lunedì 25 gennaio 2016

Zairo Ferrante: Come polvere nei cassetti


David and Matthaus Art e Muse Edizioni
ISBN: 9788869840548, p. 102. € 12,90

Accade a volte che il poeta senta su di sé i dolori altrui, tanti.
Qualche volta, più raramente, ai giorni nostri, accade che chi scrive, nello scrivere, senta i propri anni moltiplicarsi così tanto, da credersi, malgrado giovanissimo, già vecchio, piuttosto stanco e, soprattutto, stracolmo di ricordi.
Accade, ancora più raramente oggi, che chi scrive abbia frequentato e frequenti le scritture di altri che lo hanno appassionato, sentendo addosso quei dolori descritti, sempre eguali eppure sempre diversi, raccolti nel corso degli anni, dei secoli e di tempi senza tempo.
Proprio questa sarebbe, o è, almeno per me, il raggiungimento finale del poeta, malgrado lo stesso non se ne renda mai conto, non sarà mai consapevole di ciò che negli anni non è toccato a lui, ma all'intera umanità. Per questo ne è profondamente toccato e, talora, anche ferito.
Questa “polvere” racchiude non solo la vita o le vite dell’autore “Zairo” ma la complessità e la voglia di essere “solo uno e soffrire come tanti”, per questo forse si occupa di un sogno, in questo mondo di poeti distratti più di altri, da ciò che ci circonda: così fonda il DinAmismo, movimento artistico rivoluzionario (per quanto questo termine abbia perso ormai senso), cercando con i mezzi moderni della rete di avvicinare e avvicinarsi quanto più all'arte, soprattutto poetica, sopraffatta da una infinità di blog, premi, editori senza scrupoli e con l’assenza quasi totale di libri o di scaffali nelle case e la dissoluzione di molte librerie storiche (normale che i primi a sparire da questi 'territori' siano proprio i libri di poesie).
Forse perché sono tanti in rete non occorre consumare altri spazi?
Come una apparente ricerca di angeli, divinità o di un Dio perfetto le poesie raccolte in Come polvere di cassetti, al contrario cercano l’umano, il contatto, la carne e l’essere di ciascuno.
Una proposta che prosegue la ricerca fra divino e umano in continua contrapposizione, ci si chiede a ogni pagina, dove il verso essenziale da un ritmo non scontato ai passi della propria vita, carichi di buche, di tensioni e, credo bene, per il lavoro scelto, di dolori ben visibili cui forse la parola divina o umana che sia non arriverà mai a dare un senso. Quel dio invocato diviene il 'medico' di se stesso.
Proprio qui troviamo l’autore, nelle poesie che diventano stanze, negli spazi che occupa, più che in quelle che mette a disposizione di altri. Qui, dove ogni pagina è memoria, rivolta o consolazione, scava e continuerà, ne sono certo, a scavare, (prova già a farlo nell'ultima parte del libro) fino a trovare quella dimensione umana che lo renderà meno saggio mentre proverà a ringiovanire. Ma, sicuramente altri errori e altra polvere coprirà gli spazi che occupa augurandogli di lasciare sempre in disordine e colma di fogli almeno la scrivania dove, mentre leggo, mi appare che scrive di sé, degli altri - anche di me - intanto gli angeli (troppo distratti) danzano, malgrado tutto, per l'Universo.
b.c.

Riporto le parole conclusive della prefazione di Michele Zanarella
Diventa un grazie sincero e spontaneo, un grazie alla vita che il poeta ama, accoglie, onora ed elogia. Nel rispetto, nell'umiltà, con amore Zairo Ferrante si affida alla poesia e indossa ali che lo portano in alto, tra parole ben calibrate e di spessore, pronte a mettere radice nel DinAnimismo, il suo movimento poetico-artistico-rivoluzionario delle anime, ufficialmente riconosciuto come avanguardia da una parte della critica letteraria.

alcune poesie tratte dal libro:
Apparenza

L’ora si restringe
e si trascina dietro
anche la luce.
Nel tempo in cui
la morte spadroneggia.
E non è disperazione
ma riposo, quello
che s’addormenta
di questi tempi.

E pur la morte
è viva nel
miracolo della natura.
Tra fucsia crisantemi
che fioriscono dal nulla
e luci di piccole
fiammelle che
squarciano la notte
come fuochi di camini.

E pure la tristezza
che s’avanza dentro al petto,
anch'essa si fa falsa,
quand'in torno
tutt'è Vita
che si nutre di silenzio,
oro vivo che s’insinua
respirato nei polmoni
a portare aria al cuore.

A  mia Mamma

Mentre il sole stanco s’accascia
in un letto adorno di soffice rosso
ed il ferro, che divide la strada
dal verde sfinito dall'estate
trascorsa come una mela divisa,
scricchiola alla luce del vespro
raffreddato dalla sera ch'avanza
lanciando il suo vento sfiancato.
E mentre la luna pone ricurva
la sua gobba a ponente come
questa striscia consumata d’asfalto,
percorsa da me che addosso mi porto,
afflitto, un peso che a volte di colpo
si gonfia e diventa sottile dolore
d’ossa, e di pelle, e di cuore coperto
dal volo insensato e sbagliato di un
gabbiano impazzito che vaga in pianura.

Tu, ancora rinasci, e pur stanca lo sei
ma certo non dormi e combatti e scricchioli,
forse, ma senza rumore e senza sfinirti o
sfiancarti; eppure ti porti il mio e il tuo,
sommati, peso e fardello e mai pronunci
la mia stessa parola - dolore - avendola
trasformata col suono festoso di quattro
lettere, in fila indiana, che formano - dono -.
Come quello che Dio addosso t’accatta
quando, dolce, il tuo labbro si apre.
R che io e gli altri, passanti sperduti,
umanamente chiamiamo sorriso.
(18 agosto 2013)

E parlo a Dio


E parlo a Dio,
che forse Lui m’ascolta quando
in solitaria compagnia muoio nel mio orto.
Lui è risorto, s’è fatto Uomo.
E io...
che uomo già lo sono,
mi faccio dio
parlando un po’ con Lui
per non esser corpo morto.
E parlo a Dio, e così risorgo
anch’io.
Che piccolo come
seme giallo e perso
m’abbandono nell'immenso
della terra per buttare
le radici a non sentirmi
pianta morta
prima del mio nascere.
E parlo a Dio, e così prego
anch’io.
Quando Lui m’ascolta
e nella non risposta
mi risponde
tramite me stesso.
E così anch'io,
senza miracolo
che non sia Vita,
per un poco sento Dio.


Zairo Ferrante è nato ad Aquara (SA) – nel 1983. All'età di 19 anni si trasferisce a Ferrara dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo cittadino. Autore di diversi libri di prosa e poesia.
Nel 2009 ha fondato il “DinAnimismo”, (http://e-bookdinanimismo.myblog.it/) un movimento poetico/artistico già riconosciuto come neo-avanguardia da una parte della critica letteraria. Attualmente, oltre a continuare la propria formazione in ambito medico, gestisce in rete le collaborazioni del movimento Dinanimista proseguendo l’attività letteraria; è possibile leggere suoi scritti su diverse ed autorevoli riviste e periodici culturali, sia on-line che cartacei. Alcune sue poesie sono state tradotte in Inglese, Spagnolo e Francese. 
Presente nel blog della Rai.

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