Premio Nazionale di poesia Masio Lauretti, testi premiati, 2017

pag. 100, e 10.00 ISBN 9788899615338
se vuoi avere il libro scrivi QUI











Valeria Mazzer

 Premio nazionale di poesia “Masio Lauretti” Seconda Edizione, 2017

Piuttosto orgoglioso di portare avanti questo concorso dedicato agli alunni delle scuole medie e superiori che hanno così modo di esprimersi liberamente e personalmente, al di là di ciò che la società sembra imporci su come loro 'i giovani' sono.
Anche quest'anno la manifestazione ha avuto successo, in special modo per quei temi trattati dai ragazzi come guerre, migrazioni, bullismo che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, gli adulti sembrano ignorare.
Altre notizie le trovate sul sito dell'Associazione che, assieme all'insegnante Franca Palmieri, ha avuto l'idea di dar vita a questo Premio. 
Mia intenzione in questo post è quella di far conoscere i versi premiati (con le motivazioni in corsivo) di alcuni di questi straordinari ragazzi, fermo restando che l'intero libro è assolutamente da leggere per comprendere la differenza dell'uso della parola poetica da parte dei più giovani.



                                    Sezione A - scuole medie

Valeria Mazzer - 1° classificata

Sogni d’oltre mare

Pensami tra i solchi delle tue mani stanche
nei tuoi momenti in terra straniera.
Pensami come il profumo delle tue valigie
nei giorni di ritorno dove il tempo vola.
Cercami tra i tuoi pensieri e il tuo amore
tenendomi con te in una tasca ove io
cercherò note per musica
che ti accompagni nei momenti difficili.
Cercami tra i viaggi, sogni e ricordi
su terre d’oltre mare
ma dentro il tuo cuore
perché tu sia sempre il gigante
nei miei sogni di oggi e di domani.

L’accoglienza è un pensiero che viaggia tra i segni della fatica di
un migrante in terra sconosciuta, è una musica che allevia la sua
sofferenza, è un profumo che gli ricorda casa. In un ritmo lento che
sembra seguire le lunghe traversie di un profugo per divenire più
sollecito nel finale rassicurante, si alternano suoni cupi e luminosi che
suggeriscono di volta in volta immagini tristi e tenere, tali da rivelare
grande comprensione e forte empatia. È sentirsi parte di un cuore che
abbraccia il mondo.


Raffaele Fiore - 2° Classificato


Davanti ai miei occhi

Io vivo dentro
un’armatura meccanica
da sempre,
ne comando i movimenti con la mente.
Non sono io.
Io sono chiuso dentro
seduto o supino o sospeso,
le membra inerti.
Da sempre.
Vedo attraverso uno schermo
Raffaele Fiore
davanti ai miei occhi.
Sento attraverso auricolari
nelle orecchie.
Ma io vedo e sento
anche se sono spenti.
Io vivo dentro un castello inespugnato
pieno di echi, risonanze e spettri
intatto da sempre.

Sentirsi vivi in un freddo involucro esteriore, in un meccanismo
da azionare, conferma una consapevolezza acquisita nel tempo: il
distacco tra la propria interiorità e l’aspetto esterno. Si ha l’impressione
di una forte chiusura, espressa anche dai versi brevi, incisivi e dalle
frequenti pause. La scelta delle parole e dei suoni produce immagini
di estraniazione e una sorta di disagio, che in chiusura sembrano
attenuarsi in una sensazione di sicurezza. Un cammino sorprendente
alla scoperta della propria identità.


Azzurra Simeoni - 3° Classificata

Riflesso di un uomo vero

Fece la Guerra venerando la Pace
diffuse l’Odio osannando l’Amore
Azzurra Simeoni
chiamò mostro il suo riflesso
cercò l’originale condannando il diverso.
Sulla distesa di papaveri rossi.
Giorno nasce gelido e senza
stelle Notte lo saluta triste.
Quando un Dì nuovo illuminerà la Terra
Notte ritroverà le sue stelle.
Egli avrà fatto la Pace cacciando la Guerra
avrà diffuso l’Amore esiliando l’Odio
avrà cercato l’originale trovando il nuovo
avrà guardato il suo riflesso
e l’avrà chiamato Uomo.

Qual è l’uomo vero? Colui che provoca la guerra, desiderando la pace,
che diffonde l’odio esaltando l’amore, senza riconoscere il Male in sé?
Corrono giorni in questi tempi che gelano al sorgere e intristiscono
di notte. La speranza è attendere un giorno nuovo che annulli le
contraddizioni dell’uomo, capace di riconoscere se stesso e la sua
provenienza: l’uomo vero che potrà diffondere l’amore. Immagini
suggestive e nitide in un crescendo di pathos che, con grazia, confluisce
nella chiusa per rispondere a un desiderio che tutti coltiviamo: la
pace.


Sezione B – Scuole superiori

Giuseppe Piccolo - 1° Classificato
 
Giuseppe Piccolo
Ventun grammi

Ricurvai il terrore della mancanza
nell’anonimo ottenebrarsi dei ricordi
che ripidi e scoscesi colarono a picco
sotto la mia ennesima, timida sincope.
Mirabile fui nello sbiadire
tra le intricate tautologie
dettate dai versi asincroni
e strazianti delle mie mute membra.
Lasciai che ogni origami
ridiventasse pagina
marmorea e caliginosa
come il torpido avvenire.
Attonito
con le pupille
ormai girate
l’oblio mi abbagliò.
Ventun grammi,
un fardello
troppo incandescente
per un uomo così tenue.

Il giovane poeta affresca sapientemente scorci inediti della realtà interiore.
Ricerca singolare e dalle forti implicazioni intellettuali la
sua, mai sterile esercizio sperimentale delle abilità linguistiche ma al
completo servizio di un talento che mostra di aver superato lo scoglio
dell’età adolescenziale.

Amore Lan

Ti cederei i miei follower
retwittando ogni tuo click
e aggiungerei una reazione
a tutte le tue localizzazioni.
Il mio snap sarebbe colmo
di hashtag ad effetto
screenshotterei ogni tua frase
per la mia storia di Instagram.
E ogni foto in cui ti vedi brutta
la photoshopperei con i filtri migliori,
così da eliminare tutti quei malware
che passano per il tuo sistema operativo.
Spenderei tutti i miei bitcoins
per abbellire il tuo avatar
e per unire i nostri account
passerei alla versione premium.
Ogni mia mail con rose virtuali
rimane soltanto pattume per un blog.
Lascio a te il mio ultimo like
e, con rammarico, stacco il mio Wi-Fi.

Ex aequo con “Ventun grammi”, dello stesso autore, la lirica di Giuseppe
Piccolo conferma il carattere di ordinaria eccellenza della sua
scrittura. Un amore senza banali ripiegamenti, descritto con i termini
di una postazione informatica. La metafora si fa slang mantenendo
l’equilibrio tra la musicalità e il senso.


Vittoria Amati - 2° classificata


Pancratium nero

Un’ampollosità di odori
affumicava i suoi occhi
aridi, tali erano i lidi
ch'egli solcò con disprezzo.
Alici su pani bruciati
nelle mani di nereidi
ammaliate dal sapore
di vivande e passioni,
erano ispide
per le loro labbra perlate.
Invidiava la villeggiatura,
Vittoria Amati
simbolo di vite placide
contornate da sprechi,
deboli pianti
che ricordavano la scampata fine.
Al presente era un ghiacciaio
sentimenti e movimenti fermi,
era curiosità dei figli
incubo abitudinario dei simili.
Si distese tra le rocce,
camaleonte oscuro,
a cercare Marte tra gli astri
per ardere con esso.
Poi un richiamo
le acque specchiavano una morbida donna
coperta di anthemis
l’amò cadendo in mare
come Narciso
morì per troppa bellezza.

Versi raffinati che si ispirano alla tradizione orfica, densi di suggestioni
sensoriali e richiami epici. Il profumo del “giglio di mare”
tinto stavolta di significati notturni, in bilico tra terra e mare, sta a
consacrare il Mito e la bellezza, talvolta tragica, dei sentimenti e dei
desideri.

Nicolò D’Ignazio

Nicolò D’Ignazio - 3° classificato

Omnia fert aetas

E l’icore velenosa
bagna i campi
dove nascono
i tulipani.
È il sangue del cielo,
del dio,
il mio.

In pochi, lapidari ed elegantissimi versi si intuisce una autentica vocazione umanistica e filosofica. 
Egli rivolge uno sguardo maturo all'eternità
del confronto dialettico tra Uomo e Divinità dove la natura,
nella sua manifestazione più ferina, riveste il ruolo privilegiato di intermediatrice.


Festival Internazionale Virgilio Terza edizione -Anteprima-

La terza edizione di Mantova Poesia – Festival Internazionale Virgilio è ormai vicina. Quasi cinquanta i poeti, saggisti e studiosi che parteciperanno. La rassegna, curata dall'associazione La Corte dei Poeti, si svolgerà dal 18 al 21 maggio prossimi.

Il comitato organizzatore di Mantova Poesia, in vista della kermesse di maggio, ha pensato di realizzare quattro “tappe di avvicinamento” che avranno lo scopo di illustrare la poetica di alcuni dei principali protagonisti del Festival. Tali appuntamenti saranno ospitati nella Sala delle Colonne della Biblioteca Baratta di Mantova, in corso Garibaldi 88. Tutti gli incontri, a ingresso libero, inizieranno alle ore 21 e prevedono relazioni tematiche e contributi video e audio relativi agli autori selezionati.
Giovedì 13 aprile si comincerà con la serata dedicata a conoscere la poesia di Franco Loi, autore che aprirà Mantova Poesia con una lettura prevista per il 18 maggio.
Giovedì 20 aprile sarà la volta della poesia di Elena Liliana Popescu e Beppe Costa. Giovedì 27 aprile si tratterà della poetica di Milo De Angelis, Il ciclo di incontri terminerà giovedì 4 maggio con la serata tesa a illustrare l'opera poetica e saggistica di Donatella Bisutti.
Franco Loi, foto: Dino Ignani

Protagonisti delle quattro serate saranno i poeti Paolo Aldrovandi e Antonella Lucchini, i saggisti Lucia Papaleo ed Enrico Ratti, nonché il direttore artistico di Mantova Poesia Stefano Iori.
Il programma completo di Mantova Poesia – Festival Internazionale Virgilio sarà presto pubblicato

Per ulteriori informazioni: segui la pagina facebook

Premio Nazionale di Poesia Masio Lauretti, seconda edizione

Vincitori Premio Nazionale 

di Poesia Masio Lauretti  

Seconda edizione

Organizzato dall'Associazione culturale Pellicano

con il Patrocinio del Comune di Aprilia (LT) e del Consiglio Regionale del Lazio


ISBN 9788899615338 - pag 100, € 10,00



Sono centinaia le poesie che hanno partecipato al Premio Nazionale di Poesia Masio Lauretti! 
Per leggere tutti i nomi di vincitori e selezionati presenti nell'antologia e per altre informazioni
clicca QUI 

DOMENICA 7 MAGGIO alle ore 10:30 presso la Sala Manzù

della Biblioteca Comunale di Aprilia (Latina)
via Guglielmo Marconi




















Noe Gitano, Normalmente faccio altro, Pellicano, 2017

ISBN 9788899615284, pag. 124, € 10.00, ill.
Uscito meno di un mese fa, il libro di Alessandro Galli (Associazione culturale Pellicano) è già in ristampa e la prossima settimana avrà anche il battesimo del pubblico, dato l'argomento conviviale che propone, in un ristorante di Roma La Lanterna , presentato da Doriana Figliolini che, per affetto e complicità, verrà appositamente da Soronno (VA),
Anche in questo caso, come quasi sempre è accaduto, la scelta di proporre all'autore la pubblicazione è arrivata dopo aver letto alcuni stralci che, probabilmente affidava solo alle pagine di facebook. 
Sentivo in questi brani, oltre a un'ottima capacità di scrittura, una forte musicalità -malgrado il linguaggio spesso composto di poche parole- che avvicinavano le storie di Noe, alla mia e a quelle già narrate in romanzi che avevo scritto negli anni '80.
Visto che sono sempre stato io a scegliermi la gran parte degli autori pubblicati nei 40 anni di attività non potevo, e non volevo, negarmi ancora una volta tale possibilità essendo un testo ideale per la collana inediti rari e diversi della nostra associazione. Per averlo scrivi alla nostra Associazione
Così Stefania Battistella presenta il volume:
Un libro per capire -se ancora non lo abbiamo fatto- che tutti Noi siamo un po’ Noe.

Lo siamo quando, come dice lui stesso, lasciamo in giro le chiavi dei nostri diari segreti, o quando ci mettiamo in volto una faccia massacrata per farci chiedere come stiamo.Una delle cose da non dimenticare mai: siamo esseri emotivi; ciò vuol dire che siamo esseri che hanno un rapporto con l’emozione, devono averlo; quando quest’ultimo è positivo, siamo sereni come l’acqua e il suo mulino. Quando invece questo rapporto è cattivo diventiamo esseri incompiuti. L’unico antidoto al male dell’incompiutezza è quella “cosa” che viene ripetuta 28 volte dentro questo libro: l’amore.
La parola “bottiglia” viene ripetuta 31 volte, ma questa è un’altra storia.
Un estratto:
Tom è uno che continua ad amare. Uno che la paura la nasconde diversamente da me. Io mi ritraggo e lui dissipa. Io inaridisco e lui si prosciuga. Diversi modi di affrontare il percorso difficile fino al diventar stronzi. Ma ci applichiamo con successo entrambi, sia chiaro.
Thomas ama. Ama troppo, che sarebbe come dire che ama nulla ma lui non vuole sentirsele dire certe cose. Ha una moglie, un’amante, una segretaria. Ovviamente si scopa anche quella. Ma ogni volta che ottiene la parvenza di una serenità posticcia lui
si dedica ad altro.
E soprattutto ad altre.
THOMAS - Hai presente quella che...
NOE - Sì. Ho presente. Le ho presenti tutte e tre, in effetti.
THOMAS - Ma no! Intendo quella… Quella che non vedo più da un po’.
NOE - Il che fa di lei la migliore, suppongo.
THOMAS - Comunque... Mi sono accorto che frequenta un tipo.
NOE - Che sicuramente è meglio di te, che è più responsabile, più alto, più simpatico, si lava più spesso e la protegge meglio.
una immagine dal libro
THOMAS - Lo conosci?
NOE - No. Ma tanto è sempre così. Se tu sei quello che viene lasciato sicuramente l’altro è meglio. Anche se sicuramente non è vero nemmeno per un cazzo.
THOMAS - Comunque non è questo il problema. L’ho incontrata per caso e le ho fatto notare che dopo qualche mese già sta con un altro. E lei...
NOE - ...e lei ti ha detto che non stanno insieme, che è una cosa così, ed ha sminuito.
THOMAS - Precisamente!
NOE - Ma tu vedi bene che non è così.
THOMAS - Sì!
NOE - E mi vuoi chiedere perché lo faccia.
THOMAS - Chiaramente!
NOE - È la domanda sbagliata. È altrove, Tom. Lei è altro. Il problema è il tuo che ti poni domande.
THOMAS - Dovrei smettere di spiarla, dici?
NOE - Probabile.
THOMAS - Però è difficile.
NOE - Anche le equazioni algebriche di terzo grado lo sono.
THOMAS - Le sai fare?
NOE - No. Nemmeno quello.
THOMAS - Non sono mai stato un genio in matematica
NOE - Non vedo il motivo di scendere nel dettaglio. Anche nel resto non hai mai brillato. Fai l’avvocato!
THOMAS - Cazzo però!
NOE - Non puoi arrabbiarti, sei tu che ti sei laureato in legge.
THOMAS - Parlo di lei. Sono sicuro si sia innamorata.
NOE - Di quello con cui non sta insieme?
THOMAS - Eh…
NOE - Pensa che culo che hai. Con te stava insieme.
THOMAS - Stava con me…
NOE - E tu?
THOMAS - Io?
NOE - Tu.
THOMAS - Io non lo so.
NOE - Lo so che non lo sai. Si è sempre presi così tanto a fare a gara con gli altri che ci si dimentica spesso di indagare su quello che, poi, vogliamo davvero.
A volte mi domando 
una immagine dal libro
Alessandro Galli, romano e scrittore - nell'ordine - si occupa principalmente di teatro.
Da oltre dieci anni porta avanti la sua Compagnia in qualità di autore, regista e, talvolta, attore. Collabora con varie associazioni sul territorio italiano, producendo ed allestendo commedie, monologhi, attività laboratoriali, formazione aziendale ed eventi culturali. Negli anni ‘90 fa coppia autorale con Glauco Nespeca, chitarrista e cantautore, con il quale compone oltre 400 canzoni, alcune delle quali partecipano a manifestazioni come Sanremo Giovani e il Festival di Napoli oltre a comparire in quattro CD del musicista suddetto. Se rinascesse, probabilmente sarebbe un urside. Ma con meno capelli. Dice di sé: ditelo voi.
E non riesce mai a scrivere una biografia completa.


Antonino Caponnetto, Il sogno necessario, Pellicano 2017

ISBN 9788899615314, pag. 166, € 10.00
Dopo Agonie della luce, edito dalla nostra associazione Pellicano, abbiamo deciso, insieme all'autore che era il caso di riprendere un nostro 'sogno': stampare le poesia anche in lingua inglese, visto che sembra ancor più complicato far conoscere i nostri poeti, non solo in Italia, ma nel resto del mondo, visto che la rete offre delle possibilità d'incontro finora pressoché impossibili.
Viene così edito in questi giorni Il sogno necessario che completa questa esigenza,

In un periodo storico in cui parlando di poesia si fa metafora diretta all'acqua bollita, pensiamo di non sbagliare molto affermando che Il sogno necessario è anche -finalmente- la raccolta necessaria a ridare alla poesia ciò che le appartiene davvero. Una poetica quasi cinematografica che riesce ad allestire nella mente del lettore un preciso luogo, un preciso istante, una precisa emozione.
Gli eroi dei nostri giorni sembrano affannarsi per portare bandiere che non ci appartengono, così ci scopriamo tutti quanti antieroi pirandelliani in cerca di un qualche canone che differisca da una realtà che i più impavidi hanno il coraggio di rifiutare. Speriamo di dare il via, in questo modo, ad una ricerca di analisi sociale che sia in grado di destabilizzare, almeno un po’, questi nostri eroi scaduti.



1.
Oltre la linea bianca, il gialloverde
dell’erba luminosa sotto il sole.
Lungo la rosseggiante linea d’ombra
l’acqua trascorre d’un antico rivo.
Nel folto si nascondono gli amanti
ma tacciono ad un tratto gridi e risa.
Sulla radura indugiano i bambini
dagli occhi grandi come interi mondi.
Ai confini violetti dell’azzurro
Icaro leva l’affilato sguardo
e lancia sulla preda il suo falcone,
mentre da est s’addensano lontane
e tenebrose nubi.
È basso il cielo
di là dall’orizzonte: la burrasca
è già sul mare, e sferza il navigante.
È tempo di naufragi. Ma quaggiù,
nell’entroterra, non si sa del mare.
Ed è quaggiù che Icaro è felice.
Offre il braccio al riposo del falcone
e leggero carezza le sue piume.
L’orecchio squassa d’improvviso il tuono
e lieve pioggia opalescente cade.
Le voci delle madri in lontananza
le belle figlie chiamano alle case.

Beyond the white line, the green-yellow
of the luminous grass under the sun.
Along the reddening shadow line
the water of an ancient stream flows.
Lovers hide in the thick
but hush sudden cries and laughter.
On the clearing children linger
with eyes big as whole worlds.
At the violet borders of the azure
Icarus lifts his sharp look
and hurls his falcon on the prey,
while towards the far away East,
dark clouds gather.
The sky is low
beyond the horizon: the storm
is over the sea already, whipping the seaman.
It’s time for shipwrecks. But, over here,
in the backcountry, the sea is unknown.
And it is over here that Icarus is happy.
He offers his arm as rest to the falcon
and caresses lightly his feathers.
All of a sudden the ear jolts the thunder
and the opalescent rain falls lightly.
The mothers’ voices in the distance
call the beautiful daughters home.

2. 
Mille soli si spengono
quando una donna è mortalmente offesa
quando violenza oscenità follia
ne insudiciano il corpo
ne sfregiano e percuotono la mente
mille stelle si oscurano
quando contro di lei, giorno per giorno,
la tirannia malata
d’un maschio non più uomo, lui, che in fondo
odia se stesso e quelli del suo branco,
contro di lei, femmina madre donna,
senza sosta imperversa,
senza ragione. E d’improvviso uccide
in lei speranze e sogni.
Ogni bellezza in lei non ha più casa
ogni cosa è mutata nel suo opposto
ogni ferita è silenziosa colpa,
voglia di morte, odio senza fine.
Ma durerà per sempre tutto questo?
Di nuovo tu sarai
femmina madre donna, ancora e sempre
portatrice di vita, di bellezza
sorgente dell’amore quando il mondo
debellerà quel virus che lo uccide
adesso, qui, nel più nero dei giorni.

A thousand suns turn off
when a woman is mortally offended
when violence obscenity folly
litter her body
gash and beat her mind
a thousand stars darken
when, day by day, against her
the insane tyranny
of a male no more a man, he, who in truth
hates himself and those of his pack,
rages against her, female mother woman,
without justification,
without ceasing. Suddenly killing
her hopes and dreams.
Each beauty in her is homeless
each thing changed into its opposite
each wound is silent guilt,
death wish, endless hate.
Will this last forever?
You will be again
female mother woman, still and forever
bearer of life, of beauty
source of love when the world
will eradicate that virus that kills it
here, now, in the blackest of days.

3.
La voce risonante
dell’orologio avvisa:
è questo il filo della mezzanotte
sono vuote le piazze
vegliano al sussurrio delle fontane
le statue secolari
ragazza sola, come un’ombra lenta
tu scivoli
sui neri marciapiedi
nel tuo grembo, rifugio dei perduti,
cresce il figlio d’un dio che non ha nome
più tardi un misterioso messaggero
ti darà la notizia, le istruzioni
poi sparirà nel cielo mattutino
di luci fioche
l’alba già ti veste
come piccole gemme
luna e stelle
scintillano fra i tuoi
capelli bruni

The resounding voice
of the clock warns:
this is the midnight’s thread
the squares are empty
at the whisper of fountains
centuries-old statues watch over
lonely girl, as a slow shadow
you slide
over black sidewalks
in your womb, shelter for the lost,
grows the son of a nameless god
later a mysterious harbinger
will bring you the news, the instructions
to then disappear in the morning sky
with dim lights
dawn dresses you up
as small gems
stars and moon
sparkle amid your
dark hair

Antonino Caponnetto È nato nel 1950 a Catania (Italia), dove ha vissuto, salvo una breve pausa romana, fino al 1980. Dal 1981 vive a Mantova.
Opere:
Per l’Editore Campanotto, ha pubblicato due raccolte di poesie: Forme del mutamento (Udine, 1998) e La colpa del re (Udine, 2002). Per le Edizioni Kolibris, la silloge Miti per l’uomo solo (Bologna, 2009). Per l’Associazione Culturale Pellicano, Agonie della luce - Poesie 2012-2015 (Roma, 2015).
traduzioni:
Fernando Rendón, Qual era la domanda? (Poesie 1986-2016), Pellicano, Roma, 2016.
Con Pellicano collabora già da qualche tempo come curatore della collana poetica internazionale “Poetry by the Planet”.
È stato ospite di vari festival poetici, come il Sirmio International Poetry Festival, il Festival internazionale di Poesia Virgilio. Sue poesie sono state radiotrasmesse, altre sono apparse su riviste e antologie (le ultime: SignorNò, I dialetti nelle valli del Mondo 2016), LiberAzione poEtica (2017) tutti con l'associazione Pellicano, Roma, e No Resignación (Poetas del mundo por la no violencia contra la mujer). “Antología de Salamanca, Ayuntamiento de Salamanca” (ES), 2016. Suoi testi poetici o interviste si possono leggere anche online attraverso vari link. Diversi sono i suoi contributi critici, spesso in forma di pre o postfazioni alle opere di giovani, meno giovani o ben noti poeti. Presso le Edizioni del Trito&Ritrito, sono apparse (in un numero limitato di copie destinate agli amici), quattro plaquettes: A che serve? (2001), Le chiare strade (2002), Contromovenze (2003) e Petits cahiers pour la douleur du pauvre (2005).
Antonino Caponnetto was born in 1950 in Catania (Italy), where he lived - except for a brief period in Rome - until 1980. Since 1981 he lives in Mantua.
Works:
Poems Collections: Forme del mutamento (Campanotto Editore, Udine, 1998). La colpa del re (Campanotto Editore, Udine, 2002). Miti per l’uomo solo (Edizioni Kolibris, Bologna, 2009. 2nd Edition 2010). Agonie della luce - Poesie 2012-2015 (Associazione Culturale Pellicano,
Roma, 2015). Translations from Spanish: Fernando Rendón, Qual era la domanda? (Poesie 1986-2016), Associazione culturale Pellicano, Roma, 2016. With the Cultural Association “Pellicano” he’s working as the editor of the international poetic series “Poetry by the Planet.”
He was a guest of some poetic festivals, such as Sirmio, Virgilio. Some of his poems were radioed, others appeared on magazines and anthologies - for example SignorNò, I dialetti nelle valli del mondo, (2016) and LiberAzione poEtica (2017) all by A. C. Pellicano, Roma, or No Resignación (Poetas del mundo por la no violencia contra la mujer). “Antología de Salamanca, Ayuntamiento de Salamanca” (ES), 2016. Some of his poetic texts or interviews can be read online. Several are his critical contributions, often in the form of prefaces or afterwords to the works of young or wellknown poets. By Edizioni del Trito & Ritrito from Pieve S. Polo in Capannori, Lucca, four plaquettes have appeared (in a limited number of copies for the Author’s friends): A che serve? (2001), Le chiare strade (2002), Contromovenze (2003) and Petits cahiers pour la douleur du pauvre (2005).

Ray Allen e Fernando Eros Caro insieme in un libro e a passeggio col Grande Spirito

ISBN 9788899615291, pag. 138, € 12.00
Mettere in evidenza e pubblicare autori che difficilmente apparirebbero presso ‘grandi editori’: questo lo scopo del mio lavoro iniziato nel 1976 a Catania, con Pellicanolibri e proseguito fino al 1992 a Roma, (aprendovi anche una libreria), che continua con l'Associazione culturale Pellicano da qualche anno. Questo, scoprire lavori che difficilmente avrebbero spazio, è quasi sempre il merito di quella che per comodità chiamano ‘piccola editoria’. In realtà la gran parte di questi lavori verrà ‘notata’ e/o pubblicata (dopo) da editori maggiori. Molti di questi autori che inizialmente nessuno vuole, in passato vivevano isolati dal mondo letterario e spesso ridotti in difficoltà economiche. Ne cito alcuni: Bachelard, Ortese, Bellezza, Montalban, Ripellino, Arrabal, Sorel, Barone, Pelloutier, Cabet, Jodorowsky, Verdinois, Amendolara pubblicati in quegli anni.
Ma la storia non cambia neanche oggi, forse peggio, o accade la medesima cosa: la rete semmai metterà in evidenza i ‘festeggiamenti’ e le tante manifestazioni di autoproclamati scrittori e poeti.
In questo mio post però desidero segnalare due persone che vivevano in una situazione che definire ‘peggiore’ sarebbe solo delicato. Mi riferisco a Fernando Eros Caro (Nendy) e Ray Allen (Orso-che-corre). Questi due nativi americani sono stati rinchiusi nel carcere di San Quentin per oltre trent'anni, in attesa di essere giustiziati, con diversi processi rinviati e senza alcuna possibilità di pagarsi avvocati in grado di stabilire o dimostrare la propria innocenza. Fernando e Orso-che-corre non ci sono più, ma rimangono i loro racconti e i quadri: in carcere hanno imparato perfino l’italiano, a dipingere e a scrivere talmente bene che da anni e in vario modo vengono pubblicati.

Traggo dal blogspot di Marco Cinque:
“Ora, vorrei ringraziare di cuore il mio meraviglioso fratello adottivo, Marco Cinque; il nome indiano che gli ho dato è “U-wo-li gi-ga-ge”, che significa “Aquila Rossa”. E grazie anche alla sua amorevole moglie Lina “Summer Sun” e a suo figlio Stefano “Little Warrior”, per il modo in cui amano questo vecchio Orso. Un grande “WA-DO” (grazie dal centro del cuore), a un altro meraviglioso fratello adottivo: Maurizio “Drum Dancer” Carbone, che assieme a Marco “Red Eagle” portano Orso-che-corre a spasso per l’Italia, per farlo conoscere a tante persone, soprattutto a quei dolcissimi bambini delle vostre scuole. Senza il loro amore e sostegno questo tepee di cemento non avrebbe lo splendore che ha”.
Per conoscere il testo completo clicca QUI
Questo continua ad accadere, per volontà di “Aquila Rossa” malgrado Orso-che-corre non ci sia più da anni, (giustiziato il 17 gennaio 2006, con una iniezione letale nel carcere di San Quentin, all’età di 76 anni, di questi 30 passati rinchiuso un una stanzetta di poco più di 2 metri quadrati). E continuerà ad accadere anche per Fernando Eros Caro, altro fratello adottivo di Marco Cinque, scomparso in punta di piedi, oseremmo dire, grazie a un infarto che gli ha risparmiata l’umiliazione di una probabile esecuzione.
Fernando con Aquila Rossa (Marco Cinque) nel 2007
Visto che l’ex presidente Obama non ha ritenuto opportuno chiudere la propria carriera di nobel per la pace almeno con un atto di umanità che difficilmente potrà avere il successore Trump.
Di loro due, nativi americani e prigionieri di uno stato nemico rimangono le opere: quadri, disegni, lettere e racconti pubblicati in un volume della nostra associazione Pellicano che in qualche modo, prosegue dopo avere già edito due libri di Fernando, Non smettete mai di sognare (2015) e Saai Maso (2016).
Quello che risalta subito leggendoli è la grande capacità espressiva che non cade mai nel patetico e ci appare piuttosto come un film sequenza dopo sequenza raccontando attraverso racconti, solo apparentemente divisi, la propria giovinezza, l’apprendimento della ragione amorosa e la capacità di raccontare anche la tragedia non tralasciando consapevolezze con un certo sorriso ironico.
Questa frase di Fernando dovrebbe essere incisa nei cuori di coloro che determinano le morti altrui e che non posso non chiamare 'boia': “...perché si può vivere, si può morire, ma nessuno dovrebbe vivere aspettando di morire..”.

I dialetti nelle valli del mondo, libro-spettacolo a Montichiari

pag 102, € 10.00, 9788899615246


I DIALETTI NELLE VALLI DEL MONDO

Pubblicata in gennaio 2017 una nuova edizione (Associazione Culturale Pellicano) con altri testi e altri autori

Gli autori:
Andrea Garbin, Antonino Caponnetto, Basir Ahang, Enrico Ferrario, Gastone Cappelloni, Giovanni Fierro, Lisa Bortolato, Luigi Cappella, Marco Cinque, Michele Zizzari, Pierluigi Vicini, Rosana Crispim da Costa, Rossella Renzi, Valbona Jakova, Viorel Boldis

Alcuni di loro daranno vita ad una nuova versione dello spettacolo che avrà luogo il 22 gennaio prossimo a Montichiari a cura del Movimento dal Sottosuolo.
clicca QUI per conoscere i dettagli.
Come scrive Alfredo Spanò nella nota conclusiva al libro:

Fondamentale è il ruolo svolto dalla musica all'interno
di “I dialetti nelle valli del mondo”: non un ruolo marginale, secondario, non musica di accompagnamento, non musica di sottofondo. Gabriele Biei, Peppe Consolmagno, Angel Galzerano, Jamal Ouassini, Vincenzo Santoro, Pierluigi Vicini, Sandro Carta, Luciana Elizondo, sono stati e saranno ancora protagonisti dello spettacolo altrettanto quanto i poeti e, con gli strumenti più diversi: a corda, le percussioni, i fiati, hanno saputo trasformare la musica in poesia, ciascuno infondendovi la propria forte individualità, tutti a un livello artistico di rara qualità, e sono entrati compiutamente (grazie all'attenta regia di Rosana Crispim da Costa) nello spirito della manifestazione, in perfetta sintonia con i poeti.[...]





in occasione della serata finale e delle premiazioni del concorso dialettale El Riàl, l’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo propone:
I DIALETTI NELLE VALLI DEL MONDO

spettacolo di musica e poesia
per la prima volta a Montichiari!

domenica 22 gennaio 2017
alle ore 17:00
presso il Teatro Bonoris di Montichiari (BS)
regia: Rosana Crispim da Costa


musiche di:

Angel Galzerano, Vincenzo Santoro, Maurizio Murdocca (Trio Pangea) 
e di Jamal Ouassini (violino)
con i poeti:
Basir Ahang (Afghanistan), Viorel Boldis (Romania), Lisa Bortolato (Venezia), Luigi Cappella (Pennabilli), Rosana Crispim Da Costa (Brasile), Giovanni Fierro (Gorizia), Andrea Garbin (Castel Goffredo, MN), Valbona Jakova (Albania), Enrico Ferrario (Montichiari, BS)

Per acquistare il libro vai sul nostro SITO