domenica 15 aprile 2018

Il silenzio è la mia voce, Pellicano 2018

Fra le nostre novità, in questi giorni  esce la raccolta di poesie, realizzata interamente dall'associazione L'Officina che, nelle Marche, realizza laboratori di scrittura e poesia. In questo caso le 'voci' provengono dalle detenute e detenuti delle carceri di Pesaro. Siamo orgogliosi, dopo avere pubblicato 'voci senza  pubblico' e lettori, di avere realizzato questa antologia, sperando sia la prima di una lunga serie.     
Per avere il libro clicca QUI

ISBN 978-88-99615-48-2
pag. 106, € 10.00
[...] La poetessa americana Sylvia Plath, esponente di punta dello stile chiamato “confessionalismo”, diceva che: “le carezzesui graffi si sentono di più”.
Leggendo le poesie scritte dalle detenute e dai detenuti, ci rendiamo conto di quanto sia esatta questa affermazione e ci accorgiamo di come, proprio la poesia, possa essere la forma artistica più liberante e più appropriata per costruire una relazione di senso con le storie e le vite di questi scrittori.
Essi, proprio attraverso le parole, ci mostrano le loro ferite, in attesa delle carezze di chi leggerà.
Antonio Mastrovincenzo
Presidente del Consiglio Regionale delle Marche


Il silenzio è la mia voce, una voce che non tace, deflagra. Il corpo è la mia tomba, una tomba di carne che chiamano “vita”.
La “vita” è un numero, un numero anonimo da punire, chiuso in un contenitore di altri numeri.
Questo renderà migliori o redimerà gli errori? Ascoltate le voci di questi silenzi, il suono che vi sopravvive ancora. Leggete le parole di queste pagine, il racconto delle loro sconfitte, il loro desiderio di riscatto. Leggete, ascoltate, ma non con occhi e orecchi, fatelo con l’umanità che vi abita.
Voi che siete fuori, fate breccia nelle vostre prigioni interiori, perché chiudere dentro è come chiudersi fuori dalle esistenze di chi ogni giorno sfiorisce dietro le sbarre e perché nessuno potrà vivere davvero libero finché a qualcuno sarà negata la libertà.
Marco Cinque



1.
Autobiografia

Sono l’universo
sono il fuoco che brucia l’acqua
sono gli occhi di chi non c’è più
sono il cuore che non batte,
ma che riesce a muoversi.
Vorrei e lo sono
l’universo
che non ha più spazio.

Emanuele R.

2.
Autobiografia

Ero pagina bianca
poi fogli macchiati di lacrime e sangue
senza parole d’amore
solo frasi di ingiurie
solo storie di terrore.
Ero un diario di lacrime sangue e paure.
Ora sono un libro bruciato
pezzetti di pagina sopravvissuto al fuoco
pezzetti di puzzle che formano l’immagine del vuoto.
Un vuoto che inghiotte
ogni raggio di luce
pronto ad esplodere
a restituire calore
pronto a restituire tutto
sotto forma di parole
pronto a ripagare ogni tipo di emozione
sotto forma di parole.
Un giorno sarò calore per il cuore
sarò intemperie per le maschere del vuoto interiore.

Mattia Morganti

3.
Ricordo il caldo abbraccio di mia mamma
dolce il suono di una ninna nanna
un amore incondizionato
un amore che può darti solo chi ti ha creato.
Ricordo i consigli che non ho mai ascoltato
le mie scelte che il tempo e il fato
non mi hanno perdonato.
Ricordo i miei vent’anni
troppo pochi per cosi tanti drammi
avrei voluto amarmi
o almeno riuscire a perdonarmi.
Ricordo tante vite che ho sprecato,
speranze che come immondizia ho gettato.
Ricordo il mio riflesso allo specchio
che più non mi assomiglia
e la mia vita in frantumi come cocci di bottiglia.
Ricordo ricordi sfuocati,
risultati di errori e pensieri deviati,
tutte le strade giuste che ho lasciato,
tutte le volte che prima ho agito e poi pensato.
Ricordo incubi nel cassetto,
un mostro sotto il letto,
scheletri nell’armadio,
inchiostro e sfoghi sul diario.
Ricordo tante vite e tante scarpe consumate
su questo asfalto di questa strada.
Ricordo la mia mente
che confonde i miei ideali
corrotta dal mio angelo custode
con le corna e senza ali.
Ricordo troppi giorni amari
buttando gin e campari,
ricordo anestetici per questa vita dolorosa,
ricordo sempre anni sotto effetto di qualcosa.

Scherica Tallevi








Posta un commento