martedì 30 dicembre 2014

SignorNò: poesie e scritti contro la guerra, Seam 2015

Gennaio 2015, pp 168, € 10.00 - ISBN: 9788881795314
http://www.seamedizioni.it/
Poesie e testimonianze di veterani Usa e refusnik israeliani Con i contributi in versi di autori e autrici nazionali e internazionali a cura di Marco Cinque e Phil Rushton
prefazione Margherita Hack


Diritti

I diritti d’autore di questo volume sono interamente destinati alla causa di Fernando Eros Caro, amerindiano di ascendenza yaqui rinchiuso da quasi 30 anni nel braccio della morte di San Quentin, in California.

Ringraziamenti
Siamo grati per la disponibilità e la collaborazione del giornale Il Manifesto e di tutte le persone che, a diverso titolo, hanno partecipato e reso possibile questa pubblicazione. E un ringraziamento particolare va A H. Bruce Franklin e W. D. Ehrhart, che hanno collaborato con entusiasmo e preso contatti con molti dei poeti veterani qui presenti.

Autori

Veterani Statunitensi: 
John Balaban, Jan Barry, Horace Coleman, David Connolly, W. D. Ehrhart, 
Yusef Komunyakaa, Gerald McCarthy, Marilyn M. McMahon, Dale Ritterbusch. 

Testimonianze dal Vietnam: 
Philip Caputo, Michael Clodfelter, Carl Cresswell, Varnado Simpson, Lamont Steptoe, Hugh Clowers Thompson

Refusnik israeliani: 
Sergio Yahni, Yishay Mor, Ruth Hiller, 
Yigal Bronner, Simcha Leventhal

Autori e autrici nazionali e internazionali: 
Basir Ahang, Al-Shaaer Said Abu Tabanja, Naim Araidi, Liliana Arena, Fabio Barcellandi, 
Stefania Battistella, Alessandra Bava, Ferruccio Brugnaro, Giancarlo Cavallo, Marco Cinque, 
Beppe Costa, Igor Costanzo, Mahmoud Darwish, Andrea Garbin, Nenad Glišić, 
Jack Hirschman, Iago, Gabriel Impaglione, Stefano Iori, Giovanna Iorio, Ivo Machado, 
Alberto Masala, Ibrahim Nasrallah, Leonardo Omar Onida, Franca Palmieri, Paul Polansky, 
Samih al-Qasim, Valeria Raimondi, Phil Rushton, Izet Sarajlic, Sandro Sardella, 
Igiaba Scego, Marcella Testa, Amin Wahidi.


Prefazione

Signornò! È la rivolta al Signorsì, all’obbedienza cieca e assoluta che si richiede ai militari, e in particolare in guerra, in omaggio al detto “My country, right or wrong” e in nome dell’amor patrio si giustificano i più orrendi delitti contro il nemico, anche se rappresentato da bambini indifesi. È una raccolta di pensieri, di poesie, di sfoghi di  militari  in guerra, che si domandano: ma non eravamo noi i buoni, i liberatori, i portatori di democrazia? Noi che ammazziamo donne ferite, bambini  terrorizzati, immortalati per tutti  da quella tragica fotografia della bambina vietnamita seminuda che scappa piangendo, o dal bambino ebreo con le braccia alzate prima di essere trascinato nel lager nazista, due testimonianze di quello che è stato il XX secolo.
È un grido dell’umanità ferita dalla guerra, da questa inutile pazzia dell’umanità esaltata da sempre, come dagli antichi romani: pulcrum et decorum est pro patria mori. 
Quando i popoli troveranno il coraggio di rivoltarsi ai loro governi, di gridare uniti: Signornò!

Margherita Hack


Introduzione

Questa raccolta di versi e testimonianze contro la guerra, oltre a proporsi come un libro dal contenuto quanto più possibile povero di retorica, vuole anche essere uno strumento per realizzare progetti multimediali nel vivo del tessuto sociale, soprattutto nelle scuole e tra i giovani.
I nostri migliori auguri solidali a Fernando Eros Caro
La partecipazione attiva di coloro che alla guerra hanno partecipato in prima persona, oltre ad essere un’occasione di riscatto umano, è anche un’opportunità per mostrare con disincanto le ferite interiori lasciate da un orrore che va sempre più globalizzandosi, e che ormai  trasforma persino i corpi militari delle nazioni in eserciti di mercenari, che hanno come loro obiettivo soprattutto il compito di far quadrare i bilanci delle multinazionali delle armi e della ricostruzione.
Dalla fine della 2° Guerra Mondiale ci sono state almeno 180 guerre, quasi tutte combattute nel Terzo Mondo, promosse e armate dall’Occidente ed hanno provocato 40 milioni di morti, oltre a centinaia di milioni di profughi. Inoltre i conflitti tendono ad assumere un’aura di moralità che non gli spetta, ingannando i cittadini dei paesi coinvolti con nomi che mistificano la vera e immutabile natura omicida di ogni guerra: operazioni chirurgiche, conflitti umanitari, interventi preventivi, lotta al terrore e via dicendo. Come ben documentato e riconosciuto, le guerre moderne hanno come inevitabile effetto collaterale quello di mietere una maggioranza di vittime civili, motivo già pienamente sufficiente per dire sempre e comunque: SignorNò!
I diritti d’autore del volume sono interamente dedicati alla causa di Fernando Eros Caro, un nativo americano di ascendenza yaqui, anche lui ex marine, prigioniero ormai da quasi 30 anni in un loculo di un metro e mezzo per tre, nel braccio della morte californiano di San Quentin.
Ma assieme a Fernando Caro, gli Stati Uniti “ospitano” nelle loro galere ben 140.000 veterani (dati stimati nel 2004). Inoltre, si contano mediamente ogni anno 6.200 suicidi di reduci. È come una guerra nella guerra, che continua pure fuori dai teatri bellici, una volta tornati in patria: un senzatetto su tre, infatti, è veterano, per non parlare delle malattie, spesso mortali, come la cosiddetta Sindrome del Golfo che ha contagiato 210.000 soldati USA o delle malattie mentali diagnosticate a circa 300.000 reduci statunitensi di Iraq e Afghanistan. Ci auguriamo che questo libro ed il progetto ad esso collegato possano trovare attenzione e partecipazione, contribuendo a seminare un po’ di pace anche in un mondo sempre più ostaggio di logiche guerrafondaie che sembrano quasi impossibili da arginare, in un processo di disumanizzazione globale che si fa tanto più evidente quanto più aumenta il disinteresse, la rassegnazione e l’abitudine allo stato ormai permanente di quella che può definirsi “normalità della guerra”. 
Tra governanti e governati che parlano come un coro assordante di proiettili e bombe, ogni piccola voce che avrà il coraggio di dire SignorNò, contribuirà a costruire un grande sogno: quello di poter raccontare un giorno ai nostri figli una favola bellissima. Una favola che inizia e finisce così: “C’era una volta la guerra ma, adesso, non c’è più”. 

Marco Cinque, Phil Rushton

15 febbraio alla Casa dei Popoli, Roma

domenica 28 dicembre 2014

Al-Shaaer Said Abu Tabanja: (الشاعر سعيد ابو طبنجه) Due poesie

Abbiamo conosciuto Said Abu Tabanja in Israele, al Nisan Festival organizzato da Naim Araidi. Said è un palestinese di Gaza. Figura a metà fra un insegnante e un contadino, pur non parlando molto l'inglese e per nulla l'italiano, abbiamo trovato in Salma Mamdouh un validissimo aiuto per tradurre le sue poesie in italiano.
La poesia ci insegna che tutto il significato si trova dentro gesti e atteggiamenti che sanno arrivare, prima della parola, all'animo umano. E così Said, dall'alto dei suoi due metri (forse più) d'altezza, ha reso se stesso totem e ideale punto di riferimento di una tipologia di poesia popolare ma colta, portatrice di ogni verità raccontata o tramandata, riguardanti tutte le ferite della sua terra. I giornalisti sanno quanto sia importante la veridicità della fonte affinché una notizia sia il più possibile esatta, allo stesso modo, nella poesia di Said possiamo sperimentare quando potente possa essere la poesia se accostata ai drammatici fatti palestinesi. Anche per questo la poesia di Said è estremamente preziosa e importante, una voce che si discosta dal gruppo, ecco perché abbiamo deciso di provare a tradurne un paio, col fondamentale aiuto di Salma. (sb)


          أحلام جرار

بيزحف الليل...سيل
علي الميادين والقرايا والسهول
وعلي الشوارع...والحواري
والبراري  ...والمآذن  
والصحاري والحقول
وينام الموال
في حضن الصبايا
ونغم الأرغول
وتبدي الأحلام
تسرح بين الدور
وتدور
بين بيوت الصفيح
ودور الطينة
وحيطان القصور
الاجرار
حلمه مش بالليل
حلمه في الصباح
حلمه بالنهار
حلمه في شنطة مدرسية
بسحاب كبير
وعلاقة وجرار
وجزمة جديدة
او حتي بستار
بدل الشبشب الأرضي 
الي نهري
وانبري
ومع الايام انهار
ويحلم ... ويحلم جرار
بساندويش همبرغر
وصحن طرشي
مافهوش زلط ولا مسمار
بدل ساندويش الدقة 
والشطة والفلفل الأحمر 
اللي من نار
نفسه في رمانة وشمامة
ومن ريحة الشوارع كمامة
من ريحة المجاري
ومن الي حاصل واللي جاري
وياما جاري 
بين الدور ... وسط الحواري 
ورا البيان...علي سور الحيطان
فطر الحيطان.... تعبان وحنشان
يبلع الخيطان
خيطان الشمس ..اللي مستحية
تخش المكان
وتقول احنا عز النهار
ويحلم جرار... ويحلم جرار
ببابا نويل... ببلاد الشمس
الي كانت امس
غزة
بحلم بالهمس 
همس الفراشات
تحت ضي القمر
يحلم بالشجر
يحلم بالسهر
وحكاوي العجايز
والشاطر حسن
وابورجل مسلوخه
والحجة حِسن
بيحلم بفصل دراسي نظيف
مفهوش تصنيف
ولا تعريف
بالألوان والعنوان
نفسي في علما ومثقفين
ومحايدين
في الوطن وبس
مالهمش لا شمال ولا يمين
يومها بيتحقق حلمي 
لو نمت بالشارع 
انا وخواتي بنام 
آمنين في أمان
بنام في حضن بلدي
بنام في حضنك ي فلسطين.... 




Sogni di contadino


Si avvicina la notte come ruscello su piazze,
villaggi, pianure, strade, quartieri, terra,
minareti, deserti e campi...
Dorme il racconto negli abbracci
delle ragazze e il suono dell’Argul*
I sogni iniziano il giro per le case,
attorno a baracche fatte di lamiera
ed altre d’argilla lungo i muri dei palazzi...
Lui non sogna di notte ma di giorno,
sogna di avere uno zaino per la scuola
con una grande chiusura,
http://www.associazionepellicano.com/
una medaglia, un trolley e scarpe nuove
o almeno una pantofola nuova
al posto di quella ch’è già consumata
distrutta solo il giorno dopo...
Sogna di avere un hamburger
e un piatto di sottaceti senza pietre,
né chiodi seppure piccoli
e al posto di un panino di “Dokka”**
peperoncino piccante e rosso come il fuoco...
Ha voglia di melograno e di melone
e di una mascherina per proteggersi dall’odore
delle strade e dei tombini...
Perché tutto ciò che è accaduto è troppo,
tutto ciò che accade tra le case e le strade,
dietro le porte, sui muri, sulle pareti:
un serpente che ingoia i raggi del sole
che si vergogna di sorgere
e dire che siamo a mezzogiorno...
Lui sogna babbo natale “nel bilad esshams”***
che era ieri Gaza
Sogna il sussurro, un sussurro di farfalle
sotto la luce della luna...
Sogna gli alberi, sogna di non dormire
per ascoltare il racconto dei vecchi come
“Il bravo Hassan” “l’uomo dai piedi scorticati”
“la signora Hosn”****.
Sogna una classe pulita senza differenze,
senza discriminazione di colori o provenienze
Nella mia patria vorrei scienziati,
colti e neutrali, solo in questo caso
il mio sogno diventerebbe realtà,
anche se io e i miei fratelli dormiremo per strada,
saremmo al sicuro,
stretti nell’abbraccio del mio paese...
dormendo nel tuo abbraccio, Palestina...

(traduzione di Salma Mamdouh)

(note: *strumento musicale; **un misto di spezie; *** medioriente; ****racconti famosi per bambini)


                                                  القدس
 ام الثقافة العربية

عوافي...عوافي
يا حلوة الحلوين 
عوافي يللي كحلة عنيكي
من تراب صلاح الدين 
عوافي يللي حنة جدايلك
من طين حطين
عوافي يللي حمرة خدودك
من دم ملايين 
هما شهودك 
هما فهودك
قدام الكل
قدام الملايين 
وحتظلي ست الكل
ومنارة للعالم
وعاصمة فلسطين
*****
شدي حيلك
مدي طولك
دُوسي غُولك
قولي قُولك
إنك عفية 
انك قوية 
قولي للكدابين
انك صبية
انك وفية
لكل العرقانين
الواقفين
قدام عتابك
وسهاري تحت أبوابك
وحاضنين كنايسك 
وقبابك
قولي للكدابين
كل الكدابين
اللي بيركبوا الريح
في الاذاعات والفضائيات
وبيدلوا بتصاريح
وتواشيح وشراتيح
ميته وكدابة
قولي للكدابين 
اللي بينهشوا جسمك 
قدام الخَلق والملايين
قولي لاصحاب البلايين 
انتو كدابين
مفيش فيكوا
خالد ولا عبادة
ولا القعقاع ولا صلاح الدين
حتي رجال الدين 
واقفين خايفين
عارفين الحقيقة
وعارفين انك ام الكنعانين
زي المسلمين واليهود
والمسحيين
مهما عارفين
انك عربية
انك ابدية
لكل الفلسطينين
***
وبلسان عربي فصيح
انا محمد
انا موسي
انا اليسوع
انا المسيح
بلاش خرافات
وبلاش لائات
وبلاش خد وهات
وبلاش زيادة آهات
إحنا اولاد كنعان
واللي خلف عمره ما مات
***
افردي جدايلك 
وارفعي راسك
المَد النِضالي
هو اساسك
العلم والحضارة
هما نبراسك
والحب والوفا
هما كتابك وكراسك
والمحبة والسلام
هما محراثك وفاسك
وكل مؤمنيين الكون
هما حبايبك وحراسك
وابو القاسم
سجد علي صدرك وباسك
***
افردي قلوعك
وارفعي راسك
وقولي لكدابين الكلام
وحقارين الحيطان
مش حيوصلوا مهدك 
ولا سَاسِك 
ولا حيدوقوا نخبك وكاسك
وساسك مغروس في قلب المؤمنين
والموحدين من اهلك وناسك
***
ارفعي صوتك 
وقولي للاقصي
اللي هو بيتك
ارفع الاذان 
قوي البُنيان
واحضن الانسان 
ودوس الجبان
اللي بيتمني موتك
وبكل فخر وعزة
وصوت جايلك من غزة
قولي للعالم
والامة العربية والاسلامية 
حتظلي ست الناس 
وعاصمة الثقافة العربية



Gerusalemme culla della cultura araba

Gerusalemme culla della cultura araba… ave ave...
salute a te, il tuo nero dei tuoi occhi arriva dalla polvere di Saladino

Salute a te, che il colore delle tue trecce ha origini dall’argilla di “Hettin”*

Saluta a te, il rosso delle tue guance
è quello del sangue di milioni dei tuoi martiri, i tuoi ghepardi,
davanti a tutti, davanti ai milioni di vittime,
rimani sempre la padrona di tutti,
rimani sempre l’ombelico del mondo
e la capitale della Palestina..

Sii forte, combatti i tuoi nemici dì a tutti che sei vigorosa
che sei forte, dì ai bugiardi che sei ancora una fanciulla

che sei onesta davanti ai fedeli stanchi che stanno in piedi
e svegli davanti alle tue porte, abbracciando le tue chiese

Dì a tutti i bugiardi che chiacchierano alla radio
e alla tv raccontando menzogne e bugie
dillo ai bugiardi che rovinano la tua identità davanti a tutti
dillo ai tanti miliardari che carichi di menzogne!

Nessuno di voi è Khaled o Ebada neanche Al Quaeda o Saladino,
anche il clero resta in piedi e ha paura,
tutti conoscono già la realtà sanno che sei la madre dei Cananei
come i musulmani, gli ebrei e i cristiani,
loro sanno che sei eternità per tutti i palestinesi

Con una lingua araba eloquente, sono Maometto, sono Mosè
sono Gesù, sono il Cristo, basta leggende, basta dire no,
basta dare e prendere
Siamo i figli di Canaan e chi ha figli non e` mai morto

Sciogli le tue trecce e alza la testa
la lotta è tua, la scienza e la cultura sono la tua luce
l’amore e la fedeltà sono i tuoi libri e i tuoi quaderni
l’amore e la pace sono i tuoi aratro e ascia

E tutti i fedeli dell’universo sono i tuoi amanti e guardie
e Abo El Qasem si è prosternato sul tuo petto e ti ha baciato.
Alza la testa, dì a chi non crede in te chi non è mai arrivato alla tua culla
e mai assaggiano il tuo vino, alza la voce e dì ad “Al aqsa”***
che è casa tua, fortifica la tua costruzione,
abbraccia l’uomo e lascia stare il vigliacco, chi spera la tua morte,
con tutto l’onore e la dignità, che viene da Gaza,
dillo a tutto il mondo che la nazione araba rimarrà sempre
la madre di tutti i popoli e la capitale della cultura.

(traduzione di Salma Mamdouh)
*il luogo dove ha avuto luogo la guerra di Saladino** Maometto; *** Edifici religiosi


*** تحية حب وإخلاص***
 الفجر طالع من ورا الحيطان أبيض شفاف زهر البيلسان قلبه صافي حلو اللسان بيدافع عن أولادي ويحارب الطغيان وبيهتف أنا الحق أنا الإنسان في بقاع الأرض وفي كل مكان لأطفال العالم وللبشر أنا الأمان بالقلم والريشة ولوحة الفنان والكلمة الجريئة وقوة البيان أنا طلياني ابو الحضارة والفرسان أنا دافنشي والعشا الأخير عنوان أنا ابن روما اللي قهرت العالم والزمان وزلزلت للظلم قواعد وأركان قول يا تاريخ احكي يا زمان حينتصر الحق ويعلو الإنسان وحتظل ايطاليا رمز الحرية رمز الســـــــــــــلام


Si avvicina l’alba da dietro il muro, è bianca e trasparente come il fiore, con un cuore sereno e una lingua piacevole che difende i miei figli, e combatte la prepotenza, gridando:
"io sono la verità, io sono l’essere umano in tutti i territori e ovunque, per i bambini del mondo e dell’umanità io sono la pace, con la penna, col pennello, col dipinto e la parola audace e forte, io sono italiano, la patria della civiltà e dei cavalieri, io sono Da Vinci e l’ultima cena, io sono il figlio di Roma che ha sconfitto il mondo e il tempo e ha fatto tremare l’ingiustizia O storia! Dillo e racconta!!!
La verità vincerà, e l’uomo si leverà e l’Italia rimarrà il simbolo della libertà e il baluardo della pace...."


(traduzione di Salma Mamdouh)


Al-Shaaer Said Abu Tabanja, (الشاعر سعيد ابو طبنجه) palestinese, ingegnere agrario, vive a Gaza.
Diverse raccolte di poesia e racconti in Palestina e in Egitto. Sovrintendente in scienze biologiche in diverse scuole egiziane ottiene il premio come insegnante esemplare della repubblica araba d’Egitto. Membro dell’unione generale per il libro palestinese a Gaza, ospite al festival internazionale Nisan che si svolge in Galilea; presenta programmi radiofonici per i lavoratori palestinesi è spesso ospite in programmi televisivi che si occupano della questione palestinese, dei profughi e dei prigionieri e che trattano il tema della sofferenza del popolo di Palestina.
Ha partecipato alla costituzione e alla fondazione dell’unione araba per la poesia popolare a Baghdad nel dicembre 2011.
È presente nell'antologia italiana "SignorNò" a cura di Marco Cinque e Phil Rushton.

giovedì 25 dicembre 2014

Sandro Sardella, Fuoribusta, Seam 2015

ISBN 9788881795291,  pp. 98, € 10
Seam Edizioni
La poesia (di)segnata sul corpo


Sandro Sardella fa parte di quella schiera di poeti e artisti italiani che non hanno seguito né seguono la rotta della poesia per poltrone comode, salotti e parrucchieri che ti fan bello per presentarti al pubblico con una nuova opera.
L’Autore piuttosto ha il sogno (e la voce) dei tanti cantori dell’umanità disfatta, corrotta e, persino in via d’estinzione nella scrittura, così poco frequentata e senza dubbio meno gradevole della tanta poesia che oggi si legge ma che, in poche righe, ti satura, chiedendoti se ancora si possa scrivere di sé soprattutto osservando il mondo circostante. Quell’antico compito che hanno gli occhi dei poeti, che vedono oltre e, naturalmente molto altro di ciò che
sembra vero e reale. Sardella lo ha sempre fatto talora con durezza, senza risparmiare critiche neppure a se stesso:

[…] preferisci la lotta dura senza paura
o preferisci ogni cosa che lotta per un posto al sole?

preferisci l’autodistruzione operaia
o preferisci l’evoluzione della specie?

preferisci fottere
o preferisci essere fottuto?

preferisci la di / pintura operaia di Sandro Sardella
o preferisci la versione originale di Corrado Levi?...]

[…Ed è motivo che anche questo autore abbia spazio proprio in questa storica collana (nome dato dall’amico poeta Dario Bellezza, iniziata da me come Pellicanolibri sin dall’84) che si distacca dalle infinite altre per il motivo accennato all’inizio: la parola è l’unica arma possibile e la poesia ne rappresenta la parte più solida e potente, quando, per i temi trattati, supera i limiti del tempo vissuto dallo stesso Poeta, il quale sa essere un’arma quando si parla di rivoluzione, sa essere una rosa in questioni d’amore.
Beppe Costa

Un pittore che scrive, un poeta che dipinge… Sandro Sardella è tra i più eleganti esempi di una liberazione della creatività della classe operaia in Italia.
Ha coerentemente dichiarato: “Il recapitare è la mia essenza”.
Non c’è differenza tra le lettere del suo ufficio postale o le lettere nella sua randagia poesia, e altrettanto nelle sue impetuose pitture espressioniste-astratte che recapita instancabilmente a tutti gli amanti della libertà.
È la nuova Italia in attesa di aprirsi.
Jack Hirschman

Gaza city – Rasa discanto

“mentre in lontananza rombava il tuono dell’artiglieria,
noi incollavamo, recitavamo, componevamo versi e
cantavamo con tutta l’anima. eravamo alla ricerca di
un’arte elementare che pensavamo avrebbe salvato
l’umanità dalla furiosa follia di quei tempi.
aspiravamo a un nuovo ordine che potesse ristabilire
l’equilibrio tra il cielo e l’inferno.”
(jean arp)

il cuore ha tremato

il flusso dell’indecente ha forzato
un occidentale quotidiano consumonarcotizzato
il cuore tuo
cara amica
ha tremato
inquietato da
piccoli occhi interrogantimpauriti
acceso da
grida e pianti
scosso da
un’indifferenza devastante
fiamme sulla spiaggia di gaza city
la corsa delle ambulanze è breve
l’assedio resta in piedi
inascoltato
feroce
sterminatore
i bimbi saltano e giocano
in un sole traballante
la palla
vola
galleggia
oltre
idee di pietra e cementi
le olive cadono premature e marce
come cani da caccia
si sparpagliano
cacciatori investiti
di un qualche valore spirituale
s’ingozzano
fanno il bagno
fanno pulizia
lo sguardo fisso nel vuoto
dove un boato ha lasciato
indelebile la sua impronta di
polveri urla e brandelli di cielo
la cena fumò e bruciò
tra i detriti delle stanze
sopra il balcone nuovo
mani e voci
le luci e la baia
la sabbia ha un buon sapore
oltre la marea
l’odore del mercato
ascoltando le sirene
di una fragile tregua
ancora quando
piove piombo
e dalle colline aride
appena pomeriggio
carrarmati e blindati
senza limiti di tempo
sversano
un fuoco biblico
per purificare la terra
per avere sicuro e largo dominio
corpi caldi e umidi
impolverati
le donne urlano
agli aerei in cielo
un incalzante lamento
si sparge
a ritmo infuocato
tra mura e carni sfarinate
la polvere fluttua
fumo che vomita
rumori di vita
soleggiati e sparati
è un luglio di giudizio
inesorabile
irrefrenabile
ne sentiamo l’odore
il vento asciuga umori
dentro fiori invisibili
le conchiglie stridono
sullo schermo
il grido della carne
s’infrange
s’affoga
come sopportare quel cielo
queste notti arrossate
questa bestiale propaganda
questa mia impotenza
e parliamo
cara amica
di occupazione
di genocidio
di infinite ingiustizie
di vergognose complicità
di indignazione
di
di
di
e guardiamo
gli aquiloni estivi
agitarsi nel cielo
sopra teste resistenti
nel luglio fuoco di gaza city
le tue lacrime
macchie di sole
dentro voci di campane rotte

(2014)

Sandro Sardella (1952 Varese, vive a Rasa di Varese). Poesia e pittura di segno sono alcune sue tracce. Il lavoro ha marcato la sua poesia la sua poesia ha marcato il lavoro.
Nel 1979 Sandrino operaio stupidinonel 1989 Coriandoli poi tradotto da Jack Hirschman in Coloredpaperbits nel 1996 in California, nel 1999 Parolecicale.
Recentemente per le edizioni Abrigliasciolta” in Varese ha pubblicato: Fiori di carta (2010), Carte ciclostinate – volantini metalmeccanici e postali ciclostilati e fotocopiati in proprio 1978/2011 (2011), Discanto in San Francisco con traduzione di Jack Hirschman (2012) e Discanto di Gisa (2013). Nel 2014 Telegramma con opere di Vito Scamarcia. Nel 1980 con Giovanni Garancini ha fondata la rivista abiti-lavoro, quaderni di scrittura operaia. Dal 1995 frequenta le edizioni “Pulcinoelefante” di Alberto Casiraghy con il quale ha realizzato oltre sessanta libri d’artista. Nel luglio 2012 è stato invitato al San Francisco International Poetry Festival che gli ha anche dedicato una mostra personale alla Emerald Tablet Gallery in North Beach. È presente nella Carovana dei versi-poesia in azione e nella Revolutionary Poets Brigade.



Per acquistare il libro clicca qui

mercoledì 3 dicembre 2014

Natale culturale: Roccagorga 2014


MMETROPOLI’SS
Associazione Culturale  fondata nel 1988

In collaborazione con:
HABITARIUS / NOVECENTO / G.A.V.

Presenta la VII Edizione di:

14-19-20-21 Dicembre 2014
Patrocinio:
COMUNE di ROCCAGORGA / PROVINCIA di LATINA / COMUNE di MAENZA
                         
Anche quest’anno METROPOLI’S organizza la manifestazione NataleCulturale giunta alla VII Edizione. Una rassegna che vuole essere insieme l’atto conclusivo delle attività svolte durante l’anno e semina di quelle dell’anno che verrà. Le difficoltà non sono mancate e non mancheranno, prima fra tutte la mancanza di risorse economiche, non essendo possibile ottenere finanziamenti pubblici. Ma non solo, considerato che la Cultura non sempre è capace di attivare una significativa partecipazione. Quest’anno inoltre e per la prima volta abbiamo voluto allargare la rassegna sul territorio iniziando dal Castello di Maenza. Questo  perché ci è sembrato giusto che un evento di interesse nazionale come i 500 anni dall’approvazione della Mappa delle Paludi Pontine disegnata da Leonardo da Vinci sia divulgato a più larga scala territoriale. Per quanto è di nostra conoscenza infatti, Metropoli’s è l’unica in provincia e in Italia che ricorda questo importante avvenimento.
Come sempre, l’ingresso alle attività è libero e gratuito, così come per i vari buffet offerti, ma sin da ora è possibile sostenerci prenotando qualcuna delle nostre 17 pubblicazioni o il DVD del Film-Documentario sull’Eccidio di Roccagorga telefonando ai numeri 3473422834 e 0773958802, scrivendo agli indirizzi mail metronovecento@libero.it e ciotter@libero.it o direttamente presso le attività commerciali che espongono il manifesto.
Sperando in una vostra significativa partecipazione, alleghiamo il programma.

Il Presidente Eros Ciotti




Domenica 14
Castello di Maenza - Ore 10,30
Convegno provinciale di apertura: “A 500 ANNI DA QUELLA MAPPA…”
14 dicembre 1514 - 14 dicembre 2014 - Mappa delle Paludi Pontine
Relatori: Eros Ciotti, Carmela Anastasia, Francesco Tetro, Pier Giacomo Sottoriva, Maurizio Guercio.
Testi correlati: Le paludi pontine del ‘500 e la Gioconda di Leonardo e PaeSaggi di Eros Ciotti (seconda edizione) / Quaderni del Museo del Paesaggio di Maenza a cura di Francesco Tetro / Gelasio Caetani, il realismo dell’utopia. Appunti per una biografia di Pier Giacomo Sottoriva.

Buffet offerto dalla Pro-Loco di Maenza

Venerdì 19
Corridoio Teatro Comunale di Roccagorga - Ore 9,30
Inaugurazione Mostra: “L’ECCIDIO DI ROCCAGORGA” - Storia, documenti e protagonisti – II edizione aggiornata (39 pannelli)
Teatro Comunale di Roccagorga - Ore 10,30
(Manifestazione ospitata)
Drammatizzazione del Natale dei ragazzi della Scuola dell’Infanzia dei Prati - “LA DANZA DELL’ALBERO DI NATALE”
Teatro Comunale di Roccagorga - Ore 20,30
Cinema: Prima assoluta del Film-Documentario: “EROICA ROCCAGORGA, cent’anni fa…” Lungometraggio Prodotto da Metropoli’s-Novecento

Sabato 20
Teatro Comunale di Roccagorga - Ore 10,30
Storia e ricerca: Apertura Mostra “TRACCCE DI STORIA” Terza edizione aggiornata - Documenti visivi inediti direttamente dagli archivi storici
Ore 20,30
Poesia: Video-Recitale e presentazione del libro “DELL’AMORE E D’ALTRE ABITUDINI” Con Beppe Costa e Stefania Battistella - Edizione PELLICANOLIBRI - In collaborazione con “Ottobre in Poesia” e “Metropoli’s”

Domenica 21
Teatro Comunale di Roccagorga – Ore 10,30
Tavola rotonda e Mostra:  “MA TU LA CONOSCI LA STORIA DELLA TUA CITTA’?”
PER UN ECO-MUSEO E UN CENTRO D’INFORMAZIONE CITTADINA
Libero dibattito con video proiezioni di documenti inediti
Costituzione di un gruppo di ricerca e divulgazione all’interno del G.A.V.
A seguire: RICONOSCIMENTO a cittadini che si sono distinti nel campo culturale (seconda edizione)
Aperitivo offerto da Metropoli’s
Teatro Comunale di Roccagorga - Ore 20,45
Replica video-teatrale: "LA CENA DEGLI ORACOLI”
Atto unico - Compagnia NOVECENTO - Produzione Metropoli’s-Novecento

CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE / SCAMBIO DI AUGURI



P.S. - Durante i 4 giorni della rassegna saranno proiettati in continuità video-documentari prodotti da Metropoli’s-Novecento sulla storia, tradizioni e monumenti del nostro territorio.

venerdì 28 novembre 2014

Viaggiatori Immigrati Emigranti al Galeter di Montichiari

Viaggiatori Immigrati Emigranti
V. I. E. 

Sabato 6 dicembre dalle ore 21.00 al 
Galeter - Montichiari - Via Guerzoni 92

Domenica 7 dicembre ore 21.00 
Caffè Letterario "PrimoPiano" 
Via Cesare Beccaria, 10 Brescia



Gli autori insieme presentano

Andrea Garbin: "Croce del Sud" Gilgamesh Edizioni

Angel Galzerano: "Cronache sentimentali di un
Italiano a metà" Gilgamesh Edizioni

Silvia Rosa: "Italiane d'Argentina. Storie e memorie di un secolo
d'emigrazione al femminile (1860-1960)" Ananke

Un incontro stimolante, tra i racconti di un viaggiatore in America latina, l'esperienza 
di un immigrato in Italia e le ricerche sull'emigrazione al femminile in Argentina.

Musiche del Maestro Angel Luis Galzerano - FAN CLUB.

Letture Silvia Grazioli, Flora Pierani e Alessia Victoria.

Coordinamento artistico Fabrizio Grigo Contini.

Nenad Glišić e Ivana Maksić al Caffé letterario Primo piano, Brescia

Sabato 29 novembre ore 18.30
Presentazione delle opere dei poeti serbi
Nenad Glišić e Ivana Maksić 


Il "Movimento dal sottosuolo" torna ad animare il Caffè Letterario Primo Piano di BresciaVia Cesare Beccaria, 10, 25121 Brescia con un nuovo eccezionale evento che vede la partecipazione di ospiti internazionali.

Sabato 29 novembre alle 18:30 sarà una nuova occasione per tutti gli appassionati di poesia di sentire alcune voci locali ed internazionali. Quindi l'invito vale per tutti i soci dell'associazione, per tutti i simpatizzanti e per tutti coloro che amano la poesia.

Presentazione della collana di poesia "LE ZANZARE" (Gilgamesh edizione) con la presenza di dei poeti serbi Nenad Glišić e Ivana Maksić a presentare rispettivamente i loro libri "Nella pancia della bestia" e "La mia paura di essere schiava".

A cura di Andrea Garbin.
Interventi e letture di Nenad Glišić e Ivana Maksić.
Traduzioni di Francesca Leonardi e Fabio Barcellandi.
Copertine di Sandro Sardella e Andrea Garbin.

http://www.gilgameshedizioni.com/home/le-zanzare-poesia-dal-sottosuolo/


NENAD GLISIC è nato nel 1972 a Kragujevac, in Jugoslavia. Poeta e scrittore, editore e performer. In patria ha pubblicato sette libri di poesia: Patria, tu sei come la cirrosi per il fegato; Inni dei kamikaze; Fiori di Hiroshima; Canti di natura e società; Anachronicles; All’ombra dell’albero della conoscenza; Ere.Cicli. Autore anche del romanzo Tutto sui maldicenti e delle storie brevi Persone e situazioni, si è esibito come musicista sperimentale e artista multimediale. Vive a Kragujevac, in Serbia. È tradotto in Italia, da Francesca Leonardi, nella collana “Le zanzare” con il libro "Nella pancia della bestia".


Due poesie di Nenad tratte dal libro:


LA VISTA DEL SOLDATO SCHULZ

Fenomeni
come quelli del soldato Schulz
sono errori statistici

suicidi spregevoli
moralizzatori codardi

tu lo sai

persone
come il soldato Schulz
non si contano come vittime

la memoria
per il soldato Schulz
non è prevista
sapendo
che il soldato Schulz
è un suicida

il rispetto
per il soldato Schulz
fa ridere fragorosamente la gente

la storia
del soldato Schulz
non è fatta di parole

la vista
del soldato Schulz
disarma le scuse

la sua schiena
porta il peso
di una speranza


GOCCE DI PIOGGIA

Ho sempre amato le mie illusioni
per la ragione che non è necessario
spiegarle

Le mie illusioni sono state sempre gentili e non
troppo impegnative

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una buona storia
e
il rumore della pioggia sulle foglie e sui tetti

Nei boschi
sotto la pioggia
in spazi e tempi immaginati
ci incontriamo occasionalmente
per prendere una pausa dai nostri guai
dalle nostre pesanti mattine e stanche serate

Io e le mie illusioni
allarghiamo le nostre mani e alziamo le nostre facce
Le gocce di pioggia

guariscono i nostri occhi



IVANA MAKSIC è nata nel 1984 (Serbia). Ha pubblicato un libro di poesie O telo tvori me (O corpo in-corpo-ra me) nel 2011. Si è laureata presso la Facoltà di Novi Sad, Dipartimento di Lingua e Letteratura Inglese. Una sua successiva raccolta di poesie è pronta per la pubblicazione e si intitola Izvan komunikacije (Oltre la comunicazione). Traduce poesie, saggi e brevi opere in prosa dall'inglese al serbo ed è il redattore capo della rivista letteraria Koraci (Passi). È tradotta in Italia, da fabio Barcellandi, nella collana “Le Zanzare” con il libro "La mia paura di essere schiava".





Due poesie di Nenad tratte dal libro:


LUI (INTENDO: TE)

Non lo conosco.
È un pazzo.
Non so nemmeno il suo nome.
Il suo nome. Non significa nulla.
Non lo conosco. Non è un pazzo, è uno straniero.
No, nemmeno un pazzo.
Un pazzo mi avrebbe sconvolto.

Uno straniero non avrebbe potuto.

PERCHÈ MUOIONO LE PERSONE IN SERBIA?

Ogni 15 interventi chirurgici in Serbia
14 vengono eseguiti da macellai.
Significa che c’è un 90% di possibilità che sua figlia
non sopravviva all’operazione.
Le operazioni lo hanno portato alla disperazione.
Per quanto duramente si sforzasse, non riusciva a
[raccogliere il denaro necessario.
Riusciva a dormire solo un’ora e mezza dopo ventidue
[ore di lavoro.
Si era rovinato, esaurito, umiliato.
Ecco perché non poteva partecipare alle serate
[letterarie.
Iniziavano regolarmente alle 8 di sera.
Che era ed è l’orario esatto in cui inizia la sua pausa di
[dieci minuti.





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