mercoledì 4 giugno 2014

Memorie (quasi) vere: Fernanda Pivano

Nanda con Luca Paglialonga
ideatore della torta-Kerouac
L’ultima ad andarsene, in ordine di tempo, fra gli scrittori amici che hanno inciso particolarmente nella mia vita, è stata Fernanda detta Nanda.
Da tempo voleva vedere la Pellicanolibri ormai diventata solo libreria nel quartiere affollato e senza strade – figurarsi i marciapiedi - di Casalotti, quindi la mandai a prendere dopo avere preparato, con l’aiuto del bar Paglialonga (oggi cambiata gestione) di Piazza Ormea, una enorme torta con una scritta di Kerouac sopra, sedie, gazebi e quant'altro servisse per una vera e propria manifestazione in piazza. 
Una gioia immensa il suo arrivo in libreria - dove troneggia ancora il suo Premio Viareggio, consistente in una bruttura in ferro e bronzo di 16 chili, consegnatale così di botto che quasi cadde in terra (Nanda, non la scultura, purtroppo). Non era consapevole che l’avremmo festeggiata per i suoi prossimi 80 anni. In piazza era già tutto pronto. 
Pochi sapevano chi fosse, qualcuno pensava che festeggiassi mia nonna. Qualche mese dopo però la festeggiò Genova e apparve in RAI, a questo punto molti nel quartiere ritornarono stupiti ponendo domande ma, naturalmente nessuno comprò uno, dico uno dei suoi libri.
da Piazza Ormea verso la Pellicanolibri
La premiammo, così come avevamo fatto per alcuni anni con tanti altri protagonisti "diversamente bravi" del mondo della cultura e, quello del 1997, fu per noi l’ultima volta in piazza.
Alcuni elementi del quartiere si dissero 'disturbati' di questo appropriarci di spazi pubblici. D’altro canto il degrado generale della cultura sta rendendo stupidi tanti esseri cosiddetti umani, e non solo dove vivo.
Ciò che però mi rimase impresso furono due cose, la prima: quando l’accompagnammo a casa, in via della Lungara (abitazione romana che lasciò qualche tempo dopo), volle regalarci i suoi quaderni di sughero che portava ogni anno dalla Sardegna in quantità industriale, quando era ospite a casa di Fabrizio de André; la seconda, più complessa, fu:
Jovannotti la voleva in concerto all'aperto nella piazza di Aulla, in provincia di Massa-Carrara. 
Il cantautore non avrebbe iniziato senza la sua presenza! I soliti corteggiati in età avanzata! 
Chiesi ad una mia ‘amica’ se poteva accompagnarla. Lei, non ricordo il nome, entusiasta accettò. Nanda le chiese se fosse mia amica, se guidasse bene e non troppo veloce.
Le risposte furono tutte affermative.
con Anna Procaccini, che incontra la sua 'tesi di laurea
Passò neanche un’ora e le vedo tornare: Nanda infuriata: «Questa sarebbe una tua amica? »
Non sapevo cosa rispondere, né immaginare l’accaduto. Intanto l’autista si era dileguata. 
«Ma Dario Bellezza non t’ha insegnato nulla? »
Sempre più stupito:
«Tanto, certo» risposi.
In breve, Nanda aveva cominciato a parlare di me, di cosa mi credessi di fare, di approfittare delle situazioni. L’altra felice e giuliva approvava, fino a definirmi uno stronzo senza briciolo di umanità e senza ideali. 
A quel punto, mentre si riscaldavano contro di me, Nanda fece bloccare l’auto:
«Portami indietro, tu non sei amica di Beppe e quello rimane uno così ingenuo da farsi fregare da tutti».
In effetti Dario Bellezza faceva così, ma non me ne rendevo conto, pensavo sempre fosse il suo modo d’essere, sparlocchiare delle persone che comunque amava: da Moravia a Pasolini. Ed io da buon siciliano, con un senso alto dell’amicizia, non avevo utilizzato questo mezzo. 
Fernanda per età, esperienza anche negli Stati Uniti forse era costretta ad utilizzare il sistema e, da quel giorno, ho cercato di utilizzarlo anch'io.

beppe costa

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