mercoledì 15 luglio 2015

José Emilio Pacheco, Gli occhi dei pesci, Medusa Edizioni

 José Emilio Pacheco, Gli occhi dei pesci
Pag. 160  € 16.00 Medusa 2006
ISBN 9788876980806

Come spesso già scritto molti ottimi poeti vengono pubblicati in Italia, soprattutto negli ultimi anni, solo da piccole o medie case editrici, salvo in qualche caso vincendo un Nobel li vediamo apparire anche presso i grandi editori.
Cercando se qualcuno avesse ristampate le poesie di Jesus Lopez Pacheco, libro che possedevo sin da giovanissimo (Edizioni Guanda) e poi regalato sperando di ricomprarlo, mi imbatto in un omonimo che non conoscevo. 
Così lo compro e lo faccio mio, stavolta senza regalare più libri di poesia ottimi che si esauriscono facilmente. Ma trovo anche fra i negozi in rete dell’usato il 'ricercato' Jesus Lopez Delitti contro la speranza che ho già ordinato. Nell'attesa di proporre alcune delle sue poesie, che certo hanno influito dell’amore che ho ancora denso e dentro verso la poesia in lingua spagnola, vi propongo questo Gli occhi dei pesci, recuperabile con facilità, ordinandolo in libreria come ho fatto io.
José Emilio Pacheco è nato nel 1939 a Città del Messico dove è scomparso proprio lo scorso anno, 2014. e questa è l’unica pubblicazione ancora reperibile di poesie, datata ottobre 2006 delle Edizioni Medusa di Milano.
Mentre di tutta l'opera in italiano sono stati pubblicati il romanzo Le battaglie nel deserto da La Nuova Frontiera e un volume di racconti Il principio del piacere,  con le edizioni Sur.
Il volume di 160 pagine è corredato da una nota di Stefano Berardinelli ed uno scritto del grande poeta uruguaiano Mario Benedetti ed è una antologia di poesie dei molti volumi pubblicati dal Poeta.
Poche le notizie sulla vita e l’opera di questo grande poeta, almeno in lingua italiana.
Comunque reperibili su Wikipedia e in un articolo del Manifesto in occasione della morte. 

Ecco un breve estratto del volume:

Dipingere i fiori

Senza dichiarazione di guerra invasero
il paese mentre lui dipingeva i suoi fiori.

Seguirono le battaglie e le sconfitte
lui continuò a dipingere i suoi fiori.

Venne la resistenza contro il terrore scatenato dall'occupante.
Lui si ostinò a non lasciare i suoi fiori.

Alla fine fu vinto chi aveva compiuto il male.
Lui proseguì a dipingere i suoi fiori.

Riconosciamo adesso il suo coraggio davanti a tutto quell'orrore
perché non smise mai di dipingere i suoi fiori.


Genesi

Tanta felicità mi opprimeva.
Volli scoprire cosa c’era fuori dal paradiso.
Avvicinandomi ai confini
mi ferirono il reticolato e l’alta tensione.

Dovetti ritornare al mio giardino, inseguito
dai cani delle guardie.
E non trovai più boschi né sorgenti.
Nei luoghi che occupavano
si erge la baracca n. 18
e costruiscono i forni crematori.

Lettera

Nell'era di internet aspettare una lettera
che non viene neppure per fax.
La porta il vecchio servizio postale
(si direbbe) a dorso di mulo,
per le pianure e tundre e macchie.
Attraversa i fiumi in zattera
e in piroga i mari.

Forse vi sono luoghi misteriosi
nei quali invecchiano le lettere come i vini.
Perché mai caricarle su un jet
o anche solo un camion.
Meglio che aspetti la disperazione.
Alla fine un giorni
arriverà la lettera annunciata
- e sarà molto triste leggerla.

Bambini e adulti

A dieci anni credevo
che la terra fosse degli adulti.
Potevano far l’amore, fumare, bere a volontà,
andare dove gli pareva.
Soprattutto, schiacciarci con il loro potere indomabile.

Ora conosco per lunga esperienza il luogo comune:
in realtà non ci sono adulti,
solo bambini invecchiati.

Vogliono ciò che non hanno:
il giocattolo altrui.
Han paura di tutto.
Obbediscono sempre a qualcuno.
Non dispongono della loro esistenza.
Piangono per qualsiasi cosa.

Ma gli manca il coraggio di quando avevano dieci anni:
lo fanno di notte e in silenzio e da soli.

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