lunedì 27 giugno 2016

Rosso di Sensi e di Intenti - Fotoclub 18%. Venafro

Sulla mostra fotografica curata da Simona Materi, allestita nel palazzo della Congrega 
dal Fotoclub 18% - diretto da Carlo Terenzi
Venafro 24 giugno 2016

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Avevo scritto questi versi pensando a tutto ciò che porta alla mente il colore rosso.
Certo che amo ogni colore ma questo lo vedo in ogni azione della vita ed essendo persona senza molte certezze, volevo anche distaccare gli occhi dai bianchi e dai neri (coloro che vivono senza dubbio alcuno).
L’aveva apprezzata ascoltandomi Jack Hirschman, volendola tradotta per l’antologia Revolutionary Poets Brigade, non so come accadde, ma nell’antologia ne apparve un’altra ben poco rivoluzionaria.
Jack aveva forse intuito, non conoscendo molto bene la lingua che il titolo riecheggiava il mio primo intento. (Allusione ad un partito, partito ormai per sempre!)
Ho avuto qualche difficoltà persino a leggerla, tanto è rapido il passaggio per ogni immagine che avevo in mente.
Mai avrei quindi immaginato che potesse diventare un documento così esatto all’idea iniziale avuta.
Qualche difficoltà potevo averla per la croce, fraintendere era facile, non avendo mai minimamente pensato a una chiesa solidale, ma non potevo aggiungere né togliere, pensando a quante persone danno assistenza in tutto il mondo - persino una mia figlia è volontaria presso la croce rossa. Sebbene in tutti gli altri paesi non ci sia il simbolo della croce e neanche il rosso, (la mezza luna turca è una delle più attive) ma il sangue sì e molto.
Mi sto soffermando da ieri su ogni immagine, su alcune più volte interpretate anche se in modo diverso, rappresentano il pensiero che avevo ed ho. Ed è quindi una immensa gioia pensare a quanti vicini nell’arte, con forme diverse, si possa essere.
Il figlio che nasce, la madre che muore, le donne uccise non solo nelle guerre ‘esterne’ ma anche nelle proprie case, dai cosiddetti innamorati o compagni.
Qui, unica foto in bianco e nero, ne rafforza la drammaticità.
Come nel fiore - unico rosso - poggiato dal soldato sul bambino (immagine costante d’ogni vile guerra).
Ogni volta che una donna viene uccisa la considero una strage mai un semplice delitto. Lei è tante vite, lei è la vita! Ma è anche capace di arrossire per un complimento leggero.
La terra sebbene violentata, violenta a sua volta e continua a nutrire.
Così via verso dopo verso, ora c’è la vita delle immagini che consegna nel tempo questa commistione d’arte e di artisti che ne forma una sorta di filmato con la regia di Simona Materi certamente ha stimolato nell’accuratezza della presentazione, dove due forme poetiche altrettanto forti si esaltano e sublimano a vicenda.
Così come un rosso dell’alba che dà l’idea d’un cielo che scoppi e non solo, o come la tenerezza di quella fortuna di avere al fianco l’amata contrastano con la tristezza di cuori senza luce.
Come accade nelle molteplici forme della poesia anche l’incontro con il gruppo del Fotoclub 18% lascerà in me tracce non facilmente cancellabili ed ogni foto è già impressa nella tasche più segrete e intense del mio pensare. Non posso non pensare a un ritorno in un luogo così magico arricchito dalla presenza di tantissime persone capaci di emozionare ed emozionarsi.
Grazie, con sincerità, grazie a tutte\i voi: Aldorindo, Angela C., Angela Z., Angelo, Antonio, Carlo, Danilo, Federica, Gennaro, Giuseppe, Maria Alessandra, Maria Rosaria,, Pasquale, Roberta, Sandra, Silvana.
Un grazie a Francesco Giampietri (presidente dell'Associazione Culturale Etcetera) che ha consentito tutto questo 
conversando con Francesco Giampietri
con la straordinaria scenografia della Chiesa dell?Annunziata



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