lunedì 8 giugno 2015

Fabrizio Arrighi, Tre poesie

Andrea Garbin, Alejandro Murguìa, Anna Lombardo,
Igor Costanzo e Fabrizio al Festival Internazionale
di Poesia Terre di Virgilio (Mantova)
Qualcuno parla poco di sé, si limita così ad essere fronte e sostegno per gli altri. Fabrizio è una delle voci (silenziose) del Movimento Dal sottosuolo, presente quando serve e serve tanto, davvero.
Leggendolo si comprende subito anche perché si faccia parte di questo gruppo di poeti e scrittori un po' folli, molto bambini (due qualità essenziali) e moltissimo impegnati per gli altri.
Da queste tre poesie che qui pubblico, senza troppe parole - come solito preferisco quelle dell'autore - si comprende come e perché possa stimarlo conoscendo per traverse vie quello che fa, ciò che scrive e non ciò che potrebbe (forse se le distanze non fossero così tante) dire. (b.c.)



L'asino borghese

I ricchi si fanno ibernare
quando si sveglieranno nell'anno tremila
affermeranno di avere sconfitto la morte!
Nel frattempo
I poveri restano poveri. Fino a quando?
I vecchi parlano del passato. Fino a quando?
I giovani aspettano la guerra
e gridano alle ragazze
di sperare nella pace. Fino a quando?
Alcuni preti fornicano, quando possono,
altri, meno coraggiosi
si accontentano di abbordare i ragazzini all'oratorio. 
                                 Fino a quando?

Fino a quando esisterà l'asino borghese.
Tutta colpa dell'asino borghese.

La mia stufa brucia ossa. Il mio cuore va a petrolio.
Mi nutro di commendatori e cavalieri.
Ma, non voglio allori.
Compagni non son vostro compagno!
Camerati andate a farvi fottere!
Io ho la mia guerra privata contro l'asino borghese
che è cattivo, mangia ipoteche e va a teatro.
Con la cravatta crea delle barchette
in cambio otterrà i cento punti qualità.
L'ultimo noir di Fabrizio
Quando ne avrà diecimila potrà baciare il Papa
e stringere la mano a Ursula Andress.
Nell'attesa si diverte a uccidere le lucertole con gli spilli.
L'ho visto: fa proprio schifo.


Lampedusa

Solo i poeti e gli astronauti possono vagare negli spazi siderali
assaporando il valore della libertà:
vedono mari, monti, fonti termali
primordiale essenza di qualità.

Lassù! Lassù non esiste schiavitù,
cullato da false luminescenze,
troppo legato a vane credenze
naufrago beato nel verbo di Gesù!

Laggiù! Laggiù osservo sconsolato
orde di famelici predatori,
creare leviatani inquisitori;
dal male può nascere un grande stato?

Albeggia un nuovo giorno dorato,
dardeggia la fiamma della speranza
dal sottosuolo sale un lamento,
la redenzione sta nella sapienza!

Vittime e carnefici ruotano
sulla giostra della vita: piangono.
Chiamarti fratello è un dono
troppe Lampedusa dividono il mondo.
 
Fabrizio presenta I morti della Selva
Poesia

La poesia è un punto nero sopra un foglio bianco.
La poesia è un punto bianco sopra un foglio nero.
La poesia è la morte dell'arroganza, il suicidio della prepotenza,
il dissanguamento dell'indifferenza.
La poesia è il dito medio infilato nel culo a ogni forma di regime.
La poesia è il lamento alla libertà negata.
La poesia è la perfezione alle nostre imperfezioni.
La poesia è l'estasi e il tormento.
La poesia è osservare un vecchio sdentato,
in una assolata Città del Messico, piangere disperato
con le braccia rivolte al cielo, mentre accompagnava
il feretro del figlio morto di stenti
durante il tentativo di attraversare la frontiera degli Stati Uniti,
alla ricerca della felicità!
La poesia è guardare il sommo Orazio
anchilosato dal peso degli anni, lacero, macilento,
nell'atto di ringraziare Dio o chi per esso
sapendo che avrà a disposizione un altro giorno
per osservare il sorgere del sole
sorseggiare una tazza di latte fumante
ascoltare il soffio del vento sopra un campo di grano,
e guardare un tramonto incandescente.
La poesia è il fango che scorre lungo la via
e la stella che brilla in cielo!


Fabrizio Arrighi

Fabrizio Arrighi è nato a Lonato del Garda. Vive a Mazzano (BS). Nel corso della vita ha svolto vari lavori: assicuratore, venditore, operaio, impiegato. Appassionato di letteratura, inizia a scrivere i primi racconti sin dalla giovinezza.
Nel 2010 ha pubblicato “La fonte del fabbro”, romanzo che racconta l’esperienza della guerra vissuta dal padre.
Seguono (2014) Orme insanguinate sulle isole galleggianti e I morti della Selva primo e secondo di una trilogia noir che vede come protagonista l’investigatore Brando Ferretti.
Arrighi è tra i fondatori del Movimento Dal sottosuolo, gruppo di autori con sede al Caffè Galeter di Montichiari e con i quali, nel 2014, ha pubblicato “Manifest’Azioni dal Sottosuolo” (Seam Edizioni).
Il Movimento Dal Sottosuolo con Fernando Arrabal (2013)

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