FESTIVAL TERANOVA - I PREMIATI 2009 NAIM ARAIDI


Naim Araidi
Né en 1950 dans le village druze de Maghar en Galilée (Israel), Naim Araidi appartient à une génération d’écrivains israéliens dont la vocation est de vouloir conjuguer identité et culture commune. Son oeuvre littéraire, qui s’exprime aussi bien en hébreu qu’en arabe, est riche de plusieurs recueils de poésie, d’essais et de prose (nouvelles et roman). Elle est traduite en plusieurs langues (anglais, espagnol, allemand,…).
Fondateur du Festival de poésie méditerranéenne « Nissan » (Printemps) qui se
déroule chaque année en Galilée, Naim Araidi a été invité à plusieurs reprises par le
Centre Georges Pompidou, par les Ateliers de traduction poétique de l’Abbaye de
Royaumont et par le Centre International de Poésie de Marseille.
Naim Araidi aime donner à la poésie des symboles forts d’ouverture et de mélanges
religieux et ethniques : orthodoxes, musulmans et Druzes (culture et religion majoritaire à Maghar et en Galilée). Il incarne un porte-parole de valeur pour les Druzes.
Son oeuvre est traduite en français par Michel Eckhard-Elial :
Le trente-deuxième rêve, Levant, 1990
Nés en Israel, Stavit, 2002
Une fête pour les choses tristes, Levant/Méditerranéennes de la Poésie, 2005


Naim Araidi
Nato nel 1950 nel villaggio druso di Maghar in Galilea (Israele), Naim Araidi appartiene a una generazione di scrittori israeliani la cui vocazione è quella di cercare di coniugare identità e cultura comuni. La sua opera letteraria, che si esprime altrettanto bene sia in ebraico che in arabo, è ricca di diverse raccolte di poesie, saggi e prose (racconti e un romanzo). È tradotta in diverse lingue (inglese, spagnolo, tedesco, ...). Fondatore del Festival di poesia mediterranea "Nissan" (Primavera) che si svolge ogni anno in Galilea, Naim Araidi è stato più volte invitato in Europa dal Centro Georges Pompidou, dagli Ateliers di traduzione poetica dell’Abbazia di Royaumont e dal Centro Internazionale di Poesia di Marsiglia.
Naim Araidi ama caricare la poesia dei simboli forti di apertura e di fusione religiosa e etnica: ortodossi, musulmani e drusi (la cultura e la religione prevalenti a Maghar e in Galilea). È il portavoce dei valori drusi.
La sua opera è stata tradotta in francese da Michel Eckhard-Elial:
« Le trente-deuxième rêve », Levant, 1990
« Nés en Israel”, Stavit, 2002
« Une fête pour les choses tristes », Levant/Méditerranéennes de la Poésie, 2005



Plaques with poems of jewish poet Miron H. Isaacson and Arab poet Naim Araidi on a wall in S. Luke st. Wadi nisnas, Haifa


Pannelli con poesie del poeta ebraico Miron H. Isaacson e del poeta arabo Naim Araydi su un muro in via S. Luke Wadi nisnas, Haifa

FESTIVAL TERANOVA - I PREMIATI 2009 >>>>> BEATRICE NICCOLAI

Beatrice Niccolai nasce a Borgo San Lorenzo (FI) nel 1967. Autrice di “Sans Papier – Reato d’esistenza di una buona a nulla” (Ennepilibri 2006) e di “Gramigna” (Ennepilibri 2008). Madrina di un premio di poesia itinerante “Premio Piera Micheli Rossi” (LO). Le sue parole accompagnano artisti in Italia e dal 2008 anche oltre oceano. Le sue poesie sono state tradotte ad oggi in quattro lingue. Ex tante cose, ora oltre ad essere una donna e una madre, è uno spazio vuoto in mezzo alle parole. * Excerpt da Gramigna - di Beatrice Niccolai
Beatrice in contra Dacia da Pellicanolibri

 LA MIA ABBAZIA Inspiro pensieri senza filtro nel vuoto d'un momento. Se Dio esiste, sta nel delirio degli abusati dalla vita, sta in un peccato. Dietro cespugli di carezze e dolori, scorge come un castello abbandonato anche da Dio la mia Abbazia. ROSSO PECCATO Non chiudesti porte dietro Te, nell'indecenza di un Amore dichiarato alla frontiera d'un destino già occupato. - Fermo per giacenza - vociferano ancora gli angeli hanno messo radici anche le ali, nel rosso peccato del melo. L'INFERNO DEGLI ANGELI La sera restituisce le poche, improbabili certezze. Dev'essere così l'inferno degli angeli. CROCE Vivo una vita senza pareti né Cristi appesi. L’ultimo Cristo ch’è passato di qua m’ha lasciato la croce LE ALI C’è una leggerezza infinita in ogni macigno che mi doni. Sopravvivendo l’inferno mi sono spuntate come germogli, di me, le ali. * Gramigna - Prefazione di Beppe Costa Non avrei mai pensato, dopo tanto tempo, di potere piangere e urlare di gioia e meraviglia. Una sorpresa di fine maggio, la pioggia, e, quasi all'alba, una riga, una voce, quasi un grido la notte del 31 maggio: "Grazie per lo straordinario blog e grazie per avere Cura delle Parole e di esserne saggio e premuroso guardiano". Beatrice Così, semplice, come fosse niente, un tumulto e mi ritrovo con immagini ed emozioni composte di parole. Sì parole come tante com'è d'uso come in uso. Ma con quale forza, dignità, passione, che altrove non avevo incontrato. Dove la differenza? Dove l'inganno? Nella misura, nella drammaticità, o brevità dell'immagine che appare immediata come una foto scattata senza preavviso che coglie la smorfia, l'ombra che non c'è, il vago chiarore o la luce di Caravaggio. E che si scomodino i poeti maledetti, Rimbaud in testa o Pasolini, cos´è tanto per non aver altro da dire? Cos'è se non ciò che non abbiamo mai incontrato? Ovvero ciò che non abbiamo avuto la fortuna d'incontrare. Quale forza che ha velocità d'un fulmine in una frase che in due, tre o anche quattro righe ci narra un dramma che richiede poi qualche decina di pagine di spiegazione? Qualcosa mi ricorda Beatrice Niccolai, qualcosa ch'è facile controllare: frasi brevi e all'apparenza monche di una Anna Maria Ortese in alcune lettere a me o a Dario Bellezza nel descrivere la propria solitudine, ma anche il disincanto o la spesa per i farmaci. La stanza della Ortese in Liguria è buia, la pioggia si sente, profuma, la voce mai perduta, mai triste, anzi più ferma che mai dell'una minuta e fragile all'apparenza e dell'altra in Toscana, di opposta corporatura ma entrambe a squarciare la letteratura, a dirci ciò che c'è non è rispetto a ciò che loro scrivono. Anni di silenzio e di oblio trascorsero, senza che lei potesse avere aiuti o riconoscimenti, anni terribili, bui, che solo una donna forte e coraggiosa affrontava badando ad una sorella (Maria), debole e ammalata. "Faccio una fatica indicibile a scrivere qualunque cosa - anche le lettere, che un tempo erano libertà e felicità, mi sono oggi sofferenza. Il mio unico lavoro è ricopiare cose del passato, per renderle leggibili." Anna Maria Ortese Beatrice qui, come lei allora, vivono di letteratura, un atroce delitto inammissibile, per alcuni che talora urlano loro di andare a lavorare. Questo era accaduto e accade e ci si chiede ancora se esista, nel nostro paese o altrove, il mestiere dello scrittore, del poeta. Certo mettere righe, l'una accanto l'altra, comporre in un vortice di parole e di concetti può essere fin troppo facile. Ma non dove abita la poesia, dove si fa sangue e carne, dove attacca, ferisce, s'impiglia, annega, risorge, ferisce, intrappola, fino a farti urlare per dire: ti ho stanato infine, vieni fuori Poesia, vieni ancora Beatrice. Sei un sogno davvero! Lo stile, il linguaggio, il contrasto, la contraddizione, insieme: l'uno verso e contro l'altro: "Su queste labbra Io ho inventato uno spazio muto Dove perdermi per ritrovarti E ancora disegnarti Per raccontarmi una bella novella illustrata" Solo su queste cinque righe si potrebbero scrivere pagine per spiegare la struttura del sogno e dell'inganno. Poeta che si maschera, che finge ed è sincero allo stesso tempo. Non paragono, malgrado abbia voglia di farlo per accenno, Beatrice Niccolai a nessuno dei Poeti ma, semmai per alcuni aspetti ai molti "inganni" di Fernando Pessoa, anche perché questo presentato è un libro che ne anticipa ad oggi almeno altri due. Grazie di avermi ridato la "Poesia" Beppe Costa * N.B.: Beatrice Niccolai sarà presente al Teranova Festival di Roma i prossimi 28 29 e 30 ottobre: TERANOVA FESTIVAL 2009 (28 29 e 30 ottobre) – PROGRAMMA

FESTIVAL TERANOVA - I PREMIATI 2009 >>>>> FRANCESCA GRASSO

Francesca Grasso (1966), poetessa, vive e lavora a Lecce.
Amante della letteratura del nord Europa, della poesia (Eluard), dei surrealisti, ha scritto e pubblicato diverse raccolte di poesie:
Frammenti in rosso
Dossi d'argilla (con alcuni racconti)
A modo mio
Notes
Di recente il maestro Claudio Vaira compone Cigni su 16 suoi haiku scritti appositamente per lui.
Collabora con diverse riviste e blog on line, fra cui:
http://www.tellusfolio.it/
http://beppe-costa.blogspot.com/
Attiva anche nella narrativa, ha scritto un romanzo, mentre un secondo é nel cassetto.

*

Excerpt da Frammenti in rosso - di Francesca Grasso



POESIA

Prendimi le mani
intreccia dito per dito
le tue alle mie

Ma ci sono altre parole

Mi si strugge nella bocca
il desiderio di cantare
accompagna le labbra

Ma il freddo e la pioggia mi raccontano altri versi

GRUMO

Sono un grumo
dimenticato dalla vita
lasciato sul fondo dei ricordi
tra le pagine degli affanni
che non sbiadiscono
Un grumo di parole
cadute dietro di me
a rincorrere la mia esistenza
a cercare la tua assenza

ETÀ FUGGITA

Cercavo nello specchio
quel riflesso azzurro
il punto in cui la pelle sprofonda
cucendo pieghe ordinate

Mi guardavo con i tuoi occhi
che conoscevano la mia gioventú
la pelle di alabastro
il segreto velluto all’interno delle cosce

La scia umida dei ricordi
ha sciolto i lacci delle lacrime
Ed ho pianto
sulla mia età fuggita

SOLO PER UNA NOTTE

Strappami dalla realtà
con il tuo entusiasmo folle
delirio erotico
voglio accedere all’assoluto
Strappami da questa realtà
da questa finitezza umana
che non trascendo
e desidero te
e non mi appago
e scendo scale
verso amori perduti
che cadono
come birilli sconfitti
sotto i colpi dei ricordi
Strappami dalla realtà
tu, sconosciuto
che rendi ambigua la passione
saccheggiando la mia pelle
per una notte

UNA VITA SPEZZATA

Erano erotiche le tue parole
Con le quali carezzavi
Scendendo negli angoli nascosti
Nelle pieghe segrete

Le dosavi come un architetto
Che costruisce su un terreno fragile
Il mio, humus mobile,
Dove conficcavi i pilastri per sostenere

E sei penetrato sin dentro il cuore
Calcolando che fossi la tua proprietà
La tua bella vetrina, da mostrare
E da svendere alla prima occasione.

Così mi hai svenduta, ed era Pasqua
Io agnello sacrificale
Io, non più io
Tu, Dio

*

Frammenti in rosso - Prefazione di Fabio Barcellandi

Offertorio.
Se c’è una parola che rappresenta e al contempo riassume questa silloge di Francesca Grasso "Frammenti in rosso" è: offertorio. Offerta di sé, offerta del sé. Non solo in senso metaforico, di parole, ma in senso concreto, reale… carnale.
Offerta che nasce da una delusione, da un dolore, che si trasforma in un rifiuto, in una ribellione, ma che invece di generare un’automatica e magari giustificata privazione, un’assenza, determina un cosciente e consapevole dono, il dono totale di sé senza alcuna riserva.
… le (tue) parole erano solo parole (Matematica), ma le parole di Francesca Grasso non sono solo parole, sono corpo, carne, carne rossa. Carne che viene prosciugata Non hai lasciato nulla. (Sono caduta); carne che viene consumata mordimi / voglio essere la tua cena., ma senza violenza, anzi, sarebbe una violenza non approfittarne, è un dono, giusto? un’offerta: la carne che non tocchi / brucia della tua assenza! (Cannibale) e carne che invece è offerta per antonomasia il segreto velluto all’interno delle cosce. (Età fuggita).
Le parole di Francesca Grasso, il verbo del poeta Francesca Grasso, sa farsi carne, corpo, “corpus” grazie a quel processo mistico, di transustanziazione, alchemico, a quell’incanto che si chiama poesia e le cui parti, i cui frammenti di rosso sono la poesia stessa che lo compone, linfa e sangue che gli danno forma, vita. Frammenti che come tante tessere di un puzzle sapranno ricondurre a un’immagine, ma che presi singolarmente non saranno che mani, braccia, gambe, piedi, buoni solo per un feticista (Fétichisme). Ciò che l’autrice chiede, ci chiede, è di ri-comporla, comporla di nuovo: Strappami da questa realtà / da questa finitezza umana / che non trascendo / […] Strappami dalla realtà / tu, sconosciuto lettore. La poesia non è tale solo per se stessa, ma per il suo lettore, il suo destinatario, il suo amante, il suo cultore; il dono di sé resterebbe sterile se non ci fosse un ricevente ad accoglierlo e a vivificarlo, per sé e per altri. L’importanza del lettore è fondamentale e al contempo è un rischio. Saprà esserci un lettore pronto a riceverla, la poesia? Eppure il poeta non può non cantare, il suo canto esige il rischio / della libertà. (Canto). Che libertà sarebbe se dovesse aspettare, se dovesse aspettarsi qualcosa in cambio? Sarebbe una prigione, sarebbe una gabbia, sarebbe un mercimonio, in cui pericolosa, anzi, devastante (Rosso devastante) potrebbe verificarsi un’inversione di ruoli (Metamorfosi di un amore). Ti aspetto sperando di incrociare / anche un solo istante / la tua ombra appiattita / che scivola su muri / per poterti gridare / Puttana. (Rose rosa). L’alchimia d’altronde, si sa, non è una scienza esatta, né di facile pratica, né da tutti praticabile, ma il poeta ne è un ottimo esecutore Sei un ottimo cacciatore / Non restare a casa / Spostati, la zebra aspetta di essere preda / […] Ma io, zebra senza strisce / aspetto la purezza di un istante / Quell’assenza di tempo / in cui tu, sei zebra con le strisce / ed io, cacciatrice che / ti stano e ti uccido. (La zebra). E così, l’immagine che si formerà alla fine della lettura di "Frammenti in rosso", quale sarà? Quella del poeta o quella del lettore, quella di Francesca Grasso o quella di … ? A ognuno la sua risposta, a ognuno il suo ruolo, vittima o carnefice, preda o cacciatore, pasto o commensale, dono o donatore o entrambi? Non è la poesia il regno dell’impossibile, ma del possibile, della possibile convivenza degli opposti in cui poter far durare l’incanto, senza che la carne, la carne rossa debba tornare a essere polvere, polvere rossa?

Fabio Barcellandi

*

Nota a Frammenti in rosso - di Beppe Costa

Francesca Grasso è la scrittura che invade ogni parte del corpo e raggiunge l'anima.
A volte feroce, più spesso intensa, narra del corpo del sogno dell'abbandono, con un dolore che quasi sempre raggiunge non solo le donne, le principali fruitrici delle sue poesie, ma anche gli uomini, colpiti dalla sensualità mista e intricata al dolore.
A volte dissacra e massacra se stessa, tal altre sogna di un destino migliore sfiorato e poi negato.
Il tutto in rosso come il fuoco il sangue l'amore.

Beppe Costa

*

N.B.:

Francesca Grasso sarà presente al Teranova Festival di Roma i prossimi 28 e 29 ottobre:

TERANOVA FESTIVAL 2009 (28 e 29 ottobre) – PROGRAMMA

T E R A N O V A T O U R P O E T R Y 0 9

Naim Araidi riceve il Premio da Shikanu'
T E R A N O V A T O U R P O E T R Y 0 9
FESTIVAL INTERNAZIONALE FRANCO ITALIANO
L O R E N A – R O M A
Festival di performances poetiche

Invitati di prestigio concernenti il mondo della canzone / poesia

Valorizzazione delle nuove forme di espressione poetica contemporanea
Promozione di opere artistiche musicali e cinematografiche

Oranizzatori:
Ars Multimedia
Association d'animations du quartier de la gare de Metz
Daimon Live ( Roma )
http://teranova.fr

Contacts: Ars multimedia Mario Salis 8, rue taison 57000 Metz
Mobile: 06 88 73 95 04 E mail: mario.salis@numericable.fr

Contatti : Daimon Live
Raffaella Bonfiglioli

Nelle sue precedenti sei edizioni, TERANOVA ha accolto i più grandi nomi della letteratura e della poesia internazionale, da Edoardo Sanguineti a Lawrence Ferlinghetti fondatore con Kerouac della Beat Generation, a Fernando Arrabal fondatore con Alejandro Jodorowsky del movimento Panico.

Nel 2009 l’asse culturale franco-italiano sarà rappresentato in concerti in Francia a Metz e in Italia a Roma. In questo quadro altamente rappresentativo del mondo della poesia internazionale è volontà dell'organizzazione di integrare tutte le forme di poesia e uno spazio importante sarà dato a chi con la canzone trasmette mondi onirici vestiti di senso poetico.

Teranova 2009 presenterà diverse personalità della cultura italo francese. Un panorama significativo della poesia, della canzone d’autore delle arti visive di oggi.

Questo scambio inter-culturale si baserà sulla presentazione di diverse forme della poesia con concerti di cantautori conosciuti, emergenti, happenings, conferenze, poesia-video, sonora visuale.

Teranova si focalizza sullo scontro-incontro della parola con tutte le arti attuali.
Il festival accoglie in luoghi diversi e prestigiosi spettacoli di elevato spessore culturale.

Al fine di soddisfare un pubblico ampio Teranova spazia da concerti, alla presentazione di libri di autori di prestigio e alla diffusione di film «poetici» con relative conferenze.


TERANOVA FESTIVAL 2009 (28, 29, 30 e 31 ottobre) – PROGRAMMA
Direzione artistica di Raffaella Bonfiglioli
Regia di Beppe Costa

PROGRAMMA

◦28.10 mercoledì
Caffé Letterario

Regia Beppe Costa

◦Inaugurazione mostra di Shikanu’ (Antonella Corsini Meloni) fino al 12 novembre



◦ore 18 - 20
Beppe Costa e Mario Salis presentano:
◦Alessandro Assiri, Monica Ferretti, Corrado Guzzon, Alberto Mori, Mariella Soldo, Nino Velotti, Mariapia Giulivo, Andrea Garbin
◦Musiche: Fabio Mariani, Giuliano Perticara, Dario Pierini
Attori: Chiara Daino, Caterina Intelisano, Riccardo Mei

◦ore 20 Rinfresco

◦ore 21
Beppe Costa e Mario Salis presentano: Fabio Barcellandi*, Chiara Daino, Francesca Grasso*, Giovanna Mulas*, Beatrice Niccolai*, Corrado Scio', Mariaelisa Giocondo, Sandro Pedicini, Franco Tutino, Massimiliano d'Ambrosio, Franco Fosca

Consegna premi
Chiara Daino


◦Ore 22
◦Mario Salis in CONCERTO
◦29.10 giovedì
Centro Culturale San Luigi di Francia
Largo Toniolo 20-22
00186 Roma
(tra piazza Navona e Panteon)
Tel. : 06 680 2626

◦Regia Beppe Costa



ore 18h – 20h
◦Federico Batini, Chiara Daino, Dana Drunk, Mariaelisa Giocondo, Sandro Pedicini, Franco Tutino

◦ore 21h – 22h30
Fabio Barcellandi*, Francesca Grasso*, Giovanna Mulas*, Beatrice Niccolai*, Liliana Arena, Mariapia Giulivo, Corrado Scio', Andrea Garbin
◦Attori leggono i premiati(*): Chiara Daino, Caterina Intelisano, Riccardo Mei,
◦Consegna premi a Francesca Grasso
Musiche: Fabio Mariani, Giuliano Perticara, Dario Pierini

22h30 Musiche:
Eva Lopez e la canzone francese: ricordo di Edith Piaf
Eva Lopez e Beppe Costa ricordo di Léo Ferré
Mario Salis e Salvo Campisi & Pippo Puma in ricordo di Antonio Caldarella

Le opere sono offerte da Shikanu’ (Antonella Corsini Meloni)
Saranno allestiti banchi libri dei poeti e dei musicisti.

◦30.10 venerdi
Centro Culturale San Luigi di Francia
Largo Toniolo 20-22
00186 Roma
(tra piazza Navona e Panteon)
Tel. : 06 680 2626

◦ore 18h00 incontro con
CharlElie * ( http://charlelie.com )

◦ore 20 rinfresco

◦Moaen Shalabia, Naim Araidi*, Samer Darwish, Mario Salis, Mariapia Giulivo & Mr Sacha, Beatrice Niccolai
Consegna premi a Naim Araidi, Beatrice Niccolai, Premio alla carriera a Adele Cambria, CharlElie

22h00 Alessandra Celletti piano
Intervento di Stefano Pierpaoli
Le opere sono offerte da Shikanu’ (Antonella Corsini Meloni) Esposizione Centre Culturel Sailn Louis de France

◦31.10 sabato
◦Largo Toniolo 20-22
00186 Roma
(tra piazza Navona e Panteon)
Tel.: 06 680 2626

Nino Muccio: Il cielo corto di Marina

Opera Mundi di Mario SALIS
Spettacolo di canzoni d'autore e poesia
con Salvo Campisi, Pippo Puma, Mario Salis...

RAM_09
Rome art and music
un progetto NUfactory

info su www.romeartmusic.it
www.nufactory.it

FARABEER



In quel di Mantova, lunedì 7 settembre al calar del sole, dalle ore 20:00, un nutrito e spumeggiante gruppo di poeti darà luogo a un evento indimenticabile, l’edizione 2009 della FaraBeer.

Come tutti gli anni si svolgerà presso il Bar La Zanzara, nel parco lungo il Lago Superiore. Ci sarà la consueta cena con buffet (prenotazioni al tel.346/0840146).

L'incontro è l'ultimo della programmazione di S-confini, rassegna di eventi della Circoscrizione Nord di Mantova.

Leggeranno, tra gli altri, Corrado Giamboni, Andrea Garbin, Lorenzo Mari, Stefano Colletti, Michele Mari...

Interventi musicali a cura di Martinelli & Molinari

CINEMA AZZURRO SCIPIONI: festa della poesia, ospite d'onore BEPPE COSTA


Lunedì, 21 set 2009, 18.00

c/o il Cinema Azzurro Scipioni -

via degli Scipioni 82

00192 ROMA

proiezioni di Gianni De Gregorio e Silvano Agosti ed esibizioni poetiche a cura di Beppe Costa presso la SALA CHAPLIN, con accompagnamento musicale.

Ore 18.00 "PRANZO DI FERRAGOSTO" un film di GIANNI DI GREGORIO -

Ore 19.30 "UOVA DI GAROFANO" un film di SILVANO AGOSTI -

Ore 21.00 FESTA DELLA POESIA: ospite d’onore BEPPE COSTA con esibizioni poetiche dal vivo con Dario Pierini al piano, e Fabio Mariani alle chitarre

“IL SOGNO INFRANTO DI EZRA POUND” un film di LEOPOLDO ANTINOZZI

L’AUTUNNO (musica di Antonio Vivaldi) tratto da LE QUATTRO STAGIONI di SILVANO AGOSTI per informazioni http://www.silvanoagosti.com/ tel +39.06.39737161

BEPPE COSTA SCEGLIE: SOLEAMARO - "Ogni volta che vorrai"



Salvo Campisi: poeta e cantore

dell’animo


La poesia di Salvo Campisi è la sua
canzone e la sua canzone è la sua vita e, se vivere appieno la vita è poesia ecco, si può definire Salvo Campisi poeta.Non posso prescindere da questo e, questo, dopo averlo conosciuto si è
rafforzato proprio nei luoghi dove la sua vita si scioglie fra la visione di un mare poco affollato, di costruzioni
antiche non manomesse, di barche come poggiate da pescatori troppo stanchi dal lavoro per rimetterle meglio o in ordine con le altre.
Qui ad Avola, in Sicilia, vicino la più conosciuta Noto si svolge, come lui stesso ha voluto, direi proprio in pochi metri, la vita lavorativa e insieme sociale, umana e artistica di Salvo.
La vita umana, già, sembra un paradosso come se tutti vivessero come degli umani, in questo mondo sempre più corrotto ed avvilente, sempre più in corsa inutile contro e verso una morte sconosciuta.

“Tira fuori tutta la forza che non sai dite”.

Come un racconto di questa vita giornaliera e nel suo ‘notturno’ solitario si svolgono e si snodano i versi di Salvo (Soleamaro in musica): incontri, sogni, ambizioni (poche se non del comunicare), avvisi ai ‘naviganti’:

“Fingersi un altro
guardando i tuoi occhi nudi
ti penetro di mente libera
di gesta di mani e facce”.

In questa ricorda me stesso e con il medesimo titolo “Maschere”, sarà forse che la Sicilia ci faccia vedere altro ed oltre?
Ma non eccede mai in questo raccontarsi apparente perché, come spesso accade a chi scrive, ciò che attorno a sé vede, o “meglio” vede, l’Autore cerca negli accadimenti degli altri il proprio cammino o indica a chi cerca un possibile percorso.

“Come sono sbadato a volte io che sono così attento
ad ogni mio movimento
a ogni piccola distrazione”.

Ho provato sul palco con lui nel maggio scorso come, leggendo in toni diversi, le sue canzoni divenissero poesie e le poesie canzoni.
Quando le parole sono libere e semplici ma entrano nelle atmosfere, vite, amori, dolori anche degli altri la differenza è minima, raccolta semmai dalla musica che a volte nasconde le parole, tal’altre può opprimerle.
Così nascono i cantautori, definiti qualche volta poeti ma spesso e Salvo lo sa, il poeta ha come una sorta di pudore e spiega, suda, s’affanna cercando l’amore in chi l’ascolta o temendo di esser poco sopportato. Non c’è poeta infatti che non tema di annoiare dopo le prime dieci righe.
Ma se l’autore di versi ha in sé il dono della musicalità e Salvo Campisi lo ha, le parole, molte o poche che siano possono diventare sempre canto, come si definivano i poeti del passato: cantori.

“Buongiorno stellina luce che inebria
il mio oggi ballerino
il mio guardarmi attorno”.

Auguro a questo breve ‘canzoniere’ vivo e vita, opera prima dell’Autore, di essere da stimolo per una prossima raccolta più ampia.

Beppe Costa

PRESENTAZIONE AD AVOLA (SR)








Soleamaro "Ogni volta che vorrai", Libreria Editrice Urso, 2009, pag. 54- Libro +CD € 10.00
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