” ci ricorda Garbin, mentre si orienta all’ascolto, procedendo scientemente al di fuori di un senso tragico di cui sarebbe facile rimanere preda.
Ne L’essenza del cammino, Garbin si chiede se esiste ancora un luogo per la bocca che altro non è se non lo spazio poetico del dire e del ribadire, del testimoniare e del denunciare come compito non tanto della poesia civile, quanto della civiltà della poesia. Sarebbe da dilettanti piagnucolare che non c’è più nulla da fare, che le parole non servono più; sarebbe comodo crogiolarsi in quella pigrizia intellettuale che pervade tutto ciò che abbiamo attorno; e Andrea, che ha dimostrato anche nel suo percorso umano di avere ben imparato la lezione, ci fornisce con Croce del Sud un’ulteriore indicazione che il prodotto dell’impegno è sempre la somma di parole oneste.
(A. A.)

Andrea Garbin (Castel Goffredo, MN), ha pubblicato le raccolte di poesia Il senso della musa (Aletti, 2007); Lattice (Fara, 2009); Viaggio di un guerriero senz'arme (L'arca Felice, 2012). Alcune poesie che compongono Croce del sud, sono precedentemente incluse nelle antologie edite da Fara Edizioni:  Salvezza e impegno; Il valore del tempo nella scrittura. Suoi racconti sono inclusi nelle antologie Per natale non esco (Transeuropa, 2008); Il rumore degli occhi (Ed.Creativa, 2009). Ha partecipato a OttobreInPoesia (festival internazionale di Sassari) e a La poesia resistente (incontri internazionali di poesia di Salerno).
Dirige gli incontri di poesia presso il Caffè Galeter di Montichiari (BS) dove ha creato il Movimento dal sottosuolo. Collabora con Volo Press di Igor Costanzo, Casa della Poesia di Salerno e con Thauma Edizioni, per cui ha anche tradotto e pubblicato il libro di poesie Nascita Volatile, della poetessa colombiana Angye Gaona. Nel 2011 è stato tradotto da Dave Lordan in Irlanda, nel libro Poethree, presentato in numerose città dell'isola. Negli Stati Uniti, è uscita, in tiratura limitata, Border Songs (C.C.Marimbo Berkley, 2011), una prima selezione dei Canti di Confine, tradotta da Jack Hirschman ed esposta a S. Francisco presso la City Lights di Ferlinghetti.
Ha collaborato tra gli altri con Beppe Costa, Fernando Arrabal, Paul Polansky. Suoi testi sono tradotti in inglese, spagnolo, francese, albanese. È tra i fondatori del Teatro Scariolante.



mercoledì 23 gennaio 2013

Stefania Battistella: L'amore m'ha fatto fragile

Stefania Battistella nasce nel 1989 in provincia di Treviso.
Ha già pubblicato “briciole di pensieri e di velluto”, (AltroMondo editore, 2010).
Nel 2011 si trasferisce a Roma e nello stesso anno partecipa come ospite al Festival Internazionale Letterario Città di Sassari -Ottobre in Poesia-, con Jack Hirschman, Paul Polansky, Beppe Costa e altri, dove esegue dei reading poetici alla libreria Messaggerie Sarde e ai giardini pubblici.
Nello stesso anno, alcune sue poesie vengono pubblicate in “Acqua privata? No grazie!”, raccolta antologica di poesie e fotografie di autori nazionali e internazionali contro la privatizzazione dell’acqua e in difesa di un bene primario, a cura di Marco Cinque.
Nel 2012 partecipa al tredicesimo “Nisan Festival”, che si svolge annualmente in Galilea, appuntamento in cui vengono invitati numerosi poeti da tutto il mondo.
Nello stesso anno prende parte al festival poetico internazionale “Palabra en el Mundo”.
È presente nel numero di luglio 2012 nella rivista Reti di Dedalus.
Sua ultima pubblicazione "L'amore m'ha fatto fragile", Thauma Edizioni 2012.
Nel dicembre 2012 vince il Premio Internazionale Città di Ostia per la Poesia.
Nel 2013 è l'ottava poetessa dell'8 marzo (Anzio).


Alcune poesie tratte da "L'amore m'ha fatto fragile", traduzioni di Francesca Pirrone:

Ai poeti

Sei poeta
se ridi
anche senza l’idea della comicità
sei clown
se piangi
anche senza l’idea della tragicità
eppure di base siamo tutti uomini e donne
di base
incapaci di disegnare parole nuove


To Poets

You’re a poet
if you laugh
even if you lack the idea of comedy
you’re a clown
if you cry
even if you lack the idea of tragedy
and yet we are all men and women
basically
basically unable to draw new words


Solo bianco, solo nero

Consapevoli
di avere un tempo misurato
sull’esempio di tutto il resto dell’esistenza
come vivere
sapendo che il giorno della morte
è più o meno vicino
con contorni abbastanza definiti
così capisco i condannati a morte
che s’improvvisano credenti
così capisco chi, anche con famiglia
solo rimane, per essersi riscoperto vivo
così vedo il bianco e il nero
all’interno dello stesso quadro
senza sottrarmi al volere di qualcosa o qualcuno
che continua a imporre
solo bianco
solo nero

only black, only white

conscious
of having a limited time
on the example of all the rest of the existence
how shall we live
knowing that the day of death
is more or less, near
with outlines fairly defined?
so I understand those who are condemned to death
sudden believers
of an improvised religion
and I understand those who, even with family,
remain alone,
for having found themselves alive
so I see the black and the white
within the same picture
without having to escape the will
of someone or something
that continues to impose
only black
only white

 Primo d’Aprile

Tutti quei professori
qui presenti o altrove
dovrebbero insegnare vita
non solo parole vuote
sempre presenti all’appello

tutti quei genitori
qui presenti o altrove
dovrebbero essere accorti
essere più grandi dei figli
non muti pali della luce
o fili scoperti con pistole ad acqua

tutti quegli amici
qui presenti o altrove
quelli che fanno concorrenza ai fantasmi
forse addirittura più banali
della stupidità che portano in giro
sorrisi vuoti e finti presenti solo altrove

tutti quegli idioti
qui presenti o altrove
che si contentano del divulgato
la verità è palese
ma come ciò che sta sotto gli occhi
anche lei è ben nascosta
rendendo saggio ogni stupido dotato di bocca

tutte quelle credenze
mie, tue, loro, degli altri
che attingono sempre allo stesso pozzo
si fanno la guerra
perché hanno faccia diversa
ma stesso culo

tutte quelle persone che si arrabbiano
senza sapere fare altro
costituiscono un gruppo di emarginati
che prima o poi scoppierà
sporcando di verità tutto ciò che sta intorno

spero solo, lo spero davvero
che questo o quel che vuol essere sia:
scoppi in fretta e imbratti chi è solo carta bianca
scarabocchiata di primo d’Aprile

1st April

All those teachers
here or elsewhere
should teach life
not just empty words
always present at roll call

all those parents
here or elsewhere
should be more acute
more mature than their children
not silent electricity poles
or bare wires with water pistols

all those friends
here or elsewhere
competing with ghosts
perhaps even more trivial
than the stupidity they bring around
empty and fake smiles only present elsewhere

all those idiots
here or elsewhere
who are satisfied with popularized content
the truth is obvious
but like with eveything we have under our eyes
she is also well hidden
making wise every stupid with a mouth

all those beliefs
mine, yours, theirs, others’
always drawing from the same well
are in war
because they have different face
but same ass

all those people who get angry
without knowing how to do anything else
constitute a group of marginalized
that sooner or later will explode
spitting truth on all that is around

I just hope, I really hope
that this will be or what it wants to be:
that it will burst quickly and will smear all those
who are just white paper
scribbled
on the first of April



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giovedì 17 gennaio 2013

Fernando Arrabal è un personaggio di successo solo per me, secondo utente wikipediano?

Avevo già rinunciato a combattere giornali, televisioni e, persino, chi tentava di starmi accanto.
Rinunciato da tempo a pensare che la cultura nel mio paese, si risollevasse solo perché v’era l’obbligo scolastico, diversamente da quando ero giovane che l’obbligo non c’era ma il tentativo di sapere di più anche da parte di analfabeti correva veloce da una porta e da un cortile all’altro.
Che poi i libri non avessero quasi più uno stile, una correzione, una logica editoriale o per collana stava diventando consuetudine, perché stupirsi ancora di trovare Cardella o Leopardi o Marquez nella stessa collana Oscar Best?

E se le enciclopedie venivano regalate a chi comprava un servizio di piatti per 12 non faceva danno a nessuno. Quindi mi abituai all’uso della rete, più libera e senza costi.
Ma anche qui, arrivavano i barbari, gli incapaci, i presuntuosi che conquistavano stellette di carta per la loro abilità di collaboratori su Wikipedia.
Questi generali, fra l'altro, usando dei nomi di fantasia, non è possibile smascherarli come invece potrebbe accadere con un critico che sbaglia, o un giudice che condanna per errore; possono chiudere ed aprire con un altro nome ancor più fantasioso e certamente potrebbero continuare a fallire operando ulteriori fallimenti in altre pagine, indisturbati e, come ho potuto notare, quando si scambiano ordini divertendosi nell'attaccare questo o quell'altro, e del tipo: "mo' gliela faccio vede'", "ok, ci penso io capo", "adesso sì che ci divertiamo".
Oggi che wikipedia si sviluppa ancor più nei paesi arabi e in cina, immaginatevi mettere quattro nostri italiani di questo tipo fra le loro pagine: la Palestina sarebbe già scomparsa.
Quella italiana, visto che non conosco altre lingue e, a stento, la mia, doveva poteva essere una soluzione alla lentezza delle enciclopedie su carta, costose e, spesso, anche queste un po’ orbe, accorgendosi (come tanti del resto) dell’artista solo post mortem. Dell’artista naturalmente perché di quello posso parlare, d’altro non so.
Così scopro quindi che Fernando Arrabal per una wikipediana doc (con stellette) è noto grazie soltanto a me.
Credere per favore, (metto l’immagine).


A questo punto io e la mia amica poetessa Stefania pensiamo che non sia il caso di aggiungere, sistemare pagine, mettere link di giornali su voci che via via trovavamo ‘distratte’, come Giovanni Pascoli, Anna Maria Ortese, La legge Bacchelli, Paul Polansky e altre che pensavamo di fare.
Avendo reagito con alcuni (vedi blog precedenti) alludendo all’ignoranza (in senso latino) che nel nostro paese governa a proposito della poesia, di case editrici ma anche di musica, mentre per Belen Rodriguez c’è perfino il colore degli occhi, la misura delle scarpe e quelle delle ‘rotondità’, le prime subiscono un attacco personale da questi generali di carta da rete.
Di conseguenza le pagine dove sia loro possibile risalire a me, nel senso che portano il mio nome e alle quali ho contribuito, vengono tutte attaccate o addirittura chiuse.
Poco male, accade a tanti altri e non deve stupire che molti vi collaborano, patiti della rete ma poi non vanno a guardare da sé le notizie o verificare se la luna sta in cielo o sotto terra.
Quindi iniziano a mettere dei tag negativi, non solo alle mie pagine (devo leggere che scrivere il nome di Giacinto Spagnoletti che ha prefato un mio libro è pubblicità) che essere nato da famiglia povera ha necessità di testimonianza. Bisogna tornare nel collegio delle suore dove fui portato a 4 anni (La Repubblica non ne parla e quindi non verificabile).
Ma ciò che maggiormente mi colpisce è quando l’utente Shivanarayana (con Gac, Bramfab e Vito/Vituzzu complici come si può leggere nel blog precedente) farà yoga e crede nella reincarnazione certamente, sostiene che Fernando Arrabal è un autore importante perché lo sostiene il suo editore italiano!!! quindi io!
 
Fernando Arrabal e Beppe Costa alla Pellicanolibri
Mi chiedo se wikipedia non dovrebbe avere degli esperti di pagine lasciando all’utente il compito di occuparsi di ricette di cucina o di astronomia quando ne sia capace standosene lontano da ciò che concerne cultura.
Si sa e lo ribadisco che in questo modo come sta accadendo per la nostra lingua sarà la rete a darle il colpo di grazia? ed è un peccato, in quanto sono errori facilmente verificabili da chi appunto fa il wikipediano e perdendo qualche minuto anziché scrivere boiate facesse una media ricerca in rete, trovando giornali di tutto il mondo che scrivono dell’artista, in merito.
Se il risultato fosse inutile e che il ‘prodotto’ Arrabal fosse una mia invenzione, allora sì, avrebbero il sacrosanto diritto (senza metterci ironia) di cancellare la pagina. Altrimenti la pessima figura tocca solo al wikipediano in causa che, in ogni caso (e purtroppo) non perde le ‘stellette’, né viene sanzionato.
Quindi la libertà sì della rete e di questa splendida iniziativa che è Wikipedia, ma anche la libertà di danneggiarla, come se fosse una proprietà personale e/o una conquista sociale.

Non so gli altri paesi: per l’esperienza vissuta sin qui, ho trovato per inglese e francese collaborazione, gentilezza e certo non una invasione in tutti i campi.

Mi spiace molto di non essere l’inventore e il promotore di Fernando Arrabal, definito da molti autorevoli critici e artisti uno dei grandi geni viventi.
Ne ho solo edito alcuni libri a partire da Panic (nel 1978) vendendone pochissime copie (purtroppo, ma ne sono sempre stato consapevole) e, la pagina del Movimento Panico che avevo tentato di fare su Wiki mi è stata immediatamente cancellata.
Come scrive qualcuno: preferisco la Treccani, Zanichelli e anche la Garzantina!




venerdì 4 gennaio 2013

Wikipedia: Beppe Costa ha crisi di personalità -di Stefania Battistella


Andando a farsi un giro su internet per leggere che ne pensano le persone di wikipedia Italia, si trova del materiale contrastante: diverse sono le persone che ne parlano male, altre che non ne parlano (quindi se è vero “chi tace acconsente”, tutti parlano male di it.wikipedia)...

Scherzi a parte, voglio diffondere che cosa è capitato a me in questi giorni, cercando di farlo nel modo più neutrale possibile, nonostante la cosa mi coinvolga personalmente:

Io e Beppe Costa pensiamo che sarebbe una buona cosa creare la pagina it.wikipedia di una casa editrice che, nelle sue prime pubblicazioni, conta su nomi come Paul Polansky; non è solamente Paul a dare “lustro” a questa casa editrice, ma le personalità che ci ruotano attorno, nomi come Ferlinghetti, Jodorowski, Sanders, Hirschman, Merini, Luzi, Falk, Carifi, Cherkowski, Lipman, Villamil, Hytonen, Masala, Pierri, Ghedi, Pedrini... tutti nomi che gravitano non solo per la casa editrice in sé, ma per il tipo di filosofia che segue l’editore; una casa editrice di poesia, per chi è del mestiere, sa bene che non è affatto il modo migliore per guadagnare soldi, ma per rimetterceli sì, non c’è modo migliore.
Creiamo la pagina, inserendo collegamenti ad articoli di giornali che confermano quello che è riportato nella pagina.
Cominciano però i problemi.
Viene inserito un dubbio di “enciclopedicità” perché una casa editrice (quindi una azienda) può non essere enciclopedica se ha solo due anni di vita e poche pubblicazioni.
Mi pare a dir poco assurdo, mi chiedo che cosa voglia dire “enciclopedicità” e penso che probabilmente è un sinonimo di “scappellamento a destra” di Tognazzi.
Scrivo all’utente che ha messo il tag (utente: Remulazz) chiedendo che altro manchi e che cosa aggiungere per fare in modo di sistemare la pagina. L’utente risponde dicendo che, appunto, l’enciclopedicità è riguardo l’azienda, immagino che una azienda giovane non è enciclopedica..!?
Ci spostiamo nella pagina di discussione della voce appena creata, e allibita, scrivo quanto penso, che non è possibile che una azienda non sia enciclopedica perché così giovane, e mi dilungo sottolineando che l’importanza e la peculiarità non sta nell’età, ma dell’importanza, rispiegando un po’ quanto ho già scritto poco sopra. Beppe Costa interviene ripetendo più o meno la stessa cosa, non ricordo e non so riportarvi gli interventi in maniera precisa e vi spiegherò il perché.
Nel bel mezzo della discussione, all’improvviso (immagino che ci sia stata una “riunione virtuale” fra più amministratori per prendere decisioni), l’utente Gac blocca la mia utenza (in maniera illimitata), quella di Beppe (per una settimana), cancella la pagina appena creata e anche la pagina di discussione, la mia pagina utente e relativa pagina di discussione... il motivo?
Sockpuppet!

Citando wikipedia: “Chiunque si registri su Wikipedia agisce tramite un'utenza registrata: la regola è che un utente registrato editi tramite una singola utenza, anche se è tecnicamente possibile creare più di un'utenza. Le utenze secondarie vengono chiamate sockpuppet e vi sono esclusivamente alcuni specifici motivi per cui possono essere create.”

Quindi, per gli amministratori wikipedia, io e Beppe Costa saremmo la stessa persona, e più precisamente, sarebbe stato Beppe Costa a manovrare la mia utenza oltreché la sua, il tutto per creare una pagina. Ovviamente questo è impossibile, io e Beppe Costa siamo due persone diverse e distinte. Esiste una sanzione per chi usa sockpuppet e, citando ancora wikipedia: “I sockpuppet che contravvengono ai divieti vengono sanzionati: se la comunità ritiene sufficienti gli elementi per convincersi della loro natura di sockpuppet essi vengono bloccati all'infinito. La durata del blocco per l'utenza principale varia da caso a caso.”

Detto fatto, la “comunità” ha bloccato le utenze, come dicevo (per questo non posso riportare alcuni commenti, in quanto cancellati durante l'operazione di blocco). L’utente Gac mi risponde così dopo le mie lamentele su questo fatto: “Caro W*, Wikipedia ha i mezzi tecnici che ci permettono di accertare (senza ombra di dubbio) che tu sei Beppecosta. Evita quindi raccontare favole; essendo tutti anonimi, wikipedia si basa sulla fiducia; tu hai abusato della nostra buona fede cercando di farci credere che sei diverse persone. Sorry”

C’è un piccolo dettaglio, io condivido la connessione internet e la linea telefonica col tanto citato poeta, lo faccio notare ma ovviamente non vengo presa in considerazione perché essendo un clone, secondo loro, non ho voce in capitolo, devo solo stare zitta. I mezzi che wikipedia usa per scoprire (senza ombra di dubbio) chi sono gli utenti, non è altro che una semplice registrazione IP dell’utenza che compie delle modifiche alle pagine... ma come dicevo, condividendo la connessione col sign. Costa, l’IP del mio pc e del suo, nel momento in cui accedono a internet usando lo stesso modem, è  lo stesso. Tanto basta ai generali (amministratori) di wikipedia, con tanto di stellette di merito, per bloccare utenze.
Scrivo anche il mio numero di carta d’identità per provare che non sono Beppe Costa, ma entra in campo un altro utente (Vituzzu/Vito) che mi spiega: “Inserire dati *realmente* personali come il numero della carta d'identità, in una pagina pubblicamente accessibile, non è una buona idea. Nemmeno quella sarebbe una "prova" ma il nostro livello d'indagine, trattandosi di "banale" gestione degli utenti non è assolutamente paragonabile alla profondità di un'indagine giudiziaria: dal nostro punto di vista il fatto che una persona "chieda aiuto" ad un'altra persona vicina per aver ragione su una particolare questione non è molto dissimile dal fatto che una persona finga di essere due o più utenti”

Ovviamente protesto, e lo stesso mi risponde: “Non ho grossi problemi a credere che si tratti di due persone distinte, tuttavia, come dicevo, dal nostro punto di vista non c'è una grossa differenza, in ogni caso ci siamo trovati davanti ad utenze che si muovevano all'unisono con un particolare obbiettivo.”

Non è affatto vero che non c’è grossa differenza, sono stata accusata di sockpuppet e punita quando invece i presupposti mancavano, ma per loro non c’è grossa differenza. Siamo stati accusati di essere utenze che si muovono all’unisono con un obiettivo particolare, cosa assurda, perché esistono utenti che modificano pagine wikipedia collaborando, magari anche assieme alla stessa pagina, come mi è capitato di leggere su alcune pagine di discussione. Il tutto, quindi , dovrebbe decadere... ma ovviamente non è così, perché io mi tengo il mio blocco e l’utente Shivanarayana afferma: “non è il solo IP ad essere preso in esame. Il punto più importante in realtà è un altro: la vostra attività è evidentemente promozionale nel senso wikipediano del termine. Io mi sono preso la briga di leggere le voci da voi curate dopo la positività e la cosa è ultraevidente. Su un catalogo editoriale o nei volantini che pubblicizzano un incontro con l'autore si è liberi di scrivere ciò che si vuole, cose come "Considerato uno degli autori più importanti e completi del XX secolo, Arrabal è spesso visto come l'incarnazione dell'arte contemporanea" ad esempio. Qui però vige Wikipedia:NPOV, Wikipedia non è una vetrina e l'abuso nei confronti del progetto l'avete commesso voi, non noi a impedirvelo. Se siete disponibili a rendervene conto e a fare quanto necessario per rimediare tanto meglio per tutti. Cominciamo però con l'evitare arrampicate sugli specchi.”

C’è una cosa che non torna, l’utente qui mette in discussione il fatto che la nostra attività sia promozionale, ho i miei dubbi, ma anche se così fosse, la “punizione” non sarebbe quella riservata ai sockpuppet visto che si tratta di due cose distinte.
Come se non bastasse, vista la nostra cattiveria, premeditazione sul fare pagine wikipedia, come se costituissero uno status symbol o una immunità sociale, l’utente Bramfab (oltre a Shivanarayana)  in questi giorni si sta divertendo ad andare a smontare tutte le pagine in cui avevamo dato dei contributi perché, visto che siamo i cattivi, la ripicca e rivincita può essere esercitata anche così, e sono pagine di personaggi quali Goliarda Sapienza, Anna Maria Ortese, i sopra citat Fernando Arrabal e Paul Polansky, ovviamente tutte personalità che loro credono di demolire mettendo un tag, non sapendo la loro importanza perché nemmeno (questi utenti) si interessano di letteratura, come dichiarato, ancora una volta, da Shivanarayana; così il punire un utente (per cose non commesse) sfocia in un abuso di potere vendicandosi sfacciatamente facendo danni all’informazione pubblica (se wikipedia può esserne un mezzo), senza sapere nemmeno quello che vanno a fare.
Ho notato, invece, una notevole differenza: in en.wikipedia gli utenti contribuiscono in modo costruttivo, aggiungendo link o collegamenti a portali che, magari, utenti “pivelli” non sanno fare, correggendo anche i semplici errori di battitura! In it.wikipedia, invece, appena una voce viene creata, passa mezzo secondo che già ti dicono “non è enciclopedica” e come sistemarla te la devi vedere da solo, senza farti venire in mente di mettere troppi link perché altrimenti è “promozione”, ma se non ne metti le fonti mancano o sono insufficienti, passando dalla padella alla brace.

Traendo qualche conclusione, mi pare che siamo in presenza di strapotere da parte di questi amministratori e utenti che, forti di dedicare ore e ore a wikipedia per andare a “sanzionare” altri utenti, si sentono liberi di decidere quel che vogliono e insieme, agire. Tutto questo accade con it.wikipedia, nelle altre lingue non succede nulla, e questo afferma, ancora una volta, che l’estero vince sempre... siamo condannati a perdere sempre e comunque questa partita?


Faccio un esempio pratico:
nella pagina it.wikipedia di Fryderyk Chopin si trova questa dicitura:
“Questa voce o sezione sull'argomento musica classica è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali.”

Ora, quale giornale ha un archivio che arriva fino al 1800? Chissà se Fryderyk ha mai rilasciato un’intervista per quelli de Il Corriere della Sera, magari si può riportare un link che verifichi che lui è davvero diplomato al conservatorio, ma speriamo l’abbia conseguito in un conservatorio serio e non uno minore, altrimenti non è enciclopedico.
Che altro serve per rendere certo e sicuro, per i tipi di wikipedia, che Chopin era davvero musicista? La stessa voce, invece, nelle altre lingue (una sfilza) non ha il minino dubbio riguardo le fonti... chissà, loro sì hanno l’intervista di Fryderyk!
Capite che siamo di fronte all’assurdo, utenti come corvi neri che aspettano la creazione di una voce che, magari, non viene fatta tutta in un colpo solo, ma man mano inserendo le famose e tanto desiderate note e fonti... non sia mai! Dopo 2,8 secondi dal salvataggio della pagina, mentre si stanno aggiungendo le fonti, appare quell’odioso riquadrino, il corvo nero di turno ha sferrato l’attacco; passano invece mesi se, dopo aver aggiunto note, si chiede di togliere quelle notifiche. L’importante è castigare e prendersela a livello personale con altri utenti, loro sono i fuorilegge ai quali, se si potesse sparare, di certo non lo farebbero a salve.


Tornando a noi, se i presupposti delle “punizioni” non ci sono, perché devo continuare a tenermele?
Stabilito che il problema non è sockpuppet ma una premeditazione non enciclopedica (secondo loro) perché continuare a irrigidirsi sulla decisione sbagliata e continuare imperterriti a fare gli arrabbiati, i cattivi, come se gli avessimo rubato le pietre in porfido ornamentali del giardino?

Il fatto è questo: loro hanno deciso e sono passati al detto-fatto senza porsi il minimo dubbio che, forse, sbagliavano. Non lo hanno fatto nemmeno dopo le mie affermazioni e nemmeno dopo il mio esporre la carta d’identità.
Che deve fare una persona per affermare e diffondere un po’ di cultura ed editoria che viene calpestata dalle grandi lobby e gruppi che, in Italia, stanno tutte in mano a 2 o 3 persone?
È difficile combattere tutto ciò nella vita reale, persone passano l’intera esistenza a contrastare tutto ciò, ci voleva anche lo strapotere di utenti e amministratori di wikipedia. Non ci resta che emigrare e vendere il nostro valore all’estero. Chissà quali e quante altre stellette si sono guadagnati questi utenti/amministratori.


C’è da sottolineare in maniera molto marcata che quanto scritto in questo articolo non va applicato a tutti gli utenti e amministratori di wikipedia, non facciamo di certo di tutta l’erba un fascio, ci sono persone che contribuiscono fornendo informazioni preziose per noi tutti.

Intanto Beppe Costa si chiede se lui è davvero lui... o siamo invasi da cloni?


PS: alla voce Belen Rodriguez nel template, appaiono le misure e il colore degli occhi. Nessun dubbio di enciclopedicità!

PPS: mi sono permessa di citare nomi di utenti e riportare commenti perché gli stessi sono visibili da chiunque sulle relative pagine di discussione, per chi sapesse già muoversi su wikipedia, per gli altri ho ritenuto corretto riportare qui il tutto.

Tutto questo non è un problema solo mio/nostro:
Philip Roth contro Wikipedia: «Errori che non correggono»
Anche il Giornale contro Wikipedia

sb

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