martedì 9 settembre 2014

"d'amore e d'altro". Maschere, 1982

1982
Pubblicato nel 1982 da Pellicanolibri 
su pregiata carta di Franco Conti, il testo si è subito esaurito.
Già in questo spazio è apparsa la prefazione di Luce d'Eramo
Questa la prima parte del libro

Maschere

Il mio Volto la mia Faccia il mio Viso la mia Espressione
Il mio Sguardo i miei Segni tutti addosso
Le mie innumerevoli Maschere cangianti
ad ogni occasione evenienza festa dolore terrore
Risaputo
Ma quando nulla impone quando non serve non è utile
non è d’occasione 
Perché?
I miei occhi i miei sorrisi le mie condiscendenze
Le mie ciglia s’inarcano s’aprono si schiudono
La mia pelle si fa morbida e tesa
La mia fronte mette rughe
Le mie Facce
I miei volti sempre diversi
Ho cercato di nascere
Ho cercato di imparare i tuoi i vostri i loro linguaggi
Ho cercato i movimenti giusti che facessero
d’oro le occasioni datemi
Ho cercato di salvarmi dai vostri giochi mascherati
di necessità
Ho cercato di imparare il vivere ed ho bene appreso
ad indossarvi
Ho cercato d’essere più volte mio
Non ho capito perché Secondo Voi secondo Chi
Sono arrivato dopo e dopo chi?
Ho cercato di amare non soltanto regalandomi
per pochi spiccioli attimi
Ho cercato in tutti i modi di capire perché ho imparato
i vostri mestieri del falso
Il vostro servilismo la vostra sconfitta
e la vostra ricchezza e il vostro piacere
Ogni volta ne sono ritornato mascherato di te di te

e di te e di te

Ho sconfitto innumerevoli volte me stesso me maschera
me che non mi ritrovo
Torno indietro ma utilizzando ciò che mi serve
o cercando prima di sapere cos'è
Tutto questo non è novità torna indietro
Disgregazione aggregazione congiunzione
Espressioni di singoli esseri striscianti abbrutiti
da ciò che loro non è e non gli appartiene
Vorrei conoscere il punto zero che è poi
come il fine ultimo
Ho cercato di dare vita
Ho cercato di apprendere i vostri movimenti e le vostre
motivazioni Ho provato scoperto emozioni non proprio mie
Distruggo la parola
La parola è ferma immobile assolutamente inutile
La parola è mascherata non aiuta a comunicare
La mia bocca ha parole non mie imparate chissà come
e da chi Il mio corpo si muove tenta d’essere libero si
strappa di dosso la maschera
Ecco questo sono io!
Infine vi sento e vi ascolto e vi vedo per ciò che siete
Vedo i vostri volti facce visi espressioni sguardi segni
del mio nuovo              errore
Ho imparato a sbagliare e la consapevolezza
che è impossibile non cadere nelle trappole mi serve
a sopportare ciò che sono ciò che vedo e sento e strillo mi dibatto
piango invoco uccido e mi fa rabbia
la vostra indifferenza il volto fermo
asciutto impassibile quello di sempre!
Ecco venite fuori con le vostre interiora coi vostri
cuori crudi e a pezzi Ecco mostratemi ciò che siete perché
io possa sapere ciò che sono
Vi muoverò accuse ben precise e dimostrabili
Vi inchioderò alle vostre responsabilità
e recherete i segni sul volto delle vostre meschinità
della vostra sconfitta
dell’inutile tentativo di mascherarvi
Di-mostrate-mi l’uomo
Dove in quale fatto in quale circostanza non è colpevole
di essere falso
Ho cercato di darti la vita
Ho cercato di vestirti pulirti di amarti
Ma non sei amabile
Io non so amare! 
ma ho imparato così da te da voi
da loro
Ho cercato di adattarmi e vederti crescere
diventare potente poi ho cercato di assicurarmi
che quando eri inseguita
il mio corpo ti nascondesse tutta
Ho cercato di essere più volte mio
Non ho capito perché
Secondo Voi Secondo chi
Sono arrivato dopo e dopo chi?
Sorridete con e dalle vostre facce mortali
Sì le vostre facce sono assolutamente mortali
e non riuscirete ad aggregarmi
Perché sono segno movimento non parola fissa
che da voi ho imparato ad usare
Ecco usare
Ho usato come usate come dire come film come fare
come lavorare come sempre come Dio come tutto è falso e vi cedo
 
6 sttembre 2014, Ponte di libri per Gaza
foto di Marco Cinque
Io vi cedo ho la consapevolezza
di vedervi esseri mostruosi
perché senza il vostro volto senza la vostra verità
senza la vostra...
...e il vostro piacere...
Ogni volta ne sono tornato in maschera intercambiabile
indefinibile non identificabile
come killer come terrorista come carnevale come come se non
bastassero gli occhi!...
Ma anche quelli tenete coperti infinitamente
assurdamente falsificati eppure così vivi
e tu e tu e
voi…
Il tempo scorre dalla scimmia al cartello
dalla santa adorna al gesucristo che salta via dalla tomba
dagli operai in sciopero al muratore
che salta dall'impalcatura dal bambino alla bomba
ai lutti il tempo scorre
E ancora di più viene necessità di non far trapelare
ciò che siamo ciò che pensiamo Ciò!
Mi sono fermato mi sono messo anch’io in festa in parata
mi sono messo anch’io i violini d’orchestra
ho saltellato fra i rami mi sono contorto sull’erba
caldo e colmo di piacere di natura
mi sono investito di profumi e oggetti
mi sono cullato dei bravo dei bene del come va
ed ho sentito «ti vedo strano» «cosa c’è che non va?»
E a tutto questo vorrei rispondere ti cancello
scelgo di nascere ora con chi e come voglio
scelgo anch'io il mio momento
non potete fare tutto a vostra scelta a vostro piacimento
delle mie gioie dei miei dolori della mia musica
del mio colore e dell’abito
e scelgo anch'io le «Maschere»
per non rimanere sconfitto

Vi scopro vi calpesto vi incoraggio e vi distruggo
a mio piacere
per mio di me per nessun te che non c’è mai quando ci
sono Io Io
Io che non so chi sono e mi perdo
Io che mi scopro
Io più volte calpestato Io distrutto
Eppure è questo e tutto questo ed altro ancora detto
e non detto che non importa se risaputo
o meno cui vado incontro e te e te anche tu e voi sì
anche voi

(1982)



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