sabato 14 gennaio 2012

Beppe Costa incontri: Alessandra Celletti

La tecnica, certamente acquisita dalla Celletti si somma alla magia, alla fantasia, all’invenzione che, ogni volta trasforma e trascina allo stesso tempo, chi ha avuto anche la fortuna di ascoltarla dal vivo.
A questo si aggiunge il ‘carattere’ giocoso ma allo stesso tempo duro con se stessa, sorridente ma attenta alle ‘buche’; insomma con la consapevolezza che, chi sceglie di dedicarsi all’arte nel nostro paese, non debba aspettarsi riconoscimenti che non siano vissuti e sofferti sulla propria pelle; questo ad Alessandra (che sa) né a me importa molto.
Ciò che conta è ciò che offre a noi e a se stessa: la musica come vita e vitalità, come strumento (in questo caso il pianoforte) come parte del proprio corpo che diventa anche estensione infinita.
Si può conoscere meglio e più accuratamente leggendo il libro “Paraphernalia”, curato da Massimo Marchini, un inno alla gioia e alla personalità della Celletti, uscito contemporaneamente allo splendido cd “Sustanza di Cose Sperata”.
Tanti i suoi dischi e tanto diversi l’uno dall’altro perché, come scrivevo, l’artista non ama fermarsi a qualcosa che ‘funzioni’, bensì si cimenta e sperimenta altri modelli e stili, dedicando ampio spazio all’esecuzione di musicisti quali Philip Glass “Metamorphosis”, o Galuppi, Roedelius fino ad uno degli ultimi Gnac “The Red Pages”, dove un’atmosfera francese prende il posto di quelle inglesi e americane già presenti in altre opere.
Come lei stessa scrive vive nel suo ‘disordinato ordine’: fra fiaba e realtà dove assieme al pianoforte si trovano animali, veri e di stoffa, in una sorta di vortice di colori che prendono parte essenziale nella sua musica.
Posso affermare con pochi dubbi che ci si trovi davanti a una dei più grandi musicisti di tutti i tempi, proprio perché la strada percorsa, sebbene abbia avuto un inizio, non si prefigge la fine: un sentiero infinito verso quell’orizzonte che appare ma, mentre cerchiamo di raggiungere, si allontana sempre più e ogni composizione aggiunta sarà un albero che ne illumina e colora il percorso.
Ecco adesso quest’ultimo piccolo gioiello: “Crazy Girl Blue”.

(b.c.)

"di me, di altri, ancora"

incontro con poeti pittori musicisti attori perditempo & affini
17 febbraio - 10 giugno 2012
festeggiamo i 20 anni della libreria Pellicanolibri
Via Gattico 3, 00166 Roma (Casalotti)
per info: 0661563181


Prossimi eVenti:




24 febbraio ore 20:00

incontro con: Arnoldo Foà
in “Autobiografia di un artista burbero” (Sellerio)
brani letti da Elena Balestri

25 febbraio ore 17:30

personale di Isabella Angelini

2 marzo ore 20:00

incontro con Adele Cambria
musiche e suoni
Marco Cinque

15 marzo ore 20:00

incontro con Silvano Agosti
musiche
Dario Pierini

16 marzo ore 20:00

incontro con Liliana Arena
Marcella Testa
musiche
Nicola Alesini

30 marzo ore 20:00

incontro con Chiara Daino
Fabio Barcellandi
personale di Shikanu’
musiche per clavicembalo di Dario Pierini



CONTINUA...

lunedì 9 gennaio 2012

PREMIO INTERNAZIONALE CITTA' DI SASSARI


V Edizione Premio Letterario Internazionale
Città di Sassari
“L’Isola Dei Versi” (POESIA)
“Fabula Mundi” (NARRATIVA)
SCADENZA: 10 maggio 2012



Inserito all’interno della rassegna “OTTOBRE IN POESIA”.
Ideatore e direttore artistico: Leonardo Omar Onida.
Organizzazione: POP - Progetto OttobreinPoesia
Patrocinio e supporto: Comune di Sassari (Assessorato alle Culture)
Con il patrocinio speciale di:
Commissione Nazionale UNESCO, Presidenza della Repubblica, Ministro della Gioventù, Ministero dei Beni Culturali, Regione Sardegna, Provincia di Sassari, Comune di Tissi, Università degli Studi di Sassari, Facoltà di Lettere e Filosofia.

POESIA
Premio Letterario Internazionale Città di Sassari “L’Isola Dei Versi” (POESIA)
Sono previste due sezioni: A,B.
Si può partecipare ad entrambe, seguendo il regolamento e versando le quote di partecipazione di ciascuna sezione.

SEZIONE (A) – POESIA EDITA
Libro di poesia o prosimetro pubblicato tra gennaio 2006 e aprile 2011, in una delle seguenti lingue: Italiano, Sardo (redatto in sassarese, gallurese, logudorese, campidanese, nuorese), Inglese, Spagnolo.
Ogni autore può partecipare con una sola opera.
Si può concorrere anche con opere che hanno partecipato alle precedenti edizioni del presente concorso, purché non vincitrici di alcun premio o riconoscimento.
SPEDIZIONE - NUMERO COPIE - Inviare a mezzo raccomandata A/R 4 copie del libro e in busta chiusa i propri
dati anagrafici, indirizzo, e-mail, numero di telefono (cellulare e/o fisso) e soprattutto curriculum artistico dell’autore.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE SEZIONE (A) – Euro 20,00 (30,00€ per chi partecipa dall’estero – vedi voce
PAGAMENTO QUOTE).
I volumi entreranno a far parte dell’archivio del Progetto OttobreinPoesia. Tra le iniziative del Progetto c’è la divulgazione delle novità editoriali all’interno dei propri siti internet, in molti blog letterari e presso le Facoltà di Lettere e Filosofia delle Università di Sassari e Cagliari.
Di ogni opera vincitrice o segnalata verrà realizzata una “Scheda Artistica” che sarà presentata all’interno delle tre giornate della VI edizione del Festival Internazionale OTTOBRE IN POESIA 2012, attraverso reading, incontri, performance artistiche e teatrali all’aperto.
PREMI: 1° classificato - Euro 550,00 (- Targa o medaglia - Attestato di merito) - 2° classificato - Euro 350,00 (- Targa o medaglia - Attestato di merito).
La giuria si riserva di premiare anche altre opere ritenute particolarmente meritevoli con premi in denaro e motivazioni speciali.

PREMIO SPECIALE GIURIA SCUOLE – Verrà assegnato un premio speciale da una giuria composta dagli studenti di alcune scuole medie superiori della città, coordinati dai docenti di letteratura. Questa giuria scuole valuterà le opere dei finalisti selezionati dalla Giuria del Premio della Sezione EDITO (A) e INEDITO (B).

SEZIONE (B): “Premio BEPPE COSTA” - POESIA INEDITA (tema libero)
Ogni poeta può partecipare inviando da una a tre poesie a tema libero.
Sarà premiata una sola poesia delle due o tre inviate.
TESTI – Le poesie devono essere inedite e solo in una delle seguenti lingue: Sardo (redatti in sassarese, gallurese, logudorese, campidanese, nuorese), Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese, Arabo, Russo, Tedesco. Per opere non in italiano, l’autore, se vuole, può inviarne anche la traduzione.
Non sono ammessi testi che, alla scadenza del presente bando, siano già stati premiati ai primi 3 posti in altri concorsi.
Non sono ammessi testi che, alla scadenza del presente bando, siano stati pubblicati o recensiti anche solo su internet, su blog letterari o siti del settore.
SPEDIZIONE - COPIE – i partecipanti potranno spedire le opere in uno dei seguenti modi:
- In busta chiusa a mezzo posta un totale di 7 copie per ogni poesia, di cui 6 anonime e 1 sola copia completa dei dati anagrafici, indirizzo, e-mail, numero di telefono (cellulare e/o fisso)
- Via e-mail, all’indirizzo segreteria@ottobreinpoesia.it allegando inoltre un file riportante i dati dell’autore e il titolo delle opere partecipanti. In questo caso, la quota potrà essere versata solo attraverso bonifico bancario (vedi PAGAMENTO QUOTA DI PARTECIPAZIONE SEZIONE B). Allegare attestazione del pagamento agli elaborati.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE SEZIONE (B) – Euro 20,00 (30,00€ per chi partecipa dall’estero – vedi voce MODALITA’ PAGAMENTO QUOTE).
PREMI:
Al 1° classificato: - Euro 450,00 (- Targa o medaglia - Attestato di merito) - Al 2° classificato: - Euro 350,00 (Targa o medaglia - Attestato di merito)
Al 3° classificato: - Euro 250,00 (- Targa o medaglia - Attestato di merito) - Al 4°, 5°, 6° classificati: - Menzione D’onore e attestato di partecipazione.
Al 7°, 8°, 9°, 10° - Segnalazione e attestato di partecipazione.
Altri premi in denaro verranno consegnati da alcuni sponsor del Festival a finalisti, menzionati o
segnalati.

PROPOSTA EDITORIALE ESCLUSIVA: Ai vincitori del primo, secondo e terzo premio, se autori di altre poesie o di una silloge inedita, verrà data la possibilità di usare il loro premio in denaro come contributo alla pubblicazione di un libro in edizione speciale curato e distribuito dal POP in ambito nazionale ed internazionale.
La prefazione sarà realizzata dalla prestigiosa Giuria del Premio. L’opera verrà distribuita capillarmente e se ne potranno organizzare presentazioni in ambito nazionale. L’opera verrà realizzata se almeno 2 dei 3 vincitori sceglieranno questa opzione.

NARRATIVA
Premio Letterario Internazionale Città di Sassari “Fabula Mundi” (NARRATIVA)
Testi narrativi, senza limiti di genere.
I racconti che si intende proporre devono essere originali e inediti e avere una lunghezza massima di 15 pagine, complessivamente non superiori a 30.000 battute.
Una Commissione di preselezione sceglierà le 30 opere da affidare alla Giuria, la quale avrà il compito di designare i 6 finalisti e infine i due vincitori del concorso.
Sono ammessi al Concorso racconti originali in lingue: italiana, inglese, spagnola, scritti da uno o più autori, i cui diritti siano di piena ed esclusiva titolarità del/degli autore/i all’atto dell’invio al Concorso. L’organizzazione declina ogni responsabilità nei confronti di terzi, anche con riferimento ad eventuali ipotesi di plagio di altre opere. Ogni autore è personalmente responsabile dell’opera presentata. Non sono ammesse al Concorso:
a) Le opere di autore diverso dal/dai concorrenti. Nel caso in cui il concorrente non sia l’unico autore dell’opera inedita,
egli dovrà essere in legittimo possesso dei relativi diritti.
b) Le opere che non rispondono ai requisiti di cui al presente Bando di Concorso.
c) Le opere edite.
Ogni autore può partecipare con 1 solo racconto. Le opere devono essere consegnate in busta chiusa, obbligatoriamente
in OTTO copie cartacee anonime e inoltre anche su un FLOPPY, CD, PEN DRIVE o mandate via e-mail a segreteria@ottobreinpoesia.it , redatte in forme e stili corretti, con le pagine numerate e dattiloscritte, entro e non oltre il 5 maggio 2012, mediante plico in posta prioritaria, raccomandato o corriere.
Ogni partecipante è tenuto ad assicurarsi che il materiale pervenga alla Segreteria del Concorso. Gli organizzatori
declinano ogni responsabilità per eventuali danni, smarrimenti, furti o altri incidenti che le opere potrebbero subire. I materiali pervenuti non verranno restituiti in quanto destinati all’archivio del festival. Le opere partecipano in forma rigorosamente anonima. Il requisito dell’anonimato costituisce una garanzia per il concorrente, il cui elaborato viene esaminato dalla Commissione di preselezione e dalla Giuria in condizioni di totale parità per tutti i partecipanti. Per garantire e tutelare l’anonimato, i concorrenti devono contrassegnare le loro opere con il solo titolo, evitando ogni segno di possibile identificazione del/degli autore/i. In una busta sigillata, inserita nel plico
contenente le OTTO copie del racconto, andrà collocato il presente bando firmato per accettazione, una breve sinossi (massimo 10 righe) ed il curriculum vitae dell’autore/i riportante il titolo dell’ opera con la quale si partecipa.
Non saranno tenute in considerazione le opere sprovviste degli allegati sopra indicati.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE – 20,00 € (30,00€ per chi partecipa dall’estero –vedi voce MODALITA’ PAGAMENTO QUOTE).
PREMI: 1° classificato : Euro 500,00 - 2° classificato : Euro 350,00 - 3° classificato : Euro 150,00
La giuria si riserva di premiare anche altre opere ritenute particolarmente meritevoli con premi in denaro e/o motivazioni speciali.
Altri premi in denaro verranno consegnati da alcuni sponsor del Festival, a finalisti selezionati.
PROPOSTA EDITORIALE ESCLUSIVA: Ai vincitori del primo, secondo e terzo premio, verrà data la possibilità di usare il loro premio in denaro come contributo alla pubblicazione di un libro in edizione speciale curato e distribuito dal POP in ambito nazionale ed internazionale. La prefazione sarà realizzata dalla prestigiosa Giuria del Premio. L’opera verrà distribuita capillarmente e se ne potranno organizzare presentazioni in ambito nazionale. L’opera verrà realizzata se almeno 2 dei 3 vincitori sceglieranno questa opzione.

Generali
INDIRIZZO SPEDIZIONE – Spedire le opere concorrenti a Onida Leonardo Omar, Premio Letterario Internazionale Città di Sassari - Via E.Berlinguer, 3/a – 07040 (Tissi) o Via Einaudi, 14 – 07100 (Sassari)
Allegare attestazione del pagamento agli elaborati. Ciascun partecipante verrà avvisato dalla segreteria del Premio (via mail) dell’arrivo del suo materiale.
Specificare per iscritto come si è venuti a conoscenza del Premio Città di Sassari (internet, blog, cartaceo, locandine, passaparola, siti istituzionali, etc.)
MODALITA’ PAGAMENTO QUOTE DI PARTECIPAZIONE :
- Preferibilmente con versamento sul Conto Corrente Bancario 1000/13884 – ABI:03359 – CAB: 01600 (IBAN: IT89I0335901600100000013884) intestato all’associazione Progetto OTTOBREinPOESIA (È importante indicare la causale del versamento: Premio Letterario Internazionale Città di Sassari specificando sempre a quale/i sezione/i si
partecipa).
- Oppure assegno o vaglia intestato a Progetto OTTOBREinPOESIA.
- Oppure, se si decide per il pagamento della quota in contanti, effettuare la spedizione con una raccomandata A/R (per evitare eventuali problemi con le poste).
ISCRIZIONI DALL'ESTERO – (Dentro e fuori dalla Comunità Europea)
La quota di iscrizione è fissata in Euro 30,00 per qualunque sezione e tipologia, da inviare in contanti o tramite Bonifico
bancario indicando le seguenti Coordinate Bancarie Europee:
IBAN: IT89I0335901600100000013884 - BIC: bcititmx500 - NAME BANK: Banca Prossima - Address Bank: Via Manzoni ang. Via Verdi - MILANO
IMPORTANTE - I premi in denaro dovranno essere ritirati personalmente all'atto della premiazione. In caso contrario l’intero importo potrà essere incamerato dall’organizzazione come contributo all’edizione successiva.
I cinque vincitori saranno ospiti dell’organizzazione (vitto e alloggio) per la giornata della premiazione che si svolgerà durante il Festival (Ottobre 2012)
GIURIA DEL PREMIO – La Giuria, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile, è composta da: Giuseppe Serpillo (Università di Sassari), Luigia Polo (docente di lingua inglese), Hernán Loyola (Ex Docente di Letteratura Ispano Americana, Università di Sassari/Universidad de Santiago de Chile, maggior curatore dell'opera di Pablo Neruda nel mondo), Antonio Fiori (poeta e scrittore) Gianfranco Chironi (presidente dell’associazione culturale Verba Manent - Sassari), Antonio Strinna (poeta e scrittore), Aldo Maria Morace (Preside Facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari)
Loredana Salis (Università di Sassari), Rita Bonomo (scrittrice e blogger), Elisabetta Pinna (Docente di Filosofia e Letteratura).
Coordinamento: Leonardo Omar Onida (Ideatore e direttore artistico di “OTTOBRE IN POESIA” e del Premio Letterario Internazionale Città di Sassari).
DIRITTI D'AUTORE – Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono ai responsabili del concorso il diritto di pubblicare i loro testi (in caso di vincita o piazzamento) su eventuale Antologia del premio, sul sito internet www.ottobreinpoesia.it o riviste senza nulla pretendere come diritto d'autore per tali pubblicazioni. I diritti di proprietà sulle opere rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.
PREMIAZIONE – Si terrà a Sassari nel mese di ottobre 2012, in occasione della VI edizione della rassegna “OTTOBRE IN POESIA”. Data e luogo esatti verranno comunicati a settembre.
Si prevede di realizzare un’Antologia del premio letterario – se le risorse lo consentiranno - comprendente tutte
le opere vincitrici e una selezione delle migliori partecipanti (poesie e racconti). Prefazione, motivazioni dei premi e menzioni saranno a cura dei componenti della giuria. L’Antologia sarà presentata al Festival Internazionale OTTOBREinPOESIA 2012 e verrà diffusa in ambito internazionale e sarà presente nelle biblioteche di molte Università europee.
INFORMAZIONI – leo@ottobreinpoesia.it - segreteria@ottobreinpoesia.it – eventi@ottobreinpoesia.it – oppure 340/8456466 - 347/1346413
RISULTATI E INFO ON LINE IN TEMPO REALE - Tutti i risultati e le notizie verranno progressivamente pubblicati sul sito Web: www.ottobreinpoesia.it.
Tutti i vincitori e i menzionati riceveranno una comunicazione diretta.
INFORMATIVA – In relazione agli art. 13 e 23 del D.Lg. n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, Vi informiamo che i Vs. dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell'archivio dell'Associazione ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui in epigrafe, compresa l’eventuale pubblicazione sull’antologia del Premio. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, automaticamente accettato dai partecipanti con il semplice inoltro della/e opera/e al Premio Letterario Internazionale
Città di Sassari 2012. L’organizzazione del festival si riserva il diritto di prendere decisioni riguardanti questioni non specificate in questo regolamento e può decidere di cancellare, posticipare, ridurre o interrompere il decorso del premio o del festival senza per questo essere oggetto di reclamo o denuncia. Per ogni eventuale controversia è competente il Foro di Sassari.

mercoledì 4 gennaio 2012

"Come se la risposta fosse sotto gli occhi" Jack Hirschman e l'utilità del vivere.

Il linguaggio più semplice è il più alto di tutti, il più sincero e altruista. Perché lascia che le parole significhino senza stordire la mente con i suoni del loro corpo. Sono capaci in molti di scrivere, le parole sono di uso comune e se una penna a sfera non è negata (ma forse, nemmeno così si può pensare…) tutti possediamo i mezzi per far significare le parole. C’è un problema, però. Le parole non significano da sole e tantomeno automaticamente. Le si compone.
Jack Hirschman, il compositore di poesie con un impegno civile inaudito costatogli, di certo, molte parole che ha provveduto a scrivere ancora più in grande. Lui lascia che la vita accada, accettando da lei il tempo per viverla; al resto ci pensa lui dando modo alle azioni di accadere dentro la sua mente e non all'esterno del corpo.
Jack non ha nulla da dimostrare, che senso ha avere un abbigliamento impeccabile quando in certe parti del mondo l’acqua è negata, suonano da presa in giro all’intelligenza quelle unghie laccate quando da qualche altra parte i bambini si sparano addosso.
Non è da tutti capire e addirittura c’è chi non capisce affatto, questa questione è vecchia come il mondo, ma forse possiamo capire, se non per intelligenza, per paragoni. E nelle parole di Jack se ne trovano a secchiate.
È segno d’umiltà accorgersi di dare importanza a cose sbagliate o credute importanti; come cominciare, quindi, a capirci qualcosa in un mondo considerato tale solo nei giorni festivi? Usiamo il dolore, lasciamo che ci prenda, se deve accadere… bene, accada, poi la vita si dimostrerà per quello che davvero è: una pagina bianca in cui tutti dobbiamo scriverci sopra il nostro nome e, facendo attenzione alla calligrafia degli altri, accorgerci se stiamo solo rovinando lo spazio con scarabocchi insensati, o se invece scriviamo possibili soluzioni ai grovigli dell’esistenza.
Sono poche le cose che risultano essere più urgenti e vere dell’emotività dell’uomo, solo le conseguenze derivanti dal non rispettare questa “legge”; Jack questo lo sa benissimo e scrive:


“Posso creare qualunque cosa
quando mi immergo
in questo atto solitario

e con “creare” intendo
che posso restar seduto e lasciare
che qualunque cosa si sollevi si alzi e

cada dalle mie dita
alla pagina. Non si tratta di un trucco,
né si tratta di una disciplina. (…)”

estratto da “Questo atto solitario”
-Volevo che voi lo sapeste- Multimedia Edizioni

Non è necessario saper creare qualunque cosa, forse però, sarebbe necessario essere capaci di stare seduti e lasciare che il cervello abbia il sopravvento su inculcamenti vari ed eventuali, tenendoci ben stretta la forza della nostra individuale emotività.
Noi esseri umani siamo come le parole, non significhiamo da soli e automaticamente; ma significhiamo e funzioniamo molto bene se composti da noi stessi. Non ci è stato richiesto qualcosa che non abbiamo. Ora è necessario saper essere uomini.

Stefania Battistella

Un giorno

Un giorno smetterò di scrivere e dipingerò soltanto
smetterò di dipingere e canterò soltanto
smetterò di cantare e me ne starò seduto soltanto
smetterò di stare seduto e respirerò soltanto
smetterò di respirare e morirò soltanto
smetterò di morire e amerò soltanto
smetterò di amare e scriverò soltanto.

(1999)




Solstizio d’inverno
per Sandro Spinazzi

Entrai nella Banca
del Solstizio d’Inverno
e gridai Buon Compleanno,
Joseph Stalin.

Questa è una rapina.
Tutti a terra.
Oggi mi interessano
i guadagni, non la gente.

Era ora che cominciassimo a rapinare le banche.
Ci tengono tutti per le palle.
Spero che voi lì per terra ascoltiate.
Questa è la Rivoluzione.

(1999)




Qualcosa di fondamentale
per la sezione 87 dell’AFL-CIO

Qualcosa di fondamentale come la notte
in cui chi dorme è inconsapevole che i suoi incubi
vengono spazzati via così che i suoi sogni possono
indossare i loro abiti migliori,

in cui la polvere degli affari di ieri
viene ripulita dai quattro angoli dell’ufficio
e le macchine dormono con un occhio aperto.

Qualcosa di fondamentale come i giganteschi
baffi della scopa che spazzano
i marciapiedi dell’infanzia, le aule
e le biblioteche di modo che anche i vecchi libri si sentono
nuovi di zecca.

Qualcuno di fondamentale come un fusibile
nella cantina di un palazzo in cui è saltata l’elettricità,
uno che si assicura che l’acqua viene fuori dai rubinetti,
che mantiene il necessario ordine delle cose al massimo
livello di discreta invisibilità, come la semplicità stessa,
è spesso l’immigrato indigeno alla radice


di ciò che fa andare avanti tutta la baracca:
il custode umano, che non deve essere tagliato
come un libro buttato via dai folli tagliatori che colpiscono alle spalle
della gente, quel lui o lei che è il vero
capo dello stato delle cose
ancora forse umane.

(1996)


Link:

domenica 25 dicembre 2011

Altri poeti: "Acqua privata? No Grazie!" antologia in versi a cura di Marco Cinque

In questa antologia sono intervenuti autori come Fabio Barcellandi, Stefania Battistella, Alessandra Bava, Ferruccio Brugnaro, Giancarlo Cavallo, Marco Cinque, Beppe Costa, Javier Heraud, Jack Hirschman, Gabriel Impaglione, Maria Jatosti, Ivo Machado, Dario Santoro, John Claude Smith, Alessandro Spinazzi, Zingonia Zingone.

Intervallano le poesie scatti fotografici di Corrado Corradini, Marco Cinque, Geoff Ward, Bruna Di Pietrantonio, Giampaolo Santi, Antonio Ruiz.

I diritti d’autore sono destinati alla causa di Fernando Eros Caro, nativo d’America di ascendenza Yaqui, rinchiuso da quasi 30 anni nel braccio della morte californiano si San Quentin.





Lascio ora la parola ad alcuni dei poeti sopra citati:

Ferruccio Brugnaro

Rifiuto delle privatizzazioni

Non toccate l’acqua
non toccate
la sua luce.
Non vi basta
ciò che già
vi siete presi
con violenza.
Non vi soddisfano ancora
gli sfregi
mostruosi
brutali
inferti alla terra.
I popoli sono stanchi
delle vostre scorrerie
delle vostre barbarie
delle vostre infamie.
Tenete lontane le vostre
sozze mani
le infinite menzogne
dalle sorgenti
dai fiumi.
La notte è lunga e profonda
non si vede giorno.
Grande è
il vostro sporco insaziabile
egoismo
la vostra farneticante
volontà di dominio
di terrore.
La nostra sete d’amore
può esplodere
da un momento
all’altro.
Non mettete piede là
dove sgorga vita
non toccate le fonti
del sogno

Ott. 2010


Beppe Costa

Senza titolo

Privatizzate il mio corpo
fatto d’acqua
privatizzateci ancora
svendendoci per miseri rendiconti
d’una vita che non basta
non vi basta
al solito i soliti noti
vorrebbero toglierci dalla nostra viva carne
anche l’acqua
presto fors’anche l’aria

Così, come sono soliti
nei loro raduni intelligenti
come fossero eterni
tanti tropo assassini
guidano i passi dell’intero universo
come casa, come seconda casa
non ci bastasse il cielo

Così di stenti e d’acqua si muore
con quell’acqua che sembra proprio tanta
affogata a volte nel petrolio
tal altre del piscio dei bagnanti festosi
e incontenibili

Siamo fatti d’acqua eppure
abbiamo sete di così grande potere
perché non ci basti il cielo
perché non ci si compri il mare
perché non so più rispondere
a questi stupidi perché.


Gabriel Impaglione

Tutto

La nomino col tuo nome e nel nome tuo
mi consacro alla sua luce

Come potrei schiacciarla
con stivali per assassinare
con ruote d’ossido e vomito d’olio
di macchina da sterminio?

L’alzo nel palmo della mia mano l’offro
al figlio al compagno

Come potrei affondare nella sua spalla
il filo velenoso dello scolo
aprirle il cuore con un pugnale d’acido?

Posso vedere ancora l’ora costellata,
passare dalla mano della donna che amo
sotto l’arco trionfale del mattino,
portare alla sua bocca la mia bocca mentre
il mare lavora nella sua continua sinfonia

Come lapidare il cristallo dove lei annida
rompere la sua primavera
la sua migrazione di canto?

Lei balla nella finestra nuda e pura
pianoforte di metafore nella mezzanotte

Come circondarla di trappole, incarcerarla
mettere prezzo alla sua testa?

di mano in mano la vidi piena di vita
offrirsi generosa, celebrare la marcia.

Come attizzare la sete per consegnarla
prigioniera di guerra
merce?


John Claude Smith

Il Paradiso degli Scarafaggi

acqua, acqua ovunque
acqua, acqua ovunque?

a largo della costa di New Orleans
uomini di affari e speculatori
bevono martini e petrolio
vivono alla giornata per un portafoglio rigonfio
e non per i ricordi sporchi dei loro pronipoti
o le grida soffocate di gabbiano morenti su spiagge
annerite
perché il genere umano è degenere
mentre predatori di petrolieri e fornitori di gas sulla
costa ovest
corrompono le falde acquifere con un processo detto
“fracking”
& isoledi bottiglie di plastica scolpita, intasando
correnti a cinquanta miglia dall’indistinto Golden
Gate,
& la disastrosa decostruzione nucleare
ricostruisce l’aggrottato fronte marino giapponese
in un decadente sorriso sdentato,
la tetta rigonfia di Madre Natura sputa macchie
d’inchiostro per nutrirci
& la lenta morte è la nostra ricompensa
perché il genere umano è degenere
conscio dei crimini a portata di mano,
punte dell’iceberg del cappello da somaro
coronato di stupidità ed avidità che divora l’animo
che si annida sottecchi in un angolo
masturbandosi, lubrificandosi con il nostro sangue
alla ruota dell’ignoranza, con la negligenza a cavallo
di un fucile
& la tutela ambientale e i fugaci istinti di
sopravvivenza
che si agitano nello specchietto retrovisore
mentre la nostra meta finale si fa più distinta
il sole tramonta nell’anima vuota di un oceano morto,
ci attende una vacanza perenne, l’Estinzione decretata
perché il genere umano è degenere
& l’acqua che è il nostro sangue vitale
è la discarica della nostra follia imperante:
vita della razza dominante su questo pianeta
innalzo il bicchiere agli scarafaggi
per brindare alloro imminente dominio
sulla polvere & al futuro di morte
del genere umano tutto d’un fiato

acqua, acqua ovunque?
niente più acqua
sparisce
sparisce
è andata


Libro ordinabile al seguente link: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=655904

mercoledì 30 novembre 2011

“Into the wild world, quelli che cercano” al Teatro dell’Angelo, Roma

Lo chiedevamo, in molti, dopo aver visto, alcuni più volte "Into The Wild World" che l’aspettavamo in teatro, uno spazio naturale più d’una biblioteca o una tenda (con luce che si assenta) durante l’estate romana all’isola Tiberina, e così accade fra pochi giorni: domenica 4 dicembre al Teatro dell’Angelo a Roma.Riporto un breve articolo scritto dopo aver visto la prima volta (ce n’è stata una seconda) lo spettacolo alla Biblioteca Cornelia di Roma.

Ognuno di noi, ma naturalmente coloro che qualche domanda ancora se la pongono, sogna di viaggiare.
In mancanza di mezzi, ma anche possedendoli, quello più idoneo che da secoli si tramanda è il libro, seguito, ma non sempre, dagli inizi del novecento dal film.
È appunto, partendo dai libri e dall'Odissea di Omero che Riccardo Mei (complice Roberto Pardini) compone il suo e nostro viaggio, in uno spettacolo che definire multimediale (oggi, almeno, abituati a definire multimediale quattro immagini insignificanti che scorrono su un telo) è limitativo.
Qui, ben altro!
Per chi poi ha buona memoria, legge e ricorda la bellezza degli anni '60, ricchi di entusiasmi, di invenzioni musicali, di film, di “rivoluzioni” e mutamenti della società, non poteva non commuoversi, battendo le mani a tempo e cantando perfino alle note e parole di Cat Stevens, (facile, per Riccardo Mei, interpretarle) altro elemento fondante dello spettacolo - anche questo termine è limitativo.

All'inizio fu il mare e il vento e qui Sergio Vecia con un filmato eccellente che si sviluppa per tutta la durata, contribuisce non poco alla narrazione di "Into The Wild World": terrà conto delle musiche, delle parole e spiegazioni dell'autore/attore/cantante Riccardo Mei.
Quegli scenari immaginati e/o immaginari che spesso stanno nella nostra mente, quelle lune che seguono un percorso inammissibile eppure così presente in letteratura oltreché nei nostri sogni, prendono vita e riempiono il nostro sguardo col contributo dei musicisti, primo fra tutti nel dirigerli, Roberto Pardini alla chitarra, il figlio Igor con ukulele e chitarra, la giovanissima ma assolutamente notevole (i suoi contributi con l'archetto sono esemplari) contrabbassista Joy Grifoni e Aurelio Rizzuti alla batteria e percussioni.
La musica, le immagini, le canzoni gli interventi al flauto, all'armonica di Riccardo Mei, appassionato narratore del viaggio non sono facilmente narrabili; fors'anche per me ancora più difficile, tanta la commozione che ha preso tutto il mio corpo (non solo lo spirito) per quanto accennato prima.
Se si considera che siamo poi, finalmente, in un bellissimo teatro come il Teatro Dell’Angelo di Roma, dove tutto avviene dal vivo, senza trucchi, certamente si riconoscerà, nella perfetta sincronizzazione di tutti gli elementi, la vera e grande riuscita di quello che più che spettacolo è, appunto, un viaggio, un film, un concerto, dove tutto si amalgama.

Dentro e intorno all'uomo è questa avventura che i sei protagonisti, ciascuno col proprio compito, narrano e non è altro che la ricerca di ciò che ogni giorno vorremmo fare, vorremmo essere, vorremmo comunicare agli altri.
Quegli altri che a volte ci appaiono diversi, (ma siamo sempre noi, noi stessi?) che vediamo correre, affannarsi verso tutto ciò che è esteriore e (dati i risultati raggiunti in questi anni bui) inutile. Sembra che venga coperto da una nube nera ogni passione verso il bello: avvenimenti che accadono nel nostro paese (e non solo) sembrano disinteressare completamente l’interiorità dell’essere umano che, da qualche parte, deve pur esserci, ben nascosta, ma c’è.
Il lungo applauso e la sosta di ore dopo "Into The Wild World" sono stati la dimostrazione che nessuno dei presenti aveva voglia di andarsene.
Un desiderio di comunicare con chi aveva sviscerato in poco più di 90 minuti ciò che da sempre, noi e con noi, ritengo ogni essere decentemente umano, desidera sapere, conoscere ma, soprattutto, vivere.

Una speranza e un augurio affinché "Into The Wild World" possano vederlo soprattutto i ragazzi, cui molte vicende, film, canzoni, notizie, storia vengono nascoste. Una “censura” che neppure negli anni più bui del fascismo riusciva coprire in maniera così totale.

E se il Teatro Dell’Angelo di Roma porta il pubblico ad uscir di casa e rinunciare allo stupidario televisivo, certamente lodevole

Beppe Costa
(foto Marco Pasqua)

Ricordiamoci quindi:

domenica 4 dicembre 2011
“INTO THE WILD WORLD, quelli che cercano”
ore 21:00 Teatro Dell’Angelo (Roma)


mercoledì 23 novembre 2011

"Acqua privata? No Grazie!" antologia in versi a cura di Marco Cinque

Non è propriamente un “best seller” o “evergreen”, ma purtroppo questo è un argomento che tiene banco anche quando non viene menzionato direttamente:

“Acqua privata? No grazie!”

Questo, dunque, il titolo dell’antologia a cura di Marco Cinque, che raccoglie poesie e fotografie di autori nazionali e internazionali, contro la privatizzazione dell’acqua e in difesa di un bene primario; una specie di dialogo usando linguaggi artistici, un confronto, quasi a voler sbattere sotto gli occhi del lettore quelle verità che tutti sappiamo, ma evitiamo, con molta maestria, di affrontare. È stato chiesto agli autori che hanno aderito all’antologia, di mettere insieme poesie e scatti che facciano riflettere sul tema, che richiama il titolo, “acqua privata”.

Il risultato è stato senza dubbio sconvolgente, sicuramente perché a causa della diversa sensibilità di ogni artista, i partecipanti hanno deposto la propria tessera (ahimè, tagliente…) così da far diventare questo mosaico sempre più nitido anche se muto, agli occhi di chi riesce a guardare senza distogliere lo sguardo; non da ultimo, però, perché l’acqua è davvero una necessità e non può assolutamente diventare privata, sarebbe un disordine di priorità troppo esagerato da sopportare.

In questa antologia sono intervenuti autori come Fabio Barcellandi, Stefania Battistella, Alessandra Bava, Ferruccio Brugnaro, Giancarlo Cavallo, Marco Cinque, Beppe Costa, Javier Heraud, Jack Hirschman, Gabriel Impaglione, Maria Jatosti, Ivo Machado, Dario Santoro, John Claude Smith, Alessandro Spinazzi, Zingonia Zingone.

Intervallano le poesie scatti fotografici di Corrado Corradini, Marco Cinque, Geoff Ward, Bruna Di Pietrantonio, Giampaolo Santi, Antonio Ruiz.

Lascio ora la parola ad alcuni dei poeti sopra citati:

Stefania Battistella

FABIO BARCELLANDI

Come acqua III

l’odio non ha odore
eppure io lo respiro
il sangue che gronda
e mi toglie il fiato

l’odio non ha colore
eppure io lo vedo
il sangue che gronda
e mi priva della vista

l’odio non fa rumore
eppure io lo sento
il sangue che gronda
e mi sento sordo

l’odio non ha sapore
eppure io lo assaporo
il sangue che gronda
e mi affama

l’odio non ha forma
eppure io lo percepisco
il sangue che gronda
e fa di me una salma

l’odio
come acqua
è inodore
è incolore
è indifferente
è insapore
è informe
è

vita finché nel suo alveo
corre
altrimenti
è morte
se fuori da te
scorre


ALESSANDRA BAVA

Sete

Di chi è l’acqua
che zampilla dalla
fontana sulla
piazzetta romana?

È nostra.
È tua. È mia, ma non la loro.

Di chi è l’acqua
che sgorga dai
rubinetti di
questa casa?

È tua.
È mia. È nostra, ma non la loro.

Di chi è l’acqua
che scivola lenta
da questi occhi
stanchi?

È mia.
È tua. È nostra, ma non la loro.

Ho sete.

Ma, come te
e al contrario di loro,
non di denaro.

Ho sete.

Di un mondo migliore
dove nessuno si arroghi
il diritto di possedere
l’acqua altrui.

Ho sete.

Pertanto,
fareste bene ad ascoltarmi.
Questa acqua è la nostra acqua.
Giù le mani!


MARCO CINQUE

Il prezzo dell’acqua

acqua
molto più
ancor prima di prima
un diritto ancestrale infangato

acqua
di popoli ultimi
ultimi in tutto meno
che nell’essere ancora umani

acqua
di vampiri planetari assetati
che privatizzano la sete altrui
dai loro vertici, dai telegiornali
dalle loro limousine che
sbandano passando sui corpi
dei loro stessi figli quotato in borsa

e sanciscono il possesso dei bisogni
brevettando diritti primari
dal cuore ribelle di città blindate

e mettono un’etichetta, un prezzo
su tutto, e toccherà pure all’aria
se non possiamo bere non potremo
respirare senza il loro consenso

acqua
è una quota insostenibile
debito malefico della stupidità
di moderni Sansone che stavolta
hanno colonne liquide tra le mani

sarà il supremo supplizio
di ogni forma di sacra esistenza
una pena di morte inflitta alla ragione
condanna globale sul patibolo dei profitti

e sarai bendata, acqua
davanti a plotoni d’esecuzione
di governi corrotti e corruttori

loro ti vogliono uccidere
e ucciderci, lo dobbiamo impedire
in ogni modo, costi pure quel poco
di sensato che resta di noi

non possiamo venderti
non possiamo comprarti
sei il sangue limpido di nostra madre
il seme celeste di nostro padre

acqua, che ti vorrei libera
persino dal bicchiere, qui
sulle mie labbra che ormai
faticano persino a pronunciarti

acqua.


GIANCARLO CAVALLO

Angelo Srl

Ruberai la mia sete
e le mie labbra
e con le mie lacrime
adornerai la tua gola
conoscerai le segrete
vie dell’acqua
nel tuo volo notturno
tra terrore e fango
ti nutrirai del sangue
del monte dei pegni
nei tuoi occhi magnetici
trappole e trucchi magici
per circuire gli stupidi
ammirerai le tue
ali abbaglianti riflesse
nei palazzi di vetro delle Borse
mentre i profitti volano

Ma tu vorrai di più:
l’aria che respiriamo
il sole che ci scalda
i sospiri degli innamorati
le molteplici caleidoscopiche
facce della paura

Miseramente precipiterai
nello strapiombo del tuo
stesso abisso
quando milioni di voci
all’unisono pronunceranno
la formula magica
vade retro, vade retro Satana!

Berlino-Salerno, 15-10.09.2010


JACK HIRSCHMAN

Oil Water

Acqua oleosa, un torrente d’oro
che ha ucciso lavoratori, animali.
Attraversa la frontiera. Scava un Buco.
Arizona, perché hai così freddo?

Lacrime negli occhi della gente di Detroit:
l’unica acqua non privatizzata.
Cittadino di Motown Louis Joe:
è tutto al contrario, non lo sapevi?

In 35mila ne sono deprivati, si
rifiutano di mandare le loro figlie
a prostituirsi per due penny, ed urlano:
Auqca, Auqca al contrario

Gridano: Acqua! L’acqua un giorno
affonderà questo sistema nauseante sistema di bocche
menzognere riempite di denaro, le nostre pinze
entreranno nei loro musi, strapperanno tutti

i denti marci dalle loro bocche,
poi le sistemeranno su tubi
dove il torrente di quella brodaglia di
profitti sarà infine tappato,

e i ladri delle compagnie, i saccheggiatori
assoluti di ciò che è decente nella vita
gozzoviglieranno fino ad annegare,
e tutti a Detroit, New Orleans

e anche a Cleveland alzerannoi calici
pieni di semplice acca-due-o, e brinderanno
e canteranno, poiché nessun lavello o vasca
ne sarà sprovvista, La Canzone dell’Acqua:

Agua! Acqua! Eau! Wasser! Voda!
Hallelujah, la Natura è di nuovo naturale!


Per acquisti:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=655904

martedì 22 novembre 2011

Beppe Costa incontri: "Dettagli Materici" di Fabio Mariani

In un periodo in cui da più parti si tenta di mostrarci ciò che non c'è, trasformando, trasfigurando, abbellendo persino questa realtà virtuale, tentando con queste modifiche di farla apparire a tutti i costi reale, così da farla imitare fianco dagli artisti che, perciò, hanno smesso di contestarla, appare inusuale presentare un pittore come Fabio Mariani.

La sua conoscenza di quelle tecniche pittoriche antiche (e perciò faticose) olio, acrilico, tempera, collage, dell'uso del colore e del colore stesso applicato non alla luminosità, ma piuttosto alla luce, rappresentano una diversità di indubbio rilievo, persino geniale se applicato a quella realtà, troppo spesso mascherata o nascosta, ma scomoda e perciò dirompente. Se il compito dell'artista è quello di metterci in guardia perché vede oltre, Mariani lo fa con la conoscenza e la consapevolezza di ciò che è stato, del disastro provocato dall'essere umano, rappresentando quindi nell'opera compiuta ciò che vede.



L'Autore ha acquisito, attraverso la passione e l'amore per artisti che vanno da Magritte, Dalì, Caravaggio, Romano (per citare alcuni così diversi fra loro ma di ciascuno apprezzandone le tecniche e le idee), una maestria e un uso del colore di notevole livello, che maggiormente si estrinseca quando agisce su quei temi che più lo colpiscono: il degrado dell'uomo visibile attraverso la sofferenza delle guerre, della fame e delle lotte disperate per la sopravvivenza.

Alcune opere presentano quella parte di tenero dolore che è spiegabile soltanto sapendo che Mariani ama la musica suonando anche uno strumento e, pur non mostrando spartiti, almeno per ora, c'è la presenza di tutto ciò che un artista coglie nelle altre arti, dalla musica, al teatro, al cinema, fino alla danza.

Fabio Mariani quindi, non corteggiando facili tendenze, percorre un cammino seppure antico sempre moderno che è quello appunto percorso dai grandi del passato che rimangono a mostrarci ciò che c'è, in apparenza tanto diverso ma sempre tanto simile, anche dopo centinaia d'anni: l'Arte come unico senso della vita.

beppe costa


Partecipa a varie mostre collettive e personali in diversi luoghi della penisola, vinto svariati premi, da qualche anno espone anche all’estero:

Theatre Du Vesinet di Parigi;

Fukuoka – Giappone.

Nel 2012 sono programmati eventi in Germania e Cina. Ha realizzato scenografie per spettacoli teatrali e copertine per editori. Si esprime anche con incisioni, ha fatto ritratti a rilevanti personalità della cultura come Silvano Agosti, Arnoldo Foà e Beppe Costa. Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private.

Dopo aver esposto, nel 2011, al Theatre Du Vesinet di Parigi, alla Casa di Dante a Firenze, Teatro dei Dioscuri del Quirinale a Roma infine alla Fondazione La Masa Bevilacqua di Venezia, l’artista torna ad esporre alla Libreria Pellicanolibri di Casalotti:

“Scegliere la libreria come “spazio espositivo”, è stato come tornare a casa, o meglio, restare a casa”. Ascoltando Fabio Mariani si capisce che sente la libreria come un prolungamento del suo studio, uno spazio talmente famigliare e conosciuto da essere un tutt’uno con i suoi luoghi più affezionati e cari. D’altro canto, per la libreria Pellicanolibri, è stato e sarà un privilegio accettare e rivedere nei suoi corridoi le opere di Fabio, dopo che lo stesso artista li ha percorsi per chissà quante volte, bambino prima, adulto poi; quegli stessi libri che lo hanno visto crescere, ora vedono crescere e svilupparsi il suo genio artistico, le sue tele. L’autore riporterà un po’ di sé alla libreria, testimoniando così la sua crescita: il confronto con Fabio Mariani,l’artista attuale, con i luoghi in cui c’è stato Fabio Mariani, l’artista in primordiale crescita.

Ci diamo quindi appuntamento:

venerdì 16 dicembre 2011 alle ore 18:00

presso la libreria Pellicanolibri

Via Gattico 3, 00166 Roma -Casalotti-

s.b.


Contatti:

https://www.facebook.com/fabio.mariani2

http://www.materiasutela.net/