giovedì 6 marzo 2014

Igor Costanzo, Apnea (Seam Edizioni)

Inediti rari e diversI
collana diretta da beppe costa
ISBN: 9788881795130, pag. 98 € 10,00

Inizio questo spazio dedicato a Igor Costanzo, con le parole che la stessa Alda Merini ha usato nel  presentare "Innocenza in bilico", che mi trovano d'accordo: 

"Credere nella poesia non è credere nella vita, ma è un modo anche per vincere le vie della tristezza.
Non sono un critico e non voglio battermi contro i mulini a vento, però quando Igor mi ha fatto vedere i suoi versi ho tremato e ho pensato a quante lotte ho dovuto fare per salvare il mio talento. Trovo il suo stile molto nuovo, pieno di valori e di leggerezza, però vorrei capisse che la vita è più importante, quindi auguro a questo giovane poeta non tanto la poesia ma la felicità".
Alda Merini

Che queste ultime parole della Merini siano la via maestra per Igor Costanzo, anche se la poesia nasce proprio dove non è visibile la felicità, semmai qualche momento di gioia o di serenità.

Igor Costanzo e Jack Hirschman

È ben difficile essere felici quando si ha una visione del mondo ampia, quando non si veda solo la propria figura riflessa, ma tanti poveri essere a noi simili che vivono nella miseria, anzi, che non riescono a vivere affatto. Per le vie così tanto affollate di poesia e di parole spesso inutili, incontro abbastanza tardi Igor Costanzo, dopo aver conosciuto quasi tutti i suoi amici Andrea Garbin, Fabio Barcellandi, Paul Polansky, Jack Hirschman, e ogni volta sono stati pochissimi i minuti che ci vengono riservati, a causa della vita caotica di entrambi o per il destino che ci farà incontrare maggiormente su carta?


Questo potrebbe essere come un ritorno al passato quando per mesi si aspettava che il postino ci consegnasse la lettera tanto attesa di un amico scrittore o dell'amata.
Il primo incontro risale al 2010  in uno dei suoi locali, in occasione di un reading con poca fortuna, il secondo malgrado il ghiaccio e malgrado Igor arrivasse trafelato solo qualche minuto prima, siamo riusciti ugualmente a riscaldare una serata al comune di Moniga del Garda; in occasione della presentazione del mio libro che, in questo caso, lo veste e investe da editore.
C’era stato un altro incontro di pochi minuti a Roma, in una serata dedicata ai poeti rivoluzionari (Revolutionary Poets Brigade) ed anche qui le parole scambiate saranno state sette o otto; è forse vero allora che le grandi amicizie non necessitano di memorie, di cene, di grandi e lunghi incontri e, ancora una volta, mi capita che le mani e l’abbraccio, restino così strette come le parole che mi avevano colpito quando dal palco di Roma ha invitato i poeti rivoluzionari a unirsi e partire tutti per la sua lombardia.
Indubbiamente adesso le nostre vite poetiche sono legate per sempre.



"La voce" del Poeta
Pasolini

Con le tue ali
libravi nel vento del verso;

come un'ardente luce
Andrea Garbin, Igor Costanzo, Neeli Cherkovski
foto Caterina Carioscia
vestivi il vago crepuscolo
del mondo di colori
sinuosi e sanguigni.

Bellerofonte con l'intelligenza
d’un cuore per il quale
il coraggio era semplice istinto.

Come gli svassi
che rincorron la primavera
ci guidasti via dalle svastiche
di ogni sorta
e se eri stanco
ti posavi su di uno scoglio
od un peschereccio
a pensare a tua madre.

Poi un bagliore nero,
da quelli che
credon che
bastino i bastoni
ad uccidere un poeta.

E in un secondo luogo un secolo
l'Italia fu chiara e tersa come non mai
e abbiamo capito
che la verità vive
solo negli spifferi delle strade
che non sentiremo mai,
negli occhi di chi mente
che non vedremo mai

la verità vive in quei quartieri
dove vive la gente vera
dove ti sentivi vero anche tu
e non più trasparente,
dove trovasti la felicità
e la morte.

Non so se ora ci vedi,
ma so cosa diresti
e so che dovresti rifare le stesse cose
perché qui nulla è cambiato,
non siamo cambiati nemmeno noi,
noi, quelli di sempre,
ma cose sempre ci ameresti
o Pasolini,
senza rimpianti

Italia

Italia mi hai spezzato il cuore,
dopo anni di attesa posso dire
ancora di amarti, ma forse
ormai è tardi e tu sempre
più spietata nel negarti.

Vivo l’angoscia di vederti coprire
il volto, non accorgendoti
che sei bellissima, forse perché
non te lo dice più nessuno, allora
te lo dico io e a pieni polmoni.

Ma tu non senti e affoghi
nella tua merda televisiva e ti aggiri
come un involucro vuoto,
con stampato un sorriso 
demente sul volto.

Sappi chi mi hai rotto i coglioni
con la tua negligenza e il tuo lassismo,
sei una madre alcolizzata, preoccupata
solo di essere ancora presentabile,
mentre i tuoi figli uccidono i figli
che uccideranno altri figli

e la tua casa è quasi vuota
e tu ti muovi sola e sconsolata
aspettando che qualcuno ti prenda per mano
come quando eri giovane e spensierata.

Italia, amata patria mia, fai che la tua mano
non sia già fredda di morte, perché il tuo amante
potrebbe portarti una croce
e basterebbe innalzarla ai piedi
del tuo giaciglio perché tu divenga
il più bel fantasma della storia del mondo.

con Fernando Arrabal, ospite di Igor Costanzo
per ricevere il Premio alla Carriera a Moniga del Garda (settembre 2013)



Nemmeno poesia lo può contenere
(a Francesco Conz)

Scrivere di te caro Francesco
non m’è mai riuscito,
ho sempre pensato che la tua
morte avrebbe riemerso
le parole in modo nitido,
ordinato, in fila come
soldatini, ma niente.

Questo perché un uomo
come te nemmeno una poesia
lo può contenere.

Provo grande dolore
maestro mio adorato
ogniqualvolta ti pensi,
perché oltre al mio amore
di discepolo mi ritrovo
orfano di un’intera
epoca, madre di molte
generazioni, per ultima
la mia.

Non voglio fare elenchi,
scaccerò questa tentazione,
chi vorrà scoprire i tuoi artisti,
la tua collezione, potrà
cliccare e cliccare
e probabilmente in mezz’ora
crederà di saperne di più,
ma non è così.

L’Archivio Conz
era un’Atlantide
riemersa: una società
parallela dove la moneta
di scambio era la conoscenza
intesa come elaborazione
creativa e multimediale.

Una profonda filosofia
di vita, trasgressiva e illuminata,
e tu ne eri il re indiscusso
eletto a furor di popolo
per acclamazione,
ma ora dove sei,  in cosa
ti sei trasformato? Trovi
qualcuno con cui parlare
di Fluxus o Azionismo viennese?

Forse sei al banco di un bar
con Marinetti e Duchamp
a bere quel Valpolicella
che ti piaceva tanto, forse.

Di certo c’è che i tuoi
insegnamenti vivranno
in noi per sempre, così come
il nostro affetto,
è stato un onore
conoscerti caro maestro
e come acqua cerca acqua
spero di rivederti ancora
chissà dove chissà quando.

In quest'ultima poesia, al di là della qualità dei versi, va segnalata la rarità insolita del poeta di essere grato a qualcuno, maestro o amico che sia. Una sorta di vizio che spesso i poeti hanno, quello di non ricordare o di essere smemorati (che dir si voglia) di ciò che hanno ricevuto.

Igor Costanzo Desenzano del Garda (Bs).
Poeta, scrittore, performer e dal 2010 anche editore.
con Fernando Arrabal 

Nel 1998 scrive la piece teatrale Le ferite aperte dalla monotonia per Rai3.
Dal 1999 collabora con Enrico Ghedi dei Timoria, con il quale svolge numerosi readings, tra i più importanti ricordiamo quello alla Shakespeare & Co di Parigi.
Dal 2001 è assistente di Francesco Conz, titolare del’omonimo archivio veronese.
Sono di questo periodo amicizie come quella con Kaprov, Ferlinghetti e Hirschman.
Nel Nel 2005 pubblica il suo primo libro di poesia I wish to be light, presso la casa editrice CC Marimbo di Berkeley curata e tradotta da Jack Hirschman, al quale è seguita una tournee di un mese in California, nei luoghi più importanti della scena letteraria della East Coast, come City Lights, Beat Museum ecc.2007 consegue la laurea magistrale in Lettere all’Università degli studi di Verona.
Nello stesso anno esce la sua seconda silloge Innocenza in Bilico, Zanetto Editore. Nel 2010 è pubblicato nell’antologia Revolutionary Poets Brigade, dell’editore Caza de Poesia di Los Angeles. Sempre nel 2010 apre la piccola casa editrice Volo Press insieme alla compagna Paola Caraffa, esordendo con la pubblicazione di Boxing Poems - poesie sul pugilato - di Paul Polansky. In questi ultimi anni ha curato vari eventi, in maggioranza di poesia, sia in varie città d’Italia che d’Europa, collaborando con artisti quali Alda Merini, Neeli Cherkowski, Omar Pedrini, Agneta Falk, Alberto Masala, Paul Polanski, Ville Hytonen, Antonieia Villamil, Mark Lipman, Lawrence Ferlinghetti, Jack Hirschman.
Dal 2014 insieme a Beppe Costa, cura la collana della Seam "Inediti rari e diversi"

Per acquistare il libro clicca sul Sito della Seam
Revolutionary Poets Brigade: «Rivoluzione culturale delle coscienze»
Igor Costanzo e i poeti rivoluzionari: «Vivere intensamente».



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