domenica 26 maggio 2013

beppe costa sceglie: Rossella Nazionale

Ci sono voci che senti da lontano e via via che ti avvicini non pensi all'eco distratta che ti accompagna da sempre.
La voce di una canzone che hai amato, ma non ha lo stesso timbro, né la medesima emozione. L'avevi dimenticata e ti avvicini ancora forse in cerca di questo locale che, chissà come, ha ancora un jukebox che trasmette una insolita modernissima sonorità
Strano però, ormai sono in vendita a prezzi di antiquariato e poi qui, su questo lago che sembra un poster? visto che tutt'intorno il cielo è buio e che a Brescia sembrava notte alle 13 mentre qui, appena due ore e qualche chilometro dopo appare come una costa della Sicilia con lo sfondo dell'Etna in piena estate.
No, certamente no: è un impianto ad alto volume. Neppure: quando, ancora più vicino, vedo muoversi fra i tavoli del Jolie (si beve e si ascolta, appunto) una grande massa di capelli biondi che il vento (che manca) scuote in ogni direzione.
Sbaglio ancora: non il vento ma lei (mi dicono poi chiamarsi "Rossella Nazionale" che scuote la testa, le braccia, i piedi, il corpo tutto, accompagnandosi con la tastiera che non so per quale sorta di miracolo si regga sulle staffe.
Proprio vero che ciò che non sta in televisione (salvo da morto) è davvero bello, buono e di grande qualità.
Sembra che in Italia ci siano cercatori di intalenti, di mediocrità, di sculettanti imbelli per portarseli tutti dentro, mentre (disperatamente per noi tutti) il meglio sta fuori: dal paese, dalle tivvù, da casa. E trova spazi in strade, piazze e, in questo caso, in un locale dove è possibile per questi mostri 'divinamente voluti dal demonio', cantare, mimare, danzare, fare spettacoli.
Mi è capitato altre volte (prima che mettessero tasse anche lì) scoprire dei grandi musicisti in piazza Navona a Roma, profughi dalle dittature militari e da quelle televisive.
Quindi di questo si tratta: Rossella supera di gran lunga molti cantanti tesserati dal festival vari (non escudo unità - quando c'era, dell'amicizia o sagre di salsicce).
Rossella è altro, forse per questo nella sua terra (del Garda) la chiamano Nazionale. (almeno qui, con lei, l'amor di patria si trova).
Non solo la scelta dei brani ben lontani dal soliti Ferro (Tiziano ha sostituito Aurelio) o dai tanti che durano solo la settimana del festival, ma cuore pancia cervello e gola che, insieme, partecipano servendosi del corpo, dell'aspetto e dei movimenti di Rossella Nazionale.
Vibrazioni dentro e fuori quello spazio gremito di tavoli colmi di persone d'ogni età, (El Pescador), gestito da Paola Caraffa. Altro buon motivo per tornarci per riascoltarla ancora dal vivo).
Lascia tracce, come per il passato m'era accaduto per Eva Lopez, Jannacci, Tenco, Momo e tanti altri che non sto a citare.
Perché lì, con una tastiera e la voce che si diffondeva per tutto il lago di Garda (altezza Moniga)
Certamente sappiamo come si può fare carriera. Con la consapevolezza che lei, Rossella, lo sa. E canta, felice, coi capelli al vento per gli amici: a Lei basta trapanarli nel cuore,
Così ha fatto ed è così che è stato per me. La prossima volta avrò un registratore.

b.c.


l'audio non è perfetto, però.

Posta un commento