BEPPE COSTA consiglia: Caffè artistico/letterario Galetér

Il Caffè Galetér è un piccolo e grazioso locale situato a Montichiari, nella provincia di Brescia. E' vero: la Lombardia è un po' lontana da Roma, ma in tempi dominati dalla comunicazione via web, quello che accade a Montichiari è piuttosto raro.
Con la direzione artistica di Andrea Garbin, da un anno a questa parte, il Caffè Galetér sembra essere divenuto luogo di incontro e aggregazione di una nuova e fresca generazione di poeti che pare non accontentarsi dei limiti del web, e che non esitano a giungere un po' da tutta la parte alta dello stivale, alcuni dei quali transitato anche a Roma per l'ultimo Festival Internazionale Teranova. In poco tempo sono passati anche autori noti al pubblico internazionale, tra cui gli italiani Elisa Biagini e Alberto Mori, Agneta Falk, Alexandra Petrova e gli americani Jack Hirschman, Mark Lipman e Antonieta Villamil.


Sabato 21 novembre, a partire dalle ore 21 ha luogo una nuova serata di poesia no-stop intitolata POETRY OPEN READING v2.0.
reading e performance poetiche con la partecipazione di Emily Pigozzi (Mantova); Viorel Boldis (Romania); Dave Lordan (Irlanda); Miodrag Golubovic (Serbia); Omid Malechniac (Iran).


Uno spettacolo che vede l'accompagnamento musicale di Tamer Abdalla (piano) e Mariachiara Salvi (sax); e la regia di Andrea Garbin.

Difficile invitarvi ad andare, da qui. Ma se per caso siete in zona, o "della" zona, si consiglia di andare a curiosare.

BEPPE COSTA SCEGLIE: CHIARA DAINO A RicercaBo 2009!



Ric Laboratorio
erca nuove
bo scritture

Nelle giornate di venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 novembre 2009 presso la mediateca di San Lazzaro di Savena a Bologna si terrà la terza edizione della manifestazione Ricercabo – Laboratorio di nuove scritture.

L’evento consiste nell’invitare un gruppo di scrittori dell’area sperimentale a leggere brani inediti, e a sottoporli subito dopo a una discussione col pubblico e con gli addetti ai lavori.

A condurre l’evento ci saranno anche quest’anno Nanni Balestrini, nel suo ruolo di grande regista degli incontri del Gruppo 63; Renato Barilli, partecipante a quelle riunioni e in seguito loro attento storiografo; Niva Lorenzini, direttrice del Dipartimento di italianistica dell'Ateneo di Bologna. Ad animare il dibattito ci saranno i migliori critici dell’area bolognese, con l’aggiunta di altri protagonisti di alto livello quali Andrea Cortellessa e Cecilia Bello Minciacchi.

Parteciperanno: Valerio Cuccaroni, Tommaso Gragnato, Giuseppe Merico, Rossella Renzi, Antonio Bagnoli, Giulio Milani, Antonio Schiavulli, Marco Bazzocchi, Giulio Mozzi, Grazia Verasani, Massimiliano Panarari, Massimo Vitali, Giorgio Celli, Elisabetta Pasquali, Lello Voce, Stefano Colangelo, Piero Pieri, Luigi Weber, Luca Pizzolitto, Tommaso De Lorenzis, Giovanni Previdi, Mascia Di Marco, Giulio Romani, Valerio Grutt, Sergio Rotino, Matteo Marchesini, Paolo Ruggiero.

***

Venerdì 20

10:00 apertura lavori: discorso del Sindaco

Letture dei testi conduce:Nanni Balestrini

10:45 Simona Castiglione
11:30 Elena Mearini
12:15 Marco Benedettelli
13:00 pausa
15:00 Alessandra Cava
15:45 Domenico Donaddio
16:30 Jonida Prifti

17:15 Chiara Daino

19:00 pausa
21:15 incontro con Grazia Verasani

conducono: Renato Barilli e Alberto Sebastiani

***

Programma completo:

RicercaBo 2009

BEPPE COSTA SCEGLIE: "IL GUSTO DEL PARLARE", CONDUCE ALESSANDRO ASSIRI



Alessandro Assiri conduce "IL GUSTO DEL PARLARE"

DIALOGHI POETICI A TAVOLA

presso il Ristorante Grappolo Rosso
Via Spartitori 38
S. Maria di Zevio (VR)

20 novembre: incontro con Renzo Favaron e Augusto Pivanti

Alessandro Assiri nasce nel 1962 a Bologna, risiede da molti anni in Trentino.
Con Aletti Editore pubblica nel 2004 “Morgana e le nuvole” e nel 2006 “Il giardino dei pensieri recisi” raccolta in prosa poetica con prefazione di Paolo Ruffilli, finalista al Montano XXII Edizione.
Con Lieto Colle pubblica “Modulazione dell’empietà” nel 2007 e “Quaderni dell’impostura”, il suo ultimo lavoro nel giugno del 2008, corredato da fotografie di Massimo Saretta con note critiche di Chiara de Luca e Alberto Mori.
Anche questi segnalati al premio Lorenzo Montano XXI/XXIII Edizione, e in altre manifestazioni.
Nel novembre 2008 pubblica, con Chiara De Luca, per Fara Editore, la silloge “Sui passi per non rimanere”.
Co-curatore del progetto “Poeti a Nord-Est” che si occupa di creare sinergie tra artisti prevalentemente del territorio e di portare la parola poetica all’interno delle scuole, con seminari e dibattiti. Fa parte della redazione della neo-nata Kolibris Edizioni e del comitato di redazione di Opera Prima. Collabora inoltre con altre riviste sia cartacee che telematiche.
Promotore del Festival “Terzolas in poesia” ed altri eventi letterari.
Gestisce un frequentato blog di poesia: www.lettereanessuno.splinder.com e ritorna a dipingere dopo anni di assenza dalle tele.

Renzo Favaron, nato a Cavarzere nel 1959, laureato in psicologia presso l'Università di Padova, vive e lavora a San Bonifacio (Vr).
Dopo un'iniziale plaquette in lingua, uscita nel 1989, intitolata Voci d'interludio, nel 1991 pubblica in dialetto veneto Presenze e conparse (prefazione di Attilio Lolini).
Del 2001 è il romanzo breve Dai molti vuoti.
Nel 2002 pubblica alcune minuscole plaquette, presso le edizioni Pulcino-Elefante, con i disegni originali di Giancarlo Consonni, Alberto Casiraghi e Luigi Mariani.
Nel 2003 pubblica Testamento, un'altra raccolta di poesie in dialetto (prefata da G. D'Elia), nel 2006 Di un Tramonto a Occidente e nel 2007 Al limite del paese fertile (venti anni di poesie in lingua accompagnate da tre cartelle di Alberto Bertoni).
Il racconto La spalla è del 2005.
Poesie dell'autore sono comparse in varie riviste letterare come: La tartana degli influssi, Lo spartivento, Lengua, Via Lattea, Diverse lengue e L’immaginazione, e in varie antologie poetiche; ha collaborato anche con la rivista il Verri.
L’ultima antologia nella quale è comparso si intitola “Pace e libertà, la battaglia delle idee”. Questa raccoglie poesie di molti poeti italiani importanti come Mario Luzi, Gianni d’Elia, Edoardo Sanguineti, Alda Merini e stranieri come i sudamericani Alvaro Mutis e Mario Benedetti.

Augusto Pivanti è nato il 28 febbraio 1962 a Feltre, in provincia di Belluno: uomo di montagna, ma con solide, complesse radici nella pianura emiliana "di sole e vapore".
"Memoria dell'acqua profonda" (LietoColle, 2007) è il suo secondo lavoro poetico pubblicato, dopo l'esordio con "Nostalgia d'alberi" (LietoColle, 2005).

BEPPE COSTA SCEGLIE: CHIARA DAINO PER TASLIMA NASREEN



Vai ragazza!
di Taslima Nasreen
[traduzione di Laura Pecoraro e Ilaria Ricci]

Ti hanno detto – non prendertela...
Hanno detto – calmati ...
Hanno detto – smetti di parlare...
Hanno detto – tappati la bocca...
Ti hanno detto – siediti...
Hanno detto – abbassa la testa
Hanno detto – continua a piangere, lascia che le lacrime scorrano.
Come dovresti reagire?
Dovresti alzarti subito...
Dovresti stare bene in piedi......
Tenere la schiena dritta...
Tenere la testa alta...
Dovresti parlare...
Dire la tua opinione...
Dirla a voce alta...
Gridare!
Dovresti gridare così forte da farli correre al riparo...
Ti diranno – ‘sei una svergognata!’
Quando sentirai questo, ridi e basta
Diranno – ‘donnaccia’
Quando sentirai questo, semplicemente ridi più forte
Ti diranno – ‘sei una depravata!’
E tu ridi, ridi ancora più forte...
Sentendoti ridere, grideranno,
‘Sei una puttana!’
Quando diranno così,
Mettiti soltanto le mani sui fianchi,
Rimani ferma e di’,
“Sì, sì, sono una puttana!”
Saranno sconvolti.
Increduli sgraneranno gli occhi.
Aspetteranno che tu dica di più, molto di più...
Gli uomini tra loro arrossiranno e suderanno.
Le donne tra loro sogneranno di essere una puttana come te.

***

Prima la Parola, poi la Persona.
Di Taslima ho conosciuto le Poesie – prima, le Pupille – poi. Le avrei *prestato* corpo e voce a Monfalcone. Ero fiera e come attrice e come artista e come anima: Taslima ha Operato/Opera il Cambiamento, pagandolo sulla propria pelle. Ero fiera, piena di [quello che non saprei definire altrimenti:] “timore reverenziale”. E raramente provo “timore reverenziale” per i vivi...
Mi sono avvicinata ai testi di Taslima con lo stesso rispetto, con lo stesso “timore reverenziale” – riservato ai Classici: quando la portata del messaggio è così devastante [per Giustizia, Verità, Tensione, Crudezza, etc...], esserne all’altezza nel ruolo di messaggero – non è *cosa semplice* [e un Attore lo sa, lo sente: quel peso, quella responsabilità]. Preda del *come rendere al meglio* mi avvicinai ai testi di Taslima, senza sapere come Taslima si sarebbe avvicinata a me.
Considerato che [fuori dal palco] la mia tenuta *più tenera* era/è una maglia raffigurante la Morte con tanto di falce borchiata – sarebbe stato più che comprensibile scegliesse diverso interprete italiano per i suoi testi.
Taslima, invece, mi sconvolse per Dolcezza e per Sensibilità [sconvolgimento che – torno a ripetere – raramente mi suscita *essere umano vivente*], ascoltandomi e abbracciandomi. E fu confronto e dialogo circa la *condizione delle donne* e fu così che le raccontai di come – anche nella *civilissima* Italia – le donne siano picchiate, stuprate, violentate da padri, patrigni, fratelli, fratellastri, fidanzati etc... E come l’Amore Uno unisce il mondo, così l’Orrore Uno – lo piaga.
E ancora: le chiesi se preferisse un abbigliamento *più sobrio* [vedi alla voce: eliminare catene, stivali di pelle sopra al ginocchio & co.] nel quando avrei recitato e lei, sorridendo, sbigottì: «è perché? Vai benissimo così!». Felice io, di rimando: «sai, in Italia, se ti vesti così, di solito ti danno della puttana!». E ridendo lei: «allora sei perfetta! Perfetta per i testi!».
E nel mio momento triste [uno dei tanti], incrociandoci, non avendo forza per dire/tradurre altro commentai quanto bella fosse la sua pashmina – Taslima se la tolse e me la mise al collo: «è tua!». E regalò una nota arancione per vincere il nero totale [fuori e dentro metafora]. Per quanto devastante fosse il suo vissuto – mezzalunò il sorriso nel miocardio malmenato. Un gesto Grande che solo la Grandezza con-sente.
E mi commossi quando mi spiegò che dovevo cambiare la traduzione del suo *La ragazza della Svizzera*: «you have to translate *to an Italian girl*, that’s for you!»]. E questi non sono che pochi preziosi ricordi – incisi nel mio personale percorso da Taslima.
Per il Percorso che ha inciso, tracciato, segnato [e ha pagato e paga; e ha scontato/e sconta] – per l’Umanità tutta, il MINIMO Atto per dirle grazie, è una firma:

http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1835

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391115

Chiara Daino

[cfr: Absolute Poetry, Lettera a Sonia Gandhi in difesa di Taslima Nasrin
e cfr: Chiara Daino

http://chiaralibre.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss ]

nei coni d'ombra dell'uomo si nasconde sempre una luce - Mostra personale d'arte di Shikanu'



(Pitzinno in Sardinia) “Sfoglio biografie di pittori, come potessi catturare una forma o più presuntuosamente carpirne uno spazio. Mi disseto di figure e con le dita seguo i contorni, replicando capolavori. Mi annoio di parole e inseguo colori che non so dire, tele che non so fare, note che non so suonare. Sono avido di muse o forse solo capriccioso, come sanno essere solo gli insonni, che in quelle poche ore di sonno strappano sogni.” da “quaderni dell’impostura” di Alessandro Assiri, Lieto Colle 2008 E non solo sogni, sono appunto le opere di Shikanu’ (Antonella Meloni Corsini), Pittrice e Curatrice d'arte.  (forasdomine) 

Ex Gallerista (a soli 17 anni avvia il suo primo atelier e galleria insieme al marito), subito si scontra con il sistema di marketing che ruota intorno al mondo dell'arte opponendosi con forza alla rete di critici che tendenzialmente mira a uniformare gli stili a una moda ritenuta certa fonte di reddito. Dal 1979 al 1992 si muove nel mondo dell'arte mettendo in primo piano il rispetto per le differenze individuali, nella convinzione che il vissuto di ciascuno porti inevitabilmente gli stili a differenziarsi; si fa pertanto paladina dell'indipendenza artistica in un periodo in cui il gusto per il bello sembra sintomo di anacronismo. Dopo una breve pausa dedicata esclusivamente al lavoro in ospedale (professione che comunque tutt'ora mantiene) apre la seconda Galleria d'Arte a Parma nel 1999 per poi abbandonare definitivamente l'attività di gallerista e dedicarsi alla promozione della cultura con spirito di solidarietà verso chi fa dell'arte uno strumento di espressione e di comunicazione fra la gente. Nel 2008 fonda con Roberto Flore una associazione ONLUS "Pitzinnos in Sardinia" con lo scopo di aiutare i bambini in difficoltà attraverso la promozione e la diffusione di eventi artistici e culturali. Iscritta alla SIAE come autrice per la parte letteraria di canzoni, nonché artwork ufficiale di numerosi artisti, sia musicisti che letterati (tra questi Capitano, General Lee, Souls of Diotima, Winter Haze, Alex Murgia, Aliosha de Pari, Andrea Poddighe, Lucky Bastardtz, Terrorswuing, ecc.). È stata parte attiva del gruppo "Pittori e Poeti dello spazio" voluta fortemente da Beppe Costa e Fabio Barcellandi, gruppo di promozione della cultura che abbraccia tutta l'Italia.  (verso la luce) Opere, sogni, e non solo, che sarà possibile apprezzare - nei coni d'ombra dell'uomo si nasconde sempre una luce - la mostra personale d'arte di Shikanu' (Antonella Meloni Corsini), evento associato al Teranova Festival (Roma 28-31 ottobre), che si svolgerà dal 28 ottobre al prossimo 12 novembre 2009. 

Inaugurazione: Mercoledì, 28 ottobre 2009, ore 18.00 presso il: Caffè Letterario, Via Ostiense, 95 – 00154 Roma 

FESTIVAL TERANOVA - I PREMIATI 2009 NAIM ARAIDI


Naim Araidi
Né en 1950 dans le village druze de Maghar en Galilée (Israel), Naim Araidi appartient à une génération d’écrivains israéliens dont la vocation est de vouloir conjuguer identité et culture commune. Son oeuvre littéraire, qui s’exprime aussi bien en hébreu qu’en arabe, est riche de plusieurs recueils de poésie, d’essais et de prose (nouvelles et roman). Elle est traduite en plusieurs langues (anglais, espagnol, allemand,…).
Fondateur du Festival de poésie méditerranéenne « Nissan » (Printemps) qui se
déroule chaque année en Galilée, Naim Araidi a été invité à plusieurs reprises par le
Centre Georges Pompidou, par les Ateliers de traduction poétique de l’Abbaye de
Royaumont et par le Centre International de Poésie de Marseille.
Naim Araidi aime donner à la poésie des symboles forts d’ouverture et de mélanges
religieux et ethniques : orthodoxes, musulmans et Druzes (culture et religion majoritaire à Maghar et en Galilée). Il incarne un porte-parole de valeur pour les Druzes.
Son oeuvre est traduite en français par Michel Eckhard-Elial :
Le trente-deuxième rêve, Levant, 1990
Nés en Israel, Stavit, 2002
Une fête pour les choses tristes, Levant/Méditerranéennes de la Poésie, 2005


Naim Araidi
Nato nel 1950 nel villaggio druso di Maghar in Galilea (Israele), Naim Araidi appartiene a una generazione di scrittori israeliani la cui vocazione è quella di cercare di coniugare identità e cultura comuni. La sua opera letteraria, che si esprime altrettanto bene sia in ebraico che in arabo, è ricca di diverse raccolte di poesie, saggi e prose (racconti e un romanzo). È tradotta in diverse lingue (inglese, spagnolo, tedesco, ...). Fondatore del Festival di poesia mediterranea "Nissan" (Primavera) che si svolge ogni anno in Galilea, Naim Araidi è stato più volte invitato in Europa dal Centro Georges Pompidou, dagli Ateliers di traduzione poetica dell’Abbazia di Royaumont e dal Centro Internazionale di Poesia di Marsiglia.
Naim Araidi ama caricare la poesia dei simboli forti di apertura e di fusione religiosa e etnica: ortodossi, musulmani e drusi (la cultura e la religione prevalenti a Maghar e in Galilea). È il portavoce dei valori drusi.
La sua opera è stata tradotta in francese da Michel Eckhard-Elial:
« Le trente-deuxième rêve », Levant, 1990
« Nés en Israel”, Stavit, 2002
« Une fête pour les choses tristes », Levant/Méditerranéennes de la Poésie, 2005



Plaques with poems of jewish poet Miron H. Isaacson and Arab poet Naim Araidi on a wall in S. Luke st. Wadi nisnas, Haifa


Pannelli con poesie del poeta ebraico Miron H. Isaacson e del poeta arabo Naim Araydi su un muro in via S. Luke Wadi nisnas, Haifa

FESTIVAL TERANOVA - I PREMIATI 2009 >>>>> BEATRICE NICCOLAI

Beatrice Niccolai nasce a Borgo San Lorenzo (FI) nel 1967. Autrice di “Sans Papier – Reato d’esistenza di una buona a nulla” (Ennepilibri 2006) e di “Gramigna” (Ennepilibri 2008). Madrina di un premio di poesia itinerante “Premio Piera Micheli Rossi” (LO). Le sue parole accompagnano artisti in Italia e dal 2008 anche oltre oceano. Le sue poesie sono state tradotte ad oggi in quattro lingue. Ex tante cose, ora oltre ad essere una donna e una madre, è uno spazio vuoto in mezzo alle parole. * Excerpt da Gramigna - di Beatrice Niccolai
Beatrice in contra Dacia da Pellicanolibri

 LA MIA ABBAZIA Inspiro pensieri senza filtro nel vuoto d'un momento. Se Dio esiste, sta nel delirio degli abusati dalla vita, sta in un peccato. Dietro cespugli di carezze e dolori, scorge come un castello abbandonato anche da Dio la mia Abbazia. ROSSO PECCATO Non chiudesti porte dietro Te, nell'indecenza di un Amore dichiarato alla frontiera d'un destino già occupato. - Fermo per giacenza - vociferano ancora gli angeli hanno messo radici anche le ali, nel rosso peccato del melo. L'INFERNO DEGLI ANGELI La sera restituisce le poche, improbabili certezze. Dev'essere così l'inferno degli angeli. CROCE Vivo una vita senza pareti né Cristi appesi. L’ultimo Cristo ch’è passato di qua m’ha lasciato la croce LE ALI C’è una leggerezza infinita in ogni macigno che mi doni. Sopravvivendo l’inferno mi sono spuntate come germogli, di me, le ali. * Gramigna - Prefazione di Beppe Costa Non avrei mai pensato, dopo tanto tempo, di potere piangere e urlare di gioia e meraviglia. Una sorpresa di fine maggio, la pioggia, e, quasi all'alba, una riga, una voce, quasi un grido la notte del 31 maggio: "Grazie per lo straordinario blog e grazie per avere Cura delle Parole e di esserne saggio e premuroso guardiano". Beatrice Così, semplice, come fosse niente, un tumulto e mi ritrovo con immagini ed emozioni composte di parole. Sì parole come tante com'è d'uso come in uso. Ma con quale forza, dignità, passione, che altrove non avevo incontrato. Dove la differenza? Dove l'inganno? Nella misura, nella drammaticità, o brevità dell'immagine che appare immediata come una foto scattata senza preavviso che coglie la smorfia, l'ombra che non c'è, il vago chiarore o la luce di Caravaggio. E che si scomodino i poeti maledetti, Rimbaud in testa o Pasolini, cos´è tanto per non aver altro da dire? Cos'è se non ciò che non abbiamo mai incontrato? Ovvero ciò che non abbiamo avuto la fortuna d'incontrare. Quale forza che ha velocità d'un fulmine in una frase che in due, tre o anche quattro righe ci narra un dramma che richiede poi qualche decina di pagine di spiegazione? Qualcosa mi ricorda Beatrice Niccolai, qualcosa ch'è facile controllare: frasi brevi e all'apparenza monche di una Anna Maria Ortese in alcune lettere a me o a Dario Bellezza nel descrivere la propria solitudine, ma anche il disincanto o la spesa per i farmaci. La stanza della Ortese in Liguria è buia, la pioggia si sente, profuma, la voce mai perduta, mai triste, anzi più ferma che mai dell'una minuta e fragile all'apparenza e dell'altra in Toscana, di opposta corporatura ma entrambe a squarciare la letteratura, a dirci ciò che c'è non è rispetto a ciò che loro scrivono. Anni di silenzio e di oblio trascorsero, senza che lei potesse avere aiuti o riconoscimenti, anni terribili, bui, che solo una donna forte e coraggiosa affrontava badando ad una sorella (Maria), debole e ammalata. "Faccio una fatica indicibile a scrivere qualunque cosa - anche le lettere, che un tempo erano libertà e felicità, mi sono oggi sofferenza. Il mio unico lavoro è ricopiare cose del passato, per renderle leggibili." Anna Maria Ortese Beatrice qui, come lei allora, vivono di letteratura, un atroce delitto inammissibile, per alcuni che talora urlano loro di andare a lavorare. Questo era accaduto e accade e ci si chiede ancora se esista, nel nostro paese o altrove, il mestiere dello scrittore, del poeta. Certo mettere righe, l'una accanto l'altra, comporre in un vortice di parole e di concetti può essere fin troppo facile. Ma non dove abita la poesia, dove si fa sangue e carne, dove attacca, ferisce, s'impiglia, annega, risorge, ferisce, intrappola, fino a farti urlare per dire: ti ho stanato infine, vieni fuori Poesia, vieni ancora Beatrice. Sei un sogno davvero! Lo stile, il linguaggio, il contrasto, la contraddizione, insieme: l'uno verso e contro l'altro: "Su queste labbra Io ho inventato uno spazio muto Dove perdermi per ritrovarti E ancora disegnarti Per raccontarmi una bella novella illustrata" Solo su queste cinque righe si potrebbero scrivere pagine per spiegare la struttura del sogno e dell'inganno. Poeta che si maschera, che finge ed è sincero allo stesso tempo. Non paragono, malgrado abbia voglia di farlo per accenno, Beatrice Niccolai a nessuno dei Poeti ma, semmai per alcuni aspetti ai molti "inganni" di Fernando Pessoa, anche perché questo presentato è un libro che ne anticipa ad oggi almeno altri due. Grazie di avermi ridato la "Poesia" Beppe Costa * N.B.: Beatrice Niccolai sarà presente al Teranova Festival di Roma i prossimi 28 29 e 30 ottobre: TERANOVA FESTIVAL 2009 (28 29 e 30 ottobre) – PROGRAMMA