Poeti dallo Spazio: Fabio Barcellandi sceglie Lucianna Argentino


Diario inverso non è un viaggio a ritroso nel tempo, non è un’operazione nostalgica, di recupero di un passato mitico e felice, Diario inverso è un viaggio, un percorso in versi nel verso, in/verso. È un viaggio nella poesia, verso la poesia, alla scoperta della poesia e per questo un processo – un progresso – e non un recesso. Diario inverso è il resoconto di un percorso nel sé e non nel grembo materno che l’ha generata, Lucianna Argentino, ma nel grembo materno che ha generato e che ancora genera la sua poesia, il suo stesso grembo, generatore di poesia. È un viaggio alla radice del sé, all’origine della vita della poesia.
Come lucidamente evidenzia Marco Guzzi nella prefazione al volume: “La vera poesia contemporanea è una sperimentazione di stati interiori, una ricerca di altri punti di vista, più profondi del nostro sguardo sensoriale.”
Diario inverso non è una salita al cielo in cerca di luce, ma è, semmai, una discesa agli “inferi” per portarvi la luce che mancava, che necessitava per scoprire il cielo che vi si celava “in fieri”: lei poeta, lei a sua volta parola, nome, poesia:

Mimetizzata nelle quattro sillabe del mio nome
- oscurata la luce, sospesa la grazia –
[…] imito me stessa, ma senza ironia
piuttosto come un insetto imita una foglia.


Lei che è contenuto e contenente, lei che è nutrita e nutrimento, lei che è sostegno e sostentamento, lei che è immagine di Dio e se stessa, alla perenne ricerca di Dio che pure è, ma che non ricorda, forse.

Visito quell’altrove dove le cose si spogliano
di vaghezza per indossare una nitidezza
più prossima alla verità, ma mi strattona via
quel suo sguardo per cui dell’insieme
sono il particolare che sfugge.


Un viaggio del verso nel verso, del verbo nel verbo, verso il verbo da cui proviene, che è, che crea! Lucianna Argentino si spoglia, di ogni certezza, si mette a nudo, del dubbio, sinceramente, onestamente e pur impaurita, necessita di compiere questo percorso, di procedere in questa intima speculazione che la condurrà su sentieri invisibili, inesplorati, immanenti.

Stanotte è tutto così intimorito ed esitante
che è l’anima a chiedersi se il corpo le sopravvivrà
in quest’avvenire senza presente.


Non molto di più mi è dato di vedere
e udire da questo esiguo spazio da cui, tuttavia,
una verità senza orme circoscrive l’immenso.


Il corpo, è lei, il poeta, e l’anima, è lei, la poesia, che è poeta e poesia, che è corpo e anima, che non c’è dicotomia, che non c’è separazione, ma compresenza, compartecipazione, compenetrazione. La poesia è poeta e poesia, il poeta è poesia e poeta. Il poeta diviene oggetto della poesia, non più solo soggetto, il poeta è corpo e anima della poesia. È materia e immateriale, è terra, polvere, carne ed è aria, spirito, anima. E da questa posizione, direi privilegiata, ma nuova, sconosciuta, senza più punti di riferimento, ecco l’enorme possibilità e potenzialità di una vera ricerca, di un vero percorso, di un vero viaggio.

Chi può dirmi chi sono
se lui non mi è più specchio?


e da qui, da queste premesse, l’esigenza di un diario in cui puntualmente appuntare la genesi di un mondo nuovo, sconosciuto, il mondo poetico di Lucianna Argentino.
Un mondo nuovo da lei generato, la sua poetica, e in cui lei stessa, poi, novella Prometea, porterà la luce, la sua poesia. Un mondo senza confini, sconfinato, ma in cui ogni cosa avrà il suo preciso e puntuale posto, un mondo in cui ci sarà ogni cosa e il suo contrario, ma che non si escluderanno affatto, anzi, convivranno, coesisteranno. Bene, male, luce buio, uomo, donna, uomo, Dio, voce, silenzio, corpo, anima, paura, fede, vita, morte, bianco, nero:

Io sono il bianco e lui è il nero
e da bianco mi avvicinai al suo nero
perché si stemperasse un poco,
perché sfumasse in una chiarità devota…
Ma il suo nero ha la qualità del bianco:
riflette la luce e se ne difende
murando vivo il sole – e il mio bianco è
come il nero: assorbe la luce e se ne nutre.


In una parola: poesia, ossimora per eccellenza, per antonomasia, che tutto contiene, che tutto include senza scelta, senza giudizio, senza discrimine, senza malizia, puro, cristallino, come un bambino

C’è una chiaroveggenza possibile solo
nell’infanzia…


come un mondo bambino, in divenire, eccolo allora, il Diario inverso di Lucianna Argentino, un viaggio in avanti nel tempo

Fabio Barcellandi

Diario inverso

raccolta di poesie di Lucianna Argentino

Manni Editori 2006, pagg. 56, si può ordinare in qualunque libreria o richiedere direttamente dall'editore scrivendo a: mailto:commerciale@mannieditori.it a € 8,00
Lo Space di Lucianna Argentino è: http://viadellebelledonne.wordpress.com/collaboratori/lucianna-argentino/

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Lucianna Argentino sarà presente da Pellicanolibri lunedì 2 febbraio 2009 ore 21.00

Ingresso Libero

Libreria Pellicanolibri, CASALOTTI

Via gattico, 3

ROMA,

Italia

Beppe Costa Incontri: Poeti & Pittori dallo Spazio a cura di Fabio Barcellandi

POETI DALLO SPACE – CALENDARIO INCONTRI 
Gli incontri si svolgeranno tutti presso la Libreria Pellicanolibri, Via Gattico, 3 alle ore 21 - ROMA, Ingresso Libero 
2 FEBBRAIO 2009: 
1.Lucianna Argentino è nata e vive a Roma. Dai primi anni novanta il suo amore per la poesia, vissuta anche come percorso umano e spirituale, nonché linguistico, l’ha portata a occuparsene attivamente come organizzatrice di rassegne, di letture pubbliche, di presentazioni di libri e con collaborazioni a diverse riviste del settore. E’ presente in diversi blog di poesia, come “la poesia e lo spirito”, “Imperfetta Ellisse”, “liberinversi”, “Isola Nera”, “Furioso Bene”, “blanc de ta nuque”. Fa parte della redazione del blog collettivo “Viadellebelledonne”. E’ coautrice con Vincenzo Morra del libro “Alessio Niceforo, il poeta della bontà” (Viemme, 1990). Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: “Gli argini del tempo” (ed. Totem, 1991), “Biografia a margine” ( Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza e disegni di Francesco Paolo Delle Noci, “Mutamento” ((Fermenti Editrice, collana “Il tempo ansante” diretta da Plinio Perilli, 1999), con la prefazione di Mariella Bettarini, “Verso Penuel “ (Edizioni dell’Oleandro, 2003), con la prefazione di Dante Maffia (Premio Donna Poesia 2006). “Diario inverso” (Manni editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi. 
2. Andrea Garbin nasce a Desenzano d/G nel 1976. Vive a Castel Goffredo (MN). E’ direttore artistico del Caffè Galeter di Montichiari (BS) dove organizza incontri di poesia e di narrativa. Ha collaborato con alcune riviste e con autori locali ed è uno dei soci fondatori de La confraternita dell’uva, gruppo di autori lombardi e modenesi uniti nell’intento di divulgare la poesia e la letteratura contemporanea. Recentemente ha collaborato con autori come: Elisa Biagini, Jack Hirschman, Alberto Mori, Alessandro Assiri e con Casa della poesia di Baronissi. Per la poesia esordisce con la raccolta Il senso della musa (Aletti, 2007). Il suo racconto Un pacco di Natale è incluso nell’antologia Per natale non esco (TranseuropaLibri, 2008). · 
16 FEBBRAIO 2009: 
1. Maria Grazia Calandrone (Milano, 1964, vive a Roma) ha pubblicato Pietra di paragone (Tracce, 1998, edizione-premio Nuove Scrittrici), La scimmia randagia (Crocetti, 2003 – premio Pasolini opera prima), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005) e La macchina responsabile (Crocetti, 2007 – II premio San Giuliano), Illustrazioni in 7 poeti del Premio Montale 1993 (Scheiwiller, 1994) e altre sillogi in antologie di premi e riviste quali "Poesia", "Nuovi Argomenti", "Le Fram", "Gradiva", “ProFemina” (Republike Srbije, 2008), “Luvina” (Universidad de Guadalajara, México, invierno 2008) e in: La realidad en la palabra, a cura di Esteban Nicotra (Editorial Brujas, 2005), Almanacco dello Specchio 2006 (Mondadori, 2006), Caminos del agua (Monte Avila Latinoamericanas, 2008) e una sua riscrittura del persiano Hafez è ospitata in "Il porto di Toledo". Opere teatrali: Deposizione, per Roberto Corradino, Alla sua ultima musa per Sonia Bergamasco, pubblicata con un'acquaforte di Simonetta Melani (Due Lire, 2007) e Gernika per la compagnia di circuito europeo "Théatre en vol". È stata fra le interpreti del Desiderio preso per la coda per Radio 3 e per la stessa emittente è andato in onda a puntate il suo programma Poesia sulla guerra civile spagnola. Esegue readings con musicisti quali Colombo, Meyer, Savi e collabora con la performer Romina De Novellis per le Stanze del Teatro Amoroso. 
2. Dana Drunk Sono capitata in questo mondo il 14 settembre del 1980. Sono cresciuta e vivo in quella che il buon Lucio Battisti chiamava Brianza velenosa. La mia famiglia, però, è una famiglia atipica rispetto alle classiche famiglie brianzole (notoriamente lavoratrici e risparmiatrici fino a rasentare il sadismo). I miei sono operai e sono stati dei genitori meravigliosi. Mi hanno trasmesso il valore della libertà e l’amore per la vita, per la ricerca, per l’avventura. Sin da piccola sono sempre stata molto sensibile, ribelle, ed anche fin troppo empatica. Nell’adolescenza ho iniziato a scrivere, a suonare e a comporre, per dar sfogo a tutto ciò che avevo nell’anima. Da allora non ho mai smesso. Scrivo e compongo solo quando mi sento ispirata, nessuna forzatura. Dal 2001 suono con i Krampack, la mia band. Facciamo pezzi nostri in italiano, genere pop rock elettronico. Io scrivo le canzoni ed insieme le arrangiamo. Nel novembre del 2002 ho dovuto, mio malgrado, acquistare un personal computer per l’Università. Per imparare ad utilizzarlo, ho cominciato a trascrivere le poesie che avevo in Word. Così ho deciso di farne una raccolta e di intitolarla “Cercando luccicanza” Non ho mai pensato di proporre la raccolta ad una casa editrice, quindi l’ho lasciata nel computer a fare la muffa per anni. Nel settembre del 2007 un amico mi ha detto che esistevano dei siti in cui ognuno poteva postare le proprie poesie. Quindi ho postato le mie poesie su www.autoriemergenti.it e lì sono venuta in contatto con Vera Ambra, presidentessa della casa editrice Akkuaria, la quale mi ha proposto di pubblicare “Cercando luccicanza”, che è uscito nel novembre del 2007. Attualmente sono in procinto di terminare una mia seconda raccolta di poesie, cui ho dato il titolo provvisorio di “Poesie di lotta e rivoluzione”. Inoltre sono impegnata a portare in giro per i locali ed i circoli culturali delle mie zone il mio spettacolo di reading, nel quale appunto interpreto le mie poesie mentre un musicista suona dal vivo musica elettronica con un sintetizzatore. 
3. Marco Simonelli è nato nel 1979 a Firenze, dove vive. Lavora come traduttore. Ha pubblicato il racconto in versi “Memorie di un casamento ferroviere del '66” (1998), il poemetto drammatico “Sesto Sebastian – Trittico per scampata peste” (2004) e il canzoniere catodico “Palinsesti” (2007). In uscita presso la casa editrice d'if di Napoli “Will, 24 sonetti”. · 
2 MARZO 2009: 
1. Federico Batini ricercatore presso l’Università di Perugia, direttore di PratiKa (agenzia formativa – www.pratika.net) e di NausiKa (consorzio di associazioni culturali www.narrazioni.it). Tra le ultime pubblicazioni ricordiamo: Federico Batini e Renato Zaccaria (a cura di), Per un orientamento narrativo, Angeli, 2000; Federico Batini, Gloria Capecchi, Il futuro in giallo. Esperienze e materiali per l’orientamento narrativo., Zona, 2006; Simone Giusti, Federico Batini, Gabriel Del Sarto, Narrazione e invenzione. Manuale di lettura e scrittura creativa, Erickson; F. Batini, a cura di M@gm@, Numero monografico su Narrazione ed Empowerment, Zona, 2007; F. Batini, S. Giusti, Orientamento narrativo a scuola. Lavorare sulle competenze per l’orientamento dalla scuola dell’infanzia all’educazione degli adulti, Erickson, 2008. Dirige la collana "Comunità e persone" (Erickson), la collana COFIR "Altreducazione" (edizioni ETS), la collana Raccontare è (R)esistere (Nausika, edizioni Zona) e la rivista internazionale Longlifelearning, membro del comitato scientifico della Rivista M@gm@. Ha ideato il metodo narrativo in orientamento. Scrive e si occupa di letteratura: tra gli ideatori e Responsabile della Biblioteca di Riccardo (Arezzo) dal 2001 al 2005; ideatore e responsabile del Word Stage (parte letteraria del) Festival Arezzo Wave dal 2001 al 2006; ideatore e responsabile del Concorso Nazionale Giallo Wave (dal 2002 al 2006); cura la parte di letteratura e poesia contemporanea per il Portale Superava dal 2000. Ha ideato e curato numerosi concorsi, festival e rassegne letterarie tra cui Narrazioni (Poggibonsi) e ArezzoPoesia (ed i concorsi collegati). Ha pubblicato: Carlo Lucarelli, Federico Batini (a cura di), Anche i maschi partoriscono, Zona editrice, 2002; federico batini, dopo klez-e, Progetto cultura, 2003 (raccolta di poesie) Federico Batini, Io una poesia tu mi paghi un’aranciata, 2007, Zona (raccolta di poesie); Federico Batini (a cura di), Giallo wave, Big square e Progetto cultura, 2003; Roal Dahl, la magica medicina (a cura di Federico Batini), einaudi scuola, 2004. Federico Batini, Simone Giusti, Ho diritto ai diritti, NoReply, 2004; Saggio introduttivo a: Veniero Scarselli, 2004, il lazzaretto di dio: rospi, aquile, diavoli, serpenti, bastogi editore; Federico Batini, Simone Giusti, Giallo Wave, Il principio del giallo: manuale teorico-pratico di narrativa, NoReply, 2005; Federico Batini (a cura di, 2006), Space Wave, Fanucci, 2006; Federico Batini (a cura di), La città che narra, Pensa Multimedia, 2006; F. Batini, Marco Vichi (a cura di, 2007), Raccontare è (R)esistere, Zona; Federico Batini (a cura di, 2008), Libera tutti, Zona. Incluso in numerose antologie poetiche. Insieme a Marco Vichi ha ideato la Scuola di Narrazioni Arturo Bandini che dirige. 
2. Corrado Guzzon è nato a Monza il 13 settembre 1966, vivo a Lissone (MI). email: corrado.guzzon@fastwebnet.it Come titolo di studio, sono laureato in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano e lavoro presso un’Azienda Sanitaria Locale. Ho pubblicato due libri di poesia: DOVREI VIVERE IN UNA VASCA (Edizioni Clandestine, 2006) UN DECA SUL BANCONE (Cicorivolta Edizioni, 2007) Scrivo poesie da quando avevo circa 20 anni e solo due anni fa ho pensato di raccogliere parte di quanto scritto dando vita ai due volumi sopra citati. L’idea di pubblicarli è nata ed è stata “stimolata” grazie alle insistenze della Presidentessa del Gruppo Scrittori Ferraresi Prof. Gianna Vancini (Associazione di cui faccio parte) dopo aver, in questi ultimi anni, pubblicato le mie poesie nei vari numeri della rivista letteraria che il Gruppo Scrittori Ferraresi cura e che si chiama: UnPoDiVersi, di recente “trasformatasi” ne “L’Ippogrifo”. Ho tenuto diversi reading di poesia e mi piace ricordare anche una speciale serata, avvenuta lo scorso mese di dicembre presso una emittente radiofonica di Bologna (Radio Città Fujiko), per la quale condussi una trasmissione di circa due ore in diretta presentando i miei libri e “raccontando” le opere letterarie, le poesie e la vita del mio scrittore preferito: Charles Bukowski. Ho di recente vinto il primo premio nel concorso nazionale di poesia anno 2008 “Premio Lasarat - Città di Broni (PV)” – sezione Italiano Il mio Blog personale: http://lavasca.splinder.com I Libri sono inoltre recensiti, tra gli altri, sul sito di Qlibri: 
3. Cornelius Mine-haha nasce in un periodo storico di grande confusione mentale, vive da qualche parte in Lombardia in un mondo immaginario creato da lui. Anche se in moltisostengono che sia morto da decenni, da alcuni anni collabora con diverse compagnie teatrali bresciane e bergamasche, tra cui la Compagnia del Teatro Ebbro e la Compagnia dell'Invidia con le quali ha realizzato spettacoli come "Colori" e "Killing". Il "Quaderno di poesie" è arrivato tra i finalisti al concorso internazionale "Cesare De Lollis" - Chieti 2008; e all'interno del libro la poesia vincitrice del premio per l'originalità al concorso "I Colori della Vita" - Roma 2008 
4. Nino Velotti è poeta, scrittore e musicista. Laureatosi in Filosofia con una tesi sull'infanzia prodigiosa di Giacomo Leopardi, ha pubblicato giovanissimo la raccolta di poesie Giardino di Pésah (Edizione Del Giano, testi scelti da Dario Bellezza, 1991, Roma, Premio "Nuove Lettere" e Selezione Premio "Montale" 1992). Nel 1998 ha pubblicato il libro d'arte e poesia Quadernetto d'amore (Il Laboratorio/Le Edizioni, Napoli). Di narrativa ha pubblicato il romanzo per ragazzi con prefazione di Domenico Rea Pinocchio 2000 (Fabbri Editori, 1995, Milano) e la raccolta di novelle La T-shirt bianca e altri racconti (Salani Narrativa-Le Monnier, 2003, Firenze). Collabora a riviste di poesia, arte e letteratura e un suo testo è compreso nel CD di poesie in musica Lee Marvin ha paura (Ediclass, 1998). Vive e lavora a Nola. Cresciuto in una famiglia di musicisti (nonno compositore e madre soprano), suona il piano e le tastiere da sempre e lavora come arrangiatore e autore di musiche per il teatro, per siti web e per sfilate di moda. Tastierista e mente degli HUECO, un gruppo pop sperimentale nato nella seconda metà degli anni '90, ha realizzato insieme ad Enea Armano il CD "Cut & Visions" (Cvt Records, 2004). Attualmente, oltre a un disco proprio che sta pian piano ultimando (Incanti e disincanti, www.myspace.com/ninovelotti), ha realizzato insieme a Vittorio Esposto e a vari musicisti l'album Living in a bathroom - pensando all'amore (Cvt Records - Primula Records - Edizioni PA 74 Music, 2008), cd degli HUECO da cui è tratto il singolo Gioca il mondo 
30 MARZO 2009: 
1. Fabio Barcellandi (Brescia, 1968) non è un nome nuovo nel panorama editoriale e poetico italiano. Ha già pubblicato un corpus di nove poesie nell'antologia “Il Mercante d'Inchiostro” edita da Farnedi Edizioni; un ulteriore corpus di sette poesie nell'antologia “Florilegio” edita da Lisi Editore e la silloge “Parole Alate”, poesie ispirate dall'omonima canzone di Meg, edita da Cicorivolta Edizioni. Attivo anche nella narrativa, suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste Macworld e Writers Magazine Italia, con la quale collabora. Coopera con il sito di scrittura creativa Opposto.net, che si occupa di creatività, narrativa, racconti e poesia, e con Tellusfolio.it, il giornale telematico dedicato ad argomenti di attualità e cultura. Vincitore del premio Solaris edizione 2008 delle Edizioni Montag, presenta ora la silloge Nero, l'inchiostro che tu chiami parole. 2. 
Sandro Pedicini 1967, si è laureato in Lettere indirizzo Classico presso l’Università degli Studi di Salerno. Sue poesie sono apparse sulle riviste: Storie, Omero, Il Segnale, La Rosa Necessaria, Fermenti e su Nel 1995 il suo primo libro di poesie "La fine del Sole" (presentazione Dario Bellezza) editore Fermenti-Roma Nel 2002 la raccolta "Espiazione" con Antonio Mastronunzio. Nel 2003 Miriade-editore Manni (Lecce) e Una Poesia-Pulcinoelefante Nel 2004 L’alba non è più felice ed altre poesie Raccolta di poesie realizzata in carta di trucioli di alberi e con all¹interno un¹acquaforte-acquatinta di Antonio Mastronunzio. Nel 2006 Una poesia con Nicola De Maria (Pulcinoelefante) Nel 2008 Lucia con Annibale Oste (Il Laboratorio) 
3. Franco Tutino è nato a Siderno nel 1947. Vive a Roma, dove insegna Economia e Gestione della Banca presso l’Università La Sapienza e ricopre incarichi istituzionali presso banche e aziende. È autore di volumi e saggi scientifici. Di sempre è la passione per la letteratura e la poesia. 

PITTORI DALLO SPAZIO Generoso D’Alessandro, Antonella Meloni Corsini (Shikanu') e
Maurizio Giuseppucci – SPECULARTE 

Anche ora che la luna...

A

Anche ora che la luna.. Performance Poetico-Musicale di Beppe Costa, recitate da Orsetta Foà, al pianoforte Giovanni Renzo, introduce Antonella d'Onofrio. Nasce da una sua poesia il titolo dell'incontro "Anche ora che la Luna", che ha valso al poeta una serie di riconoscimenti quale la Cerimonia di Premiazione relativa alla Rassegna "Arte d'Autunno", che lo ha visto premiato insieme a Nino Marazzita nella Sala Paolina di Castel Sant'Angelo a Roma e il premio Premio Iceberg News (Teranova-Villa medici). Di lui hanno scritto Spagnoletti, già scopritore di grandi come Alda Merini, Pasolini, Rivellino, ed ancora Dario Bellezza, Luce d'Eramo, eminenti professori universitari e in un'epoca mediatica, che corre su reti, Beppe Costa è in Wikipedia. Grande amico di Moravia e Dacia Maraini, Alberto Bevilacqua, Goliarda Sapienza, Adele Cambria, Barbara Alberti, etc..
Beppe Costa ha contribuito alla diffusione dei testi di Arrabal (l'ultima pubblicazione "la scampagnata" - Pellicanolibri) e a far scoprire artisti come Jodorowsky. Pubblica autori che diverranno noti come Manuel Vazquez Montalban, Fernando Arrabal, Angelo M. Ripellino, Anna Maria Ortese. Ma di lui non vanno dimenticate la meravigliose emozioni che libera la sua poesia. 

Poeti dallo Spazio: Fabio Barcellandi sceglie Andrea Garbin



È un piccolo manuale di scrittura poetica questo Il senso della musa di Andrea Garbin. Ma la poesia, si sa, difficilmente si può insegnare, per cui il libro di Andrea Garbin è un approccio, è il suo personalissimo approccio alla poesia, un avvicinamento che vale come un contatto o forse che vale più di un manuale per chi ha occhi per intenderlo. E giusto gli occhi serviranno, perché la musa pare "sentirsi" con la vista, più che con ogni altro senso, il suo senso e quale l'augurio iniziale, iniziatico, se non di perderla la vista?

Spezzàte quésto sguàrdo infàusto ed agghiacciànte.

Per ritrovarla, certo, ma non quella di prima, non più.

Càla la nòtte attórno a me,
ma non mi scòsto dal vècchio àlbero,
méntre la gènte, in paése, si apprèsta a dormìre,
veglierò silenzióso ascoltàndo la natùra,
parlerò con éssa, prìma che vènga il giórno,
diverrò pàrte di quésta nòtte silenziósa.


O sarà il mondo a essere cambiato nel frattempo? La realtà circostante a mutare, che dopo un necessario black-out non avrà più "un" senso, ma "il" senso, della musa e sarà a suo modo

Confòrto

Dólce il mìo sguàrdo si sofférma nel nùlla
Osservando l’ànime che mai più arderànno
In quésta atmosfèra óve il tèmpo trastùlla
E la mòrte del giórno consùma i mièi sógni
Del mìo còre li sènsi ritròvo in affànno.


Ed è così che Prima del sonno si conclude la prima parte di questa raccolta, L’inconsapevolezza di una genesi poetica, consapevolmente:

i mièi òcchi a scrutàre cos’è la realtà
[…] la piòggia che bàgna ògni essènza
prìma del sónno che tùtto scompàre
soaveménte…
soàve dólce attràzione del nùlla.


per riaprirsi su Sensi e dissensi:

conósco le paròle, ma non lèggo
poiché l’òcchio mi tradìsce il cuòre


Il poeta sa, ma non sa, dubita, sa di non sapere e che comunque ogni sapere non è che parziale, temporaneo, al poeta non resta che guardare senza conoscere, senza farsi un’opinione, un giudizio definitivo, che sarà inevitabilmente - e sempre - tradito.

Se nel tùo sguàrdo c’è bellézza
Cóme farò a distòglierlo non so,
e mi pentìrei d’avérlo fàtto.


Al poeta compete guardare la bellezza, il poeta necessita di questo contatto perenne con la bellezza per cui andrà cercandola in ogni possibile dove, se non avrà la fortuna di trovarsela davanti gli occhi, perché la bellezza sveglierà i mièi sènsi estìnti e così facendo salverà il mondo dal sonno eterno che è la morte.

e gli òcchi tuòi cóme li astri
nòtti lontàne saprànno schiarìre,
poiché adèsso è catàrsi.

e védo […]
ùna sensazióne che mi abbrànca il cuòre
e si sciòglie nélla ménte cóme liquìdo impùro,
nélla mìa ménte che crédevo defùnta,
si sta risvegliàndo ùna troneggiànte tenerèzza
.

Vista che non è soltanto “vista”, naturalmente, ma un vedere più complesso, più completo, che comprenda quindi tutti i sensi, questo il “senso” di Sensi e dissensi:

Ho in tàsca un fòglio di càrta,
spésso vi infìlo la màno
per sentìre il fragóre di quélle paròle
[…] nel tastàrlo

e che l’olfàtto, òcchio di ùna mìa imminènte azìone,
gùsti l’illusióne, splèndido miràggio d’un amór capàrbio.


per ritornare alla vista che è sempre e comunque vista, a chiudersi con la poesia L’òcchio.

Il senso della musa parte terza di questa silloge e ultima è dunque la vista? E la musa è dunque “una” musa? Ma nient’affatto, la musa, la sua musa, del poeta Andrea Garbin: La mìa musa, sono nove: Calliope, Polimnia, Clio, Urania, Melpomene, Tersicore, Talia, Euterpe e Erato.

Òggi, ho conosciùto le mìe àrti
Mi sóno fàtto Apòllo sul Parnàso
Ho prèso il sùo sguàrdo, l’ho guidàto
Azzùrro il cièlo, e le ho dètto:
‘sèi la mìa mùsa, tu sèi il mìo fióre.


Ciò detto, però, nulla è ancora definito né definitivo, in fondo: Còs’è il bèllo?
Già, cos’è il bello? Ma ce lo di ce il poeta, chiaro, no?

E quàndo vìdi il màre aprìrsi, mìte,
ai sàturi tuòi òcchi,
capii quàle bellézza
inseguìre, trovàre, conquistàre
capii dóve sbagliàva la nazióne
capii dóve sbagliavàno i mièi òcchi
nel cercàre bellézza
dóve bellézza non si può trovàre,
dóve bellézza muòre.


E allora non resterà che andarla a leggere, Andrea Garbin l’ha scritta, non resterà che guardarla, contemplarla, studiarla, memorizzarla, questa rara e lieve, soave poesia, per non distoglierla più da noi.

Fabio Barcellandi

Il senso della musa
raccolta di poesie di Andrea Garbin

Aletti Editore 2007, pagg. 80, si può ordinare in qualunque libreria o richiedere direttamente dall'editore scrivendo a: mailto:info@alettieditore.it a € 13,00
Lo Space di Andrea Garbin è: http://www.myspace.com/andreagarbin

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Andrea Garbin sarà presente da Pellicanolibri lunedì 2 febbraio 2009 ore 21.00

Ingresso Libero

Libreria Pellicanolibri, CASALOTTI
Via gattico, 3
ROMA,
Italia

Poeti dallo Spazio: Fabio Barcellandi sceglie Franco Tutino




Verso non me. Verso qualcun altro? Verso qualcos'altro? Non verso di me? Verso che non sono io? Verso non mio?

Domande senza risposte? Ci prova Franco Tutino al suo esordio editoriale, a fare luce e portare la sua Luce all'intero.

Un viaggio che allontani, che riporti,
un viaggio verso nostri porti:
che possa illuminare l'esistenza,
e i troppi giorni senza.


Più che una risposta che pure ci sarà per chi saprà leggerla, Franco Tutino propone un metodo per fare Luce all'intero, all'intero dell'emozione che trapela da parole dal sapore antico e che vibrano all'intero sempre di un'emozione. Un metodo che prevede un allontanamento, un prendere le distanze che permetta di poter guardare all'accecante vastità, ampiezza, immensità dell'intero, vedendolo infine, o meglio, permettendogli di illuminarci, di illuminare la nostra esistenza, il suo senso soprattutto, per i troppi giorni senza.

L'intero è una serie di cose, che scopriamo lentamente, parola dopo parola e tutto diventa un viaggio che subito si trasfigura nelle parole del poeta,

Ritorna primavera,
torna ai fiori,
ed io dalla mia sera
torno fuori.


che già è un'andata e un ritorno e il suo contrario, un tornare fuori.

Dovrei mettere a posto questa vita
Fermandomi, smontando, costruendo;
ma lo farò quando sarà finita,
intanto io continuo correndo.


eppure

Sento guarire più di poesia
che non di prescrizioni regolari
ricette per non vivere con sé.


Si sa, il poeta è un "fingitore", lo dice bene Fernando Pessoa, ma non è un fingere che attiene alla menzogna, quanto piuttosto alla fiction, che nulla ha a che vedere con la "realtà" televisiva, alla rappresentazione dei sentimenti, di tutti i sentimenti umani, compresi quelli in apparente aperto contrasto fra di loro.

Ho voglia d'incontrare tenerezza
e farmi raccontare allontanando.


Meravigliosi amori, amori tanti,
per esser nuovi, uscire dalle mura.


e quindi

Tu sei la profondissima emozione
Che dà luce all'intero, lo compone.


Leggo, volgendo a me, poesie d'amore
e torno indietro, a storia già vissuta.
Fu muta, senza versi - non poteva -
troppo dolore mi aveva stretto, chiuso.


Ora saprei trovare altre parole,
ma solo vuoto avrei se andassi tu.


Andare, venire, ritornare, fermarsi, partire, restare, nell'apparente incongruità degli atteggiamenti, del senso, ecco che un senso comincia a farsi strada, la vista. Franco Tutino utilizza le sue parole, i suoi versi brevi come flash da puntare sull'intero per coglierlo, sfaccettatura per sfaccettatura, tessera per tessera e come un puzzle ricomporlo.

Carezze di parole.
Bastano, sole,
a farti leggere me.
Ed io a scoprirti.


Troppe vite sono giunte alla mia porta
Perché io possa sceglierne una sola.
Ed il cuore a ognuna vola.


Confusione? Incertezza? Dubbio? Per niente, c'è finalmente comprensione, ma soprattutto accettazione, l'intero, l'integro, immenso uomo si scopre umano, profondamente e l'apparente debolezza della nuova condizione non è che la sua maggior forza - e quanto maggior forza e grandezza e, quasi, "divinità" nell'essere umano!

Lo specchio mi rimanda l'apparenza,
appartenenza ai miei vissuti anni.
Tratti cambiati, stesso sguardo intenso,
pronto al sorriso, a contrastare chi
mi assale in sé convinto.


Non sono vinto, non sento di temere
sembianze in cambiamento,
né vane posizioni mie esteriori
che posso non più avere.


Veri dolori ho avuto, altri vivrei
per miei o altrui abbandoni: e
desideri assenti, e passi rifugiati
verso non me.


Così si chiude la prima parte di questa affascinante e raffinata raccolta: Apro confine, che più che altro è un "varco confine", a cui seguono Poesie con mia madre e la tanto attesa Luce all'intero, sezioni che danno la misura della nuova ritrovata dimensione umana e in cui il verso pure vola:

Poesie con mia madre:

A chi racconterò dentro di me
trovando le risposte e la tua voce
quando nei miei pensieri solamente
potrai tornare, essere a me voce?


Non posso viver solo di ricordi,
voglio la vita che non so scordare.


Luce all'intero:

Dovrò tornare indietro, verso il meno
di questo mondo che mi chiede tutto:
così che io di me conosca almeno
quello che sento, fiore del mio frutto.


Ed io nulla saprei, né fare nulla,
se povero restassi di chi amo.


Fabio Barcellandi

Luce all'intero

raccolta di poesie di Franco Tutino

Manni Editori 2008, pagg. 96, si può ordinare in qualunque libreria o richiedere direttamente dall'editore scrivendo a: mailto:commerciale@mannieditori.it a € 12,00
Lo Space di Franco Tutino è: http://www.myspace.com/francotutino

*
Franco Tutino sarà presente da Pellicanolibri lunedì 30 marzo 2009 ore 21.00

Ingresso Libero

Libreria Pellicanolibri, CASALOTTI

Via gattico, 3

ROMA,

Italia

BEPPE COSTA Consiglia Video di Alessandra Celletti

Per chi ieri sera non avesse potuto per vari motivi, freddo, febbre, distanze e quant'altro, una piccola casa voglio farvela per qualche minuto: la magia del suo suono.
Ieri sera da Pellicanolibri "Lei" mi ha fatto un gran regalo: oltre alla 'magia' che scatena nello starle vicino, nell'ascoltarla, nel guardare occhi intensi che trasformano l'ambiente, ha suonato (imprevisto) con Nicola Alesini (non lo incontravo da circa 20 anni!) il miglior sax europeo? per me sì. Due genialità che hanno dato vita ad uno spettacolo intenso, romantico e divertente. Insieme suonavano per la prima volta e, come solo i grandi musicisti e compositori sanno fare, sembrava avessero a lungo provato.
La voce e la presenza dell'attrice Orsetta Foà ha amalgamato l'insieme concluso con un video originale e ironico del Premio "Pigola", fantastica e surreale invenzione della stessa Celletti. La sede? casa sua. Prossimo premiato? spero io.
http://www.myspace.com/nicolaalesini

beppe costa


Riporto quanto scritto da Alessandra nel messaggio in bacheca di Myspace:

"Mi è appena giunta notizia che domenica a mezzanotte hanno trasmesso Shooting Stars, il video che Isobel ha realizzato sulla mia canzone... Tutte e due siamo molto felici, anche perchè non è facile che su una Tv piuttosto importante come All Music trasmettano dei video non sostenuti da un major ... Comunque pensavo... Forse se un pò di persone lo richiedessero ad All Music potrebbe accadere che Shooting Stars verrà messo in rotazione regolarmente. ...Sarebbe bello!!! Non so se funziona così, ma mi piacerebbe provare...magari qualcuno di voi potrebbe aiutarmi. Io non so neanche come fare a contattare All Music".
....

Un bacio!
Alessandra

e... anche questo, oltre a Nicola Alesini, suona Marcello Piccinini

Poeti dallo Spazio: Fabio Barcellandi sceglie Dana Drunk



Cercando Luccicanza, la poetessa, o meglio, il poeta Dana Drunk la trovò!

Perché come ben si sa, chi cerca… è inevitabile, ma ciò che veramente conta è sapere se ciò che ha trovato è ciò che cercava e, al limite del paradosso, se si è resa conto di averlo trovato, che non è affatto scontato. Si legge nell’introduzione scritta di suo pugno: Ben presto ho iniziato a scrivere poesie, racconti e canzoni per puro spirito di sopravvivenza, per affermare me stessa a discapito di chi mi voleva zitta e buona. E questa cosa mi ha salvata, altrimenti la rabbia e la delusione che provavo nei confronti della società in cui vivevo mi avrebbero arsa. Apparentemente pare proprio che Dana Drunk abbia trovato quello che cercava, la scrittura, e così si sia addirittura salvata evitando la combustione, l’esaurimento, la fine, il buio. Ma non è così, tutt’altro e per fortuna oserei dire. Una ricerca come quella iniziata per la propria sopravvivenza non poteva che condurla all’interno di se stessa e non al suo esterno. In fuga, la scrittura, quindi, non come fonte esterna di salvezza, ma come veicolo per entrare in contatto con se stessi, per scendere nelle più intime profondità del sé alla ricerca della propria luce sepolta e farla infine splendere, luccicare, incendiare di tutta la propria passione, di tutta la propria energia, del proprio fuoco, un fuoco inestinguibile e salvifico. Un tempo la vostra ignoranza mi feriva e dentro i miei occhi la luce girava in fuoco e dopo poco le mani nervose muovevo e mordevo coi denti le labbra. Un tempo io ero la vittima della vostra barbarie. Araba fenice, dalle proprie ceneri, proprio bruciando si è salvata grazie alla sua poesia, toccando con mano l’intensità del suo fuoco umano e artistico. Fuoco che nella trasformazione, nel cambiamento, è anche mimesi, metamorfosi: Onde di fumo fluttuanti scorrono tra i miei capelli bruciano nei miei occhi. Il grigiore ondeggiante mi avvolge in un gioco di forme e sapori. Non sono con voi non sono tra voi. Cercherete invano se cercate. Ma una vera salvezza per essere tale deve essere bidirezionale, nel darcela dobbiamo restituirgliela. Non lasciamo quindi che quell’intenso e benefico fuoco rimanga chiuso in un libro, apriamolo, leggiamolo, liberiamolo, È freddo / ed il mio respiro / sembra fumo. pronto a incendiarsi, non permettiamo che prevalga il freddo, la glaciazione dell’anima, È freddo / ed il mio respiro / resta fumo. gettiamo sale sul ghiaccio, Sale sul viso È la perdita dei sensi che mi affligge sento la morte che entra dentro e piango piango finché non sento il sale bruciare sul mio viso all’improvviso rinascerò. Tu mi scivoli via come una lacrima. Spunti lentamente dagli occhi accendi un fuoco e poi scivoli scivoli via come una lacrima. Taglierò le corde del legame lascerò l’alcool bagnare il mio dolore La fiamma che mi brucia Il petto scoppia Muoio. Sento il sangue caldo scendere lentamente lungo il petto. Sulla pelle Si secca. Scoppio. Sento il cuore gonfio lacerarmi lentamente dentro il petto. La mia carne si sfalda. Chiedo venia chiedo pietà! è questo il caos? È questa la vita? Mi penetra si espande tutto si riaccende tutto si ravviva. È questa?...Ne voglio ancora. E a maggior ragione in poesia, regno incontrastato e indiscusso dell’ossimoro, una vera salvezza non può prescindere da un abbandono. L’abbandonarsi a se stessi, in solitudine, come naufragare in un mare che non consente tregue e, attraverso il cadere in profondità che non permettono appiglio, rinascere. La pelle bruciata, arsa, ustionata da sale, una pelle che cambia per ritrovare in una nuova forma la sua bellezza, perché sotto quella pelle arsa c’è la voglia di nascere ancora come una donna nuova. L’abbandono come inevitabile risalita verso un’intimità più profonda con se stessa e che non può sfuggire tu mi scivoli via / come una lacrima, intimità che corre verso la consapevolezza È questa la vita?/Mi penetra / si espande / tutto si riaccende / tutto si ravviva. / È questa?... Ne voglio ancora. È questa, sì, la vita, e noi? Ne vogliamo ancora? Altra? Perché nelle parole di Dana Drunk, Cercando Luccicanza c’è molto di più di questo, da leggere, con cui riscaldarsi, con cui rigenerarsi, con cui riconciliarsi.

Fabio Barcellandi

Cercando Luccicanza raccolta di poesie di Dana Drunk

Akkuaria 2007, pagg. 69, si può ordinare in qualunque libreria o richiedere direttamente dall'editore scrivendo a: mailto:info@akkuaria.org a € 12,00

Lo Space di Dana Drunk è: http://www.myspace.com/danadrunk * Dana Drunk sarà presente da Pellicanolibri lunedì 16 febbraio 2009 ore 21.00 Ingresso Libero Libreria Pellicanolibri, CASALOTTI Via gattico, 3 ROMA, Italia