mercoledì 16 luglio 2014

ContrAppunti perVersi: Barbara Alberti

ContrAppunti perVersi è una pubblicazione Pellicanolibri, 1990
Per ordinare il libro utilizza il sito dell'editore 
                                                                17a parte 

IL LETTO

Barbara da Pellicanolibri
Il letto è la mia mamma. Il letto è la mia terra.
Kaspar Hauser, nel film di Werner Herzog, dice, nel
momento più felice del suo apprendistato:
«L'unica cosa buona è il mio letto».

Il letto cura delusioni e sgomenti. Mi tiro la coperta
sopra la testa e finalmente non vista, esisto.
Il treno e il letto sono le sole tregue, gli unici luoghi
ove la fantasticheria è legittima.

A letto non leggo, non fumo. Sto a letto, avvolta
dalla sola carezza concessa dalla condizione umana.
Il letto è un Lete che sconsiglia la compagnia, il suo
ultimo uso è farci l'amore.

Beati quegli amori che non conoscono lenzuola.
Il letto è un luogo di solitudine, meditazione,
concentrazione e abbandono.
È lì che Dio ci parla (se ci parla). Si possono avere
compagni di vita ma non di letto.

Nel tempo i gusti mutano, e come chi veste l'amante in fogge diverse mi compiaccio talvolta del giaciglio francescano, talaltra della pelle d'uovo, dell' impudente cachemire.

Se viaggi in luoghi lontani, stupisco di Ajanta, esulto dello splendore degli uomini; ma solo davanti al mio letto d'albergo sento d'aver raggiunto la meta: quello solo cerco in tutto il globo.

Un posto dove rannicchiarmi - e il resto continui a scorrere.

di ContrAppunti perVersi sono ancora disponibili alcune copie, ordinabili sul sito dell'editore.
100 autori raccolti in volume da me curato, con la prefazione di Luigi Reina dell'Università di Salerno. E ha dato vita a una rassegna in via del Boschetto. 
Inizio a pubblicare alcune pagine dell'Antologia, partendo dalla grande autrice e amica Amelia Rosselli, (e via via tutti gli altri autori), con lei ho avuto diverse occasioni in Sicilia e qualcuna anche a Roma, di condividere la solitudine della poesia.
Tentammo, dopo esserci riusciti per Anna Maria Ortese, di fare applicare la Legge Bacchelli, ma non fece in tempo. Ignara che ne avrebbe goduto i vantaggi, si suicidò l'11 febbraio del 1996
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