lunedì 16 febbraio 2015

Beppe Costa Incontri: poesia attualità musica - di Venerdì

6 MARZO
Musica e Poesia:

Dario Bellezza all'inaugurazione 1992
Iacopo Ratini “Disturbi di personalità”
Jacopo Ratini, Cantautore, nasce a Roma il 17 Maggio 1982. Vincitore di numerosi Premi e Festival nazionali di musica d’autore, tra cui Musicultura, il Premio Lunezia, il Tour Music Fest, il Roma Music Festival, Musica Controcorrente, il Premio Note Verdi e Sanremo Lab, partecipa, a Febbraio 2010, al Festival di Sanremo nella categoria nuove proposte. Ha all’attivo due Dischi Ho fatto i soldi facili (Universal 2010) e Disturbi di Personalità (Atmosferica Dischi 2013), un Libro di poesie e racconti (Se rinasco voglio essere Yoko Ono – Edizioni Haiku 2012), una favola per bambini, innumerevoli live e collaborazioni artistiche di rilievo nazionale.
Iago “La famiglia dello scalzo”.
Iago, nome d’acqua Roberto Sannino, poeta. Nel 2006 vince il premio Fonopoli di Renato Zero, con la lirica Il biancospino, che da il titolo alla sua prima silloge edita. Seguono (editi da case ENP), Negativo a colori (2008), Delirium Tremens (2009), L’alibi perfetto (2010), Concerto per carta e inchiostro, Fabian (2012) e in edizione italiana-inglese La famiglia dello scalzo (2015). Preferisce portare la poesia verso le persone, sceglie luoghi ed eventi popolari, nei quali scrive in presa diretta e regala fogli d’inchiostro ai convenuti. Tiene corsi di introduzione alla pratica poetica per circoli letterari, scuole e strutture comunali. Organizza eventi letterari, ultimo in ordine di tempo Colosseo e altri luoghi (presentazione del libro con inediti di Dario Bellezza). Ospite al Festival Letterario Internazionale Ottobre in Poesia (2014).

20 MARZO
Presentazione del libro:

Il comunista che mangiava le farfalle (Pendragon 2011) di Mauro Olivi.
Introduce Massimiliano Flumini, il Prof. Stefano Adami dialoga con l’On. Mauro Olivi
Mauro Olivi dopo essere stato segretario della federazione bolognese del Partito Comunista Italiano dal 1974 al 1976, fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 1976, e successivamente riconfermato alle elezioni del 1979 e a quelle del 1983. Un libro autobiografico dell’ex segretario PCI di Bologna e successivamente deputato. Non è il solito libro di memorie di un politico a fine carriera. Certo, c’è tanto Pci. Dai trionfi degli anni Sessanta e primi Settanta al declino degli Ottanta. Con i riflettori sui protagonisti del potere emiliano: Renato Zangheri, Guido Fanti, Vincenzo Galletti. E sui protagonisti più importanti del comunismo italiano, a cominciare da Enrico Berlinguer. Tutti raccontati senza reticenze da un uomo che li ha conosciuti davanti e dietro le quinte.

27 MARZO
Presentazione dei libri:

Teorema del corpo-Donne che scrivono l'eros 
a cura di Dona Amati.
FusibiliaLibri, prefazione di Beppe Costa e immagini di Sabrina Manfredi.
Il volume, che inaugura la nuova collana “fibre – collettanee di poesia” e che raccoglie le visioni e le voci di cinquantasette autrici, è arricchito con una sezione di immagini artistiche della fotografa Sabrina Manfredi.
Inaugurazione: Arnoldo Foà, Ruggero Orlando e
Melo Freni (1992)
L'edificio fermo di Ugo Magnanti.
FusibiliaLibri, prefazione di Antonio Veneziani, postfazione di Cristina Annino.
Ugo Magnanti è nato e vive nelle città di Anzio e Nettuno.
Poeta e promotore culturale, ha ideato e diretto numerosi eventi letterari in diverse città italiane, fra cui la rassegna “Nettuno Fiera di Poesia 2010”. Pur privilegiando l’oralità e l’azione della poesia, ha pubblicato, fra l’altro, la raccolta Rapido blé, Ume, 2003, la poesia d’arte “Pronostico”, con 2 acquerelli originali di Eugenia Serafini, Edizioni Artecom-onlus, 2011, e le plaquette 20 risacche, Acume edizioni, 2007, Poesie del santo che non sei, Edizioni Akkuaria, 2009, Il battito argentino, Alla pasticceria del pesce Edizioni, 2011.
Ha partecipato con sue poesie-oggetto a varie mostre e ha curato azioni, fra cui Otto poeti nell’immondizia, Poesie vomitate contro la Turbogas, il body poem Notte di Valpurga, Sicilia Poetry Bike (con Enrico Pietrangeli), Icaro e Dedalo Ditirambi No Turbogas, BiciNuragica-Poesia. Nel 2012 ha rappresentato, insieme ad altri poeti, la poesia italiana al 49° Festival internazionale degli Scrittori di Belgrado.

17 APRILE
Movimento dal Sottosuolo:

Con i poeti Liliana Arena, Marcella Testa, Andrea Garbin e Stefania Battistella. Musiche di Giuseppe Natale.
Dal 2008 ad oggi un gruppo di autori appassionato di poesia ha preso il Caffè Galeter come punto di riferimento e di ritrovo per compiere le sue ricerche, sperimentazioni e una sensibilizzazione nei confronti della poesia e della letteratura. La nascita del collettivo dei “poeti dal sottosuolo” ha avuto inizio in un periodo in cui la moda dei social network ha iniziato a disgregare le collettività trasformando gli utenti in individui propensi alla solitudine e all’a-socialità. Lo scopo degli “incontri di poesia dal sottosuolo” è appunto quello di creare un’occasione di incontro e di dialogo sulle tematiche affrontate dalla poesia contemporanea. Andrea Garbin è l'ideatore e il presidente del Movimento che nel 2013 diventa associazione, pubblicando Movinent'Azione dal Sottosuolo (Seam).

24 APRILE
Presentazione del libro:

Mai ci fu pietà (Castelvecchi) di Angela Camuso. 
Dialoga con l’autrice Beppe Costa.
Angela Camuso è giornalista professionista, vive a Roma. Si occupa di inchieste e di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente collabora anche per le seguenti testate: Leggo, l’Espresso. il Fatto Quotidiano, il Secolo XIX, la Nuova Sardegna, Narcomafie. Mai ci fu pietà è il libro più completo sulla storia della banda della Magliana. Un best seller aggiornato fino agli ultimi inquietanti sviluppi sulla più violenta organizzazione criminale romana Mafia Capitale. Vincitore nel settembre del 2010 del Premio Carver come miglior libro di saggistica.

8 MAGGIO
Presentazione del libro:

L’anima aggiunta (Seam) di Stefano Iori. Dialoga con l’autore Beppe Costa. Coreografia musicale di Marco Cinque e Giuseppe Natale.
Stefano Iori si rivela al pubblico e alla critica con la filmografia ragionata Tinto Brass (collana I Grandi del cinema - Gremese Editore, Roma 2000). Varie le sue collaborazioni, tra cui la cura di testi di valorizzazione culturale dei territori per l’Editoriale Giorgio Mondadori. Ha già firmato due sillogi poetiche: Gocce scalze (Albatros Il Filo, Roma 2011), Sottopelle (Kolibris, Ferrara 2013, con prefazione di Gio Ferri) e L’Anima aggiunta (Seam 2014). Sue composizioni appaiono in prestigiose antologie e nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea della Fondazione Mario Luzi (Roma, 2013).
I musicisti:
Marco Cinque Scrive, fotografa, suona, recita, pubblica saggi, raccolte poetiche, articoli. Partecipa ad album musicali, festival internazionali di poesia, mostre pittoriche e fotografiche. Attraverso i linguaggi dell’arte veicola tematiche sociali e ambientali, privilegiando nei suoi progetti multimediali le scuole di ogni ordine e grado. Ha lavorato nell’area del disagio giovanile, in progetti di formazione (AISE-ENAIP). Ha promosso la campagna nazionale Adotta un condannato: adozioni epistolari di prigionieri detenuti nei bracci della morte statunitensi.
Giuseppe Natale dalla fine degli anni ‘70 ha scritto musiche per Radio e Televisione collaborando con il M° Leandro Piccioni ed incidendo per le più importanti Case Musicali. Nel suo percorso artistico ha lavorato nei settori più disparati, dal musical con Antonella Steni, al teatro con Carmelo Bene, alla musica leggera con Tony Esposito. Gli ultimi suoi lavori sono i cd Experience of space realizzato con il chitarrista Alfonso D’Amora e Music for imaginary movies. Due nuovi progetti sono in fase di elaborazione.

Sarà il titolare Dante Costa a darvi il benvenuto e, 
se siete bravi, ad offrirvi il rinfresco



lunedì 9 febbraio 2015

Iago, La famiglia dello scalzo, Seam 2015


ISBN 9788881795307 pp. 152 € 10.00
La famiglia dello scalzo opera in versi

[Abbandonare il tempo grosso
il progetto felice sta nei sorrisi delle ore.

Scrive così Iago, nella chiusa della poesia “L’epoca”.
Ore di lettura intense quelle da dedicare ai suoi componimenti, raccolti nel volume “La famiglia dello scalzo”, in edizione italiano-inglese. Pregni di senso, di citazioni e di pensiero sono infatti i suoi versi, cadenzati da un ritmo lindo e svelto, soppesato e distillato in righe-messaggio.
Ognuna dice. Ognuna spiega. Ogni singolo “a capo” introduce rovente intuizione, saldata senza fronzolo alcuno al precedente rigo e già pregna del seme di quello successivo.
Se la poesia è voce, ecco che quella dell’autore esprime scintille nucleari di rara efficacia, quasi autonome tra loro, eppure, insieme, queste ci regalano le perle del suo riflettere poetico, offerte in un susseguirsi di proposizioni smaglianti, a formare una collana preziosa.
Si tratta di poesie al di là di ogni pensabile buonismo, illuminate da una vena di sincera e condivisibile discordanza rispetto alla consuetudine rassicurante che domina l’interpretazione etica e religiosa delle cose di questo e dell’altro mondo. Un agire di pensiero un po’ nichilista e un po’ criticista (tuttavia sorprendentemente creativo) che sgorga
coraggioso da ogni verso, significando una strutturazione di idee e di logiche che sorpassano il senso comune della verità. E vengono a noi così, queste intense poesie, perché la verità non è necessariamente bella, anzi, è spesso dolorosa, comunque complessa, anche se santa e giusta parrebbe la sua origine lontana....]

[...Il pronome personale io, d'altronde, nelle poesie di Iago appare solamente due volte. Una in “Indulto”, dove il titolo riporta al perdono, mentre il testo sospinge al concetto di felicità, quella che proprio tale io, umanissimo, dopo secoli potrà un giorno vendere “senza mettere il piede in fallo”. L’altra in “La confessione”, ma questa non può che essere intima, personale, e nel caso specifico, decisamente sofferta.
Il rogo dell’io dell’autore è dunque quasi perfetto, ad indicare un’anima evoluta assai. E nel nostro caso il “quasi” determina una precisa consapevolezza e una altrettanto precisa missione: Maimonide scrisse infatti nel suo codice di leggi: “Ognuno deve vedere il mondo come se fosse mantenuto in equilibrio da lui e ogni suo atto potesse far pendere la bilancia da una parte o dall'altra”.
La parte della poesia ringrazia.
dalla prefazione di Stefano Iori


La 'voce' dell'Autore

Verbo

Sull'antica stele
il riporto conduce vita propria
evidenzia somme uscite dagli spazi
il dolore è di gran lunga il bene più usato.
Dal succo d’inganno cola sconfitta.
Mancano i luoghi d’accesso amoroso
le minoranze
potenti gnomi cancellati dalla favola
soldati di basse altezze
così da non vedere i riporti d’ossa

che abbondano il calcolo.

Spirito

Nomade di ultima tribù
ho appena trovato una traccia
il cognome della notte
sul registro del giorno.
Invisibili all'occhio pigro
stanno i contorni del vespro
che incendiano l’aria
laddove esiste solo
l’inconsueto falò dell’anima.
Iago a "OttobreInPoesia"
foto: Marco Ceraglia

Proposito

Seguo il copione
per ordine d’apparizione
vizi egiziani, rituali romani
e danze babilonesi
il più grande intelligente
sconta sempre la colpa
portando in tasca la polpetta di vermi.
La tribù dei conigli scava altre tane
prima visionate dal macellaio di turno
mai sazio e svelto nell'affilare lame.
Satanità o Santità?
Basta togliere la vocale
invertire le consonanti
ed eccolo
il fantasma del miracolo.

La confessione

Vedo una rosa cadere sul campo affamato
corro da lei
calpestando erbacce e steli dorati
il vento ruggisce disapprovazione
spinge muri d’aria, quasi la pelle
mi viene portata via.
S’intravedono tendini e legamenti
le ossa cedono
strisciando arrivo da lei.
L’abbraccio e la porto all'orecchio:
la libertà ha il volto seducente
d’una figura asessuata
che ti uccide chiedendo scusa.
Ultime parole vegetali
d’una rosa cresciuta a fatica
su un campo fondamentalista
io
sfiancato dalla sconfitta
scuoiato dalle avversità
mi accascio e sparisco
nel verde ormai sazio.


Iago, nome d’acqua Roberto Sannino, poeta. Nel 2006 vince il premio Fonopoli di Renato Zero, con la lirica Il biancospino, che da il titolo alla sua prima silloge edita. Seguono Negativo a colori (2008), Delirium Tremens (2009), L’alibi perfetto (2010),Concerto per carta e inchiostro e Fabian 2011. La famiglia dello scalzo (Seam 2015).
Preferisce portare la poesia verso le persone, sceglie luoghi ed eventi popolari, nei quali scrive in presa diretta e regala fogli d’inchiostro ai convenuti.Tiene corsi di introduzione alla pratica poetica per circoli letterari, scuole e strutture comunali. Organizza eventi letterari, ultimo in ordine di tempo Colosseo e altri luoghi, (presentazione del libro con inediti di Dario Bellezza). 
Ospite al Festival Internazionale OttobreInPoesia in Sardegna.

Puoi ordinare il libro sul Sito della Seam
e in tutte le librerie

giovedì 5 febbraio 2015

Valeria Raimondi, Debito il tempo, FusibiliaLibri

ISBN 9788899615215 € 7.00


Valeria RaimondiDebito il tempo 
Prefazione: Maria Teresa Ciammaruconi
Editore: FusibiliaLibri, 2014
Coll. Nastri, poesia

ristampa Pellicano associazione culturale (2015)
coll. Inediti rari e diversi

Silloge prima classificata alla Prima edizione del “Premio Eros e Kairos”, 2014,

dalla prefazione
La poesia di questa raccolta si declina in un costante presente, la prima persona dell’indicativo si arroga il diritto di nominare le cose, smascherare risvolti e tradimenti. Ma non c’e rabbia, quanto piuttosto la distanza necessaria a salvarsi da un patos troppo facile. […] Il presente è il solo tempo che ci è dato per non restare imprigionati nelle trappole dei ricordi o sbilanciati nelle ipotesi del futuro. È il tempo del resistere.

È il tempo che Valeria sceglie, a occhi aperti e fronte alta.

dai testi dell'Autrice

formicolano le dita divengono impotenti alla prensione
come quando sbalzammo dall'utero materno
            e non riconoscemmo i volti né l’aria intorno
torna il distacco il cordone che si strappa
            e scagliarci dentro un mondo morto
è già sentire tutto il peso del nonsenso
è celebrare insieme vita e lontananza

*
se mi guardi con opaca indifferenza
sono città che eternamente brucia
campo di battaglia acre odore
di polvere e di sangue della terra
ISBN 978-88-98649-13-6, 
pag. 64, € 13.00
se mi sfiori con bruciante indifferenza
come angelo in volo sulle mie rovine
il languore si fa magnificenza
lo stupore si ammanta di abbondanza
non sono fatta d’arte e non ho parte
porto trionfo in me di decadenza

*
eppure si corre in un tempo impreciso
lungo verdi declivi sotto i cieli d’aprile
o si fugge come lepre inseguita senza colpa ne pena
e si sale la china che inghiotte la lepre e la notte
o si scende dal colle fino all'acqua più chiara
dove dolce si accuccia la luna e si scivola piano nell'onda
poi si emerge, la corsa riprende
come bimbo orgoglioso che casca stringe i denti
e non piange

*
(azzurro troppo azzurro)
dietro le quinte di una nube
da cui sporgo timida le ali
si affaccia, platea distante, il mondo
e tu, sfrontato irriverente velo
fingi un candore quasi evanescente
ma dentro spingi e graffi
e sai di finto azzurro, di molle cielo
e io che non possiedo un’anima ruffiana
reclamo un imbianchino che salga quelle scale
e sparga di tinta nostalgia altro colore:
un certo effetto seppia appena innaturale
un poco decadente, già post-crepuscolare
L?autrice premiata al Ninfeo di
Valle Giulia da Maria Teresa Ciammaruconi

foto: Marco Cinque

*
lo so non è dolore questo, è scomposto
sbattere di ossa, indolente frangersi di onde
e non è un abbraccio il rimanere ma lambirsi
per abitudine le sponde
lo sai, non è partenza il passo, è una
fuga di cui già si scopre il gioco,
agguato che retrocede a ogni sguardo,
attesa eterna al limite del varco
lo sappiamo, non è amore quello
che puntuale ancora arriva
ma solo un pianto triste tra le cosce
e sapere che il vuoto verrà dopo,
mentre il prima non è mai davvero pieno

*
(scrivo con quel che avanza)
il bisogno di narrarsi in un Altrove
la polvere di vita che impasti col sangue
il continuo domandarsi la strada
l’ultima goccia della sete
il primo sguardo dal ponte
le note a margine
l’ultima sigaretta della sera
poi lo sfumare improvviso della rabbia
e l’abbraccio che infine si scioglie
il Resto è poesia

Qualcosa di diverso per la poesia contemporanea; vissuto il tempo dovuto e\o quel che di esso rimane, non resta che guardare attorno partendo dal sé che si mischia, si somma (ma anche si sottrae al destino crudele del mondo che scivola, spesso troppo frettolosamente, da non consentire di soffermarsi ai drammi che avanzano rapidi sulla pelle, Resta la parola, asciutta, sintetica, senza fronzoli, affinché si possa salvare - nel tempo - qualcosa di utile, per noi, per la memoria, per gli altri vicini o lontani che siano. Come esperienza di una lotta impari, sebbene necessaria, che non ci veda sempre e ad ogni costo perdenti.
beppe costa


VALERIA RAIMONDI è nata a Brescia. Nel 2010 contribuisce alla nascita del Movimento dei poeti e artisti dal Sottosuolo, oggi Associazione Culturale. Organizza reading e microfoni aperti, collabora con artisti, associazioni, gruppi, movimenti legati all’interculturalità, alla libera espressione, ai diritti e all’ambiente. Nel 2013 insieme ai poeti del ‘Sottosuolo’ realizza il festival “Sconfina(te)menti”, in collaborazione con i ‘Circoli Arci bresciani’ e l‘Associazione Zastava’ per un gemellaggio culturale e ideale con artisti e poeti Serbi.
Nell'ottobre dello stesso anno è ospite presso lo ‘Studentski Kulturni Centar’ di Kragujevac, in Serbia. Nel marzo 2013 con il collettivo ‘Donne A(t)traverso’, propone il recital narrativo-teatrale Catturate nelle trame, liberate dalle reti.
Nell'ottobre 2012 esce la sua prima silloge poetica Io no (Ex-io) per la Thauma Edizioni. Sue poesie sono pubblicate all'nterno di antologie poetiche tra cui:
Sotto il cielo di Lampedusa, Rayuela, 2013, 100 Thousand poets for change, Albeggi, 2013, Jackissimo, Seam, 2014, SignorNò! Seam edizioni.
 Ospite al Festival Ottobre in Poesia nel 2014.

Con l’ultima raccolta Debito il tempo, vince  la Prima edizione del “Premio Eros e Kairos”, 2014.