Noe Gitano, Normalmente faccio altro, Pellicano, 2017

ISBN 9788899615284, pag. 124, € 10.00, ill.
Uscito meno di un mese fa, il libro di Alessandro Galli (Associazione culturale Pellicano) è già in ristampa e la prossima settimana avrà anche il battesimo del pubblico, dato l'argomento conviviale che propone, in un ristorante di Roma La Lanterna , presentato da Doriana Figliolini che, per affetto e complicità, verrà appositamente da Soronno (VA),
Anche in questo caso, come quasi sempre è accaduto, la scelta di proporre all'autore la pubblicazione è arrivata dopo aver letto alcuni stralci che, probabilmente affidava solo alle pagine di facebook. 
Sentivo in questi brani, oltre a un'ottima capacità di scrittura, una forte musicalità -malgrado il linguaggio spesso composto di poche parole- che avvicinavano le storie di Noe, alla mia e a quelle già narrate in romanzi che avevo scritto negli anni '80.
Visto che sono sempre stato io a scegliermi la gran parte degli autori pubblicati nei 40 anni di attività non potevo, e non volevo, negarmi ancora una volta tale possibilità essendo un testo ideale per la collana inediti rari e diversi della nostra associazione. Per averlo scrivi alla nostra Associazione
Così Stefania Battistella presenta il volume:
Un libro per capire -se ancora non lo abbiamo fatto- che tutti Noi siamo un po’ Noe.

Lo siamo quando, come dice lui stesso, lasciamo in giro le chiavi dei nostri diari segreti, o quando ci mettiamo in volto una faccia massacrata per farci chiedere come stiamo.Una delle cose da non dimenticare mai: siamo esseri emotivi; ciò vuol dire che siamo esseri che hanno un rapporto con l’emozione, devono averlo; quando quest’ultimo è positivo, siamo sereni come l’acqua e il suo mulino. Quando invece questo rapporto è cattivo diventiamo esseri incompiuti. L’unico antidoto al male dell’incompiutezza è quella “cosa” che viene ripetuta 28 volte dentro questo libro: l’amore.
La parola “bottiglia” viene ripetuta 31 volte, ma questa è un’altra storia.
Un estratto:
Tom è uno che continua ad amare. Uno che la paura la nasconde diversamente da me. Io mi ritraggo e lui dissipa. Io inaridisco e lui si prosciuga. Diversi modi di affrontare il percorso difficile fino al diventar stronzi. Ma ci applichiamo con successo entrambi, sia chiaro.
Thomas ama. Ama troppo, che sarebbe come dire che ama nulla ma lui non vuole sentirsele dire certe cose. Ha una moglie, un’amante, una segretaria. Ovviamente si scopa anche quella. Ma ogni volta che ottiene la parvenza di una serenità posticcia lui
si dedica ad altro.
E soprattutto ad altre.
THOMAS - Hai presente quella che...
NOE - Sì. Ho presente. Le ho presenti tutte e tre, in effetti.
THOMAS - Ma no! Intendo quella… Quella che non vedo più da un po’.
NOE - Il che fa di lei la migliore, suppongo.
THOMAS - Comunque... Mi sono accorto che frequenta un tipo.
NOE - Che sicuramente è meglio di te, che è più responsabile, più alto, più simpatico, si lava più spesso e la protegge meglio.
una immagine dal libro
THOMAS - Lo conosci?
NOE - No. Ma tanto è sempre così. Se tu sei quello che viene lasciato sicuramente l’altro è meglio. Anche se sicuramente non è vero nemmeno per un cazzo.
THOMAS - Comunque non è questo il problema. L’ho incontrata per caso e le ho fatto notare che dopo qualche mese già sta con un altro. E lei...
NOE - ...e lei ti ha detto che non stanno insieme, che è una cosa così, ed ha sminuito.
THOMAS - Precisamente!
NOE - Ma tu vedi bene che non è così.
THOMAS - Sì!
NOE - E mi vuoi chiedere perché lo faccia.
THOMAS - Chiaramente!
NOE - È la domanda sbagliata. È altrove, Tom. Lei è altro. Il problema è il tuo che ti poni domande.
THOMAS - Dovrei smettere di spiarla, dici?
NOE - Probabile.
THOMAS - Però è difficile.
NOE - Anche le equazioni algebriche di terzo grado lo sono.
THOMAS - Le sai fare?
NOE - No. Nemmeno quello.
THOMAS - Non sono mai stato un genio in matematica
NOE - Non vedo il motivo di scendere nel dettaglio. Anche nel resto non hai mai brillato. Fai l’avvocato!
THOMAS - Cazzo però!
NOE - Non puoi arrabbiarti, sei tu che ti sei laureato in legge.
THOMAS - Parlo di lei. Sono sicuro si sia innamorata.
NOE - Di quello con cui non sta insieme?
THOMAS - Eh…
NOE - Pensa che culo che hai. Con te stava insieme.
THOMAS - Stava con me…
NOE - E tu?
THOMAS - Io?
NOE - Tu.
THOMAS - Io non lo so.
NOE - Lo so che non lo sai. Si è sempre presi così tanto a fare a gara con gli altri che ci si dimentica spesso di indagare su quello che, poi, vogliamo davvero.
A volte mi domando 
una immagine dal libro
Alessandro Galli, romano e scrittore - nell'ordine - si occupa principalmente di teatro.
Da oltre dieci anni porta avanti la sua Compagnia in qualità di autore, regista e, talvolta, attore. Collabora con varie associazioni sul territorio italiano, producendo ed allestendo commedie, monologhi, attività laboratoriali, formazione aziendale ed eventi culturali. Negli anni ‘90 fa coppia autorale con Glauco Nespeca, chitarrista e cantautore, con il quale compone oltre 400 canzoni, alcune delle quali partecipano a manifestazioni come Sanremo Giovani e il Festival di Napoli oltre a comparire in quattro CD del musicista suddetto. Se rinascesse, probabilmente sarebbe un urside. Ma con meno capelli. Dice di sé: ditelo voi.
E non riesce mai a scrivere una biografia completa.


Antonino Caponnetto, Il sogno necessario, Pellicano 2017

ISBN 9788899615314, pag. 166, € 10.00
Dopo Agonie della luce, edito dalla nostra associazione Pellicano, abbiamo deciso, insieme all'autore che era il caso di riprendere un nostro 'sogno': stampare le poesia anche in lingua inglese, visto che sembra ancor più complicato far conoscere i nostri poeti, non solo in Italia, ma nel resto del mondo, visto che la rete offre delle possibilità d'incontro finora pressoché impossibili.
Viene così edito in questi giorni Il sogno necessario che completa questa esigenza,

In un periodo storico in cui parlando di poesia si fa metafora diretta all'acqua bollita, pensiamo di non sbagliare molto affermando che Il sogno necessario è anche -finalmente- la raccolta necessaria a ridare alla poesia ciò che le appartiene davvero. Una poetica quasi cinematografica che riesce ad allestire nella mente del lettore un preciso luogo, un preciso istante, una precisa emozione.
Gli eroi dei nostri giorni sembrano affannarsi per portare bandiere che non ci appartengono, così ci scopriamo tutti quanti antieroi pirandelliani in cerca di un qualche canone che differisca da una realtà che i più impavidi hanno il coraggio di rifiutare. Speriamo di dare il via, in questo modo, ad una ricerca di analisi sociale che sia in grado di destabilizzare, almeno un po’, questi nostri eroi scaduti.



1.
Oltre la linea bianca, il gialloverde
dell’erba luminosa sotto il sole.
Lungo la rosseggiante linea d’ombra
l’acqua trascorre d’un antico rivo.
Nel folto si nascondono gli amanti
ma tacciono ad un tratto gridi e risa.
Sulla radura indugiano i bambini
dagli occhi grandi come interi mondi.
Ai confini violetti dell’azzurro
Icaro leva l’affilato sguardo
e lancia sulla preda il suo falcone,
mentre da est s’addensano lontane
e tenebrose nubi.
È basso il cielo
di là dall’orizzonte: la burrasca
è già sul mare, e sferza il navigante.
È tempo di naufragi. Ma quaggiù,
nell’entroterra, non si sa del mare.
Ed è quaggiù che Icaro è felice.
Offre il braccio al riposo del falcone
e leggero carezza le sue piume.
L’orecchio squassa d’improvviso il tuono
e lieve pioggia opalescente cade.
Le voci delle madri in lontananza
le belle figlie chiamano alle case.

Beyond the white line, the green-yellow
of the luminous grass under the sun.
Along the reddening shadow line
the water of an ancient stream flows.
Lovers hide in the thick
but hush sudden cries and laughter.
On the clearing children linger
with eyes big as whole worlds.
At the violet borders of the azure
Icarus lifts his sharp look
and hurls his falcon on the prey,
while towards the far away East,
dark clouds gather.
The sky is low
beyond the horizon: the storm
is over the sea already, whipping the seaman.
It’s time for shipwrecks. But, over here,
in the backcountry, the sea is unknown.
And it is over here that Icarus is happy.
He offers his arm as rest to the falcon
and caresses lightly his feathers.
All of a sudden the ear jolts the thunder
and the opalescent rain falls lightly.
The mothers’ voices in the distance
call the beautiful daughters home.

2. 
Mille soli si spengono
quando una donna è mortalmente offesa
quando violenza oscenità follia
ne insudiciano il corpo
ne sfregiano e percuotono la mente
mille stelle si oscurano
quando contro di lei, giorno per giorno,
la tirannia malata
d’un maschio non più uomo, lui, che in fondo
odia se stesso e quelli del suo branco,
contro di lei, femmina madre donna,
senza sosta imperversa,
senza ragione. E d’improvviso uccide
in lei speranze e sogni.
Ogni bellezza in lei non ha più casa
ogni cosa è mutata nel suo opposto
ogni ferita è silenziosa colpa,
voglia di morte, odio senza fine.
Ma durerà per sempre tutto questo?
Di nuovo tu sarai
femmina madre donna, ancora e sempre
portatrice di vita, di bellezza
sorgente dell’amore quando il mondo
debellerà quel virus che lo uccide
adesso, qui, nel più nero dei giorni.

A thousand suns turn off
when a woman is mortally offended
when violence obscenity folly
litter her body
gash and beat her mind
a thousand stars darken
when, day by day, against her
the insane tyranny
of a male no more a man, he, who in truth
hates himself and those of his pack,
rages against her, female mother woman,
without justification,
without ceasing. Suddenly killing
her hopes and dreams.
Each beauty in her is homeless
each thing changed into its opposite
each wound is silent guilt,
death wish, endless hate.
Will this last forever?
You will be again
female mother woman, still and forever
bearer of life, of beauty
source of love when the world
will eradicate that virus that kills it
here, now, in the blackest of days.

3.
La voce risonante
dell’orologio avvisa:
è questo il filo della mezzanotte
sono vuote le piazze
vegliano al sussurrio delle fontane
le statue secolari
ragazza sola, come un’ombra lenta
tu scivoli
sui neri marciapiedi
nel tuo grembo, rifugio dei perduti,
cresce il figlio d’un dio che non ha nome
più tardi un misterioso messaggero
ti darà la notizia, le istruzioni
poi sparirà nel cielo mattutino
di luci fioche
l’alba già ti veste
come piccole gemme
luna e stelle
scintillano fra i tuoi
capelli bruni

The resounding voice
of the clock warns:
this is the midnight’s thread
the squares are empty
at the whisper of fountains
centuries-old statues watch over
lonely girl, as a slow shadow
you slide
over black sidewalks
in your womb, shelter for the lost,
grows the son of a nameless god
later a mysterious harbinger
will bring you the news, the instructions
to then disappear in the morning sky
with dim lights
dawn dresses you up
as small gems
stars and moon
sparkle amid your
dark hair

Antonino Caponnetto È nato nel 1950 a Catania (Italia), dove ha vissuto, salvo una breve pausa romana, fino al 1980. Dal 1981 vive a Mantova.
Opere:
Per l’Editore Campanotto, ha pubblicato due raccolte di poesie: Forme del mutamento (Udine, 1998) e La colpa del re (Udine, 2002). Per le Edizioni Kolibris, la silloge Miti per l’uomo solo (Bologna, 2009). Per l’Associazione Culturale Pellicano, Agonie della luce - Poesie 2012-2015 (Roma, 2015).
traduzioni:
Fernando Rendón, Qual era la domanda? (Poesie 1986-2016), Pellicano, Roma, 2016.
Con Pellicano collabora già da qualche tempo come curatore della collana poetica internazionale “Poetry by the Planet”.
È stato ospite di vari festival poetici, come il Sirmio International Poetry Festival, il Festival internazionale di Poesia Virgilio. Sue poesie sono state radiotrasmesse, altre sono apparse su riviste e antologie (le ultime: SignorNò, I dialetti nelle valli del Mondo 2016), LiberAzione poEtica (2017) tutti con l'associazione Pellicano, Roma, e No Resignación (Poetas del mundo por la no violencia contra la mujer). “Antología de Salamanca, Ayuntamiento de Salamanca” (ES), 2016. Suoi testi poetici o interviste si possono leggere anche online attraverso vari link. Diversi sono i suoi contributi critici, spesso in forma di pre o postfazioni alle opere di giovani, meno giovani o ben noti poeti. Presso le Edizioni del Trito&Ritrito, sono apparse (in un numero limitato di copie destinate agli amici), quattro plaquettes: A che serve? (2001), Le chiare strade (2002), Contromovenze (2003) e Petits cahiers pour la douleur du pauvre (2005).
Antonino Caponnetto was born in 1950 in Catania (Italy), where he lived - except for a brief period in Rome - until 1980. Since 1981 he lives in Mantua.
Works:
Poems Collections: Forme del mutamento (Campanotto Editore, Udine, 1998). La colpa del re (Campanotto Editore, Udine, 2002). Miti per l’uomo solo (Edizioni Kolibris, Bologna, 2009. 2nd Edition 2010). Agonie della luce - Poesie 2012-2015 (Associazione Culturale Pellicano,
Roma, 2015). Translations from Spanish: Fernando Rendón, Qual era la domanda? (Poesie 1986-2016), Associazione culturale Pellicano, Roma, 2016. With the Cultural Association “Pellicano” he’s working as the editor of the international poetic series “Poetry by the Planet.”
He was a guest of some poetic festivals, such as Sirmio, Virgilio. Some of his poems were radioed, others appeared on magazines and anthologies - for example SignorNò, I dialetti nelle valli del mondo, (2016) and LiberAzione poEtica (2017) all by A. C. Pellicano, Roma, or No Resignación (Poetas del mundo por la no violencia contra la mujer). “Antología de Salamanca, Ayuntamiento de Salamanca” (ES), 2016. Some of his poetic texts or interviews can be read online. Several are his critical contributions, often in the form of prefaces or afterwords to the works of young or wellknown poets. By Edizioni del Trito & Ritrito from Pieve S. Polo in Capannori, Lucca, four plaquettes have appeared (in a limited number of copies for the Author’s friends): A che serve? (2001), Le chiare strade (2002), Contromovenze (2003) and Petits cahiers pour la douleur du pauvre (2005).

Ray Allen e Fernando Eros Caro insieme in un libro e a passeggio col Grande Spirito

ISBN 9788899615291, pag. 138, € 12.00
Mettere in evidenza e pubblicare autori che difficilmente apparirebbero presso ‘grandi editori’: questo lo scopo del mio lavoro iniziato nel 1976 a Catania, con Pellicanolibri e proseguito fino al 1992 a Roma, (aprendovi anche una libreria), che continua con l'Associazione culturale Pellicano da qualche anno. Questo, scoprire lavori che difficilmente avrebbero spazio, è quasi sempre il merito di quella che per comodità chiamano ‘piccola editoria’. In realtà la gran parte di questi lavori verrà ‘notata’ e/o pubblicata (dopo) da editori maggiori. Molti di questi autori che inizialmente nessuno vuole, in passato vivevano isolati dal mondo letterario e spesso ridotti in difficoltà economiche. Ne cito alcuni: Bachelard, Ortese, Bellezza, Montalban, Ripellino, Arrabal, Sorel, Barone, Pelloutier, Cabet, Jodorowsky, Verdinois, Amendolara pubblicati in quegli anni.
Ma la storia non cambia neanche oggi, forse peggio, o accade la medesima cosa: la rete semmai metterà in evidenza i ‘festeggiamenti’ e le tante manifestazioni di autoproclamati scrittori e poeti.
In questo mio post però desidero segnalare due persone che vivevano in una situazione che definire ‘peggiore’ sarebbe solo delicato. Mi riferisco a Fernando Eros Caro (Nendy) e Ray Allen (Orso-che-corre). Questi due nativi americani sono stati rinchiusi nel carcere di San Quentin per oltre trent'anni, in attesa di essere giustiziati, con diversi processi rinviati e senza alcuna possibilità di pagarsi avvocati in grado di stabilire o dimostrare la propria innocenza. Fernando e Orso-che-corre non ci sono più, ma rimangono i loro racconti e i quadri: in carcere hanno imparato perfino l’italiano, a dipingere e a scrivere talmente bene che da anni e in vario modo vengono pubblicati.

Traggo dal blogspot di Marco Cinque:
“Ora, vorrei ringraziare di cuore il mio meraviglioso fratello adottivo, Marco Cinque; il nome indiano che gli ho dato è “U-wo-li gi-ga-ge”, che significa “Aquila Rossa”. E grazie anche alla sua amorevole moglie Lina “Summer Sun” e a suo figlio Stefano “Little Warrior”, per il modo in cui amano questo vecchio Orso. Un grande “WA-DO” (grazie dal centro del cuore), a un altro meraviglioso fratello adottivo: Maurizio “Drum Dancer” Carbone, che assieme a Marco “Red Eagle” portano Orso-che-corre a spasso per l’Italia, per farlo conoscere a tante persone, soprattutto a quei dolcissimi bambini delle vostre scuole. Senza il loro amore e sostegno questo tepee di cemento non avrebbe lo splendore che ha”.
Per conoscere il testo completo clicca QUI
Questo continua ad accadere, per volontà di “Aquila Rossa” malgrado Orso-che-corre non ci sia più da anni, (giustiziato il 17 gennaio 2006, con una iniezione letale nel carcere di San Quentin, all’età di 76 anni, di questi 30 passati rinchiuso un una stanzetta di poco più di 2 metri quadrati). E continuerà ad accadere anche per Fernando Eros Caro, altro fratello adottivo di Marco Cinque, scomparso in punta di piedi, oseremmo dire, grazie a un infarto che gli ha risparmiata l’umiliazione di una probabile esecuzione.
Fernando con Aquila Rossa (Marco Cinque) nel 2007
Visto che l’ex presidente Obama non ha ritenuto opportuno chiudere la propria carriera di nobel per la pace almeno con un atto di umanità che difficilmente potrà avere il successore Trump.
Di loro due, nativi americani e prigionieri di uno stato nemico rimangono le opere: quadri, disegni, lettere e racconti pubblicati in un volume della nostra associazione Pellicano che in qualche modo, prosegue dopo avere già edito due libri di Fernando, Non smettete mai di sognare (2015) e Saai Maso (2016).
Quello che risalta subito leggendoli è la grande capacità espressiva che non cade mai nel patetico e ci appare piuttosto come un film sequenza dopo sequenza raccontando attraverso racconti, solo apparentemente divisi, la propria giovinezza, l’apprendimento della ragione amorosa e la capacità di raccontare anche la tragedia non tralasciando consapevolezze con un certo sorriso ironico.
Questa frase di Fernando dovrebbe essere incisa nei cuori di coloro che determinano le morti altrui e che non posso non chiamare 'boia': “...perché si può vivere, si può morire, ma nessuno dovrebbe vivere aspettando di morire..”.

I dialetti nelle valli del mondo, libro-spettacolo a Montichiari

pag 102, € 10.00, 9788899615246


I DIALETTI NELLE VALLI DEL MONDO

Pubblicata in gennaio 2017 una nuova edizione (Associazione Culturale Pellicano) con altri testi e altri autori

Gli autori:
Andrea Garbin, Antonino Caponnetto, Basir Ahang, Enrico Ferrario, Gastone Cappelloni, Giovanni Fierro, Lisa Bortolato, Luigi Cappella, Marco Cinque, Michele Zizzari, Pierluigi Vicini, Rosana Crispim da Costa, Rossella Renzi, Valbona Jakova, Viorel Boldis

Alcuni di loro daranno vita ad una nuova versione dello spettacolo che avrà luogo il 22 gennaio prossimo a Montichiari a cura del Movimento dal Sottosuolo.
clicca QUI per conoscere i dettagli.
Come scrive Alfredo Spanò nella nota conclusiva al libro:

Fondamentale è il ruolo svolto dalla musica all'interno
di “I dialetti nelle valli del mondo”: non un ruolo marginale, secondario, non musica di accompagnamento, non musica di sottofondo. Gabriele Biei, Peppe Consolmagno, Angel Galzerano, Jamal Ouassini, Vincenzo Santoro, Pierluigi Vicini, Sandro Carta, Luciana Elizondo, sono stati e saranno ancora protagonisti dello spettacolo altrettanto quanto i poeti e, con gli strumenti più diversi: a corda, le percussioni, i fiati, hanno saputo trasformare la musica in poesia, ciascuno infondendovi la propria forte individualità, tutti a un livello artistico di rara qualità, e sono entrati compiutamente (grazie all'attenta regia di Rosana Crispim da Costa) nello spirito della manifestazione, in perfetta sintonia con i poeti.[...]





in occasione della serata finale e delle premiazioni del concorso dialettale El Riàl, l’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo propone:
I DIALETTI NELLE VALLI DEL MONDO

spettacolo di musica e poesia
per la prima volta a Montichiari!

domenica 22 gennaio 2017
alle ore 17:00
presso il Teatro Bonoris di Montichiari (BS)
regia: Rosana Crispim da Costa


musiche di:

Angel Galzerano, Vincenzo Santoro, Maurizio Murdocca (Trio Pangea) 
e di Jamal Ouassini (violino)
con i poeti:
Basir Ahang (Afghanistan), Viorel Boldis (Romania), Lisa Bortolato (Venezia), Luigi Cappella (Pennabilli), Rosana Crispim Da Costa (Brasile), Giovanni Fierro (Gorizia), Andrea Garbin (Castel Goffredo, MN), Valbona Jakova (Albania), Enrico Ferrario (Montichiari, BS)

Per acquistare il libro vai sul nostro SITO

NO RESIGNACIÓN, 135 poeti di tutto il mondo per dire no alla violenza alle donne


Da Salamanca (Spagna) l'impegno per una protesta internazionale contro la violenza alle donne attraverso la pubblicazione di un libro 
“NO RESIGNACIÓN” che raccoglie 135 poesie di autori di tutto il mondo, curato dal saggista poeta Alfredo Pérez-Alencart e coordinato da Cristina Klimowitz. Il volume è arricchito da 45 disegni dell'artista Miguel Elias
Alcuni autori nella sezione finale sono pubblicati anche nella lingua originale.
Ho raccolto volentieri l'invito del poeta Alfredo Pérez Alencart, (nato a Puerto Maldonado, Perù (1962) attualmente  Professore di Diritto del Lavoro presso l'Università di Salamanca) unitamente a Igor Costanzo, Stefania Battistella e Antonino Caponnetto.

Per scaricare l'antologia clicca QUI

Per saperne di più vai QUI

I nostri contributi

SEÑOR DIOS, SEÑORA INTELIGENCIA (Stefania Battistella)

Yo no soy una bomba,
no soy un niño muerto,
no soy Hamas y no soy Israel
y no soy ni siquiera Sudán ni Mali,
Siria o Líbano,
no soy ni siquiera aquello
no soy los muchos mutilados y ni siquiera las enfermedades
y tampoco la aspirina que bastaría para sanarlos
aún menos soy la concepción de la vida
y aquella que permite el hambre, mosquitos y vientres hinchados.

No soy el Islam y no soy el Cristianismo
no soy las cruzadas y no soy los egipcios
no soy un esclavo y no soy ni una hechicera ni un mago.

No soy un bunker
no soy un campo de concentración
no soy una prisión y no soy un mortero.
No soy una pistola o un fusil o una piedra lanzada,
ni siquiera el ácido en el rostro.

No soy ni siquiera un misil en la frente de un hospital
no soy una ambulancia
que dispara sólo cuando parte y no dispara al volver

no soy un jefe de estado corrupto
ni un partido extremista por un lado o por el otro
ni siquiera un ciudadano que se llena la boca de palabras
sin saber por dónde llegan
no soy ni blanco ni negro
no soy el Papa no soy Mahoma

no soy Buda y cada otro nombre que haya tenido
esta concepción y su relativo movimiento.

No soy estúpida, y no soy ni siquiera muy inteligente,
sin dudas, lo que sé es que no soy una madre que llora
porque ya no soy madre

no soy la locura del hombre
y sobre todo no soy todas sus concepciones.

Sé todo lo que no soy,
pero, excepto eso, no queda nada más
que lo que soy.

¿Cómo se hace para ponerlo todo en práctica,
querido Dios, querida Inteligencia?


La prima presentazione è avvenuta al Teatro liceo di Salamanca giovedì 17 novembre



EN EL MÁS NEGRO DE LOS DÍAS (Antonino Caponnetto)

Mil soles se apagan cuando una mujer se ofende mortalmente
cuando locura, obscenidades, violencia
ensucian su cuerpo
cicatrizan y dañan la mente,
miles de estrellas se apagan cuando contra ella, día a día,
la tiranía de un varón enfermo que ya no es un hombre,
y que en el fondo
odia a sí mismo y a los de su manada,
contra su madre hembra mujer
sin cesar descarga.
Sin razón. Y de repente mata
sus esperanzas y sus sueños.
Cada belleza en ella ya no tiene casa
todo se transforma en su opuesto
cada herida es culpa silenciosa,
deseo de muerte, odio sin fin.
¿Pero todo esto va a durar para siempre?
Una vez más tú serás
hembra, madre, mujer
ahora y siempre
portadora de vida, de belleza
fuente del amor, cuando el mundo
erradique el virus que lo mata

ahora, aquí, en el más oscuro de días.


ESQUINA EPÍLOGO (Igor Costanzo)

Odiar a la violencia es un hito antiguo
al que se llega después de una larga
manera de dejar un legado
a los que heredarán la tierra.
Ocurre suerte, fuerza
e inteligencia, y el que debe probar
para creer corre el riesgo de ser asesinado
o de matar.
Ella gritaba que fue un accidente,
un empujón estúpido en un borde
de la madera, así trivialmente
se consume el epílogo,
no quería, no quería,
pero ya no sirve de nada.



MUERTE DE AMOR (Beppe Costa)

Trabajaba las imágenes
pasando por delante de la tele
cocinaba mal
comía siempre pizza y calabacines
era celosa
¿yo era celoso?
Con la manía de los zapatos
ocupaba toda la casa
tenía un amante
pero yo también tenía un amante
y no lograba tener dos
votaba a la Izquierda
cuando la Izquierda había desaparecido
yo roncaba, y le fastidiaba
(no se puede vivir así, entre dos)
era demasiado bonita
y se le habían subido los humos
así que tuve un raptus y la maté
y había sido licenciado
matar viene bien para la salud, te vuelve libre
la maté para protestar
pero, quizás la maté por quererla demasiado
sí, en serio, demasiado.


Traducción de Stefania Di Leo


Fernando Rendón Qual era la domanda?


Certamente l’amore estremo per la poesia ha condizionato tutti i giorni della mia vita che, sarebbe stata ben più terribile, se non avessi fatta questa scoperta sin da giovanissimo, grazie al fatto di una madre libraia e grande lettrice.
Così, raggiunta un’età ragionevole, riuscii ad occuparmene come editore.
Raccontare le difficoltà a chi non conosce il mondo editoriale sarebbe inutile e non è questo il luogo. Rimane il fatto nei libri, nei tanti libri pubblicati che, quasi sempre, hanno provocato l’incontro con l’Autore, avvenuto a volte subito come per Goliarda Sapienza o Alejandro Jodorowsky o dopo 30 anni come nel caso di Fernando Arrabal.
Ormai sono più che convinto, malgrado vendite e successo editoriale siano state sempre al di sotto delle mie possibilità - per questo, spesso, si rimane soli - mi è dato ormai immaginare di avere un grande fiuto. Se alcuni autori li avessero scoperti i grandi editori subito e non dopo 30 o 40 anni, qualche volta le loro vite sarebbero certamente state migliori, almeno dal punto di vista economico. Ma tant’è, come accennato la vita in arte raccoglie altre soddisfazioni.
Come in questi giorni, dopo avere scoperto, questa volta in rete, le poesie di Fernando Rendón, ne ho parlato subito con l’amico Antonino Caponnetto chiedendo se poteva aiutarmi a realizzare questo sogno, traducendo per me, per noi, quello che considero un grande autore. Ciò che provo leggendolo mi fa sentire complice e, come accaduto altre volte, già amico per ciò che pensa scrive e fa. Riscrivo qui la parte finale dell’introduzione di Caponnetto e alcune poesie dell’Autore, certo, ben poche rispetto a un volume di 200 pagine.
b.c.

[,,,Credo - e lo ribadisco qui con altre parole - che in Fernando Rendón poesia e vita coincidano fra loro in una grande unica aspirazione, la più degna da immaginare per ognuno di noi: che l’essere umano possa finalmente liberarsi dalla paura e dalla costrizione (o se si vuole, dalla coazione a ripetere), sapendo bene che ciascun individuo può realizzare questo grande sogno soltanto insieme agli altri, in quanto parte di una totalità umana quotidianamente consapevole e ormai pronta a incontrarsi con il proprio Tutto, il quale ci contiene eppure ci trascende.
Un libro necessario, per me, questo, sul cui valore intrinseco, non ho dubbi ne remore, un’opera antologica che permetterà agli italiani di accostarsi, anche attraverso la lingua originale, a una poesia e a un poeta la cui lettura non potrà che essere fonte di gioia per chi ama profondamente la grande poesia.
Credo inoltre che, chi si avventurerà nella lettura di questo poeta cosi umanamente vicino, non potrà evitare di sentirsi sospinto verso nuovi e più intensi approfondimenti della sua poesia].
 Antonino Caponnetto, 10 agosto 2016.

1. Realistas

En la brumosa landa del tiempo
implacables guardafronteras de la realidad

Por él sentenciado
un suicida que no muere
perpetuamente se ahorca

Prohibido a las naves
alejarse de orillas y faros
para eludir tempestades
desatadas por el miedo

Por el arcabuz y el cruzado madero de ciprés
latitudes que preservaban el sueño
abruptamente fueron despertadas a la muerte

Desde entonces
poetas acusan de locos a poetas

Y cubiertos de escarnio
los a ún rebeldes
habitan un reino sin rey
donde puertas de esmeralda
que no pueden ser vistas
conducen a un inmemorial jardin de fuerzas

Realisti

Nella brumosa landa del tempo
implacabili guardafrontiere della realtà

Dal tempo condannato
un suicida che non muore
perennemente s’impicca

Vietato alle imbarcazioni
allontanarsi da sponde e da fari
per fuggire tempeste
scatenate dalla paura

Con l’archibugio e il crociato legno di cipresso
latitudini che preservavano il sogno
bruscamente furono risvegliate alla morte

Da allora
poeti danno dei pazzi a poeti

E coperti di scherno
i tuttora ribelli
abitano un regno senza re
dove porte color verde smeraldo
che non possono esser viste
conducono a un giardino di forze immemorabile

2. Deseo

          “¡Contra la muerte, coros de alegría!”
          (P. Barbajacob) 

Si fuera posible, si lo sonado fuera, si se alcanzara, dices.
Si aquello que yace en el fondo se irguiera, si amaramos nuestra tierra,
si se lograra.
Si nos reconocieramos, si no nos apegaramos a lo que nos ata, si se
consiguiera.
Si llegara ese momento, si la alegria feroz nos invadiera, si se pudiera.
Y si nos amaramos, si fundaramos ese pais, si volvieras para quedarte
entre nosotros para siempre.


Desiderio

          “Contro la morte, cori di gioia!”
          (P. Barbajacob)

Semmai fosse possibile, se quanto noi sogniamo fosse, e se si raggiungesse,
dici.
Se ciò che giace in fondo si levasse, se noi amassimo la nostra terra, se
in questo si riuscisse.
Se ci riconoscessimo l’un l’altro, se non ci affezionassimo a quanto poi
ci lega, se questo si ottenesse.
Se giungesse improvviso quel momento, se la gioia feroce ci invadesse,
se tanto si potesse.
E se ci amassimo, se quel paese uniti edificassimo, se ritornassi tu per
rimanere fra noi per sempre

3. Movimiento
I
Se renuevan sin tregua los ciclos
violencia y reposo se suceden
El oro adentro se transforma
Del origen a la desembocadura
se desdobla un lecho dorado
se alternan los ritmos
con dolor se dilatan los cauces
Es dificil nacer en otra época y lugar
Es el rio que todo atraviesa
y cae se purifica distribuye
golpea murmura acaricia
avanza se enturbia centellea
inutil aferrarse a orillas
la corriente perpetua arrastra las manos
Se lava tu sed en una espiral de flores
afanosa corres sobre suelo lunar
II
Mineros sin edad han entrado en tus aguas
hasta la cintura
y en extranas bateas lavan tu alma
una y otra vez por siglos
laváran tus suenos
hasta que oro y sol se hagan uno
y así no te hayas deslizado en vano
por el cuerpo del firmamento y de la tierra


Movimento
I
I cicli senza tregua si rinnovano
violenza e riposo si susseguono
L’oro al suo interno si trasforma
Dall’origine allo sbocco
si dispiega un letto dorato
si avvicendano i ritmi
con dolore gli alvei si dilatano
È difficile nascere in altra epoca e luogo
È il fiume che tutto attraversa

e cade si purifica elargisce
colpisce mormora accarezza
avanza s’intorbida scintilla
inutile aggrapparsi a qualche sponda
la corrente incessante trascina via le mani
Si lava la tua sete in una spirale di fiori
affannata tu corri su terreno lunare
II
Minatori senza età sono entrati nelle tue acque
fino alla cintola
e dentro vassoi strani lavano la tua anima
più e più volte per secoli
laveranno i tuoi sogni
fino a che oro e sole siano uno
e così tu non sia trascorso invano
lungo il corpo del firmamento e della terra


ISBN 978-88-99615-17-8 pp. 198, € 12.00
pag. 198, € 12.00 Per acquistare il libro scrivere a pellicanolibri@libero.it


4. Generacion

Había qué seguirse a sí mismo.
Había qué remover tan solo la palabra montana.
Había qué eludir la celada de la civilizacion.
Había qué volar las esclusas de la razon.
Había qué hacerse invisible a las patrullas.
Había qué hallar el mapa de la vida.
Había qué fundar el paisaje en esta comarca de fantasmas.
Se trataba de saber morir y renacer aquí y ahora.


Generazione

Bisognava seguire se stesso.
Bisognava rimuovere proprio la parola montagna.
Bisognava sfuggire all’agguato della civiltà.
Bisognava far saltare le barriere della ragione.
Bisognava farsi invisibile alle pattuglie.
Bisognava trovare la mappa della vita.
Bisognava fondare il paesaggio entro questa regione di fantasmi.
Era questione di saper morire e nascere di nuovo qui e ora.

5. Metamorfosis

Sobre un camino de polvo
camino tras la anciana
que gesticula hablando a solas
Con el cuerpo agobiado por el tiempo
evoca a escondidas su juventud
y su rostro resplandece
Paso a su lado y la miro
pero al sentirse descubierta
recobra, avergonzada, la vejez.

Metamorfosi

Lungo una strada di polvere
avanzo dietro all’anziana
che gesticola e parla da sola
Con il corpo spossato dal tempo
evoca di nascosto la propria giovinezza
e si fa risplendente il suo volto
Mi metto al suo fianco e la guardo
ma lei nel sentirsi scoperta
di nuovo, vergognosa, si fa vecchia.


Fernando Rendón (Medellín, Colombia, 1951), oltre che come poeta, è noto sia grazie al suo lavoro di giornalista, svolto per quotidiani quali “La opinión” o “El Correo” sia per aver fondato varie riviste di poesia, fra le quali “Clave de Sol”, “Imago” e “Prometeo”. Ma anche, e soprattutto, per aver fortemente contribuito alla creazione del Festival Internacional de Poesía di Medellín, che ha raggiunto una grande popolarità negli ultimi decenni.
Tra le sue opere possono sottolinearsi Contrahistoria, Los motivos del salmón, La rama roja e Canción en los campos de Marte, per le quali Rendón ha ricevuto importantissime designazioni e onorificenze; fra l’altro, in due occasioni è stato finalista del Premio Nacional de Poesía dell’Università di Antioquia. Inoltre, le sue opere sono state tradotte in varie lingue e sono apparse in numerose antologie. Ha collaborato con la fondazione dei Festival Internazionali di Poesia di San José de Costa Rica e San Salvador, e con quella della Red de Festivales Internacionales de Poesía de Latinoamérica, fornendo la sua consulenza nel crearne altri, come il Festival Mundial de Poesía del Venezuela.
Per l’altezza come per la profondità, per l’universalità come per l’intensa singolarità della poesia di Rendón, la sua attività in ambito poetico assume, oggi più che mai, un alto valore sia artistico che umano, sia per il singolo che per l’intera collettività. 



Elda Mari, La guardiana del Tevere, Pellicano

Elda Mari, La guardiana del Tevere, (Pellicano, associazione culturale) sarà presentato al Simposio di Anzio

La capacità di raccontare in brevi storie complete è il segno distintivo di Elda Mari.
pag. 98, € 10.00
Personaggi solo apparentemente del passato, che si nascondono, anche se non sempre, in ognuno di noi, sono talmente vividi anche nel presente e certamente lo saranno in futuro. La sintesi delle emozioni tracciate con passionalità miste all’ironia saranno la gioia del lettore che si ritroverà in molte situazioni qui narrate. Dove, più che altrove, sono descritti i limiti dell’uomo e la forza ma anche i limiti delle donne.
Così introduco il libro di racconti La guardiana del Tevere.
Incontro Elda per la prima volta proprio al Simposio e nei gesti oltre le parole scopro la capacità dell’ironia e dell’autoironia. In questa occasione mi regala il suo libro di racconti precedente, Il cappello di carta: divertente, ironico con punte di sarcasmo, ma anche di tenerezze e d’allegrie che leggo d’un fiato. Poi, a mia insaputa, partecipa all'inedito per la poesia al Premio città di Sassari (che porta il mio nome) ma non ho nulla a che fare con la giuria e vince! Neanche avessimo programmato tutto questo! Oltre la somma prevista dal Premio, il vincitore ha diritto alla stampa gratuita di un libro di poesie da parte della nostra associazione Pellicano, della quale faccio parte, che dire!
I diavoli hanno stabilito che l’autrice ha fiuto ed io naso. Nel mondo corrotto della cultura queste coincidenze sarebbero incredibili ma la mia vita di editore lo ha già più che dimostrato, avendo pubblicato autrici rifiutate dalle grandi case editrici, quali Goliarda Sapienza o Anna Maria Ortese, solo per fare due nomi, riconosciute oggi fra le migliori scrittrici italiane del secolo e non solo.
Ma torniamo al libro, che presentiamo al Simposio di Anzio, ripetendo le parole di Antonino Caponnetto:

“Il pregio, il valore letterario, dei racconti di Elda Mari è innegabile. Le sue storie, che solo in apparenza sono distanti dalla nostra contemporaneità, ne costituiscono, a ben guardare, il preludio. In questo libro, al di là della disaffezione, la chiusura mentale, il gretto egoismo (si legga, a questo proposito, ‘La figlia bruttina’), è l’amore, nelle sue diverse forme e manifestazioni, a farsi protagonista. Tuttavia il linguaggio chiaro e ricco di precisazioni e rimandi non è mai romanticheggiante né sentimentalistico. Esso attinge a sentimenti profondamente vissuti, spesso contrastanti, non sempre espliciti, ma riesce a farli convivere e fluire in noi e nel libro in virtù di una grande capacità espressiva e descrittiva che fa di questa raccolta un unicum del quale non è possibile privarsi.”

Elda Mari (Roma 1940) rivelando un precoce talento per la poesia, a diciotto anni decide di dedicarsi alla creazione di canzoni e supera l’esame alla SIAE come autrice e melodista di musica leggera, campi nei quali si distinguerà presto con canzoni di un certo successo come Welcome to Costa Smeralda e Se non hai nessuno al mondo, selezionata dalla giuria nel festival di Sanremo del ‘62. La sua canzone Pelle di bandito, viene inserita nella colonna sonora del film omonimo di Pietro Livi e un altro suo testo fa parte della colonna sonora de I guerrieri del Bronx. Nei primi anni sessanta è scelta per tradurre in italiano i testi di famose canzoni straniere, come The lady is a tramp, Last time I saw Paris di Frank Sinatra e True love incisa col testo italiano da Nancy Sinatra, e Invitango di Brigitte Bardot. Le sue più recenti pubblicazioni sono: Viver diversi (2012) la sua prima raccolta di poesie, l’anno successivo il romanzo La rana pensatrice e, nel 2014, i racconti Il cappello di carta.