lunedì 11 agosto 2014

Anna Maria Ortese, di Luca Clerici 1998

("La Repubblica", 20 dicembre 1998, pag. 44)

1987

La notizia apparsa sui maggiori quotidiani relativa all'acquisto da parte della casa editrice Adelphi di un dattiloscritto inedito di Anna Maria Ortese (messo all'asta a Roma da Christie’s) è inesatta, come la segnalazione su La Repubblica del 26 novembre: «La Ortese all'asta. Christie’s batte un dattiloscritto inedito di 124 pagine». Una copia del dattiloscritto in questione (databile ante 1978) mi fu affidata nel 1989 dal tipografo di Rapallo Galantini, amico dell’Ortese. MI resi subito conto che alcune sue parti erano già state pubblicate, in un ordine parzialmente diverso. Si tratta di Il Treno russo (Catania, Pellicanolibri, 1983); Il mormorio di Parigi (Roma-Napoli, Theoria, 1986) e Estivi terrori (Roma, Pellicanolibri, 1987) che include Le luci di Genova, un pezzo assente dal dattiloscritto. Erano invece inedite le sezioni intitolate Perduti nella pietra e Giro d’Italia.
1983
Proposi all’Ortese e all’editore milanese Marco Zapparoli di pubblicare il dattiloscritto, e mi misi alla ricerca degli articoli originari per poter datare i singoli pezzi. Dallo spoglio di quotidiani e periodici emersero numerosi articoli e reportage dimenticati dalla stessa scrittrice, un materiale ingente e in molti casi straordinariamente interessante. Alla fine del lavoro l’Ortese licenziò un volume a mia cura intitolato La lente scura. Scritti di viaggio (Milano, Marcos y Marcos, 1991). Il libro è diviso in due parti: la prima riproduce il dattiloscritto, la seconda una scelta ordinata cronologicamente degli articoli perduti, che nella Prefazione la Ortese dichiara emersi grazie «alla instancabile ricerca e, penso, divertita curiosità di Luca Clerici».
La lente scura comprende perciò sia il manoscritto in questione, sia i tre volumetti di viaggio già editi, sia numerosi pezzi «dispersi», tutti testi rivisti dall'autore fino alle seconde bozze incluse, e dunque in nessun caso identici alla versione di partenza. Da quelle 124 pagine originarie si è così giunti alle 520 del libro, che ha dunque esaudito anticipatamente il desiderio dell’anonimo amico della scrittrice (amico dell’Ortese forse, suo lettore certamente no), deciso a vendere il dattiloscritto «nella speranza di vederlo pubblicato» (La Stampa). A tutti i racconti di viaggio e di invenzione dell’Ortese è dedicato I racconti, il volume a mia cura della collana mondadoriana «I Meridiani» in libreria nell'autunno 1999.

(di Luca Clerici)








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