sabato 15 giugno 2013

Poetry: humanity that allows us to life by Stefania Battistella (en/it)

Thinking about literary avant-garde of the 900 in which, rightly or wrongly, have been included many diversity, from poems with the words written so as to form a shape, for example, a house with a fireplace smoking, and continuing with the surrealists and also with those who have nothing to do with surrealism, maybe we could imagine where it would end the poetry of our dear twenty-first century. Fortunately, in this
14 Nisan Festival
case, there are exceptions that prove the rule. There are poets from "sausage festival" (with respect for the sausage) who can’t wait to grab a microphone to feel fulfilled, and it’s their opinion about poetry that I would like to know. This kind of poets now is widespread and, probably, deserves a name to be placed somewhere in the story, at least for the very large number "of participants" and to facilitate recognition. Although the pen is writing is mine, I don’t want to take the responsibility to give the idea to someone to foul the history of world literature, so if someone likes the idea, can safely consider it his. This long introduction to state emphatically that there is also something poetically inexplicable, that dwarfs bad intentions, conscious or subconscious, of poets for "sausage". The poem shows all his greatness, when it turns into a meeting point between people who come from the four corners of the world. This happened to 14 Nisan Festival, organized by Naim Araidi and his team of collaborators. The various cultures of the participants, intentions, problems, all of these components are fused together creating a sort of super man, that contains in itself all the answers to life's questions. The festival took place June 9 to 12, these days the topics have been many, every poet has stood the beauty and
Il poeta cinese Wang Liming con alcuni bambini di Maghar
the endless brutality of the earth from which they came. What other meaning given to poetry than this, the carriers of different worlds met and talked, sometimes with gestures, sometimes only a few sentences in a language other than their own. Poets of Gaza have brought the face of the rubble of their homes, and inform us that have given rise to an international forum of communication that takes care of spreading what the most "reasonable" country consider education and respect for others, the albanians poets were university professors, this must be explained to some Italian of right (politically…) who think to albanians just as thieves and uncaring, the turkish poet spread photos and news on Taksim Square, the Norwegian poet had the rationalization of hours for the lack of light in his face, together with a sweet embarrassment, local poets were pregnant of their land, expressing their untapped potential ... what we exchanged was awareness of who we are, maybe we understand a little 'more about our purpose on earth, which is very most importantly, we met other silent fighters that don’t leave escape life, who fight against that formidable tyrant, identifiable only in the malignant and ignorant intelligence of the human.
I'm sorry for my translation in english, for sure there are some mistakes, but I hope is understandable.


Poesia: umanità che consente vita di Stefania Battistella


Pensando all’avanguardia letteraria del 900 in cui, a torto o ragione, sono state inserite molte diversità di genere, a partire dalle poesie con le parole scritte in modo da formare una sagoma, per esempio, di una casa con tanto di camino fumante, e continuando con i surrealisti e anche con quelli che non hanno nulla a che fare col surrealismo, forse si poteva immaginare dove sarebbe andata a finire la poesia del nostro caro XXI secolo. Per fortuna ci sono delle eccezioni che anche in questo caso confermano la regola. Esistono poeti da “sagra della salsiccia” (con rispetto per la salsiccia) i quali non vedono l’ora di agguantare un microfono per sentirsi realizzati, ed è proprio la loro opinione sulla poesia che vorrei conoscere. Questo genere di poeti
Sindaco della cittadina
Head of the local council
ormai è molto diffuso e probabilmente meriterebbe un nome da collocare da qualche parte nella storia, almeno per il numero molto consistente “di partecipanti” e facilitarne il riconoscimento. Nonostante la penna che sta scrivendo sia mia, non mi voglio assumere la responsabilità di dare l’idea a qualcuno di imbrattare la storia della letteratura mondiale, quindi se a qualcuno piace l’idea, può tranquillamente considerarla sua. Questa lunga premessa per affermare con forza che esiste anche qualcosa di poeticamente inspiegabile, che rende insignificanti le cattive intenzioni, conscie o subconscie, dei poeti da “sagra”. La poesia manifesta tutta la sua grandezza, quando si trasforma in punto d’incontro fra persone che vengono dai quattro angoli del mondo. Questo è accaduto al 14 Nisan Festival, organizzato da Naim Araidi e la sua squadra di collaboratori. Le varie culture dei partecipanti, le intenzioni, i problemi, tutti questi componenti si sono fusi assieme creando una specie di super uomo, che racchiude in se stesso tutte le risposte alle domande della vita. Il festival si è svolto dal 9 al 12 giugno, in questi giorni i temi sono stati molti, ogni poeta si è fatto portavoce delle bellezze e delle infinite brutalità della terra dalla quale provenivano. Quale altro significato dare alla poesia se non questo, i portatori di mondi diversi si sono incontrati e hanno parlato, a volte a gesti, a volte solo con qualche frase in una lingua diversa dalla propria. I poeti di Gaza hanno portato nel volto le macerie delle loro case, e ci informano che hanno dato vita a un forum internazionale di comunicazione che si occupa di diffondere quello che i paesi più “ragionevoli” considerano educazione e rispetto per il prossimo, i poeti albanesi sono
professori universitari, alla faccia dei leghisti italiani che pensano agli albanesi solo come ladri e menefreghisti, il poeta turco diffondeva foto e notizie su piazza Taksim, il poeta norvegese portava in viso la razionalizzazione delle ore per la mancanza di luce, assieme a un imbarazzo dolcissimo, i poeti locali erano pregni della loro terra, esprimendo il loro potenziale inespresso… quello che abbiamo scambiato è stata consapevolezza di chi siamo, forse abbiamo capito un po’ di più il nostro scopo sulla terra ma, cosa molto più importante, abbiamo conosciuto altri combattenti silenti che non lasciano scappare la vita, che combattono contro quell’eccezionale tiranno identificabile solo nell’intelligenza maligna e ignorante dell’essere umano. Sempre più spesso viene in mente che non siamo da soli, forse ci saranno periodi più lucidi, il nostro scopo è quello di dare qualche possibilità che quel periodo possa accadere. I soldati silenti di questo esercito sono sparsi nel mondo ed operano. Riuscendoci.


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