giovedì 19 giugno 2014

Memorie (quasi) vere: Barbara Alberti

 Di episodi divertenti, brevi e umani ce ne sono tanti, ma voglio raccontare è il seguente.
Intorno agli anni della confusione 1980/82/83, ricevo dall'assessore T. Amore, tramite un tipografo di Augusta, un certo Fruciano, l’incarico di stampare un libro del pittore Rodolfo Cristina e, di conseguenza, c’è di organizzare una serata di presentazione del libro; così chiamo l’amico Santino Bonaccorsi, Barbara Alberti, che si presenterà con una teiera da favola e la sua amica del momento, figlia di Sergio Saviane, e Dario Bellezza; sarà presente anche Monsignor Alberti (immaginatevi!)
Arrivati a Pozzallo, devo fare le presentazioni, almeno di quelli che avevo coinvolto io, ed è stata straordinaria la stretta di mano fra Amore e Bellezza!.
con Dante e Karen Costa
Mentre andiamo per raggiungere il ristorante, perdiamo di vista la macchina dell’assessore. Tornando indietro, con la nostra, li troviamo infrattati: Amore-volmente, Barbara e l’assessore avevano accostato. 
Ci siamo incontrati molte altre volte, fu lei a coinvolgermi a qualche puntata del Costanzo show (forse lavorava in redazione o era una semplice consigliera), e a presentarmi Gabriella Zappalà, autrice che poi pubblicherò con un libro scandalo “Il grido della chimera”.
Fu una delle amiche più care di Dario Bellezza, ma che, alla sua morte, si allontanò temendo l’infezione come scrive lei stessa ne “L’arcano fascino dell’amore tradito” (a cura di F. Cavallaro).
Di Barbara questa traccia, scritta da lei, dopo una serata delle tante in libreria da Pellicanolibri:
la sua una bella vita tormentata come a volte accade a persone di grande intelligenza.

«Caro Beppe,
GRAZIE!
Un grazie a sei piani,
sono ancora sotto l’effetto
meraviglioso della serata di ieri,
dell’aver visto il tuo presepe, 
il tuo lavoro di santo laico,
di uomo di buona volontà,
tua figlia, tuo figlio, Paolo, Fabio, la pittura,
gli altri ragazzi che collaborano con te,
l’impresa di promuovere insieme più forme d’arte,
quel pubblico cui dai un motivo di congregazione
e di appartenenza,
la biblioteca organizzata come una sala di lettura,
quel tuo andare controcorrente,
e il tuo calore umano immutato, anzi accresciuto 
nel tempo.
Vi abbraccio
tutti insieme, la vostra è proprio un’isola di salute
(Barbara Alberti, 2009)
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