martedì 20 novembre 2018

Premio Nazionale di Poesia “Masio Lauretti” - IV Edizione Associazione. Sfera

Il concorso è gratuito. Non è richiesta alcuna quota di iscrizione.

L’Associazione Culturale Sfera in collaborazione con l’Ordine dei Medici di Latina

 bandisce
Il Premio Nazionale di Poesia “Masio Lauretti”
Medico Chirurgo (1951- 2001)

Quarta Edizione
aperto agli alunni delle Scuole Medie e Superiori


per promuovere tra i giovani la creatività, la fantasia, l'immaginazione che posseggono prima che diventino definitivamente adulti, affinché non perdano la capacità di leggere, di capire ciò che si legge e di scrivere in modo adeguato.
In un mondo che volge sempre più alla violenza è fondamentale ricordare le bellezze della vita come la poesia che, oltre a sviluppare l’espressività, aiuta a conoscere la parte buona presente in ogni  essere umano.Come per le precedenti edizioni verrà richiesto il patrocinio delle Istituzioni.

Il Premio si articola in due Sezioni:
A)     Sezione riservata agli alunni delle Scuole Medie.
Si concorre con un massimo di tre poesie in lingua italiana.
B)      Sezione riservata agli alunni delle Scuole Superiori.
Si concorre con un massimo di tre poesie in lingua italiana.
 continua a leggere cliccando QUI

PER CONTATTI E INFORMAZIONI: masiolauretti.premio@gmail.co













giovedì 15 novembre 2018

Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio - V Edizione

Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio

Quinta edizione


L’associazione La Corte dei Poeti, in collaborazione con Cooperativa Sociale Società Dolce, associazione Giuseppe Acerbi e Gilgamesh Edizioni, bandisce la quinta edizione del Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio (2019). Il Premio gode del patrocinio degli enti pubblici mantovani.
REGOLAMENTO
Il Premio si articola in due sezioni:
Sezione Vita di scienza e d’arte, aperta a tutti (purché maggiorenni). Si concorre con un massimo di 3 componimenti a tema libero in lingua italiana.
Per questa sezione è richiesto un contributo di iscrizione di 10 euro da versare con bonifico intestato ad Associazione di promozione sociale La Corte dei Poeti – BANCA POPOLARE DI SONDRIO – MANTOVA AG. 1 – Codice IBAN IT 86 I 05696 11501 000004416X14 – riportando nella causale la dizione “Contributo partecipazione Premio Terra di Virgilio – erogazione liberale”.
La ricevuta del versamento dovrà essere allegata all’email contenente le poesie in concorso.
Sezione L’ozio degli attivi, riservata a persone ospitate in strutture protette. Si concorre con un massimo di 3 componimenti a tema libero in lingua italiana.
La poesia dei luoghi difesi e tutelati, altrimenti definita “poesia dell’anima”, completa il quadro voluto dagli organizzatori dando spazio all’espressione lirica di persone che praticano la scrittura come elemento di riscatto, di autocura e di reinserimento sociale.
Per i concorrenti della sezione L’ozio degli attivi la partecipazione è gratuita.
COME PARTECIPARE
Le poesie dovranno essere inviate in formato elettronico, in un unico file al seguente indirizzo email:
premio@poesiaterradivirgilio.it
scrivendo nell’oggetto: Premio Terra di Virgilio sezione Vita di scienza e d’arte oppure Premio Terra di Virgilio sezione L’ozio degli attivi.
I componimenti dovranno essere rigorosamente inediti (non pubblicati da case editrici) e non dovranno superare le 24 righe/versi.
I concorrenti della sezione Vita di scienza e d’arte dovranno riportare nel corpo del medesimo file contenente le poesie in concorso, un curriculum bio-biobibliografico di massimo 360 battute spazi compresi e i propri dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, indirizzo email).
I partecipanti alla sezione L’ozio degli attivi dovranno riportare, sempre nel corpo del medesimo file contenente le poesie in concorso, i propri dati in conformità a norme e regolamenti adottati dalle strutture ospitanti.
Sarà cura delle segreteria trasmettere alle giurie i componimenti in forma anonima per una valutazione assolutamente imparziale.
Verranno escluse le opere che non rispetteranno i requisiti indicati.
SCADENZA
L’invio delle opere potrà essere effettuato entro e non oltre il 10 febbraio 2019.
GIURIE
Sezione Vita di scienza e d’arte:
Beppe Costa – poeta ed editore – Presidente
Stefano Iori – poeta, scrittore, giornalista professionista
Rosa Pierno – poetessa e critica della poesia
Maurizio Rizzini – membro della giuria scientifica del Premio Giuseppe Acerbi
Sergio Sichenze – poeta, studioso della poesia
Sezione L’ozio degli attivi:
Carla Villagrossi – formatrice, counselor, esperta di arti terapie – Presidente
Antonella Fretta – insegnante, promotrice letteraria
Marco Molinari – dirigente socio-sanitario, poeta
Giovanni Nolfe – psichiatra e psicoterapeuta, poeta
Lucia Papaleo – assistente sociale, critica della poesia
PREMIAZIONE E PUBBLICAZIONE ANTOLOGIA DEL PREMIO
La premiazione si svolgerà a Mantova nel mese di maggio 2019 nell’ambito della quinta edizione di Mantova Poesia – Festival Internazionale Virgilio.
Vincitori, segnalati e coloro che saranno eventualmente meritevoli di menzione speciale riceveranno per tempo avviso personalizzato via email contenente la data esatta e il luogo della cerimonia.
I testi dei vincitori, dei segnalati e di coloro che ricevessero riconoscimenti speciali verranno inclusi in un volume edito da Gilgamesh Edizioni (Antologia – Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio – V edizione) che provvederà alla regolare distribuzione editoriale (il libro sarà dotato di codice ISBN). La raccolta poetica, suddivisa nelle due distinte sezioni, sarà corredata da riflessioni critiche. Il volume verrà promosso sul sito www.poesiaterradivirgilio.it e sulla pagina Facebook – Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio, sarà inoltre inviato a quotidiani, riviste, critici, biblioteche e siti Web tematici.
PREMI
Il primo classificato di ciascuna delle due sezioni riceverà un trofeo artistico personalizzato, un diploma di merito e una copia dell’antologia.
Secondi e terzi classificati di ciascuna delle due sezioni riceveranno una targa personalizzata, un diploma di merito e una copia dell’antologia.
Gli autori selezionati o menzionati di ciascuna delle due sezioni riceveranno un diploma di merito e una copia dell’antologia.
Vincitori, menzionati e selezionati di ciascuna delle due sezioni saranno invitati a partecipare, alla cerimonia di premiazione durante la quale potranno leggere i componimenti premiati o segnalati nonché ritirare volumi e premi personalmente. È possibile designare un delegato il cui nome deve essere indicato tramite email, sempre all’indirizzo premio@poesiaterradivirgilio.it.
PRIVACY
I dati personali dei concorrenti saranno tutelati a norma della legge 675/96 sulla privacy e successive modifiche – D.L. 196/2003. Gli organizzatori non assumono alcuna responsabilità per eventuali plagi, dati non veritieri o qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dagli autori. I diritti delle opere pubblicate rimarranno agli autori. La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento e il consenso al trattamento dei dati forniti.



Tutte le notizie relative alle passate edizioni (2015 – 2016 – 2017 – 2018)
sono pubblicate alla pagina PREMIO–ARCHIVIO


PER CONTATTI E INFORMAZIONI

Segreteria Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio: segreteria@poesiaterradivirgilio.it

LA CORTE DEI POETI – ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
Sede legale: Via C. Roda n. 87 – 46010 Montanara di Curtatone (MN)
(Si prega di non inviare lettere all’indirizzo sopra riportato
poiché trattasi unicamente della sede legale dell’Associazione)

mercoledì 22 agosto 2018

Nei luoghi di sofferenze e speranze: l’ospedale civile di Sassari

Un male non lieve mi ha portato a conoscere un altro aspetto della città di Sassari: dove le speranze sono in bilico.
Si parla male di tutto – anche di ciò che non esiste e, quindi, vorrei per una volta abbandonare l’aspetto dell’arte sarda, ma pur sempre del cuore sardo: grande più delle coste e delle colline.
Si tratta dell’ospedale civile SS Annunziata di questa città. Reparto dove sto è la cardiochirurgia, definito dal Ministero della salute dell’eccellenza. E lo è però per altri aspetti: la confidenza, la collaborazione fra medici e infermieri. mai vista nella mia lunga esperienza di danni al corpo. Questo fa sì che il paziente è il primo ad avvantaggiarsene. Visto e verificato personalmente medici che si confrontano con le infermiere, si danno del tu quasi sempre. Il primario che attraversa le stanze di noi ‘ospiti’ non si muove come se sfilasse da Dior. I medici poi, curandoti, ti chiedono se senti dolore e avvisano i momenti che ti faranno più male, sempre con l’infermiere maschio o donna che sia, consultandosi, chiedendo come dicevo consiglio.
Margherita – che canta da contralto canzoni intelligenti, Daniela dal gran sorriso, Elisa sorniona, severa ma…, ma, anche gli infermieri che di solito sono più nevrotici qui li ho trovati, come Vittorio e Walter, con i loro sorrisi e incoraggiamenti. Quindi Lisa – che ti ricorda che ‘la vita è bella’ e poi Gavina, che ti vuole bello e sbarbato quindi Elisa che ti sprona, quasi rimproverandoti perché crede che tu ce la faccia e Luisa, Teresa, Caterina, Carmen e altre di cui non ricordo i nomi. Ma tutte poi ti vogliono sorridente e ben messo. Altrove litigavano per i turni ferie soldi, le grandi città sono anche questo: diventano numeri sull’asfalto.
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martedì 5 giugno 2018

Fabrizio Arrighi su: La fiamma del cuore di Franca Palmieri

ISBN 978-88-9961-514-7, pag 104, € 13.00, ill.
Franca Palmieri, La fiamma del cuore, 
Associazione Pellicano, settembre 2016

Questa storia, è una fiaba antica e sempre attuale, rivolta a un pubblico, come afferma l'autrice, tra gli otto e i dodici anni. Io aggiungo che pure gli adulti dovrebbero leggerla.
La storia narra di una Principessa fanciulla, che abita da sola in un castello circondato da un meraviglioso bosco di cedri. È una principessa triste e malata nell'animo. Inizia, aiutata da una fata amica, un viaggio avventuroso alla ricerca dell'albero dei frutti nella grotta. Dovrà muoversi con molta circospezione, perché nel periglioso viaggio, incontrerà strani personaggi, camuffati sotto le mentite spoglie della fata ostile. 
Viandanti, cantastorie, giullari,
cavalieri, accompagneranno il suo viaggio nel mondo della fantasia. Tra scenari incantati, descritti benissimo, si dipana una storia senza tempo che si evolve, continuamente fino ad approdare al finale dove un cavaliere dovrà superare quattro prove difficili per conquistare il cuore della Principessa. Questo in sintesi, stringatissima.
Che dire della favola? È ben congegnata, scritta in un linguaggio efficace e comprensibile. Dialoghi godibilissimi. 
Bellissime le tavole colorate.
E in questa storia mi sono rivisto fanciullo perché questi mondi li ho visitati tutti.
La magia di questa favola sono delle sottotraccia che parlano di comprendere la diversità, l'amore per la natura che ci accoglie senza chiedere nulla in cambio. Vivere nel bene e saper scartare il male.
Ma voi bambini, se saprete mantenere accesa la fiamma del cuore e rimanere liberi, freschi, leali, sognatori non dovrete temere nessun drago.
Uno dei doni della scrittura è quello di saper annullare lo spazio e il tempo e arrivare, più veloci della luce, nei luoghi più impensabili nel mondo della fantasia.
Questo, a parer mio, è quello che vuole comunicare l'autrice, ma, aggiungo, è anche molto altro.



nota: Il libro "La fiamma del cuore", è risultato primo classificato a Speciale Infanzia 2018, Sezione libri editi.Concorso Internazionale di rime, narrativa, teatro e libro edito: “I valori dell’infanzia” indetto dall’Associazione M.A.R.E.L. sotto la direzione di Dacia Maraini.

martedì 29 maggio 2018

Questo amore di Jacques Prévert letto da Sara Pusceddu



Questo amore
Cosi violento
Cosi fragile
Cosi tenero
Cosi disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore cosi vero
Questo amore cosi bello
Cosi felice
Cosi gaio
E cosi beffard
Tremante di paura come un bambino al buio

E cosi sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito 

calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora cosi vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
E stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.


venerdì 25 maggio 2018

Prima d'ogni altra cosa di Antonino Caponnetto, novità Pellicano


ISBN 978-88-99615-50-5 pag. 210, € 10.00
Al poeta che pubblichi con qualche costanza i suoi libri accade sempre, quasi per norma, che l’ultimo uscito gli sembri il migliore. Ma poi scuote le spalle e, continuando a scrivere, ha ancora la medesima certezza: cioè che la sua poesia stia migliorando, che non si stia ripetendo. Allora forse quel suo ultimo libro non era il migliore. Una cosa però è certa: il tempo darà ragione al poeta, poiché in questo caso il nostro autore, Antonino Caponnetto, leggendo, raggiungendo (malgrado certi capricci del corpo) una maggiore serenità sia rispetto alla propria vita che attorno alla parola, curando altri poeti, traducendo da altre lingue, abituandosi a convivere con ciò che non può combattere, avviene che abbandoni quella presunta necessità tutta italiana di mascherarsi. O forse, ancora, è la chiarezza che avanza nella sua scrittura: i legami sono ormai consolidati, i tempi in qualche modo programmati, ed semplice ormai la vita che conduce. La mente asseconda il corpo rispettandone le necessità prima solo immaginate e/o mutevoli. Lo stesso vale per gli spazi dove ha deciso di stare e di quelli a cui ha deciso di voltare le spalle. 
 Mentre il tempo trascorso rimane bene impresso nel suo presente, tanto da costituire dentro di lui un vero e proprio universo umano, tutto questo - con ogni probabilità - lo ha lasciato più libero anche nelle frequentazioni di quello che è il nostro ben modesto mondo letterario.
La sua riservatezza gli è diventata assai congeniale, non così combattuta come un tempo, tanto che egli può scrivere senza alcun dubbio molto più liberamente.
Questo però non vuole sottintendere che i precedenti volumi dell’autore non siano di notevole livello: per me Caponnetto si pone fra i poeti più riservati da una parte e fra i migliori del nostro tempo dall’altra.
Proprio questa sua riservatezza, come le frequentazioni, forse lo salva anche nella scrittura: arma unica che consente la difesa in un mondo o in un paese dove proprio la parola sembra diventata un urlo e un coacervo di mediocrità: dalla politica ai libri, dalla letteratura nostrana ai canali televisivi, senza scampo alcuno.
Questa libertà d’espressione - attraverso quel meccanismo strano d’un pensiero soltanto in apparenza solitario che fluisce lungo le braccia fino alla tastiera - si compie l’azione di scrittura. In Caponnetto, per esser ancor più chiari, non esiste la metafora d’un giro di complessità che portano a nulla, come ne ritroviamo di frequente leggendo, e in tutta sincerità, ne rimaniamo offesi, come autori e come lettori: metafore come sacchi vuoti.
con Arrabal e me al Monigart Festival, 2016
A questa capacità di donarsi si aggiunge ritmo e musicalità che ben conosce attraverso i poeti che ama, leggendo direttamente in francese, spagnolo o inglese che sia. Lo stesso amore per la musica si trasferisce, mantenendo quasi sempre una tecnica classica, alla modernità del linguaggio. Cosicché la lettura è al tempo stesso intensa e godibile. Parlando direttamente al lettore il quale vive di quelle stesse trame, emozioni, paure.
Nessuna maschera dunque nel nostro autore come non la indossavano poeti quali Lorca, Neruda Salinas, Ritsos, Prevert, Pacheco e centinaia di altri. Nessuno degli italici vezzi cui ormai siamo avvezzi.
Certamente il titolo di questo suo libro ha più significati possibili: Prima d’ogni altra cosa, (Associazione Pellicano, 2018) la salute, la pace,  la vita, l’amore, il denaro, i figli? Forse. O forse questo c’è proprio tutto, e sta in una parola, la parola del poeta, di Caponnetto: una parola che si fa poesia, sublime intensa poesia.
beppe costa

tratte dal volume

Medizinischen Lager

lo scarto fra me e te è ormai così profondo
è uno spazio abissale ogni minima crepa
ogni emergenza forse - è un cuore che s’arrende
in asettiche sale scrupolosi chirurghi
vanno incidendo i corpi martoriati
degli ammalati che non hanno amore

Canto di madre

Oscuro figlio, fragile giglio,
tu nel groviglio celi un artiglio.

A me mistero e al mondo intero,
ora la luna nuova t’abbruna.

Mentre i malvagi a te vicini
bramano stragi come assassini.

Tu stringi e sciogli ogni legame
e in te dispogli le loro trame.

Di questo amore ogni ferita
sia rosso fiore per ogni vita.

Lignes pour un jacobin

Se fosse solo il corpo a farmi male
ogni volta che un crimine
colpisce un indifeso

se non odiassi il male fino al punto
che il mio spirito sanguini ogni volta
forse sarei capace di votarmi
a lotte nonviolente

Per amore io odio
e so che mai potrei
ingentilirmi al punto da morire

Eri la nostra voce, che risuona

E parlavi dei Minima di Adorno,
e dei mostri parlavi e di puntute
spine che lì nella coscienza stanno
come in attesa di portar dolore.

Eri la nostra voce, che risuona
dalle viscere al cuore. E noi, qui, ora,
per te, fratello antico, solitario
viandante eterno in luoghi mai veduti,
noi, per quelli fra noi che più non sono,
poniamo il Primum vivere
a fondamento estremo.

Contro le sfingi, amabili
guardiane del potere,
d’ogni filosofare in cui l’Enigma
sempre viene infamato e vilipeso.

Contro i mostri che l’alba
non dissolse
e le astute ragioni
del vampiro.

Taccuino: stanza IX - Il malo uomo

     Tu sogni d’una notte senza stelle e clamorosi arcangeli in battaglia.

Ah se gli fosse dato cancellare
ogni umana parvenza sui cammini
della piccola morte quotidiana

se laggiù dove sciama
ancora fra i vigneti il calabrone
potesse il malo uomo
dare voce al suo vecchio Dio del tuono.

Se dalla notte cinta di soffusi
favolosi miraggi di tesori
sapesse il malo uomo ritornare
la prima pietra certo scaglierebbe

e nostalgia nel cuore brucerebbe
d’un terribile fuoco antelucano.

Allora ciò che è più non sarebbe.

Allora ciò che fu non tornerebbe.


Antonino Caponnetto (Catania 1950) vive a Mantova. Diverse sono le pubblicazioni personali e in antologie. Dirige la collana Poetry by the Planet, (Associazione culturale Pellicano) dove ha curato l’edizione italiana delle poesie dell’autrice rumena Elena Liliana Popescu, del poeta kosovaro Fahredin Shehu, e tradotto dallo spagnolo un’ampia raccolta di versi del poeta colombiano Fernando Rendón.
Le sue ultime raccolte, uscite tutte per Pellicano, sono Agonie della luce (2015), Il sogno necessario (2017). e Prima d’ogni altra cosa.
La passione per la poesia fa parte del vestito che indossa, della sigaretta che fuma e dell’ironia come arma di difesa dinnanzi alla tragicità del Mondo.


martedì 22 maggio 2018

Tre poesie lette da Sara Pusceddu

da: Per chi fa turni di notte, Ass. Culturale Pellicano, 2017

1.
questa non è una poesia d’amore
perché non ha fine né principio

sbanda a ogni curva e s’infila

in ogni volto che passa vicino

questa è soltanto una vita inquieta

che non smette di penare e si offre

a ogni passante che afferra come può
sugli occhi nella bocca e fra i capelli
la notte resta sveglia in poca luce
s’abbandona a ricordi non completi
finché ogni alba riporta la certezza
di non sapere cos’è la poesia e l’amore
2.
non potevo,
non potevo nascondermi
dentro la tua pancia
non potevo
le braccia erano piccole e
brevi i sospiri
ed io sentivo
 per la prima voltacome poteva essere bello
e facile morire
aspetto così di tuffarmi ancora
dentro il tuo piacere
sapendo, sono certo,
di non saper nuotare

senti
questo tetro impero che s’avanza lesto
guardando al mare che diventa cimitero
e uomini sorridenti che fanno contratti
per armare la pace, mentre morti dentro
seminano lutti e pianti all’infinito:
sarebbe meno triste chiudere gli occhi
per sempre


Sara Pusceddu vive a Porto Torres. La maggior parte della sua esperienza nel canto e nella rappresentazione scenica si è svolta attraverso la partecipazione all’attività musico culturale dell’associazione Cantori della Resurrezione, anche in qualità di solista contralto, sotto la direzione del Maestro Antonio Sanna e nell’ultimo periodo sotto quella del direttore Fabio Fresi. In quest’ambito ha partecipato a numerose rappresentazioni sceniche ed eventi in Italia e all’estero fra queste: il “Canto delle pietre”, “Rappresentazione di Anima e Corpo” di Emilio de Cavalieri , “Il festino nella sera del giovedì grasso avanti cena” di A. Banchieri sempre insieme alla Coperativa Teatro e/o Musica di Sassari , “Festival dei due mondi”di Spoleto”. Presente anche come solista nei CD  di Canto Gregoriano “Ad Te Levavi” e di Composizioni per coro su testi e melodie di tradizione orale Sarda “Anghelos cantade” Di recente ha collaborato con la Botte e il cilindro, mentre prosegue con le sue passioni, nei luoghi possibili. In quest’ultimo periodo collabora anche con M° Salvatore Delogu, chitarrista d’eccellenza che l’accompagna fra letture di poesia e canzoni d’autore.