giovedì 6 marzo 2014

Maddalena Saitta, La mia via, Diario di una reincarnazione (Seam Edizioni)

Molti di noi attraversano momenti di terrore quando qualche sintomo appare a minare la nostra sicurezza. Siamo ammalati. Talvolta si tratta di falsi allarmi, altre volte l’allarme è reale avvertendoci dei rischi che corriamo.  Si ricorre al medico: controlli, esami, paure incidono trasformando la nostra vita in un inferno.

dalla prefazione di Liliana Arena
Inediti rari e diversi
collana diretta da Beppe Costa e Igor Costanzo
prefazione di Liliana Arena

[Il labirinto come ricerca del sole interiore, come ricerca del Sé, in cui il bambino, il genitore e l’adulto si riconoscono accettandosi e accogliendosi l’un l’altro senza più condannarsi; il labirinto come via da intraprendere e da percorrere per il raggiungimento della consapevolezza, della maturità, della saggezza. La malattia come strada quasi preferenziale o addirittura agevolata all’interno di esso, quasi una sorta di possibilità in più per arrivare alla meta, che non è rappresentata dall’uscita dal labirinto, bensì dal suo centro: la pietra filosofale. 
Qui si parla di Sclerosi multipla, ma potrebbe trattarsi di un cancro come di una qualsiasi altra malattia invalidante, definita “incurabile”, che “conduce irrimediabilmente alla morte”. L’uomo ha difficoltà ad accettare la morte e, nonostante sia parte integrante del ciclo naturale della vita, essa è forse la più grande delle sue paure, che egli tende ad esorcizzare con il pensiero di allontanarla quanto più possibile nel tempo, rinviando così inconsciamente il momento di affrontarla progettando e proiettando troppo spesso la propria vita nel futuro. Quando si viene a conoscenza di un tempo a scadenza, si apre il baratro del dolore, dell’impotenza e dell’angoscia in cui è facile cadere e lasciarsi andare. Quanto più è giovane l’individuo, tanto più si trova a dover fare i conti con quella che fino a qualche minuto prima era la sull'immortalità”: tutte le certezze crollano e, senza la proiezione nel futuro, nulla ha più senso.
(L. A.)


Questa la via” di Maddalena Saitta, che si racconta in prima persona abbracciando una sofferenza universale, descritta in un libro che potremmo definire un diario romanzato: il viaggio di una vita che nel fiore degli anni scopre una malattia tra le più gravi che possano colpire un uomo con tutti i risvolti fisico-psicologici che questo comporta.
L'autrice legge brani del volume da Pellicanolibri, Roma
Maddalena Saitta è nata a Roma 
dove vive e lavora.
Appassionata sin da giovanissima di ogni forma d’arte, ha studiato pianoforte e canto. Affascinata dalla letteratura, ha conosciuto grandi personalità del mondo della cultura, della poesia, della pittura pensando bene che avessero le capacità per comprendere, e quindi vivere, la vita in modo sensibile, in un mondo che appare sempre più brutale.
Questo è il suo primo libro.


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