mercoledì 11 novembre 2015

Come disse... di Iago


Giordano Bruno, foto di Marco Cinque
Amo questo paese, profondamente, amo le sue contraddizioni, il suo essere “borderline”, l’uso sfacciato delle maschere anche fuori stagione, il non ammettere una colpa specie quando è più evidente del sospetto. In Italia è possibile dimostrare che il colpevole di un omicidio sia la pistola e non il criminale.

Siamo campioni del mondo in questo settore e i nostri confinanti stanno incamerando le nostre lezioni. Dalle borgate, alle piazze, fino ai piani alti (come disse un nano al comodino) è in comodato d’uso la capacità di deformare la verità, di attribuire ad un pezzo di ferro le stesse proprietà dell’oro. La poesia non si è salvata, nemmeno lei ne è uscita indenne. 

Cerco di essere più chiaro (come disse il lampione alla notte). Partiamo dai concorsi letterari: dall’ultima riunione dell’Onu, risulta che la nostra penisola è il paese con più premi letterari al mondo, da cui si evince che esistono milioni di persone che scrivono. Ma cari artisti vi inviterei a riflettere su questo fatto: la 35esima edizione del premio SCRIVI MEGLIO CRETINO che si tiene a IMPARA A LEGGERE in provincia di DAMMI 20 EURO a chi serve? 

Pensate che del vostro nome rimarrà traccia? O vi basta mettere in bella mostra l’ennesimo diplomino di carta stile asilo? Oppure avete bisogno del risultato per credere in voi e convincervi di saper scrivere? Bella consolazione (come disse il castrato alla cintura di castità), le giurie non possono qualificarvi, non ne sono all’altezza (come disse Brunetta alla moglie), perché rispecchiano esattamente l’aspettativa che hanno di voi, già sanno cosa scriverete e come lo farete. In altre parole è un trucco utile a pochi a danno di molti. Ci sono i concorsi gratuiti, mi direte voi; però che dritta (come disse la curva in tangenziale). 
Si vince una coppa a Trento o una segnalazione, ma certo che spendo 500 euro per andare a prenderla, perché no, non aspettavo altro (come disse il treno al capolinea). Passando in rassegna gli eventi variamente assortiti a cui ho preso parte, vi confido che sono di una noia mortale, il suicidio sarebbe la soluzione migliore (come disse Pietro a Giuda). Non si può far leggere venti poeti per cinque minuti ciascuno, chiunque sia il poeta (Dante compreso). 

Le presentazioni poi, utili di certo al critico di turno meno all’autore che alla fine invece dei complessi ha un’orchestra. Non parliamo infine dei partecipanti, i veri coraggiosi che dovrebbero esser pagati per la presenza… altro che prefiche. 

Chi vi scrive è un poeta, ancora non so per quanto, vivo (come disse Giordano Bruno al legno secco).

Posta un commento