Ecco, potete leggere (qualche articolo più in basso) alcune norme per proteggersi da spazi anonimi o dalle diffamazioni e altro che investono e invadono Myspace e Facebook che, 'notano' e censurano solo immagine di nudo, spesso anche quando sono opere d'arte, mentre bisogna scrivere in lingue (tutte salvo l'italiano), mandare il link (e non basta), avvisare la polizia.
Alla fine un consiglio: rivolgetevi alla magistratura civile o penale secondo i casi.
Tempi lunghi, le diffamazioni continuano, ma con pazienza, se ne avete, si arriverà anche ad una legge che vieta ad anonimi di aprire spazi per truffare, ingannare, offendere, violare leggi e quant'altro in difesa certo del diritto di esprimere opinioni, ma le opinioni (consultare dizionari), non di diffondere calunnie, violare la privacy e quant'altro sta accadendo.
Potete scrivermi per informazioni sui legali che si occupano di alcuni casi.
mercoledì 8 luglio 2009
domenica 28 giugno 2009
Critica della (di una certa) cultura critica
In risposta e reazione all'articolo:
“Il poeta che mette una nota in ogni verso”
di Camillo Langone
presente su ilGiornale.it:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=360207&START=0&2col=
*
Per sbaragliare il campo da qualunque fraintendimento e lasciare quindi libero spazio ai pregiudizi in materia che sono alla base dell’articolo di cui all’estratto qui sopra, premetto subito di essere uno di quei milioni di poetastri che danno lavoro (strapagato, me lo si consenta, ché pare si stia parlando di un fastidio, piuttosto) alle tipografie e alle giurie dei premi letterari - magari non delle stazioni termali, ma davvero poco importa, credo. Chiarito questo punto fondamentale ci tengo a dire, sentendomi chiamato in causa, che non nutro alcuna ostilità contro i cantautori, anzi, tutt’altro, e il mio curriculum “poetico” (per chi volesse informarsi prima di voler fare informazione) parla per me, ne è l’evidenza più lampante, oserei dire lapalissiana. Ritengo inoltre di poterlo dire anche di tutti gli altri milioni di miei colleghi senza tema di smentita, ne conosco davvero la maggior parte. Siamo fra i primi e più accaniti fan dei cantautori, partecipiamo ai loro concerti, compriamo i loro cd, ci facciamo ispirare dalla loro musica e dalle loro parole, anche. A giudicare dagli esempi riportati nell’articolo in questione, sembrerebbero in vero più i poeti che i poetastri a nutrire questa ostilità, ma Camillo Langone dice apertamente di non riferirsi a loro e allora a chi? Di chi si sta parlando? O meglio, di che si sta parlando? Fraintendimenti, pregiudizi, stereotipi, grande grandissima confusione (poesia? musica? canzone? poeti? parolieri? autori?), si parla senza conoscenza di causa. Peccato. Si preferisce offendere, denigrare, insinuare, alludere, sottintendere, suggestionare. Peccato. Peccato perché chi parla non sa e farebbe meglio a documentarsi prima o a tacere, peccato perché chi non sa e legge, pensando di documentarsi, non solo viene lasciato nella più totale ignoranza in materia, ma pure lo si confonde con fals(at)e informazioni. I poetastri non saprebbero governare il verso? Che sciocchezza. La metrica la conosciamo proprio tutti, è materia di studio, così come la matematica e saper contare fino a undici è davvero un minimo patrimonio appannaggio di chiunque. Scegliere di non utilizzarla, limitatamente alla versificazione, o di modificarne gli standard o di utilizzarla a proprio piacimento non è quindi sintomo di incapacità, ma consapevole volontà di farne un uso proprio, personale, creativo. Ciò che dovrebbe qualificare un poeta o poetastro che sia è anche l’invenzione di un nuovo linguaggio, ma come si pretende si possa farlo quando le inderogabili premesse al poetare sarebbero il mantenimento dello status quo ante, pena la non poeticità del testo stesso? Che poi noi si sia tutti fautori del verso libero è pure questo ancora tutto da dimostrare, ma certo, se la poesia non la si legge, come si potrebbe saperlo che ci sono poetastri che utilizzano il verso codificato dalla metrica? E che pure il verso libero lo è? Ebbene sì, sorpresa! Nel catalogo dei versi utilizzabili, esiste pure il verso libero che ha pari dignità di un endecasillabo o di un settenario, tanto per fare solo due esempi cari alla poesia italiana. E comunque, e poi chiudo, non è la metrica che impone nulla al poeta, semmai è l’esatto contrario, è il poeta che impone alla metrica la sua poesia, la metrica della sua poesia. Ricordo che la metrica è venuta dopo la poesia, che la metrica è la codificazione successiva, a posteriori, della poesia, che questa codificazione sia poi divenuta per antonomasia(?) il soggetto e non più l’oggetto della poesia - come ahimé succede a ogni codificazione di qualsivoglia natura che senza eccezione alcuna prenda il sopravvento sulla sua materia, diventandola a sua volta, invece di rimanerne uno strumento da utilizzare - è un malcostume che andrebbe denunciato e non avallato. Se devo dirla tutta, leggendo questo articolo, più che l’ostilità dei poetastri nei confronti dei cantautori, rilevo per l’ennesima volta l’ostilità della cultura, nei confronti della cultura stessa, che preferisce farsi la guerra piuttosto che portarla all’ignoranza, in cui poi inevitabilmente si trasforma a sua volta, ahinoi.
Fabio Barcellandi, poetastro orgoglioso.
“Il poeta che mette una nota in ogni verso”
di Camillo Langone
presente su ilGiornale.it:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=360207&START=0&2col=
Ho sempre sospettato che l’ostilità dei poeti moderni contro i cantautori non sia dovuta solo ai guadagni (molto diversi, perfino in questi tempi di crisi discografica) ma anche alla loro incapacità di governare il verso. Non mi riferisco a Valduga o Zanzotto o Conte, che la metrica la conoscono benissimo, ma a quelle migliaia (o milioni?) di poetastri che danno lavoro alle tipografie e alle giurie dei premi letterari delle stazioni termali. Tutti quanti fautori del cosiddetto verso libero, siccome è più facile andare a capo quando se ne ha voglia piuttosto che quando lo impone l’endecasillabo.
Camillo Langone
*
Per sbaragliare il campo da qualunque fraintendimento e lasciare quindi libero spazio ai pregiudizi in materia che sono alla base dell’articolo di cui all’estratto qui sopra, premetto subito di essere uno di quei milioni di poetastri che danno lavoro (strapagato, me lo si consenta, ché pare si stia parlando di un fastidio, piuttosto) alle tipografie e alle giurie dei premi letterari - magari non delle stazioni termali, ma davvero poco importa, credo. Chiarito questo punto fondamentale ci tengo a dire, sentendomi chiamato in causa, che non nutro alcuna ostilità contro i cantautori, anzi, tutt’altro, e il mio curriculum “poetico” (per chi volesse informarsi prima di voler fare informazione) parla per me, ne è l’evidenza più lampante, oserei dire lapalissiana. Ritengo inoltre di poterlo dire anche di tutti gli altri milioni di miei colleghi senza tema di smentita, ne conosco davvero la maggior parte. Siamo fra i primi e più accaniti fan dei cantautori, partecipiamo ai loro concerti, compriamo i loro cd, ci facciamo ispirare dalla loro musica e dalle loro parole, anche. A giudicare dagli esempi riportati nell’articolo in questione, sembrerebbero in vero più i poeti che i poetastri a nutrire questa ostilità, ma Camillo Langone dice apertamente di non riferirsi a loro e allora a chi? Di chi si sta parlando? O meglio, di che si sta parlando? Fraintendimenti, pregiudizi, stereotipi, grande grandissima confusione (poesia? musica? canzone? poeti? parolieri? autori?), si parla senza conoscenza di causa. Peccato. Si preferisce offendere, denigrare, insinuare, alludere, sottintendere, suggestionare. Peccato. Peccato perché chi parla non sa e farebbe meglio a documentarsi prima o a tacere, peccato perché chi non sa e legge, pensando di documentarsi, non solo viene lasciato nella più totale ignoranza in materia, ma pure lo si confonde con fals(at)e informazioni. I poetastri non saprebbero governare il verso? Che sciocchezza. La metrica la conosciamo proprio tutti, è materia di studio, così come la matematica e saper contare fino a undici è davvero un minimo patrimonio appannaggio di chiunque. Scegliere di non utilizzarla, limitatamente alla versificazione, o di modificarne gli standard o di utilizzarla a proprio piacimento non è quindi sintomo di incapacità, ma consapevole volontà di farne un uso proprio, personale, creativo. Ciò che dovrebbe qualificare un poeta o poetastro che sia è anche l’invenzione di un nuovo linguaggio, ma come si pretende si possa farlo quando le inderogabili premesse al poetare sarebbero il mantenimento dello status quo ante, pena la non poeticità del testo stesso? Che poi noi si sia tutti fautori del verso libero è pure questo ancora tutto da dimostrare, ma certo, se la poesia non la si legge, come si potrebbe saperlo che ci sono poetastri che utilizzano il verso codificato dalla metrica? E che pure il verso libero lo è? Ebbene sì, sorpresa! Nel catalogo dei versi utilizzabili, esiste pure il verso libero che ha pari dignità di un endecasillabo o di un settenario, tanto per fare solo due esempi cari alla poesia italiana. E comunque, e poi chiudo, non è la metrica che impone nulla al poeta, semmai è l’esatto contrario, è il poeta che impone alla metrica la sua poesia, la metrica della sua poesia. Ricordo che la metrica è venuta dopo la poesia, che la metrica è la codificazione successiva, a posteriori, della poesia, che questa codificazione sia poi divenuta per antonomasia(?) il soggetto e non più l’oggetto della poesia - come ahimé succede a ogni codificazione di qualsivoglia natura che senza eccezione alcuna prenda il sopravvento sulla sua materia, diventandola a sua volta, invece di rimanerne uno strumento da utilizzare - è un malcostume che andrebbe denunciato e non avallato. Se devo dirla tutta, leggendo questo articolo, più che l’ostilità dei poetastri nei confronti dei cantautori, rilevo per l’ennesima volta l’ostilità della cultura, nei confronti della cultura stessa, che preferisce farsi la guerra piuttosto che portarla all’ignoranza, in cui poi inevitabilmente si trasforma a sua volta, ahinoi.
Fabio Barcellandi, poetastro orgoglioso.
sabato 27 giugno 2009
BEPPE COSTA SCEGLIE: INTERNET MEZZO DI DIFFAMAZIONE?
INTERNET PUO' ESSERE MEZZO DI DIFFAMAZIONE?
MYSPACE ITALIA E FACEBOOK PROTEGGONO?
SI PUO' PROCEDERE ANCHE CONTRO DI LORO.
COME E COSA FARE?
altri 'contributi' sul 'danno risarcibile' e sulla privacy
1)1. La nozione di danno risarcibile. 2. Le componenti del danno ex art. 1223 c.c.: danno emergente e lucro cessante. 2.1. La chance: perdita di un’occasione o occasione persa? 2.1.1 La tesi (eziologica) della chance come lucro cessante. 2.1.2. La tesi (ontologica) della chance come danno emergente. 2.3.3. Conseguenze ai fini dell’an del risarcimento. 2.1.4. Criteri per il quantum del risarcimento: il c.d. ‘coefficiente di riduzione’. 2.1.5. Casistica giurisprudenziale in tema di chance. 2.1.5.1 Un caso particolare: la chance applicata all’attività della P.A. 2.1.5.2. Il danno da mancata promozione: differenze con la chance.
2)Gli elementi della diffamazione a mezzo Internet
Il terzo comma dell'articolo 595 c.p contempla la diffamazione online come circostanza aggravante della diffamazione perché realizzata tramite internet che viene considerato un mezzo di pubblicità, perchè idoneo e sufficiente a trasmettere un messaggio diffamatorio a una pluralità di soggetti. Perchè il reato si realizzi è richiesta la presenza necessaria e contemporanea dei seguenti elementi: l'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile, la comunicazione di tale messaggio a più persone e la volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere (c.d. dolo generico).
L'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile
La reputazione è l'interesse tutelato da parte del legislatore e viene intesa come quella stima di cui l'individuo gode in seno alla società per le caratteristiche che gli sono proprie. Per ledere la reputazione quindi sono necessarie espressioni non vere, offensive, denigratorie o espressioni dubitative, insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti, se per il modo con cui sono dette fanno sorgere nel lettore un plausibile convincimento sull'effettiva rispondenza a verità dei fatti falsi narrati. La vittima oggetto della diffamazione deve essere invece una persona determinata o determinabile. L'individuazione dell'effettivo destinatario dell'offesa è condizione essenziale ed imprescindibile per attribuire all'offesa una rilevanza giuridico-penale.
3) TESTO UNICO PRIVACY approvato il 27/06/2003, in vigore dal 1 gennaio 2004. Abrogate le leggi e i decreti precedenti.
Il Codice riunisce in unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi, regolamenti e codici deontologici che si sono succeduti in questi anni, e contiene anche importanti innovazioni tenendo conto della “giurisprudenza” del Garante e della direttiva Ue 2000/58 sulla riservatezza nelle comunicazioni elettroniche.
4) sono state effettuate calunnie e molestie su minore!
MYSPACE ITALIA E FACEBOOK PROTEGGONO?
SI PUO' PROCEDERE ANCHE CONTRO DI LORO.
COME E COSA FARE?
altri 'contributi' sul 'danno risarcibile' e sulla privacy
1)1. La nozione di danno risarcibile. 2. Le componenti del danno ex art. 1223 c.c.: danno emergente e lucro cessante. 2.1. La chance: perdita di un’occasione o occasione persa? 2.1.1 La tesi (eziologica) della chance come lucro cessante. 2.1.2. La tesi (ontologica) della chance come danno emergente. 2.3.3. Conseguenze ai fini dell’an del risarcimento. 2.1.4. Criteri per il quantum del risarcimento: il c.d. ‘coefficiente di riduzione’. 2.1.5. Casistica giurisprudenziale in tema di chance. 2.1.5.1 Un caso particolare: la chance applicata all’attività della P.A. 2.1.5.2. Il danno da mancata promozione: differenze con la chance.
2)Gli elementi della diffamazione a mezzo Internet
Il terzo comma dell'articolo 595 c.p contempla la diffamazione online come circostanza aggravante della diffamazione perché realizzata tramite internet che viene considerato un mezzo di pubblicità, perchè idoneo e sufficiente a trasmettere un messaggio diffamatorio a una pluralità di soggetti. Perchè il reato si realizzi è richiesta la presenza necessaria e contemporanea dei seguenti elementi: l'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile, la comunicazione di tale messaggio a più persone e la volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere (c.d. dolo generico).
L'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile
La reputazione è l'interesse tutelato da parte del legislatore e viene intesa come quella stima di cui l'individuo gode in seno alla società per le caratteristiche che gli sono proprie. Per ledere la reputazione quindi sono necessarie espressioni non vere, offensive, denigratorie o espressioni dubitative, insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti, se per il modo con cui sono dette fanno sorgere nel lettore un plausibile convincimento sull'effettiva rispondenza a verità dei fatti falsi narrati. La vittima oggetto della diffamazione deve essere invece una persona determinata o determinabile. L'individuazione dell'effettivo destinatario dell'offesa è condizione essenziale ed imprescindibile per attribuire all'offesa una rilevanza giuridico-penale.
3) TESTO UNICO PRIVACY approvato il 27/06/2003, in vigore dal 1 gennaio 2004. Abrogate le leggi e i decreti precedenti.
Il Codice riunisce in unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi, regolamenti e codici deontologici che si sono succeduti in questi anni, e contiene anche importanti innovazioni tenendo conto della “giurisprudenza” del Garante e della direttiva Ue 2000/58 sulla riservatezza nelle comunicazioni elettroniche.
4) sono state effettuate calunnie e molestie su minore!
venerdì 26 giugno 2009
beppe costa sceglie: Parco della cellulosa
mercoledì 24 giugno 2009
BEPPE COSTA SCEGLIE: INTERNET MEZZO DI DIFFAMAZIONE?
INTERNET PUO' ESSERE MEZZO DI DIFFAMAZIONE?
MYSPACE ITALIA E FACEBOOK PROTEGGONO?
SI PUO' PROCEDERE ANCHE CONTRO DI LORO.
COME E COSA FARE?
E se il diffamato abbia ricevuto di continuo dai diffamanti messaggi (anche notturni) dappertutto, in cellulari, in posta elettronica, unite a successive lettere di ricatto. Anche il ricatto è protetto?MYSPACE ITALIA E FACEBOOK PROTEGGONO?
SI PUO' PROCEDERE ANCHE CONTRO DI LORO.
COME E COSA FARE?
Se viste da diverse persone, queste, a loro volta, possono essere accusate di complicità!
Infine è possibile esibire il traffico telefonico come prova?
Gli elementi della diffamazione a mezzo Internet
Il terzo comma dell'articolo 595 c.p contempla la diffamazione online come circostanza aggravante della diffamazione perché realizzata tramite internet che viene considerato un mezzo di pubblicità, perchè idoneo e sufficiente a trasmettere un messaggio diffamatorio a una pluralità di soggetti. Perchè il reato si realizzi è richiesta la presenza necessaria e contemporanea dei seguenti elementi: l'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile, la comunicazione di tale messaggio a più persone e la volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere (c.d. dolo generico).
La reputazione è l'interesse tutelato da parte del legislatore e viene intesa come quella stima di cui l'individuo gode in seno alla società per le caratteristiche che gli sono proprie. Per ledere la reputazione quindi sono necessarie espressioni non vere, offensive, denigratorie o espressioni dubitative, insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti, se per il modo con cui sono dette fanno sorgere nel lettore un plausibile convincimento sull'effettiva rispondenza a verità dei fatti falsi narrati. La vittima oggetto della diffamazione deve essere invece una persona determinata o determinabile. L'individuazione dell'effettivo destinatario dell'offesa è condizione essenziale ed imprescindibile per attribuire all'offesa una rilevanza giuridico-penale.
La diffamazione è un reato istantaneo che si consuma con la "comunicazione a più persone". Trattandosi ad esempio di un forum, tale elemento si realizza con il postare il proprio messaggio e si consuma nel momento e nel luogo in cui i terzi percepiscono l'espressione ingiuriosa e dunque, nel caso in cui frasi o immagini lesive siano state immesse sul web, nel momento in cui il collegamento viene attivato (Cass. pen. Sez. V, 21/06/2006, n. 25875). Da sottolineare come si configuri anche nel caso in cui la board non fosse pubblica ma richiedesse una registrazione per leggere i messaggi.
Ai fini della sussistenza dell'elemento psicologico nei delitti di diffamazione, non è necessaria l'intenzione di offendere la reputazione della persona, ma basta la volontà di utilizzare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere. Come è facile notare questo tipo di atteggiamento, direttamente rilevabile in base alle frasi e al significato delle parole oggetto di diffamazione, è uno degli elementi che permette di tracciare il limite tra diritto di critica, tutelato ampiamente dalla libertà di pensiero, e la disciplina delittuosa
Libertà di pensiero e responsabilità penale
L'articolo 21 della Costituzione dispone che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" ma tale diritto incontra dei limiti specifici qualora l'opinione espressa giunga a ledere l'altrui onore e reputazione. Quindi il diritto di critica e la libertà di opinione non possono essere equivocate con la libertà d'insulto, di offesa, di diffamazione dell'altra persona. Un principio costante della giurisprudenza è che la critica, per quanto forte e spregiudicata possa essere, non debba mai diventare insulto, dileggio, disprezzo della persona.
Qualora ciò avvenga non si è più in presenza di una critica ma di una diffamazione! Per ciò che riguarda l'imputabilità non dimentichiamoci che la responsabilità penale è personale, pertanto l'hosting provider che consente agli utenti di accedere ad un newsgroup non può essere ritenuto responsabile per i messaggi che passano attraverso i propri elaboratori. Ciò in quanto il provider si limita a mettere a disposizione degli utenti lo "spazio virtuale" dell'area di discussione e non ha alcun potere di controllo e di vigilanza sugli interventi che vi vengono man mano inseriti (Trib. Lucca, 20/08/2007). Allo stesso modo il gestore del forum sarà, caso mai, responsabile solo della negligenza di controllo oppure per la mancata rimozione del commento denigratorio, dopo che gli sia stato fatto notare ed esso sia realmente offensivo.
Diversamente la giurisprudenza ha avuto modo di individuare anche il confine tra critica e diffamazione che emerge dal rispetto di principi quali la continenza espositiva, la verità e la pertinenza dell'informazione. Pertanto, l'autore di messaggi su forum o newsgroup che con i suoi commenti critichi prodotti o servizi, utilizzando un linguaggio educato, non denigratorio o insinuante senza la volontà e la consapevolezza di offendere, non potrà temere nessun tipo di azione legale rientrando la sua condotta nelle libertà di espressione e di critica garantite dal dettato costituzionale.
domenica 31 maggio 2009
Arezzo Festival 2009 (13-18 giugno)

ArezzoFestival, nella sua nuova veste, diventa un insieme di festival e presenterà le seguenti sezioni:
-AREZZO TEATRO, in collaborazione con l'Accademia dell'Arte, con la partecipazione di numerose Università europee e americane, previsti spettacoli, concerti e seminari ed una particolare attenzione al teatro fatto da disabili valorizzando altre realtà del territorio;
-AREZZO POESIA, in collaborazione con Nausika, con la partecipazione di poeti, scrittori, artisti, con le performance del premio "Sergio Manetti", poeti ospiti, contaminazioni tra poesia e musica, contest poetici, il premio per performance tratte da libri di poesia “Sergio Manetti- ArezzoPoesia”, in collaborazione con l’azienda vitivinicola “Montevertine” che ha riscosso un’incredibile successo lo scorso anno con oltre 55 gruppi di performer;
-AREZZO CINEMA in collaborazione con Cineforum 2 e Sentieri Selvaggi, prevista una rassegna sul cinema di film “invisibili” e incontri con registi, attori e critici;
-AREZZO BAMBINI, laboratori partecipativi, incontri con autori di libri per bambini, teatro per bambini, spettacoli, animazioni e tanto altro ancora in collaborazione con Koiné; sono già previste collaborazioni con editori di livello nazionale che hanno richiesto di partecipare all’evento, laboratori, spettacoli, reading per bambini, incontri con autori, seminari per insegnanti ed educatori;
-AREZZO LaAV (Letture ad Alta Voce), in collaborazione con i circoli LaAV presenti sul territorio nazionale, coordinati da Nausika con la realizzazione del corso base gratuito per lettori LaAV

il PROGRAMMA:

VENERDì 12 GIUGNO
ASPETTANDO AREZZOFESTIVAL 2009 – Piazza Carducci, Subbiano (AR)
Aspettando ArezzoFestival a Capolona e Subbiano, evento di apertura del progetto Una toscana per i giovani grazie alla collaborazione ed al sostegno di: Regione Toscana, Comune di Capolona, Comune di Subbiano, Ufficio Unico, Pratika, Nausika, Non solo blues, Immagini del presente, FromScratch, Sons of Vesta.
Dalle 20.00 concerto dei gruppi locali e di Gioacchino Turù + Vanessa Vermouth; Iosonouncane
22.30 concerto dei Fine before you came + Chambers
SABATO 13 GIUGNO
Inaugurazione LaAV (Letture ad Alta Voce) in contemporanea ad Arezzo – Firenze – Napoli – Pavia – L’Aquila
Con il contributo di CONFCOMMERCIO
dalle 12.00 alle 21.00 100 lettori nel centro storico di Arezzo
16.30 Nido aperto presso la scuola dell’infanzia “Nel Parco” (Ascom-Koiné), festa di fine anno con animazioni e letture (a cura della cooperativa Koiné)
Accademia dell’Arte – Villa Godiola
21.30 Esibizione del coro Vox Cordis
21.45 Reading concerto di Flavio Soriga e Giovanni Peresson: Storia portatile della poesia universale – Pubblico delirio letto e cantato
22.30 Neil on impression in concerto
DOMENICA 14 GIUGNO
15.00-18.30 Performance Premio “Sergio Manetti” ArezzoPoesia
16.00 Animazione per bambini a cura di Scuola di Narrazioni “Arturo Bandini” di Nausika
18.30 Reading concerto di Luca Pizzolitto e .Nebbia (vincitori Premio “Sergio Manetti” ArezzoPoesia 2008)
19.30 Isabelle Caro presenta il suo libro La ragazza che non voleva crescere (Cairo editore)
20.30 Daniel Stein in Timepiece
22.00 Scuola Teatro Dimitri, Verscio presenta Dada Congressus, performance teatrale multimediale dallo spirito anti artistico, diretta da Hannes Glarner
23.00 Samuel Katarro in concerto (produzione Nausika in collaborazione con fromSCRATCHrecords)
LUNEDì 15 GIUGNO
15.00 – 18.30 Performance Premio “Sergio Manetti” ArezzoPoesia
16.00 Animazione per bambini a cura di Koiné
18.30 Alma Trio (Caroline Boersma, Renata Sfriso, Silvia da Boit), La Terza guerra mondiale (favola per adulti di federico Batini) con Francesco Botti (special guest: Gianni Bruschi)
19.30 Incontro con il poeta Brian Johnstone
20.30 Incontro con Simone Ragazzoni e presentazione del suo libro La filosofia di Lost (Ponte alle Grazie), estratti dalla serie TV “Lost” a cura di Stefano Cipriani, Sentieri Selvaggi, Cineforum, Libreria Leggere
22.30 Berliner schule für schauspiel presenta …le cui strade si sono appena incontrate, spettacolo di linguaggio di corpo e maschere, diretto da Andreas Kühnel
MARTEDì 16 GIUGNO
16.00 Laboratorio per bambini e genitori sui giochi con materiali di recupero a cura di Koiné
18.00 Spettacolo degli studenti del Summer Art & Festivals dell’Accademia dell’Arte
19.00 Oberlin College presenta Arie d’opera
19.30 Le favole non dette (edizioni Bompiani), incontro con l’autrice Vladimir Luxuria
20.30 10 minuti con...: Andrea Carlo Cappi, Enzo Fileno Carabba, Francesco Prosperi, Nino G. D’Attis a cura di Francesco Cortonesi e Valentina Giusti (allievi Scuola Annuale di Narrazioni)
21.30 Incontro con Gustav Hofer e Luca Ragazzi per Improvvisamente l’inverno scorso con proiezione di spezzoni del film
22.30 Amaranth, Compagnia di Danza Contemporanea di Virginia, USA presenta Exit to All Worlds diretto da Scott Putman
23.00 “Music selecta” con Pupillo from Negramaro
MERCOLEDì 17 GIUGNO
16.00 Lettura-laboratorio per bambini dal libro di Paola Mastrocola Che animale sei? (ed. Guanda) a cura di Autoban Teatro (Arezzo)
17.00 Lisia era un paese molto piovoso e molto arcobalenoso (edizioni Edigiò), incontro con l’autore Albano Ricci, in collaborazione con l’associazione Gotama
18.00 Le Usanze dei rivoluzionari ai tempi del coma, di e con Gianmarco Busetto e con Max Giolo
21.15 Che animale sei? liberamente ispirato al libro di Paola Mastrocola Che animale sei? (ed. Guanda), realizzato dalla compagnia teatrale Senza Paura A.P.S. Electra – Cooperativa Koiné (Arezzo), coordinamento di Barbara Peruzzi.
22.15 Actor Training Ireland presenta Love or Money - A Cabaret for the Late Noughties con i laureati dell´ex Actor Training Programme of Trinity College Dublin, diretto da Paul Keenan
23.30 Gianni Bruschi e Terìaca Ensemble, con la partecipazione degli allievi dell’Accademia dell’Arte e delle Università partecipanti ad ArezzoTeatro, in Terìaca
GIOVEDì 18 GIUGNO
18.00 Oggi è solo salsa piccante con Gianmarco Busetto e Nicola Manzan
19.00 Premiazione concorso Premio “Sergio Manetti” ArezzoPoesia 2009 con ripetizione delle tre performance finaliste e proclamazione del vincitore
21.30 Rock Notes di e con Enrico Drigo Salvi e Francesco Botti (Nausika – Scuola di Narrazioni “Arturo Bandini”)
23.00 John De Leo in concerto
E durante Arezzo Festival 2009:
LABORATORI GRATUITI (per i laboratori è necessaria prenotazione e iscrizione)

- Daniel Stein: Ritmi e corpo dell’attore – 14 e 15 giugno 2009 dalle 9.30 alle 11.30
- Scott Putman: Danza contemporanea – 14 e 15 giugno dalle 15.00 alle 17.00
- Paul Keenan: Voce per attori – 16 e 17 giugno dalle 9.30 alle 11.30
- Josh Gibson e Shambhavi Kaul: Workshop di montaggio digitale (solo 6 posti) – 15 e 16 giugno dalle 14.00 alle 17.30
- Gianni Bruschi: Mosaico Mediterraneo, laboratorio per la partecipazione allo spettacolo finale Terìaca – 15, 16 e 17 giugno dalle 11.30 alle 13.30
- Francesco Botti, Gianni Bruschi, Gianmarco Busetto: Laboratorio di base per lettori LaAV – 16, 17 e 18 giugno dalle 15.00 alle 17.00
- Laboratori per bambini: dal 14 al 17 giugno, ogni giorno dalle 16.00 alle 18.00
PREMIO “Sergio Manetti” AREZZO POESIA (II edizione)

durante AREZZO FESTIVAL Arezzo, 13 - 18 giugno 2009
“Sergio Manetti è stata una figura atipica di imprenditore, capace di coniugare al notevole fiuto ed alle capacità manageriali un interesse forte per la cultura in genere, l’arte e la poesia in particolare. Capace di passare dall’industria del ferro all’intuizione della potenzialità del Sangiovese creando il “Pergole Torte” – una delle più prestigiose etichette italiane (e persino nella bottiglia trasuda l’amore di Manetti per l’arte, grazie ai preziosi ritratti del pittore ed incisore Alberto Manfredi) – ma contemporaneamente di tenere per alcuni anni una rubrica intitolata “Vino e cucina” sul quotidiano La Repubblica, collezionista infaticabile (dai quadri alle spille da cravatta, dai bastoni da passeggio, alle sculture moderne sino ai cataloghi d’arte, ordinati con cura certosina per anni e testimoni muti del gran numero di mostre visitate), editore di libri preziosi composti da lui stesso ed infarciti di omaggi letterari di amici e conoscenti, suscitava una naturale curiosità ed interesse in tutti quelli che gli stavano intorno perché era genuinamente curioso e interessato alle cose, alle persone, alla cultura”.
REGOLAMENTO DEL PREMIO
1.La Scuola di Narrazioni «Arturo Bandini» di Nausika, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Arezzo e con l’Azienda Agricola Montevertine, bandisce la seconda edizione del premio «Sergio Manetti ArezzoPoesia», la cui fase finale si svolgerà interamente durante ArezzoFestival, sezione ArezzoPoesia 2009 (VII edizione del festival).
2.Oggetto del premio è la performance più originale e convincente presentata nel corso del festival, ispirata o tratta da un libro di poesia di qualunque tipo, purché edito entro la data di inizio festival (13 giugno 2009). E’ possibile concorrere con una performance ispirata o tratta da un proprio libro di poesie, oppure da un libro di poesie di un altro autore (purché con la liberatoria dell’autore medesimo), oppure da un libro di poesie fuori diritti.
3.La partecipazione al festival consiste nella presentazione del volume di poesia prescelto nella forma che si ritiene più opportuna (lettura, recitazione, improvvisazione, anche con accompagnamento musicale o proiezione video etc.). Qualora il performer abbia strutturato una modalità per la presentazione del volume differente dal reading, si richiede che essa comprenda, comunque, almeno 5 minuti (anche non consecutivi) di lettura o di interpretazione dello stesso in altra forma (proiezioni, canzone, recitazione, pittura o qualsiasi altra forma che mantenga la riconoscibilità del testo poetico utilizzato). Ogni presentazione non deve avere, pena l’esclusione, una durata complessiva superiore a 12 minuti.
4.La partecipazione è libera e gratuita. L’iscrizione è obbligatoria e deve pervenire entro e non oltre il 7 giugno 2009, unitamente ai materiali sotto dettagliati. L’organizzazione è libera di accettare o meno le autocandidature per la fase finale. Il performer si assume con l’iscrizione la responsabilità circa il diritto d’autore sulla propria performance. Tutti i performer che si iscriveranno entro il 15 maggio saranno inseriti nel programma ufficiale e godranno di una promozione nazionale. I performer iscritti successivamente saranno comunque ammessi qualora i loro materiali pervengano entro e non oltre il 7 giugno 2009, ma non sarà loro garantita un’adeguata promozione se non nei giorni del festival medesimo. I performer iscritti dovranno obbligatoriamente, se selezionati per la fase finale, partecipare ad ArezzoFestival, sezione ArezzoPoesia 2009, e non sarà loro dovuto nessun compenso per la partecipazione. I performer riceveranno l’invito al festival dopo la ricezione e la valutazione del loro materiale. Il mancato invito equivale alla non selezione.
5.In caso di necessità tecniche particolari si prega di dettagliare le stesse in una scheda da allegare al momento dell’iscrizione. Non saranno accettate performance con richieste tecniche non espresse al momento dell’iscrizione al concorso. L’organizzazione comunicherà la possibilità o meno di soddisfare le esigenze tecniche indicate.
6.L’organizzazione garantirà a tutti i selezionati per la fase finale la possibilità di uno spazio di esibizione all’interno dell’apposito corner del festival. A sua insindacabile scelta ad alcuni tra i partecipanti potranno essere offerti anche altri spazi di performance, nei locali del centro storico.
7.Per l’iscrizione è necessario inviare alla Scuola di Narrazioni «Arturo Bandini» di Nausika (p.zza Risorgimento 8, 52100 Arezzo) in formato cartaceo e elettronico (cd, dvd o floppy), pena l’esclusione, quanto segue:
-una breve nota biobibliografica contenente i propri dati anagrafici completi di contatti (numero telefonico, indirizzo mail, indirizzo postale, eventuale blog o sito web etc.);
-numero 3 copie del volume con il quale si intende partecipare al concorso, con le informazioni ad esso relative (autore, casa editrice, anno di edizione);
-una breve ma esaustiva scheda di descrizione della performance;
-eventuali video o altri materiali che consentano la valutazione preliminare della performance stessa;
-una dichiarazione liberatoria in relazione alla lettura pubblica (performance) effettuata nel corso del festival (se si è anche autori del libro) o analoga dichiarazione dell’autore del volume prescelto (in caso di volume libero da diritti la dichiarazione dovrà comunque essere prodotta dal performer che dichiara di aver verificato e di assumersi la responsabilità in tal senso);
-la propria disponibilità ad una performance di presentazione del volume prescelto nei giorni del festival (periodo 14-24 giugno 2009) e l’eventuale disponibilità ad altre performance nei locali del centro qualora l’organizzazione invitasse a farli;
-una scheda tecnica contenente tutte le indicazioni riguardo ad eventuali strumentazioni necessarie per presentare la propria opera alla giuria e al pubblico nel corso del festival;
-una dichiarazione di accettazione integrale del regolamento e delle decisioni delle giurie, nonché delle limitazioni tecniche alla presentazione che si rendessero necessarie;
-esplicita autorizzazione all’organizzazione circa l’utilizzo delle riprese audio, video o di altro tipo anche successivamente alla conclusione del festival
-una poesia inedita da inserire, a insindacabile giudizio dell’organizzazione, negli allestimenti per il festival e, in caso di realizzazione, nel volume del festival.
8.I singoli o i gruppi che si candideranno riceveranno tutte le informazioni per alloggiare in strutture convenzionate con il festival a prezzi scontati e le indicazioni per i pasti a prezzo convenzionato all’interno del festival medesimo.
9.Una giuria composta da un minimo di 5 adulti, 5 studenti e 3 gestori di locali del territorio selezionerà, esprimendo un voto, la terna dei finalisti, tra i quali la giuria finale (composta da un rappresentante della Scuola di Narrazioni «Arturo Bandini», un rappresentante individuato dall’Amministrazione Provinciale di Arezzo e un rappresentante individuato dall’Azienda Agricola Montevertine) sceglierà il vincitore assoluto. Le giurie effettueranno le proprie scelte in relazione alla presentazione offerta, valutando contenuti e forma della stessa, considerando anche la capacità di promuovere la lettura del libro presentato. I tre finalisti verranno comunicati alla stampa e riceveranno un attestato di riconoscimento che testimonierà il loro inserimento nella terna finale, oltre ad un prezioso omaggio in vino offerto da Montevertine. I volumi scelti dai finalisti prescelti (per la loro performance) saranno consigliati ai lettori della newsletter della Scuola di Narrazioni (oltre 25.000 abbonati).
10.La premiazione verrà effettuata nel corso del medesimo festival. Con il vincitore assoluto la Scuola di Narrazioni stipulerà un accordo per la realizzazione di una produzione di teatroletteratura dal volume presentato, o da un’opera successiva, a partire dalla performance presentata in occasione del Festival o a prescindere da essa (l’autore rimarrà, ovviamente, titolare dei diritti d’autore). Il vincitore riceverà inoltre un premio immediato in denaro di 1.000 euro come anticipo sui proventi della produzione (tale premio rimarrà all’autore anche in caso di mancata distribuzione della produzione, per qualsiasi motivo purché indipendente dalla volontà dell’autore medesimo). Un premio speciale, offerto dall’azienda agricola Montevertine, sarà assegnato anche alla miglior performance che utilizzerà testi poetici nei quali si parla anche di vino.
11.L’operato delle giurie è insindacabile. Con la partecipazione al concorso gli autori dichiarano di accettare tutti gli articoli del presente regolamento e, in particolare, le decisioni della giuria in fase di ammissione e in fase di decisione finale del vincitore.
Luca Pizzolitto, accompagnato dal gruppo musicale “.Nebbia”, è stato il vincitore della prima edizione del premio: la sua performance è stata selezionata tra le 55 che sono state ammesse alla fase finale. Questa edizione del concorso inizierà con la performance del vincitore dell’edizione precedente.
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