mercoledì 23 marzo 2016

Maddalena Saitta per Basir Ahang

     Mi è difficile parlare di Basir, posso provare a descriverlo ma sicuramente lo farei utilizzando dei sinonimi, degli aggettivi che non riescono ad essere sufficienti o forse solo in parte.
Quello che mi accompagna ancora, dopo la sua partenza, è una sensazione di vuoto, uno spazio senza la sua figura snella e alta che si muove delicatamente nelle stanze, accompagnata sempre da un sorriso dolce e sereno.

   È un uomo molto dolce, quasi un bambino timido e desideroso d’amore, quello che si percepisce in famiglia, che non ci fa sentire soli al mondo ma parte di una famiglia/ comunità in cui si è accettati e amati. Abbiamo parlato quasi sottovoce di molte cose, fatti, abitudini e sentimenti ma ora non voglio dire quello che è emerso, ho una sensazione calda e vera di rispetto nei suoi confronti come quello che prova una donna molto affezionata o una madre che vuole solo proteggere, aiutare il frutto di un amore e preservarlo dalla curiosità, spesso malsana, nei confronti di un fiore raro che sboccia inaspettatamente nel giardino di una casa deliziosa, la casa dei fratelli di spirito e anima.
M. S. 


Maddalena, come Liliana Arena o Valeria Raimondi fa parte di un gruppo di amici, 
sensibili alle difficoltà che, quasi sempre, colpisce chi agisce nel mondo dell'arte con sensibilità  
e senza tanta voglia di emergere sugli altri.
Ed è così che le loro case molte volte diventano una sorta di B&B (come uso chiamarle) 
aperte ad ogni ora per chi spesso ha solo scarpe per camminare, una borsa e un cellulare per comunicare.
Da Maddalena è nato anche "Tiburtino 24" un piccolo salotto aperto a quegli amici che amano stare qualche ora insieme per confrontarsi nel mondo della poesie e dell'arte in genere.
Anche Basir, come altri, ha trovato a pochi passi 
dalla stazione Tiburtina, ospitalità e amicizia da Maddalena.
b. c. 
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