martedì 30 dicembre 2014

SignorNò: poesie e scritti contro la guerra, Seam 2015

Gennaio 2015, pp 168, € 10.00 - ISBN: 9788881795314
http://www.seamedizioni.it/
Poesie e testimonianze di veterani Usa e refusnik israeliani Con i contributi in versi di autori e autrici nazionali e internazionali a cura di Marco Cinque e Phil Rushton
prefazione Margherita Hack


Diritti

I diritti d’autore di questo volume sono interamente destinati alla causa di Fernando Eros Caro, amerindiano di ascendenza yaqui rinchiuso da quasi 30 anni nel braccio della morte di San Quentin, in California.

Ringraziamenti
Siamo grati per la disponibilità e la collaborazione del giornale Il Manifesto e di tutte le persone che, a diverso titolo, hanno partecipato e reso possibile questa pubblicazione. E un ringraziamento particolare va A H. Bruce Franklin e W. D. Ehrhart, che hanno collaborato con entusiasmo e preso contatti con molti dei poeti veterani qui presenti.

Autori

Veterani Statunitensi: 
John Balaban, Jan Barry, Horace Coleman, David Connolly, W. D. Ehrhart, 
Yusef Komunyakaa, Gerald McCarthy, Marilyn M. McMahon, Dale Ritterbusch. 

Testimonianze dal Vietnam: 
Philip Caputo, Michael Clodfelter, Carl Cresswell, Varnado Simpson, Lamont Steptoe, Hugh Clowers Thompson

Refusnik israeliani: 
Sergio Yahni, Yishay Mor, Ruth Hiller, 
Yigal Bronner, Simcha Leventhal

Autori e autrici nazionali e internazionali: 
Basir Ahang, Al-Shaaer Said Abu Tabanja, Naim Araidi, Liliana Arena, Fabio Barcellandi, 
Stefania Battistella, Alessandra Bava, Ferruccio Brugnaro, Giancarlo Cavallo, Marco Cinque, 
Beppe Costa, Igor Costanzo, Mahmoud Darwish, Andrea Garbin, Nenad Glišić, 
Jack Hirschman, Iago, Gabriel Impaglione, Stefano Iori, Giovanna Iorio, Ivo Machado, 
Alberto Masala, Ibrahim Nasrallah, Leonardo Omar Onida, Franca Palmieri, Paul Polansky, 
Samih al-Qasim, Valeria Raimondi, Phil Rushton, Izet Sarajlic, Sandro Sardella, 
Igiaba Scego, Marcella Testa, Amin Wahidi.


Prefazione

Signornò! È la rivolta al Signorsì, all’obbedienza cieca e assoluta che si richiede ai militari, e in particolare in guerra, in omaggio al detto “My country, right or wrong” e in nome dell’amor patrio si giustificano i più orrendi delitti contro il nemico, anche se rappresentato da bambini indifesi. È una raccolta di pensieri, di poesie, di sfoghi di  militari  in guerra, che si domandano: ma non eravamo noi i buoni, i liberatori, i portatori di democrazia? Noi che ammazziamo donne ferite, bambini  terrorizzati, immortalati per tutti  da quella tragica fotografia della bambina vietnamita seminuda che scappa piangendo, o dal bambino ebreo con le braccia alzate prima di essere trascinato nel lager nazista, due testimonianze di quello che è stato il XX secolo.
È un grido dell’umanità ferita dalla guerra, da questa inutile pazzia dell’umanità esaltata da sempre, come dagli antichi romani: pulcrum et decorum est pro patria mori. 
Quando i popoli troveranno il coraggio di rivoltarsi ai loro governi, di gridare uniti: Signornò!

Margherita Hack


Introduzione

Questa raccolta di versi e testimonianze contro la guerra, oltre a proporsi come un libro dal contenuto quanto più possibile povero di retorica, vuole anche essere uno strumento per realizzare progetti multimediali nel vivo del tessuto sociale, soprattutto nelle scuole e tra i giovani.
I nostri migliori auguri solidali a Fernando Eros Caro
La partecipazione attiva di coloro che alla guerra hanno partecipato in prima persona, oltre ad essere un’occasione di riscatto umano, è anche un’opportunità per mostrare con disincanto le ferite interiori lasciate da un orrore che va sempre più globalizzandosi, e che ormai  trasforma persino i corpi militari delle nazioni in eserciti di mercenari, che hanno come loro obiettivo soprattutto il compito di far quadrare i bilanci delle multinazionali delle armi e della ricostruzione.
Dalla fine della 2° Guerra Mondiale ci sono state almeno 180 guerre, quasi tutte combattute nel Terzo Mondo, promosse e armate dall’Occidente ed hanno provocato 40 milioni di morti, oltre a centinaia di milioni di profughi. Inoltre i conflitti tendono ad assumere un’aura di moralità che non gli spetta, ingannando i cittadini dei paesi coinvolti con nomi che mistificano la vera e immutabile natura omicida di ogni guerra: operazioni chirurgiche, conflitti umanitari, interventi preventivi, lotta al terrore e via dicendo. Come ben documentato e riconosciuto, le guerre moderne hanno come inevitabile effetto collaterale quello di mietere una maggioranza di vittime civili, motivo già pienamente sufficiente per dire sempre e comunque: SignorNò!
I diritti d’autore del volume sono interamente dedicati alla causa di Fernando Eros Caro, un nativo americano di ascendenza yaqui, anche lui ex marine, prigioniero ormai da quasi 30 anni in un loculo di un metro e mezzo per tre, nel braccio della morte californiano di San Quentin.
Ma assieme a Fernando Caro, gli Stati Uniti “ospitano” nelle loro galere ben 140.000 veterani (dati stimati nel 2004). Inoltre, si contano mediamente ogni anno 6.200 suicidi di reduci. È come una guerra nella guerra, che continua pure fuori dai teatri bellici, una volta tornati in patria: un senzatetto su tre, infatti, è veterano, per non parlare delle malattie, spesso mortali, come la cosiddetta Sindrome del Golfo che ha contagiato 210.000 soldati USA o delle malattie mentali diagnosticate a circa 300.000 reduci statunitensi di Iraq e Afghanistan. Ci auguriamo che questo libro ed il progetto ad esso collegato possano trovare attenzione e partecipazione, contribuendo a seminare un po’ di pace anche in un mondo sempre più ostaggio di logiche guerrafondaie che sembrano quasi impossibili da arginare, in un processo di disumanizzazione globale che si fa tanto più evidente quanto più aumenta il disinteresse, la rassegnazione e l’abitudine allo stato ormai permanente di quella che può definirsi “normalità della guerra”. 
Tra governanti e governati che parlano come un coro assordante di proiettili e bombe, ogni piccola voce che avrà il coraggio di dire SignorNò, contribuirà a costruire un grande sogno: quello di poter raccontare un giorno ai nostri figli una favola bellissima. Una favola che inizia e finisce così: “C’era una volta la guerra ma, adesso, non c’è più”. 

Marco Cinque, Phil Rushton

15 febbraio alla Casa dei Popoli, Roma
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