giovedì 23 gennaio 2014

Memorie (quasi) vere: Arnoldo Foà


Tanti sono gli episodi che mi legano a Foà del quale ho pubblicato ben tre libri (invenduti all’inizio ma, col tempo, sai…).
Inizio proprio dall’incontro del 16 giugno 2008 avvenuto in libreria dove racconto come si era conosciuto con la sua ultima moglie, Anna Procaccini.
Piccoli particolari che cambiano alcune vite: Dante, mio figlio, un giorno decide che non è giusto che io stampi i libri e poi li nasconda. Mandò quindi al Premio Alfonso Gatto, a mia insaputa, l’ultimo di poesie ‘Impaginato per affetto”. Andai in finale. Era il 1990.
Il lettore quell’anno era proprio Arnoldo che non vedevo da tantissimi anni, avendolo incontrato più mia madre Maria e mia sorella Adelaide che io.
Stretta la mano mi fa:
«Dovrei leggere queste schifezze?»
«Certo! Perché ti pagano» risposi.
Da quella battuta che, è assolutamente nel suo stile, è nata una grande amicizia e, salvo il periodo della sua ‘emigrazione’, una assidua frequentazione. Non la vincita dell’Alfonso Gatto il vero premio, ma il regalo più grande avuto fu proprio l’averlo rincontrato.
Anche per lui. Ci è stato regalato un mondo, la magia, una fiaba moderna, forse, ma certo che la sua vita cambiò. Io, pessimo padre, sembrai trasformarmi in un ottimo genitore per Foà.
Scopro che scrive testi teatrali, poesie, romanzi ma che non aveva mai tirato fuori da un armadio antico della sua (ormai ex) villa sulla via Nomentana. Stampo due dei suoi romanzi ‘Le pompe di Satana’, ‘La Costituzione di Prinz’ e un volumetto di poesie surreali e divertenti, (ma anche indicazioni di vita), dal titolo ‘La formica’.
Festa della Polizia, Premio alla Carriera, con Antonella D'Onofrio
Quindi lo porto in giro per l’Italia, piazze, teatri, trasmissioni televisive da Roma a Viareggio, Torino, Milano, non ricordo quanti giri e d’altro canto, si sa lo scrittore che presenta un libro non si paga, ma un attore del suo livelli sì, eccome!
Per strada qualcuno lo chiama, confondendolo con Fo, lui s’incazza e non si ferma, insistono scusandosi «signor Dario», l’incazzatura e il passo aumenta. Ma l’interlocutore non comprende perché Arnoldo s’incazza e tira dritto e cammina, dietro ripetendo:
«scusi, Maestro Fo, non intendo importunarla» e così via, accade spesso.
Quando va al ‘Costanzo Show’ però fa come me: si parla di tutto ma del libro neanche un po’, non come tutti gli autori che ‘casualmente’ hanno in tasca l’ultima opera. Semmai lui, tira un foglietto appena scritto con dei versi e legge, e giù risate e applausi: una delle sue poesie caustiche, all’acido muriatico, insomma.
Vendita continua: zero!
Nel ‘92 apro la libreria e fra i tanti (allora affollati) incontri ne organizziamo uno per presentare un libro di Arnoldo, forse ‘Le pompe di Satana’ – chi ricorda fra tante serate? – e alla fine ‘Lui’, invece di entrare nell’auto messa a disposizione dall’amico Paolo Antinori, (larga e comoda) pretende, insiste, fa le bizze per entrare nella 500 grigia, scassata, impossibile a contenerlo per la sua altezza, di Anna Procaccini!
E fu così che loro, dopo lunghe traversie per ottenere il divorzio, recuperare libri e i ricordi con la moglie precedente, come nelle favole, vissero felici e contenti.
Da quel giorno, come scrive lui stesso nella sua biografia, riprese ad essere di nuovo il grande attore che era, rispettato, ricostruendo con Anna tutto ciò che negli ultimi anni aveva perso. S’era anche lasciato convincere ad andare via dall’Italia per paura che con la scesa in campo di Berlusconi, ricominciasse un periodo fascista, come quello per cui già aveva patito agli inizi della carriera. E non era il caso.
Tutti attorno l’adorano, genitori, fratelli, amici di Anna. Tutti coloro che negli ultimi vent’anni lo avevano circondato, soprattutto giovani, hanno trovato straordinaria questa coppia, composta da un attore in età, alto e un po’ perduto con questa giovane donna minuta ma decisa e forte come nessun’altra.
Lo invidiai a lungo e, la stessa Anna si informava se io ancora vivessi solo. Ma vent’anni dopo accade a me la medesima cosa, simile anch’essa a una favola, ma che lascio ai ricordi di improbabili futuri biografi.
Arnoldo con Anna Procaccini da Pellicanolibri
Tanti altri sono i ricordi che mi legano ad Arnoldo (che molti si limitano a definire ‘voce’) ma, l’aver contribuito alla sua gioia e alla ripresa dell’attività in cinema e teatro, mi rende assolutamente orgoglioso. Ed è, forse, una delle migliori realizzazioni ‘editoriali’ della mia vita.
 Purtroppo mentre sistemo e correggo queste ‘memorie’ per la pubblicazione (chissà se…) arriva la notizia della sua morte, non definirei scomparsa – quella resta nelle immagini e nelle registrazioni.
Così anche uno degli ultimi vecchi e grandi amici per cui all’insaputa di molti ho lavorato, va via e con lui svanisce la possibilità di un altro libro ‘nostro’ che proprio negli ultimi mesi, avendo la possibilità di una collana della Seam. avevamo pensato di pubblicare.
Va via, ma, come sempre, davanti ai ‘personaggi’, alle autorità e a quelli che contano, non ho avuto e non avrò la possibilità di raccontare altro.
Mi limito così alle letture delle mie poesie fatte da lui, alle tante foto e ai tanti incontri e di questi rimangono infinite tracce.
Inserisco qui una lettera, consegnata a mano, prima della sua partenza alle lontane isole delle Seychelles dove, forse pensava di non dover tornare.
Ma Ludovica, la sua prima moglie, incontrandomi, disse:
“Faccia in modo che non resti lì, ne morirebbe”.
Non rimase a lungo, una casuale trasmissione di Costanzo, parlando dalla sala, parlai di lui.
In camerino lo stesso Costanzo mi sollecitò a farlo intervenire. Così fu.
Così riprese.
Era il 1986


Video registrato in libreria il 16 giugno del 2008: Omaggio alla Poesia




vedi anche:
http://beppe-costa.blogspot.it/2014/03/memorie-quasi-vere-enzo-jannacci.html
http://beppe-costa.blogspot.it/2014/02/memorie-quasi-vere-alberto-moravia.html
http://beppe-costa.blogspot.it/2014/03/memorie-quasi-vere-alejandro-jodorowsky.html
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