giovedì 1 gennaio 2015

Basir Ahang: tre poesie

Una delle voci più alte contro la guerra è quella di Basir
Ahang, afgano Hazara che vive in Italia da qualche anno.
L'averlo incontrato di persona quest'anno al Festival Internazionale città di Sassari aggiunge un altro tassello di conoscenza per un bagaglio ancora semivuoto che abbiamo in Italia, sia nei confronti di ciò che accade in molti paesi, che per lo sviluppo e la conoscenza della poesia stessa.
Sperando venga edito anche in Italia, dedico a lui e a chi ama la Poesia alcuni dei suoi versi. (b.c.)

Interrogativo d’inverno

Come molti altri prima di me
mi sono chiesto
quale fosse il senso
di questa laconica esistenza

Aspirando un tabacco troppo amaro
mi sono detto
ancora due o tre minuti
e la vita tornerà quella di prima

Stordito e obbediente di natura
ho trascorso le giornate
con una tazza di te fra le mani
unico calore inalterato negli anni

Contando gli autunni
le estati
le primavere
e gli inverni

ho atteso il giorno
in cui il corvo nero
si sarebbe seduto sul ramo di cedro
per cantare un ultimo requiem

e come l’albero tagliato in due
non poter più sentire
la neve che cade
il calore del te
tra le mani ghiacciate

Ho concluso
esser questo il senso della vita
una fine infinita

un gracchiare di corvo


Anche questa è vita?

Forse è meglio se ti abitui
se non ti fucileranno in guerra
allora sarai obbligato
ad offrire il tuo corpo al mare

Anche questa è vita?
Quando scapperai dalla tua patria
diventerai nutrimento per i pesci
se ne avrai avuto la possibilità
Dovrai sincronizzare il tuo battito
con la campana della chiesa
finché gli anni passeranno
e rimarrai ultimo fra i cittadini
Uno straniero che vuole vivere
con la lingua ormai troppo amara

Forse è meglio se ti abitui
come un orfano bambino
he prende schiaffi per abitudine

Anche questa è vita?
per te che la ami
Devi abituarti
al Teatro Civico di Sassari

Quella fottuta notte

Quando hanno sparato l'ultimo proiettile
era notte
le strade di Bamiyan¹ erano chiuse
Quella notte
Kapisa² bruciava nel fuoco della pazzia
e il demonio di Kabul ebbro dell’ultima bottiglia
di tequila di Jalisco
Sognava i corpi nudi della città di Sodoma
Quella notte Bamiyan era luminosa
con le lanterne colorate di blu
e una folla di scalzi cantava
un inno di pace
per i pezzi perduti di Shahmama
Bamyian era luminosa
e i confini del cielo di Ghulgula³
scoloriti

Quella notte la pazzia dominava ovunque
e noi miserabili nelle calli magiche di Venezia
restavamo bloccati con le lanterne spente tra le mani
Quella notte la paura dominava ovunque
e Yakawlang 4 aspettava la distruzione promessa
Quella notte un nodo orribile strozzava le gole
e noi miserabili ballavamo nell’oscurità
dei nostri pensieri
Quando i titoli dei notiziari nel mondo
cambiarono all’improvviso
e un’onda veloce come un fulmine
volteggiò nel cielo di Venezia
La vostra città all’alba
era distrutta
e noi miserabili
ballavamo ancora nell’oscurità dei nostri pensieri
Quella fottuta notte

(22/01/2014 giorno dell’anniversario del massacro di Yakawlang)

Note:
1.La provincia di Bamiyan, in Afghanistan, era sede delle famose e millenarie statue di Buddha distrutte dai talebani il 10 marzo 2001. Le statue erano chiamate Shahmama (figura femminile) e Salsal (figura maschile) ed erano considerate Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
2.La provincia di Kapisa venne distrutta e bruciata dai talebani nel 1996
3.Ghulgula era la città antica di Bamiyan
4.La provincia di Yakawlang, situata nel centro dell’Afghanistan, fu sede di uno dei massacri più sanguinosi perpetrati ad opera dei talebani. Migliaia di persone furono massacrate dai talebani solo per il fatto di appartenere all’etnia Hazara.


Basir con i poeti Liliana Murru e Leonardo Onida a Sassari
Basir Ahang è nato in Afghanistan a Kabul ma dal 2008 vive e lavora in Italia. Laureato in Storia e letteratura persiana attualmente sta conseguendo la seconda laurea in relazioni internazionali presso l’università di Padova. Giornalista di professione si occupa prevalentemente di Afghanistan e diritti umani con un’attenzione particolare alla situazione dei rifugiati e delle donne. Ha collaborato con diversi giornali e agenzie internazionali. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su BBC persian, Al Jazeera e Deutsche Welle. Basir Ahang si occupa anche di poesia e di cinema. Molte delle sue poesie sono state tradotte in italiano e in inglese. Nel 2014 ha partecipato al Festival Internazionale di Poesia “Ottobre in Poesia” di Sassari, ottenendo il premio speciale della critica per una sua poesia in concorso(Quella fottuta notte). Attualmente collabora con diversi siti di informazione come frontierenews.it, kabulpress.org e hazarapeople.com di cui è anche direttore.



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