venerdì 14 marzo 2014

Stefania Battistella: Primo giorno senza futuro (SEAM Edizioni, 2013)

Lettera aperta a Stefania di Adele Cambria 

collana: Inediti rari e diversi
diretta da Beppe Costa e  Igor Costanzo
ISBN 9788881795178, pag. 80 € 10.00
Cara Stefania, hai chiesto a me la prefazione alle tue più recenti poesie, io ci provo… In fatto di poesia imparai al Liceo di Reggio Calabria, a memoria-“Infandum regina…” il V° Canto dell’Eneide, dedicato a Didone, e al suo fatale innamoramento per Enea (il pio Enea, te lo raccomando, uno che è capace di sfoderare circa duemila anni fa la classica frase virile: “Io mai ti tenni discorsi di nozze”, dopo aver tentato di squagliarsela alla chetichella…).

Il titolo del tuo secondo libro -“L’amore m’ha fatto fragile”- mi aveva sedotta per la tua lucidità. La questione è che per quanto siano distanti -a tuo vantaggio- le nostre date di nascita, fatalmente persiste, nelle donne, in noi donne, di qualunque generazione, la ricerca della felicità.
Pensa alla grande Marguerite Yourcenar, l’autrice di “Memorie di Adriano”, che chiudendosi a difesa nella sua torre d’orgoglio dichiara: “Quanto sarebbe stato insipido essere felice!” E anche, ogni volta che scopriva di essersi innamorata “di un uomo che ama gli altri uomini” sentenziava: “Mi ha salvata dalla infelicità”. Ebbene, noi, donne comuni -forse, o forse no- sopportiamo tutto per inseguire, spesso invano, la felicità.

La 'voce' del Poeta
L’amore
appare come l’odio
movimento informe
a giustificare rivolte
quando la ragione si riduce
matematica senza numeri

Insignificante

Do in pegno
la mia voce
per qualche parola in più
questo disegno artistico,
usato in lingua,
vale molto più
di quei suoni
troppo spesso
insignificanti













Spartito

Come goccia che cade
più volte
ad aumentare la sua presenza
ogni parola sembra
essere d’amore
scie di colore dipingono il cielo
pronto a chiedere
d’essere riempito, almeno, d’un paradiso
così autorizzata a chiedere certezze
dopo il cielo
domando se i tuoi tratti
potranno essere quei suoni
scritti doppi sul pentagramma
saremmo doppia scrittura
e unica ombra
mentre il cielo continua a chiedere
il suo paradiso
piangendo il nostro tempo
cui nessun dio pensa a mettere fine


dalla Postfazione:

lettura a Genzano: 8 poetesse per l'8 marzo
Palazzo Sforza Cesarini
[Novità di linguaggio (senza uso di dizionari) e novità di stile, (senza scuole e maître à penser).
Così scorre la vita come il verso di Stefania Battistella: dietro le parole troviamo, senza grossi sforzi per chi di poesia ha vissuto, le parole, nascoste certo ma anche ben visibili.
Dietro una metafora, un sogno, un desiderio, un bisogno, l’essenzialità di quel vivere che attorno sente stretto, falso, terribilmente vacuo. Qui, come nei due libri pubblicati in precedenza c’è un cammino che prosegue, alla ricerca sempre di sé, quel sé che di certo la poesia contiene e sa scoprire man mano.
Un percorso umano e letterario che si discosta da tanta poesia, cosiddetta d’impegno o presa in prestito da quel racconto americano che non si rifà neppure più a Gregory Corso o Allen Ginsberg, bensì a quei tanti che stanno di continuo spacciando prosa per poesia.
Quest’ultima deve assolutamente, come già scritto da molti, farci scoprire ad ogni nuova lettura, qualcosa che prima non vedevamo e senza soluzione ultima, lasciarci immaginare ciò che all’Autrice accade (se accade a noi stessi, sarà certamente la Poesia).
Questa forse l’ultima fra le scoperte da me fatte nel corso dei tanti anni di frequentazione del libro. Dovuta a uno di questi strumenti attuali della rete: facebook: per un gioco che l’Autrice sollecitava fra gli amici, illudendosi di trovarli attenti o preparati all'uso del linguaggio applicato alla poesia e l’illusione, tutto sommato, non c’è stata, il lettore è arrivato: Io.
Tanto le devo e spinto a proseguire su questa strada fatta spesso anche troppo da imbalsamati professori che insegnano metriche e quartine, mentre chi inventa non ha mai rispettato alcuna regola: non sarebbe invenzione e, quindi, ben venga questo modo nuovo di usare il linguaggio così vicino però alla grande Poesia.
Nulla che si possa accostare a quei tanti poeti che corteggiano le riviste dei Pecora, i premi delle Spaziani o dei Rondoni. In corsa a prefazioni e prebende o attestati, autori che non hanno dato nessuna riga che abbia provocate emozioni, autori che della poesia hanno fatto mestiere di vita (inteso naturalmente come guadagno per quei tanti poeti che si sforzano di capire perché si debba andare a capo e quando).
Siamo ben lontani da questa modernità!]
b.c.

Stefania Battistella ha pubblicato le raccolte di “Briciole di pensieri e di velluto”,  AltroMondo, 2010, “L’amore m’ha fatto fragile”, Thauma, 2012, e “Primo giorno senza futuro”,  Seam, 2013. Alcune sue poesie sono presenti in “Acqua privata? No grazie!” a cura di Marco Cinque e in “Poems for the Hazara”, un'antologia poetica multilingua che raccoglie 125 poeti da tutto il mondo, in favore del popolo Hazara. È presente nel numero di luglio 2012 nella rivista Reti di Dedalus. Ha partecipato al Festival Internazionale Ottobre in Poesia di Sassari, 2010, e come ospite per l’Italia, al “Nisan Festival”, Galilea, 2012 e 2013. Partecipa insieme a Beppe Costa agli spettacoli di poesia “di me, di altri, ancora” e “d’amore e d’altre abitudini”, divenuto anche libro, Pellicanolibri, 2014. Presente nell'Antologia del Berlin International Literature Festival, 2015.



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