martedì 29 gennaio 2013

Croce del Sud: la nuova silloge di Andrea Garbin


Per il ciclo
“Domeniche al Museo”
 
presentazione di
Croce del Sud
 nuova silloge di
Andrea Garbin
 domenica 10 marzo 2013
Museo G. Bellini, Via Garibaldi 7, Asola (MN)
ore 16.00

accompagnerà la lettura
il cantautore uruguaiano
Angel Luis Galzerano



TEORIA DELL’ULTIMO VIAGGIO

Nasceva dal passo
il solco che genera
i trascorsi respiri,
sbocciava nel palmo
di mano il nuovo
scenario della specie,
sopra oramai
troppi strapiombi
in molti troviamo
manifesta la perfetta
spina dorata,
il mercato del tenue baratto,
dondoliamo negli occhi scarniti
un desiderio di tremore al cuore,
soltanto per questo, esilmente
navighiamo in acque lontane
balzando come uccelli al primo volo,
velieri nell’odore salmastro
siamo i poveri
del nuovo mondo
fratelli ondosi
senza pietà,
dove la pioggia seda le zanzare
mi parlano: il fuoco
che muove la gioia,
la nebbia che slabbra le cose.


PONTE DI PIETRA

Costruisco la mia morte
quale viandante
ferito
lungo il cammino
residuo vesto
le pietre a festa
che mi cantano sul ponte
v’è sulle acque la poesia
esiste ancora un
luogo per la bocca
dove la terra
non è più trafitta?


IN PATAGONIA

Dice Sepulveda che esiston qui
soltanto due confini:
il primo, della terra;
il secondo, su nel cielo.
Io non li vedo, forse
perché vi son dentro,
né l’uno né l’altro;
o forse perché l’occhio
mio più non sa vederli;
o forse, chissà,
perché riesco in natura
a veder solo i colori;
ed anche certamente
perché giusto è il non
poter vederli.
Vedo solo il confine del mio sguardo
il limitare dei miei passi corti
il lento sciabordio delle mie braccia:
ma quello umano è l’unico confine
che vedo. Messo qui in questo spazio
perde pure il suo confine.


Scrive Alessandro Assiri:
Il viaggio, tema consono dell’esperienza poetica, diventa qui punto di vista e orizzonte focale. Quel viaggio che ha solo occhi e strada, passi e gomme surriscaldate su strade polverose, si ripropone nell’ultimo lavoro di Andrea Garbin. La gola sembra seccarsi nella prima lettura dei dieci paesaggi che l’autore ci consegna; si seccano le labbra e si ha sete perché il senso di aridità che pervade l’opera è l’asprezza di una terra che solo nell’abbandono può essere compresa: nell’abbandono delle convenzioni e dei nomi. “Nulla ritorna al passato, nemmeno le pietre” ci ricorda Garbin, mentre si orienta all’ascolto, procedendo scientemente al di fuori di un senso tragico di cui sarebbe facile rimanere preda.
Ne L’essenza del cammino, Garbin si chiede se esiste ancora un luogo per la bocca che altro non è se non lo spazio poetico del dire e del ribadire, del testimoniare e del denunciare come compito non tanto della poesia civile, quanto della civiltà della poesia. Sarebbe da dilettanti piagnucolare che non c’è più nulla da fare, che le parole non servono più; sarebbe comodo crogiolarsi in quella pigrizia intellettuale che pervade tutto ciò che abbiamo attorno; e Andrea, che ha dimostrato anche nel suo percorso umano di avere ben imparato la lezione, ci fornisce con Croce del Sud un’ulteriore indicazione che il prodotto dell’impegno è sempre la somma di parole oneste.
(A. A.)

Andrea Garbin (Castel Goffredo, MN), ha pubblicato le raccolte di poesia Il senso della musa (Aletti, 2007); Lattice (Fara, 2009); Viaggio di un guerriero senz'arme (L'arca Felice, 2012). Alcune poesie che compongono Croce del sud, sono precedentemente incluse nelle antologie edite da Fara Edizioni:  Salvezza e impegno; Il valore del tempo nella scrittura. Suoi racconti sono inclusi nelle antologie Per natale non esco (Transeuropa, 2008); Il rumore degli occhi (Ed.Creativa, 2009). Ha partecipato a OttobreInPoesia (festival internazionale di Sassari) e a La poesia resistente (incontri internazionali di poesia di Salerno).
Dirige gli incontri di poesia presso il Caffè Galeter di Montichiari (BS) dove ha creato il Movimento dal sottosuolo. Collabora con Volo Press di Igor Costanzo, Casa della Poesia di Salerno e con Thauma Edizioni, per cui ha anche tradotto e pubblicato il libro di poesie Nascita Volatile, della poetessa colombiana Angye Gaona. Nel 2011 è stato tradotto da Dave Lordan in Irlanda, nel libro Poethree, presentato in numerose città dell'isola. Negli Stati Uniti, è uscita, in tiratura limitata, Border Songs (C.C.Marimbo Berkley, 2011), una prima selezione dei Canti di Confine, tradotta da Jack Hirschman ed esposta a S. Francisco presso la City Lights di Ferlinghetti.
Ha collaborato tra gli altri con Beppe Costa, Fernando Arrabal, Paul Polansky. Suoi testi sono tradotti in inglese, spagnolo, francese, albanese. È tra i fondatori del Teatro Scariolante.



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