sabato 22 agosto 2015

Un diavolo per coperchio, storie parallele sull'editoria



Quanto accade nel mondo dell’editoria è perlopiù risaputo: si stampano 50.000 titoli l’anno da parte dell’editoria ufficiale, la gran parte di questi rimangono invenduti e dopo solo pochi mesi finiscono fuori catalogo, in bancarelle a un euro, a chilo, a scatole.
Poi ci sono altri 60.000 libri gestiti e pagati dallo stesso autore che, in questo caso, forse almeno finiscono in case di amici (che non li leggeranno mai, ma ne conserveranno gelosamente la dedica, chissà un giorno diventi famoso).

fino a poco tempo fa, scatola da riutilizzo
C’è questo e molto altro ancora come la fuga di tanti autori dal gruppo Berlusconi verso altri (i più noti Saramago e Bocca) per finire nel gruppo RCS, Rizzoli è anche risaputo ma, che poi il gruppo venga assorbito – come tanti altri – sempre da Berlusconi – è meno noto.
Sono state chiuse filiali di editori (ce n’erano almeno una in ogni capoluogo,  prima di Regione, poi perfino di Provincia). Che gli editori si siano ingigantiti sempre di più via via che si stampavano più libri e se ne vendevano sempre meno forse – salvo per gli addetti ai lavori  - è poco noto.
E le grandi filiali che concentravano gruppi di editori sempre più numerosi e sempre meno appetibili? Poco noto anche questo.

Ma, stavolta, vogliamo parlare di scatole, sì di scatole, quelle di cartone. Se fino agli anni ‘60 i giornali servivano almeno per incartare i cibi, anche le scatole per imballaggi nel settore dei libri hanno fatta una brutta fine.
Un tempo si potevano usare una infinità di volte, sempre più sofisticate con aperture sotto e sopra, in modo che aprirle, piegarle e metterle da parte per il  successivo uso era la prassi, comodo ed
economico.
Ma evidentemente un giorno, come talvolta accade, un genio la pensò bene!
Perché mai utilizzare esseri umani per fare questo ingiusto lavoro? Quelli che riempiono le scatole con gli ordini e poi le chiudono con le loro mani? Perché come in tanti altri casi non usare le macchine e lasciare queste persone a casa a riposare?
Così nacque la nuova scatola per la gioia dell’editore, fatta su misura per la macchina. Pensiamo in questo caso ai più grossi naturalmente. Non ne siamo certi però e quindi non possiamo accusare e neppure premiare nessuno di questa invenzione: scatola chiusa da ogni lato salvo quello superiore dove viene applicata con stretto giro di colla resistente un coperchio. Intuizione da premio Nobel!
 
ora bisogna incollarla, i libri pesano!
Inutile dire quanta fatica per toglierlo, spezzare il tutto per riciclarlo nella differenziata. Ed è anche inutile osservare che milioni di scatole non potranno più essere riutilizzate.
Si sa che il diavolo fa le pentole e non i coperchi ma siamo certi che questa volta l’idea a un diavolo è venuta, negli incubi notturni (immaginiamo) affinché potesse essere ricordato per l’eternità.
Si arrabattano ora librai e distributori minori nel tentativo di recuperale dove possibile, mettendo strisce alternative per chiuderle: nastro adesivo in quantità, come fa LibroLine di Roma ad esempio. Riuscire ad aprire una loro scatola, incollata ermeticamente da metri di nastro e rattoppata alla meglio con altri pezzi di cartone, carta, giornali e quant’altro riescono a recuperare quelli che questo mestiere hanno fatto (e ancora è costretto a fare) abituati a quei tempi magri quando ancora si vendevano i libri e non facevano avanti e indietro fra editore, distributore e librai. Un sistema di inscatolamento così meccanizzato, evidentemente, può essere spiegato se pensiamo che i libri sono pericolosi, sì, pericolosissimi e hanno pensato bene di mettere le macchine a contatto con i libri perché loro non si ammalano, al massimo si arrugginiscono e basta un po’ di manodopera ed ecco che la macchina guarisce dalla “librite” e può tornare a contatto con quella produzione di carta stampata talmente brutta da far ammalare, oppure, altra spiegazione, perché un libro, anche il più brutto, può essere una strada verso la libertà dalla schiavitù.
Nel frattempo le famose scatole fanno avanti e indietro dove gli unici a guadagnare sono così i corrieri e le famose scatole col diavolo per coperchio hanno un biglietto di sola andata verso la morte!


beppe costa
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