mercoledì 1 ottobre 2014

Lettera al signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Caro Presidente, (per molti, non per me e per tanti altri come me) Giorgio Napolitano:
In sella
Garante delle Istituzioni, come sa, spesso sono disilluse.
Le scrivo dal mio luogo modesto e con linguaggio semplice che mi è congeniale.
Non sono un competente, lei sì e molto più di me per continuare ad essere lì, in quel palazzo molto più bello di quello dei tanti dittatori che negli ultimi anni, complici degli americani, abbiamo contribuito a distruggere.
Sono uno che scrive versi e la mia lettera, a differenza dei tanti poeti (letterati, critici, cavalieri, attori, calciatori, insomma un po’ troppi, le hanno scritto per avere la sua medaglietta.
Per la verità ce l’ho anche io, col suo nome inciso (non il mio, regalo al Premio città di Ostia dell’amico poeta Tonino Colloca, forse per farle dispetto a Lei, o a me!).
La tengo chiusa nella sua scatoletta e non ne faccio nota di merito, se non appunto, per un riguardo a Tonino.
Ma sono anche uno che da quando è nato, vede la sua nazione in stato in guerra: fra mafia, magistratura, paesi attaccati (senza che ci abbiano neppure molestato) e ci armiamo da tempo, fornendo armi anche a coloro che sarebbero nemici.
Lo so, lei da tempo, da che mi ricordi è stato come un ambasciatore con gli americani, nel timore che i ‘comunisti’ attaccassero il paese o conquistassero il parlamento.
Eppure anche lei, sempre se la mia memoria non fa cilecca, era ed è stao un comunista, o un cattocomunista (se si usa ancora o quando esistevano).
Come scrive la costituzione (scusi il minuscolo, ma siete tutti voi a trattarla male) avremmo libertà di religione (o culto che dir si voglia) e non ho mai capito perché in ogni luogo pubblico ma soprattutto nelle scuole ci sia l’obbligo, oltre la foto del Presidente, lei o altri, del crocifisso.
Che poi fosse una figura positiva per i ragazzi, chessò un Gesù seduto fra le genti o in cammino sulle acque, andrebbe anche bene. Invece no: crocifisso per ricordare una la terribile morte inchiodati o saldati abbia subita da ‘Lui’ (forse con qualche dubbio) ma da molti altri certamente sì.
Così come è insopportabile la spesa per mantenerla: spesso dieci volte maggiore a quella di presidenti di paesi dove non si è solo una figura rappresentativa.
Lo so, oltre alle medagliette, lei da a molte attività culturali il Suo ‘patrocinio’ naturalmente senza sborsare un solo euro, ma chi fa attività culturali che spesso soffre di difficoltà economiche, gode forse di questo ‘regalo’? questo non so.
So che il nostro paese ‘avrebbe’ il più grande patrimonio culturale al mondo: cioè le tracce di tutti i secoli da quando il pianeta esiste. Se non crolla l’intero stivale ancora visibili. Ed è l’unico paese al mondo che ha così ricco patrimonio. Ha pure il sole e una discreta temperatura: per queste due ultime attività non dipendenti da Lei o da me non c’è stato alcun referendum per abolirle. Quindi ci sono. Sono nostre. Sarebbero la ricchezza di un paese: l’arte e la natura.
Se non fosse così deturpato e devastato dall'incuria. O in molte delle sue parti devastato dalla nostra opera, dove tutto è consentito corrompendo, salvo esser puniti dalla natura che fa franare parti consistenti del territorio.
Col ministro Cancellieri: tanta fiducia!
Si rende poi conto che oltre le mura del suo palazzo, nella città di Roma, a poche centinaia di metri scorre la spazzatura e un traffico infinito dove si resta imbottigliati per tutta la durata della vita lavorativa (per chi naturalmente un lavoro ha). Intendo dire che chi vive a Roma e non ha la fortuna di vivere nei ‘palazzi’ o di avere le auto blu, ha la vita interamente interrotta o turbata psicologicamente dal caos e dallo smog (che puzza) cittadino.
Ma Lei non è il sindaco, (all'attuale ho già scritto) ma il Presidente di tutti.
Una pensione anticipata? una dimissione sarebbe ormai troppo tardi? Poi la ‘vita’ Lei se l’è goduta tutta: fin da giovincello come pochi altri ha occupato tutti i posti di potere.
Mi turbano alcune vicende che La riguardano direttamente: avendo coperto quasi tutti i ruoli avuti nella vita pubblica dovrebbe sapere molte cose riguardanti i ‘misteri italiani’.
Come ministro degli interni, poteva farci sapere qualcosa sulle molte tragedie che fanno tanta ombra alle nostre vite: dalla strategia della tensione, alle tante bombe, dalle relazioni con la mafia, al caso Moro.
Della repressione comunista su Praga poi neanche una riga, né un respiro o palpito.
Poteva evitarci lo sfascio provocato da Berlusconi. Quante leggi firmate da Lei lo hanno salvato!
E quando nel Palazzo si vendevano senatori e deputati, Lei era altrove?
Ha firmato leggi senza rinviarle alle camere, è stato chiamato a deporre sulla trattativa stato-mafia e tanto altro. Ma queste attività, chiamiamole così, fanno parte della sua lunga biografia e non è qui il caso di fare copia e incolla. Chi vuole può informarsi.
Sa certo come sia ridotto il mondo del lavoro, Lei alla sua età ancora lavora, non la biasimo, pensi a quanti fra 40 e 50 anni in poco tempo hanno perso ogni diritto, molti rinunciano togliendosi la vita.
Altri giovani, se non vanno via dal nostro paese, neanche provano a cercarlo.
Dovrebbero evitare persino di andare a scuola, sta quasi diventando inutile e quasi uno spreco per molte famiglie. Ma forse serve ancora per non farli rimanere immobili a casa.
Comunque non farebbero mai in Italia quei lavori che per fortuna gli stranieri fanno. Malgrado la metà degli italioti li vorrebbero ricacciare nei paesi d’origine.
(Ma, di questo, scriverò in altra lettera agli italiani).
si frana
Ciò che mi è insopportabile è il suo rapporto ambiguo sempre con l’ex presidente del consiglio Berlusconi, di cui ahimé parte del ‘popolo’ non è riusciti a liberarsi. Iniettato nelle vene ormai come malattia.
Certo non è Lei che ha milioni di voti, ma ‘lui’ silvio, lui ha avuto e continua ad avere un ruolo preponderante nella vita del bel paese.
Per questo mi rivolgo a Lei: Lei non è stato votato da noi, arriva solo con l’accordo fra le forze politiche.
La colpa quindi non è Sua, tutta sua in questo ruolo di Presidente di “tutti”.
La gran parte degli italiani vive assuefatta alle truffe, agli imbrogli, agli accomodamenti. Molti barcamenandosi con le innumerevoli corruzioni, altri vivendo disperati senza urlare contro chi governa questo paese, di 'presunta' democrazia e con la costituzione che col Suo contributo si va modificando.
Molti infine non riescono neanche a sopravvivere, perdono lavoro, casa e, soprattutto la dignità.
So che questa lettera non Le arriverà, ma ci provo lo stesso.
Con la speranza flebile che il suo successore possa contribuire a migliorare qualcosa.
Almeno che non sia chiamato Re, come per Lei accade.
Il regno sta vivendo questo:
operazioni in corso:
chiusura di attività come non era mai accaduto aumento dell'effimero e inutile in tutte le direzioni; eliminazioni di mezzi pubblici (marino fa danni mortali a una roma già in coma):
ospedali in riduzioni di tutto, uno dei migliori S. Filippo Neri, ridotto in malora per favorire quell'altro delle chiese cattoliche;
Molte scuole italiane stanno messe bene: soldi non ce ne sono per le armi sì
scuola: lo dico ancora: libri e tonnellate sulle spalle che non servono a nulla, men che mai alla cultura ne sapeva più mia nonna analfabeta che un laureato di oggi, quando le scuole non crollano;
università? col mutuo ventennale ci si potrà laureare;
la costituzione: spesso citata anche da Lei, impedirebbe al nostro paese di partecipare a qualsivoglia guerra: malgrado non siamo stati mai attaccati, forniamo uomini, mezzi, basi a chiunque lo chieda, non Le risulta che abbiamo buttato giù qualche dittatore? in Libia, in Iraq per esempio;
renzi: una farsa che racconta le barzellette come fossero cose serie, peggio di silvio che almeno qualcuna la sapeva racccontare (come quella della nipote che ancora fa ridere mezzo mondo;
chi fa fallire aziende di stato prende milioni di euro di liquidazione ma, attenzione, non va in pensione, gliene danno un'altra che sta bene in forma, così da provvedere a distruggerla

e cosa fa il presidente di tutti?
lasciate che i ragazzi non vengano a voi, che vadano altrove.
Basta? o continuo Maestà!
b.c.

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