sabato 14 maggio 2016

Poetry by the Planet: collana curata da Antonino Caponnetto

Nuova collana “Poetry by the Planet”

a cura di Antonino Caponnetto

Le nostre ragioni per questa nuova collana di Poesia sono varie e diverse, 
ma sono quelle di chi alla verità, alla forza della Poesia, 
alla sua universalità non ha mai voluto, 
né potrebbe mai, rinunciare.

La nuova collana  dell’Associazione Culturale Pellicano di Roma:
Beppe Costa (Italia) , 
Elena Liliana Popescu (Romania), AA.VV., 
“SignorNò” (Ristampa riveduta e ampliata con poesie di ulteriori Autori), 
Fernando Rendón (Colombia), 
Fahredin Shehu (Kossovo), 
Rosana Crispim Da Costa (Brasile) 
e altri, sui quali stiamo ancora ragionando riguardo alla sequenza di pubblicazione.
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con Antonino al Sirmio Festival, 2015. Foto: Marco Cinque



Antonino Caponnetto è nato nel 1950 
a Catania dove ha vissuto, salvo una breve pausa romana, fino al 1980. Dal 1981 vive a Mantova. Per l’Editore Campanotto ha pubblicato i due libri di poesie Forme del mutamento (1998) e La colpa del re (2002). Per le Edizioni Kolibris ha pubblicato la raccolta di versi Miti per l’uomo solo (2009). Il suo ultimo libro in versi (2015) è proprio con la nostra l'Associazione Agonie della luce. Suoi testi poetici sono stati radiotrasmessi e altri sono apparsi su rivista. Presso le Edizioni del Trito&Ritrito sono inoltre apparse quattro plaquettes: A che serve? (2001), Le chiare strade (2002), Contromovenze (2003) e Petits cahiers pour la douleur du pauvre (2005). Per la rivista Zeta News, dal 2002 al 2006, ha curato insieme a G. Sammito l’inserto Atti Barbari. Ha promosso e curato iniziative sulla poesia e, in particolare, sulla scrittura poetica.



È presente in rete dal marzo 2012 con il blog 

martedì 3 maggio 2016

ContrAppunti perVersi: Franco Di Carlo

ContrAppunti perVersi è una pubblicazione Pellicanolibri, 1990, pag. 256
Per ordinare il libro utilizza il sito dell'editore  
1.
Tu non ricordi l'Angelo
della Notte rugoso e
diafano che con le mani
sporche e crudeli
ti cingeva la testa?
Si diradano le nebbie
e io li vedo ormai
in questo livido maggio
saturo di pioggia
gialla e salmastra
di fuoco di nembi
temprati all'ardore.
Ma io non ricordo più il mare
se non quando il fiume
che scorre mi tocca
la fronte volando
sulle ultime nevi.

 2.
Aspetto che faccia notte
per chiamarti nel sonno
quando il mondo è in silenzio
e senza vento. Vago e antico
il tuo viso compare in ombre
chiare tra canneti e narcisi.
Pallido di luna il ricordare
che giunge in ritardo sul fare
dell'alba: mi nascondo nel mare
e attendo in sospensione.

 3.
Lucidi ruscelli snebbiano
una sacra armonia d'alte parole
mentre il vento indura
questo giorno piovoso e oscuro.

Smania l'opaca solitudine
tra l'affannosa luna e questi
orridi mondi spaventosi mostri
fosco ardore tenero languore
d'un vano diletto.

E nel pianto e nel canto
a te rivelo questa chiara
bella e purissima luce discorde
che inaspra il cuore e
consacra questo pallido
gelato fremito d'amore.

Fluido tremore livido orrore
d'acque nitide e tempestose
che il vento ingela dilegua
volve e raggira in orribili
dolci fresche parole.

100 autori raccolti in volume da me curato, con la prefazione di Luigi Reina dell'Università di Salerno. 
E ha dato vita a una rassegna in via del Boschetto. 
Inizio a pubblicare alcune pagine dell'Antologia, partendo dalla grande autrice e amica Amelia Rosselli, (e via via tutti gli altri autori), con lei ho avuto diverse occasioni in Sicilia e qualcuna anche a Roma, di condividere la solitudine della poesia.
Tentammo, dopo esserci riusciti per Anna Maria Ortese, di fare applicare la Legge Bacchelli, ma non fece in tempo. Ignara che ne avrebbe goduto i vantaggi, si suicidò l'11 febbraio del 1996

ContrAppunti perVersi: Valerio Magrelli

ContrAppunti perVersi è una pubblicazione Pellicanolibri, 1990, pag. 256

Per ordinare il libro utilizza il sito dell'editore  

Foto: Dino Ignani

Parlano

C'è intorno una tale quiete che quasi si può udire il tintinnare
di un cucchiaino che cade in Finlandia (I. Brodskij)

Ma perché sempre dietro la mia parete?
Sempre dietro, le voci, sempre
quando scende la notte iniziano
a parlare, latrano o addirittura credono
che sussurrare sia meglio. Mentre mi sento
questo filo d'aria fredda delle loro parole
che mi gela, che mi lega
e mi tormenta nel sonno.
Sempre dietro la mia parete. Ero
ai confini del circolo polare,
e anche laggiù
una coppia piangeva nella sua stanza
oltre un muro trasparente, piangeva,
luminoso, tenero come la membrana
di un timpano, e io stavo lì vibrando
facevo da cassa armonica
alla loro storia. Fino a che, a casa mia,
hanno rifatto il tetto, le tubature,
la facciata, tutto, e battevano
ovunque, sopra, sotto, e battevano sempre
chiaccherando tra loro solo quando dormivo,
solo perché dormivo,
solo perché facessi da cassa armonica
alle loro storie.

L'abbraccio

Tu dormi accanto a me così io mi inchino
e accostato al tuo viso prendo sonno
come fa lo stoppino
da uno stoppino che gli passa il fuoco.
E i due lumini stanno
mentre la fiamma passa e il sonno fila.
Ma mentre fila vibra
la caldaia nelle cantine.
Laggiù si brucia una natura fossile,
là in fondo arde la Preistoria, morte
torbe sommerse, fermentate,
avvampano nel mio termosifone.
In una buia aureola di petrolio
la cameretta è un nido riscaldato
da  depositi organici, da righi, da liquami.
E noi, stoppini, siamo le due lingue
di quell'unica torcia paleozoica.

100 autori raccolti in volume da me curato, con la prefazione di Luigi Reina dell'Università di Salerno. 
E ha dato vita a una rassegna in via del Boschetto. 
Inizio a pubblicare alcune pagine dell'Antologia, partendo dalla grande autrice e amica Amelia Rosselli, (e via via tutti gli altri autori), con lei ho avuto diverse occasioni in Sicilia e qualcuna anche a Roma, di condividere la solitudine della poesia.
Tentammo, dopo esserci riusciti per Anna Maria Ortese, di fare applicare la Legge Bacchelli, ma non fece in tempo. Ignara che ne avrebbe goduto i vantaggi, si suicidò l'11 febbraio del 1996

lunedì 2 maggio 2016

ContrAppunti perVersi: Valentino Zeichen

ContrAppunti perVersi è una pubblicazione Pellicanolibri, 1990, pag. 256

Per ordinare il libro utilizza il sito dell'editore 

Foto: Dino Ignani


a Daniele Bollea, pittore di metafisica

Una pennellata mirata è
la magica chiave pittorica che
dischiude la cassaforte dello spazio.
Due forzuti senza volto:
prole di gladiatori,
stendono una tovaglia nell'aria
e i dispetti dei venti
gliela contendono.
Ma questa non è la tavola
imbandita per gli dèi né
la sindone d'uno spettro
che ama gli schermi:
è negativo ultrasensibile
che impressiona l'ignoto.
La prova di destrezza consiste
nel far aderire il lenzuolo alla sagoma
dell'inconoscibile che fluisce
al di sotto del suo fantasma.
Gli infantili refoli
ondulano la pellicola;
seguiamo la messa a fuoco
alle spalle del pittore,
vedremo mai trasparire
il ritroso Aleph?


a Giacomo Marramao, filosofo

Appena ieri, il filosofo Marramao
uno dei maggiori lumi   °’
del galateo mondano,
meditava con affanno
in cima a una scala
d'un palazzo romano.
Presto circondato da
un seguito di neofiti
rilasciò una verità
a perdifiato...
«Volgetevi indietro!
e provate a risentire
il motivo del vuoto
sotto le suole,
impresso sui gradini,
consunti da milioni
di passi, secondi ‘primi».
Di queste sghembe tastiere
il Tempo ha fatto
il proprio pianoforte
e Marramao il suo
pensiero forte.



100 autori raccolti in volume da me curato, con la prefazione di Luigi Reina dell'Università di Salerno. 
E ha dato vita a una rassegna in via del Boschetto. 
Inizio a pubblicare alcune pagine dell'Antologia, partendo dalla grande autrice e amica Amelia Rosselli, (e via via tutti gli altri autori), con lei ho avuto diverse occasioni in Sicilia e qualcuna anche a Roma, di condividere la solitudine della poesia.
Tentammo, dopo esserci riusciti per Anna Maria Ortese, di fare applicare la Legge Bacchelli, ma non fece in tempo. Ignara che ne avrebbe goduto i vantaggi, si suicidò l'11 febbraio del 1996