domenica 3 agosto 2014

Metamorfosi di un concetto astratto in due tempi con accompagnamento di ottavino


Metamorfosi di un concetto astratto in due tempi con accompagnamento di ottavino èun libro di beppe costa edito da Pellicanolibri, per leggerlo tutto puoi acquistarlo sul nostro sito
Prefazione di Dario Bellezza
Pellicanolibri,1982
Confesso che non amo leggere testi di teatro, anche i pezzi più sublimi: faccio difficoltà a leggerli come opera a sé, opera letteraria, in versi o in prosa; devo subito, caso mai visualizzare e immaginare un fondale, delle quinte, un palcoscenico, una pedana; e allora senza saperlo (troppo) o sapendolo benissimo, mi trasformo in regista: un regista potenziale, un regista mancato... Vorrei che qualcuno una mattina mi telefonasse e mi dicesse: vieni, i soldi ci sono, metti in scena tu, fai quello che vuoi, strazialo o idea lizza, che so, Jean Genet o Euripide, i miei maestri...Così, leggendo il testo di Beppe Costa pensavo di annoiarmi, per di più un testo italiano, e si sa che tranne Pirandello, in Italia in questo Secolo Ventesimo c’è stato ben poco... O qualcuno considera un autore di teatro Testori? Sì; pensavo di annoiarmi, di non farcela mai a rispettare l’impegno assunto, e invece il miracolo è avvenuto; non ho avuto nessuna difficoltà a leggerlo, come fosse un romanzo avvincente; il testo, come si diceva una volta, è teatrale, è scandalosamente comunicativo ed espressivo, (mi perdoni Jakobson!): dato lo stile, la lingua usata da Costa che è già una bella invenzione, considerato che scriviamo un po’ tutti alla paludata, alla rogata: ma c’era qualcos’altro che mi attirava quasi morbosamente e che però potrebbe anche trattarsi di un difetto, di una grave mancanza: ci troviamo infatti dinanzi ad un testo “ideologico” - che pretende cioè di avere, sotto la farsesca tragicomica delle situazioni, un messaggio da mandare al mondo, per cambiario. Qual è questo messaggio?
Che il mondo ormai è travolto dalla stupidità, è abitato dalla stupidità, il reale è stupido e irreale, e per viverlo bisogna come accecarsi, o avere una buona dose di incoscienza e di capacità surreale di straniamento. In somma: mettersi al di fuori del mondo per descriverne la stupidità con le armi (linguistiche) della stupidità: il non-senso, la comunicazione interrotta, i luoghi comuni, gli slogan della politica e della pubblicità, lo sciocchezzaio della TV... Il lato ideologico, se vogliamo, è quello che m’interessa di meno, pur condividendo l’assunto dell’Autore; non si può essere non d’accordo con lui: alla fine, alla fine delle fini, bisognerà pur ridere di tutto, capire che è tutto un gioco la vita, tutto è gioco, la realtà è lì, e qui, ma non esiste...Esiste il linguaggio che la esprime, a voler essere a tutti i costi dei verbalisti, ed è di questo, di questa proposizione, assunta in tutta la sua carica sincronica che Costa dimostra di essere un formidabile persecutore del nostro tempo malato e di crisi, di vivere immerso con sonde speciali, nel nostro tempo ridicolo e meschino... Egli infatti mima ciò che c’è, il linguaggio concreto delle Cose, della sotto conversazione giornalistica e mondana per sfottere: in un delirio misto di Chaplin e del Pazzariello della Morante più attuale, quella del “Mondo salvato da ragazzini” altro testo scandalosamente comunicativo, pensando a quanto la poesia italiana sia invece “letteraria” ed “ermetica”... Così non è un caso che il personaggio più poetico del testo sia lo straccione alle prese con l’insulsaggine ambigua e corrotta del mondo, della sua violenza costituita prodotta dal Potere...Dicevo all'inizio che questo testo di Costa è un testo ideologico - non però, dato che ci troviamo davanti ad un testo teatrale, nel senso asfissiante e torbido del brechtismo e neppure del teatro didattico-comico alla Dario Fo - perché Costa non vuole programmaticamente scrivere un testo politico, anzi: egli è un anarchico, un uomo dolce e lineare nelle sue contraddizioni che sembra un hidalgo, una creatura di altri tempi quando la vita aveva il suo contorno pieno di valori anche da trasgredire: il suo bersaglio sono i Moloch del Potere e del Conformismo mentale e religioso. Così azzarda, osa l’inosabile: pur di sceneggiare un’apocalisse, o la nuova crocifissione di Cristo con una intervista blasfema e dissacratrice alla Madonna che sembra saperla lunga - fino alla tirata finale “contro”...Ecco, Costa è genericamente, ma violentemente “contro”, scandalosamente “contro” e ha capito che il linguaggio va usato in senso eversivo, direi “puttanesco” e ‘controriformistico” nei confronti dei rivoluzionari mass-media, appropriandosi di tutto per divorarlo. Che poi sia siciliano anzi catanese ci fa capire quanto la Sicilia sia diversa da una volta, come sia collegata direttamente con l’Europa, saltando l’italietta provinciale e televisiva dei nostri giorni; quanto sia carica di violenza e di dolcezza insieme, e il teatro - con la Sicilia metafora del teatro - non è per caso un misto di violenza e dolcezza per non mandare scontenti e delusi a casa gli spettatori accorsi come bambini sapienti e litigiosi a partecipare l’Evento, oltre e contro naturalmente la pagina scritta. Ma questo è compito del Regista. Forza registi! 
Dario Bellezza
Nessuna, o quasi, indicazione su scene, movimenti, o altro viene data in queste pagine; ogni brano può essere anticipato, evolvendosi ogni minuto che passa gli altri e chiaramente noi stessi. Ho messo punto non in quanto consideri ciò che è scritto finito o non suscettibile di qualsiasi modificazione, ma per smettere (o in parte) di soffrirci dentro
Tutti (o quasi) dovrebbero essere visibili durante tutto il tempo

 PRIMO TEMPO In memoria di                                                   
Chi???                                     è stato/identità
Chi se ne frega                       Chi ha puntato/identità                                 
Non l’ho visto                        Chi ha diviso/identità                                                      
Vado per i fatti                        Chi ha sparato/identità
Ci siamo divisi in troppi       Un problema di identità per assommarci - per dividerci - per moltiplicarci
per dividerci                           Sparpagliati     Con una identità  
Non siamo più una forza        Cercando un dovere
Non possiamo divertirci         Non vogliamo divertirci
Chi vuoi lavorare                    Non vogliamo lavorare


Credendo di credere un credo 

Cerco cerco                              Guardo in giro
Mi fermo c’è mia madre        
E mi ci prendo
Mia moglie mia figlia             Sto fermo non si può
Alla vetrina                              Mi viene la voglia
Il manganello accanto             Mi passa di colpo

Autocoscienza 
Autocensura Autocommiserazione Autonomia Automobile Per moltiplicarci assommarci dividerci 1: Io sono un partito2: È importante essere un partito 3: Tutti siamo un partito 2: Un partito è cosa necessaria 2: Un partito è sicurezza 3: Un partito è libertà 2: Un partito è arrivare 3: Un partito riscalda in inverno rinfresca d’estate 2: Un partito è granita di limone 3: E cappuccino caldo 2: Un partito è madre fratello affetto dignità 1: Un partito insomma è necessità di essere (Uno straccione, della gente attorno a guardarlo tenendosi quasi a distanza, sulle spalle un grosso zaino. È senza mani, farà in scena ciò che vuole - quando può. Intanto una coppia inizia a staccare le pagine di un calendario e quando arriva al 24 dicembre strillerà «Maschio, Maschio» fino all'ultimo, tranne quando daremo indicazione diversa) Autocoscienza Autocensura Autocommiserazione Autonomia                                   Automobile Non ho una lira    Usa la chitarra  Sii te stesso   Non farti fregare Impara l’inglese                       Ti troverai bene in ogni dove, dove? Non dire menzogne      Onestà innanzi tutto Quando è necessario va beh        A volte accade Non ho domani  né casa 
Dovevi studiare matematica,
l’IVA, i registri, la consulenza i Numeri                                Oggi con queste cose 
Ieri non c’era l'iva
Ritornate a scuola - divisa per classi
A proposito di classe ho scoperto di non sapere cos'è: 
Un partito di classe
Il concetto di classe e
Cos'è un classista né


si fa fortuna
La cultura di classe
La cultura di massa Il partito di massa Il concetto di massa e 
Cos'è un massista
Aberrazione con variante in aberrante che come deviante sta per vivente 
Mi scappa il codice

aiuto!!!

Non hai imparato l’inglese né a dire bugie quando necessario e verità quando indispensabile, non capendo tali concetti chiari hai fatto una confusione terribile e (indicando lo straccione o povero cristo) sei ridotto cosi. 
(Lo straccione potendo e volendo può addirittura creare comicità, tentando di compiere movimenti o azioni difficili per la sua condizione, suscitando, c’era da dirlo, ilarità)
In vendita da Pellicanolibri
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