martedì 14 novembre 2017

Premio Letterario Internazionale città di Sassari, Decennale

antologia delle opere degli autori premiati e selezionati 
Sabato 21 ottobre, sempre al Teatro civico di Sassari si è svolta la cerimonia del Plics – Premio Internazionale città di Sassari. Quest’anno diviso in due parti: la mattina i premiati della giuria scuole che, molto spesso riescono ad avere più ‘naso’ delle giurie tecniche. Anche se quest’anno la partecipazione più numerosa dei poeti della Sardegna ha decretato fra i vincitori più di un sardo e, devo ammettere che in questo caso anche la giuria tecnica ci ha ‘preso’, soprattutto per la poesia edita e inedita. Antonio Pibiri (già recidivo vincitore in una precedente edizione) con il volume “Chiaro di terra”, (L’arcolaio) per la sezione dedicata ad Angelo Mudula; intensa, ricca di emozioni la seconda della medesima edizione Antonella Iaschi – per il libro “Chiodo senza cappello” (Festina Lente Edizioni) che, a mala pena, presa da forte tremore e sensibilità come vero poeta, ha ringraziato con voce commossa e tremante. Infine menzione d’onore per Antonino Caponnetto (Pellicano Edizioni).
La seconda sezione Inedito (che porta indegnamente il mio nome, cosa che fa e ha fatto torcere a molti miei ‘colleghi’ il naso) mi ha trovato, come raramente accade, perfettamente d’accordo: prima Mariangela Ruggiu con “che ne sarà di questo amore, domani”, splendido esempio dove cervello, cuore, pancia sono complici della musicalità e della sintesi della poesia che concede al lettore di aggiungere di volta in volta rileggendola, ciò che lascia immaginare in pochissime righe. (Presente nella antologia e fra i selezionati anche con l’altra poesia “Ascolta”, a conferma della bravura e quindi ‘sofferenza’ della vita dell’Autrice.
Secondo classificato, con “Da una tegola in ascensore retta” Benito Galilea, (anch’esso recidivo al Premio). Più elaborata e di ricerca i suoi versi segno di una strada poetica e di un cammino verso il senso del vissuto e della memoria.
Quindi la terza premiata Luana Minato, ancora una donna, segno che hanno più cose da dire e che spesso nella vita reale non possono, con “Concerto metafisico” che con grande musicalità dei versi coglie i tanti bui  della vita nel presente, cui immobili assistiamo.
Infine, per la poesia, ad Angelo Taioli la menzione d’onore.
Meno d’accordo sarei per la narrativa: due testi, forse tre eccellenti, appena selezionati, ma un mio parere che non posso nascondere. Ve li segnalo comunque per chi avesse l’antologia dove sono pubblicati tutti i testi premiati e selezionati. Si tratta di “L’ora prima dell’alba” di Lucio Aimasso, “Sotto le mura di Tebe” di Sotera Fornaro e di Invisibile di Loredana Parisi (quest’ultima però scelta dalla giuria scuole).
I premiati sono, nell’ordine: Luca Dore per “Lapoque”, Danilo Cannizzaro con “Mon Cyrano” ed Elio Serino (menzione d’onore) con “Fuga dalla terra”.
Aggiungo però, a merito della manifestazione, di tutta il Premio e il Festival che, a differenza di molti eventi di questo genere, non c’è stato il ‘personaggio’, quello che mostra targhe foto esibisce in sorrisi di superiorità da vincitore. Tutto, dalla presentazione agli ospiti hanno rispettato il senso vero dell’artista, poeta, narratore o musicista che sia: generosità, commozione, tremore, passione e una certa timidezza che, ogni tanto fa onore alla poesia, alla “Vera Poesia”














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