Fabrizio Arrighi, Tre poesie

Andrea Garbin, Alejandro Murguìa, Anna Lombardo,
Igor Costanzo e Fabrizio al Festival Internazionale
di Poesia Terre di Virgilio (Mantova)
Qualcuno parla poco di sé, si limita così ad essere fronte e sostegno per gli altri. Fabrizio è una delle voci (silenziose) del Movimento Dal sottosuolo, presente quando serve e serve tanto, davvero.
Leggendolo si comprende subito anche perché si faccia parte di questo gruppo di poeti e scrittori un po' folli, molto bambini (due qualità essenziali) e moltissimo impegnati per gli altri.
Da queste tre poesie che qui pubblico, senza troppe parole - come solito preferisco quelle dell'autore - si comprende come e perché possa stimarlo conoscendo per traverse vie quello che fa, ciò che scrive e non ciò che potrebbe (forse se le distanze non fossero così tante) dire. (b.c.)



L'asino borghese

I ricchi si fanno ibernare
quando si sveglieranno nell'anno tremila
affermeranno di avere sconfitto la morte!
Nel frattempo
I poveri restano poveri. Fino a quando?
I vecchi parlano del passato. Fino a quando?
I giovani aspettano la guerra
e gridano alle ragazze
di sperare nella pace. Fino a quando?
Alcuni preti fornicano, quando possono,
altri, meno coraggiosi
si accontentano di abbordare i ragazzini all'oratorio. 
                                 Fino a quando?

Fino a quando esisterà l'asino borghese.
Tutta colpa dell'asino borghese.

La mia stufa brucia ossa. Il mio cuore va a petrolio.
Mi nutro di commendatori e cavalieri.
Ma, non voglio allori.
Compagni non son vostro compagno!
Camerati andate a farvi fottere!
Io ho la mia guerra privata contro l'asino borghese
che è cattivo, mangia ipoteche e va a teatro.
Con la cravatta crea delle barchette
in cambio otterrà i cento punti qualità.
L'ultimo noir di Fabrizio
Quando ne avrà diecimila potrà baciare il Papa
e stringere la mano a Ursula Andress.
Nell'attesa si diverte a uccidere le lucertole con gli spilli.
L'ho visto: fa proprio schifo.


Lampedusa

Solo i poeti e gli astronauti possono vagare negli spazi siderali
assaporando il valore della libertà:
vedono mari, monti, fonti termali
primordiale essenza di qualità.

Lassù! Lassù non esiste schiavitù,
cullato da false luminescenze,
troppo legato a vane credenze
naufrago beato nel verbo di Gesù!

Laggiù! Laggiù osservo sconsolato
orde di famelici predatori,
creare leviatani inquisitori;
dal male può nascere un grande stato?

Albeggia un nuovo giorno dorato,
dardeggia la fiamma della speranza
dal sottosuolo sale un lamento,
la redenzione sta nella sapienza!

Vittime e carnefici ruotano
sulla giostra della vita: piangono.
Chiamarti fratello è un dono
troppe Lampedusa dividono il mondo.
 
Fabrizio presenta I morti della Selva
Poesia

La poesia è un punto nero sopra un foglio bianco.
La poesia è un punto bianco sopra un foglio nero.
La poesia è la morte dell'arroganza, il suicidio della prepotenza,
il dissanguamento dell'indifferenza.
La poesia è il dito medio infilato nel culo a ogni forma di regime.
La poesia è il lamento alla libertà negata.
La poesia è la perfezione alle nostre imperfezioni.
La poesia è l'estasi e il tormento.
La poesia è osservare un vecchio sdentato,
in una assolata Città del Messico, piangere disperato
con le braccia rivolte al cielo, mentre accompagnava
il feretro del figlio morto di stenti
durante il tentativo di attraversare la frontiera degli Stati Uniti,
alla ricerca della felicità!
La poesia è guardare il sommo Orazio
anchilosato dal peso degli anni, lacero, macilento,
nell'atto di ringraziare Dio o chi per esso
sapendo che avrà a disposizione un altro giorno
per osservare il sorgere del sole
sorseggiare una tazza di latte fumante
ascoltare il soffio del vento sopra un campo di grano,
e guardare un tramonto incandescente.
La poesia è il fango che scorre lungo la via
e la stella che brilla in cielo!


Fabrizio Arrighi

Fabrizio Arrighi è nato a Lonato del Garda. Vive a Mazzano (BS). Nel corso della vita ha svolto vari lavori: assicuratore, venditore, operaio, impiegato. Appassionato di letteratura, inizia a scrivere i primi racconti sin dalla giovinezza.
Nel 2010 ha pubblicato “La fonte del fabbro”, romanzo che racconta l’esperienza della guerra vissuta dal padre.
Seguono (2014) Orme insanguinate sulle isole galleggianti e I morti della Selva primo e secondo di una trilogia noir che vede come protagonista l’investigatore Brando Ferretti.
Arrighi è tra i fondatori del Movimento Dal sottosuolo, gruppo di autori con sede al Caffè Galeter di Montichiari e con i quali, nel 2014, ha pubblicato “Manifest’Azioni dal Sottosuolo” (Seam Edizioni).
Il Movimento Dal Sottosuolo con Fernando Arrabal (2013)

Basir Ahang, Sogni di Tregua, Gilgamesh Edizioni

SOGNI DI TREGUA
ISBN 978-88-6867-088-7, pp. 64,
prezzo di copertina € 9,00
Collana Le Zanzare N. 6, a cura di Andrea Garbin
Per ordinare il libro clicca QUI
Era (quasi) logico che prima o poi ci si incontrasse e così, infatti, è accaduto. Quel verso che la poesia unisce i popoli ancora una volta si rivela esatto. Per quei popoli che soffrono mancanza di libertà, di azione, quando non diviene ancor peggio di sistematica eliminazione. Questa la poesia e la vita di Basir Ahang, rifugiato in Italia da alcuni anni, (le notizie relative si trovano facilmente in rete) percorsa anche con la poesia la strada che, in qualche modo, renderà ancora più visibile il suo canto d'amore sconfinato verso il suo popolo, gli Hazara (primi fra tutti i familiari) che da sempre soffre la persecuzione e lo sterminio.
Una poesia civile, d'impegno quindi ma che non tralascia mai, anche nelle parole talvolta dure e\o amare, le ragioni dell'umano cuore ed è lì che diventa un canto ancor più doloroso e allo stesso tempo assume ritmi musicali ancora più intensi.
Nella collana diretta da Andrea Garbin, per le misteriose vie che percorrono i Poeti che hanno tanto da dire sulle proprie ferite, comuni a quelle di tanti perseguitati, per le Edizioni Gilgamesh - non poteva essere altrimenti - il risultato arriva e arriverà nelle menti e nei bisogni di chi quotidianamente svolge un lavoro di diffusione così raro, malgrado innumerevoli siano diventati i mezzi, sulla devastazione di terre e popoli senza stato e condizione, mentre ignaro l'occidente continua a sfruttarli e consumarli. Mi auguro che questa voce di Basir si diffonda e che anche la Poesia serva in qualche modo a fare conoscere situazioni quasi sempre sepolte nel nostro vivere quotidiano. (b.c.)

due "esempi" tratti dal libro

QUESTO MOMENTO MI APPARTIENE

Questo momento mi appartiene
per il peregrinaggio e lo sconforto
per tutto ciò che è stato e non è più
le orme dei miei piedi segnano il tracciato di molti
                                       confini
da Kabul a Roma
da Tamerlano a Giulio Cesare
passando per terre che trasudano de Gobineau

questo momento mi appartiene
ed io lo regalo a mia madre
che per tutta la vita ha ricamato i suoi desideri
su scampoli di cotone
solo per permettere a mio padre
di soffiarcisi il naso

per le mie sorelle isolate dal mondo
e per i miei fratelli
che al posto dei libri
senza averne l’intenzione
hanno imbracciato i fucili

questo momento mi appartiene
ed io lo donerò alle lacrime e alle grida
affinché il riflesso e l’eco
sveglino i sordi e ridiano la vista ai ciechi
della mia città
Basir con il poeta Mohammad Sharif Saiidi
al Festival Terre di Virgilio

questo momento non mi appartiene più
è tempo di andare
tocca a me raccontare le acque vagabonde
del Mediterraneo
affinché le orme dei miei piedi divengano indelebili


HO SOGNATO LA FINE DELL’ESILIO

Ho sognato la fine dell’esilio
e con esso la stagione della rabbia
in quelle gelate terre montuose
a me così care

Ashterlai e Nili
indossavano i loro abiti bianchi
e i corpi tremavano per il freddo

Quando arriverà la stagione dei Panj Toghal13
sono sicuro:
tornerò nella terra d’Hazaristan

Sotto i raggi della luna piena
le ragazze del paese formavano un cerchio
e con un Chardapal14
riuscivano a predire il futuro

Quando il canto di distici funesti
echeggiava in tutto il paese
io ero ritornato in Hazaristan
ed ero in cerca di te
per ricongiungermi alla mia essenza
e alla gente delle montangne
dai volti più tristi
dei Buddha di Bamiyan
che tremanti con le mani rivolte al cielo
pregavano per il passaggio indenne del Se Toghal*
le valanghe del furioso inverno

E ritornavo
per trovare la mia parte mancante
e con essa la Gul Andam dei miei sogni
come quando di notte
nella primavera della mia infanzia
cercavo le tue gote
nel riflesso dell’acqua

Il Chardapal continuava a predire il futuro
e il riflesso delle tue gote di melograno
era ancora visibile sullo specchio dell’acqua
e i palpiti del tuo cuore
Basir al con la cantante Elaha Soroor
al 
Festival Terre di Virgilio
che attimo dopo attimo
mi distruggevano
si mescolavano alla melodia del Dambura

Sotto la luna piena
per un attimo rigettati
nel nostro mondo d’infanzia
tra l’amore e la semplicità
vicino al vecchio stagno d’acqua calda
ogni cosa brillava
alla luce dei tuoi fulvi capelli

Come se ogni cosa fosse tornata al suo posto
e io impazzivo
ebbro di una gioia insperata
quando infine i nostri menti si avvicinarono
e la tua mano destra toccò il mio collo
ero finalmente ritornato
per dissolvermi in te

15 Fine dell’inverno.


Biografia dell’autore:

Basir Ahang è poeta, giornalista e attivista per i diritti umani nato a Ghazni, in Afghanistan, nel 1984. Laureato all’Università di Kabul in Storia e Letteratura persiana con una tesi sulla poesia contemporanea dell’Afghanistan, ha iniziato la sua carriera scrivendo per diversi giornali locali, fondando e lavorando come produttore radiofonico per Radio Malistan e per molti altri mezzi di comunicazione locali a Kabul. Nel 2006, mentre si trovava in Afghanistan, iniziò a collaborare
con un giornalista del quotidiano La Repubblica. In quel periodo, il giornalista e fotografo, Gabriele Torsello venne rapito dai Talebani nella provincia di Helmand.
Durante la presentazione a Mantova (22.5.15)
de "Le zanzare"con Andrea Garbin 
Basir è stato direttamente coinvolto nella liberazione del giornalista, ottenendo rapporti confidenziali da parte delle autorità dei talebani che detenevano Torsello. Ha avuto così modo di conoscere i nomi dei rapitori. Dopo il rilascio di Torsello, è stato oggetto di minacce e intimidazioni da parte dei Talebani e per questo costretto a fuggire dall’Afghanistan.
Nel 2008 ha ottenuto lo status di rifugiato politico in Italia dove tuttora studia e lavora. Nel 2009 e 2010 ha viaggiato in Grecia con l’obiettivo di documentare la tragica situazione dei rifugiati. Il resoconto di questi viaggi è stato raccontato nel suo documentario La Voce di Patrasso e nella pubblicazione di molti articoli su siti online tra i quali Kabulpress.org, del quale è responsabile per la parte relativa ai diritti umani. Da anni si occupa di diversi progetti volti a richiamare l’attenzione
sulla situazione del suo popolo e soprattutto degli Hazara, il terzo maggiore gruppo etnico in Afghanistan.
A questo fine ha fondato assieme al giornalista Kamran Mir Hazar il sito www.hazarapeople.com. Quest’etnia è infatti da tempo immemorabile oggetto di discriminazioni e tentativi di pulizia etnica in Afghanistan e Pakistan. Basir ha anche collaborato con UHNCR (Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati). Tra i siti che hanno pubblicato i suoi articoli vanno annoverati Kabulpress, “BBC” Persian, Deutsche Welle, Al Jazeera, Radio Zamaneh e Frontiere News. In qualità di giornalista e attivista per i diritti umani Basir è stato inoltre candidato al premio Images and Voices of Hope’s 2014 negli Stati Uniti. Basir si occupa anche di poesia e di cinema.
Ha recitato nel cortometraggio del regista Hazara Amin Wahidi L’ospite vincitore del premio Città di Venezia 2014. In veste di giornalista ha invece preso parte al documentario dei registi Razi e Soheila Mohebi “Afghanistan 2014”.

Questa è la sua prima pubblicazione in italiano.

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Naim Araidi al Simposio, testimonianze raccolte da Giuliana Bellorini


Dedichiamo da oggi e con piacere uno spazio al Simposio
- Via delle Orchidee, 4 - Lido di Cincinnato - Lavinio -
alla volontà di Giuliana Bellorini che mette a disposizione dell'arte la propria casa, il proprio tempo e i mezzi affinché le persone si riuniscano parlando di arte: musica, poesia, natura e tutto quanto trova sempre meno spazio d'incontro.
Da qualche tempo amici poeti che vengono a trovarci in libreria passano anche per la sua casa.

Purtroppo il 2 ottobre di quest'anno Naim ci ha lasciati.
Restano le sue parole scritte e il suo impegno per la Pace.

Questo quaderno -7- stampato e curato dallo stesso Simposio è dedicato a Naim Araidi, ospite al Simposio il 20 gennaio 2015 contiene interventi della stessa Giuliana, Stefania Battistella, Ivana Moser, Iago, Beppe Costa, Laura Quinzi, Rosa Marzullo


Abbiamo realizzato che questi interventi siano straordinaria testimonianza e così abbiamo caricato il pdf nella nostra pagina Pellicanolibri in modi da raggiungere più persone possibili.

Certi anche di fare cosa gradita anche agli autori presenti all'incontro col Poeta il 20 gennaio 2015

Per scaricare il testo basta cliccare QUI

Pellicanolibri: Catalogo in offerta speciale fino a esaurimento scorte


Un catalogo ricco e ancora attuale. 
Testi di Anna Maria Ortese, Goliarda Sapienza, 
Alberto Moravia, Manuel Vázquez Montalbán.
Fernando Arrabal, Luigi Capuana, Adele Cambria
Arnoldo Foà, Gaston Bachelard
e tanti altri
scarica il catalogo


La palabra en el mundo: Castellammare di Stabia 16 maggio 2015


Festival Internazionale di Poesia in nome della pace. Un abbraccio poetico universale, al quale si unisce anche la Città di Castellammare di Stabia. Il Festival, giunto alla sua IX Edizione, si svolge in contemporanea mondiale in oltre settecento paesi, integra la Reta di Festivals Internazionali di Poesia "Nuestra America" ed è Festival co-fondatore del Movimento Poetico Mondiale. Incontro con i Poeti e la Poesia di Andrea Garbin, Costanzo Ioni, Valeria Raimondi, Raffaele Ragone, Marcella Testa.

Organizzatrice per la Città di Castellammare di Stabia Liliana Arena, con il contributo dell'Associazione Culturale "Achille Basile - Le Ali della Lettura".
Con l'intervento dei Maestri: Giuseppe D'Antuono, clarinetto - Giovanni Dell'Aversana, chitarra - Aniello Palomba, chitarra - Paolo Di Lorenzo, violino, che esguiranno musiche di Filippo Gragnani.La palabra en el mundo IX edizione






Liceo Scientifico Severi ore 10

Circolo Nautico Stabia ore 19

La palabra en el mundo: Venezia 16-17 maggio 2015

con alcuni dei nostri più amati amici poeti
Zingonia Zingone





















Sabato 16 maggio 2015ore 16.00-18.00

Stefania Battistella 
Bistrot de Venise
Calle dei Fabbri, San Marco 4685
Apertura del Festival
Aspettando
La Palabra en el Mundo

Presentazione dei volumi
I naufragi del deserto e
Quest’amore, più forte del tuo silenzio

Conversazione-reading con
Zingonia Zingone, Silvia Favaretto,
Tiziana Agostini e Anna Lombardo


Domenica 17 maggio 2015
ore 10.00-18.00
Auditorium Santa Margherita
Campo Santa Margherita, Dorsoduro 3689
Igor Costanzo

Saluti delle Autorità e degli organizzatori:
Alba Beatriz Soto Pimentel, Ambasciatrice di Cuba in Italia
Giuliana Grando, Presidente del Festival
Segretaria di Italia-Cuba Circolo di Venezia Vittorio Tommasi
Susanna Regazzoni, Università Ca’ Foscari Venezia
Anna Lombardo, Direttrice Artistica del Festival

Readings di:
Stefania Battistella (Italia), Xánath Caraza (Messico),
Francis Combes (Francia), Igor Costanzo (Italia),
Vittoria Fonseca (Italia), Antonio Guerrero Rodriguez (Cuba),
Aurélia Lassaque (Francia), Cinzia Marulli (Italia),
Chi Trung Nguyen (Vietnam)


Omaggio a Mario Geymonat
con Carlo Franco, Anna Lombardo e Zingonia Zingone
a cura dell’AICC di Venezia
panoramica del gruppo

Interventi musicali con
Paolo Avanzo (sitar); Sorah Rionda (voce e chitarra classica),
Charly Bertolotto (chitarra elettrica e oud siriano)

Presentazione e lancio di BLIND SPOTS: progetto pilota della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace in collaborazione con Phonodia della Università Ca’ Foscari di Venezia
Seguirà rinfresco