lunedì 7 luglio 2014

ContrAppunti perVersi: Amelia Rosselli


ContrAppunti perVersi è una pubblicazione Pellicanolibri, 1990
sono ancora disponibili alcune copie, ordinabili sul sito
dell'editore.
100 autori raccolti in volume da me curato, con la prefazione
di Luigi Reina dell'Università di Salerno. E ha dato vita a una rassegna in via del Boschetto. Inizio a pubblicare alcune poesia, partendo dalla grande autrice e amica, con lei ho avuto diverse occasioni in Sicilia e qualcuna anche a Roma, di condividere la solitudine della poesia.
Tentammo, dopo esserci riusciti per Anna Maria Ortese, di fare applicare la Legge Bacchelli, ma non fece in tempo. Ignara che ne avrebbe goduto i vantaggi, si suicidò l'11 febbraio del 1996

Amelia Rosselli

Amarti e non poter fare altro che amarti, inconvenienza
di cui sofrii una volta e poi non più, per
poi ricadere. Soffrendoti invitavi: parlare
più chiaro, lacerare l'aria di piccoli gridi
ottusi, poi disinfettare l'aria stessa, e
chiamarla amore anch'essa, che tanto ti divideva
dalle mie braccia fuse d'invidia, dai miei
tantrums segreti, dalla tua faccia proclive
che non biasimava se non quasi, il mio affaccendare
gli orologi della mente intorno al tuo corpo.

Amare malgrado ottusità, disprezzi
nati e morti, amare per tutta la lunga via
che portava al campo dove tu solerte risparmiavi
le monete gialle, che parlavano d'altri bisticci
d’altre usure, d’altri incantamenti tutti
trapiantati in un unico essere se stessi arrampicati
una delle rare immagini al Premio Akesineide,
in Sicilia, riceve il Premio insieme ad altri poeti
per un albero. E tenace invitavi: e tenace
respingevo; la danza degli orli trapuntati
il ricamo sì meraviglioso che era non per
noi che lo gualcivamo con le nostre tenerezze
di bassa leva. Non era per noi scendere ai
patti, non era per voi decidere se quel fil
di lana portava davvero a quella capanna.

Vi è solo ombra attorno alla capanna, solo
monti morti e vuoti attorno al mio segreto
solo tu con il tuo sguardo puoi prevedere
questa solitudine che si quesita per ritornare
ancóra, morta sulla preda.

Un'esile vocina: basta aprire appena il battente
della fmestruola, che cangia il mondo e
le sue apparenze sono tutt'uno con le tue
emicranie. Basta appena aprire, aprire,
il tuo sonno si misura con il cielo, di cui
resta tragica immagine.

Apri un muro: ne appare un altro, a tastarti
il polso. Radendo il muro non puoi, non vuoi
salvarti quelle poche ore dello spirito, forzare
quelle sue cellule misteriose. E rimane il
sentirsi pino accasciato tra le pinete nuove
dritto fino a marcia pietà.



Posta un commento