beppe costa sceglie: "Colori. Settimo Archetipo Panico" di Cornelius Mine Haha

F*Estate
Lunedì 27 giugno
Mine-Haha Production & Arci Fuorirotta
presentano
COLORI – Settimo Archetipo Panico
repliche dalle 19.00
Spettacolo riservato a un numero limitato di spettatori



Avete provato mai a bendarvi gli occhi entrare nelle vite quotidiane, fra il traffico, i silenzi e le urla che vi circondano?
Avete provato a capire quanto gli occhi siano qualcosa che diventa sempre più inutile per guardare la realtà attorno?
E se fosse davvero così e se è così allora provate a pensare che finalmente si affronta in teatro la cecità in una forma assolutamente nuova e poiché il teatro non è più stracolmo come le pizzerie e i pub, avrete almeno qui un attore, più attori a vostra totale disposizione. Essi vi carezzeranno, vi incateneranno, vi parleranno, possibilmente vi abbracceranno e baceranno e voi sarete per una delle rare volte nella vostra vita, consapevoli che qualcuno si stia occupando di voi: che vi stanno ricordando che siamo esseri umani e come tali, amanti, innamorati e così, soltanto, vivi.
Abbiamo un centimetro, occupiamo un piccolo spazio con la nostra vita, spesso lo dimentichiamo?
Non ci accorgiamo di ciò che il potere ci impone, con lusinghe o minacce, non vediamo - ad occhi che pensiamo aperti - che poche realtà. Non sentiamo il rumore delle fabbriche e le urla di bambini violentati, non sentiamo musica, sopraffatti da rumori di auto, ruspe, lavatrici, phon. Non sentiamo e non vediamo quasi più nulla: eppure teniamo gli occhi aperti. Almeno crediamo.

Queste le prime sensazioni e pensieri mentre ero pubblico nello spettacolo "Colori - Settimo Archetipo Panico" allestito e prodotto da Mine-Haha Production & Arci Fuorirotta, nei giorni di F*Estate di Treviglio.
Al buio bendato e condotto per mani e braccia, finalmente con il caldo feroce avvertito per tutti i giorni della mia permanenza, avevo finalmente voglia e volontà di respirare: qualcuno si occupava di me, qualcuno mi ricordava di essere un essere umano, ancora vivente e, quindi, con la capacità ancora di scoprire, dissetarmi, apprendere qualcosa in più di questo nostro paese dove esiste il teatro, la danza, la musica e tanta di quell'arte da mettere in scienza per tutti gli abitanti della terra: mentre per i molti che guardano e leggono ciò che ci appare (ad occhi ben aperti) questo nostro paese sembrerebbe solo buono per salsiccia, balli lisci e corse di bici.
L'articolo dell' Eco di Bergamo del 25 scorso plaudiva alla manifestazione che si concludeva appunto con "Colori", scrivendo che con pochi quattrini si possono fare operazioni culturali più che dignitose, in un'atmosfera accogliente con la partecipazione di un pubblico fatto anche di attori musicisti cantanti (utilizzando la sede dell'Arci di Battaglie - Treviglio) che difficilmente vedremmo insieme e partecipi nel corso delle quattro giornate malgrado il caldo avvolgente.
Un monologo inedito di Arrabal "Il castello dei clandestini" interpretato da Viviana Piccolo ha iniziato la F*Estate, così come l'ha concluso "Colori", ma ha avuto ampio spazio un omaggio a Piero Ciampi, e Rino Caetano.

Parole, parole altre che diventa così difficile ascoltare, scrivere, perfino dire: queste la gran parte riguardano l'amore, quindi la vita, saremmo e nasciamo da questo: sentimento che smuove passioni, che non ha scuole, indirizzi, che porta gioie e dolori e che, come il teatro è, così anche l'amore è: vita.

beppe costa

Circolo Arci Fuorirotta - Treviglio: F*estate- dal 24 al 27 giugno


F*ESTATE - dal 24 al 27 giugno -
aperitivi, musica, teatro, poesia...


Circolo Arci Fuorirotta - Treviglio
Località Battaglie, 8


Venerdì 24 giugno
dalle 19.00 – aperitivo con Slow Food

ore 20.00 – Poeti InCivili – in un reading poetico musicale al fulmicotone!

ore 21.00 – Viviana Piccolo in IL CASTELLO DEI CLANDESTINI – monologo inedito di F. Arrabal
ore 22.00 – Il naturale evolversi dei fatti, lettura musical teatrale con Cristiano Sormani Valli & Thomas Peres.

Sabato 25 giugno

dalle 18.00 – aperitivo con Slow Food
ore 18.30 – LITALIANO PIERO di Teatro Caverna – omaggio a Piero Ciampi
ore 21.00 – SPIRITO DiVino con BANO FERRARI e Nicolò Ferrari, un’epopea del vino raccontata per le rime.

Domenica 26 giugno

Dalle 16.00 – animazione e giochi per bambini in collaborazione con Dosankos Società Cooperativa Sociale
dalle 18.00 – aperitivo con Slow Food
ore 18.00 – KnK & Stefano Pini in “I Giorni Bianchi”– in collaborazione con Nuvole in Viaggio
ore 19.00 – Zu’ Rino Band – Tributo a Rino Gaetano – in collaborazione con ARTshot
ore 20.30 – Beppe Costa e Viviana Piccolo in ANCHE ORA CHE LA LUNA di beppe costa
ore 22.00 – Proiezione film Santa Sangre di Alejandro Jodorowsky in collaborazione con L’immagine sospesa

Lunedì 27 giugno

Mine-Haha Production & Arci Fuorirotta
presentano
COLORI – Settimo Archetipo Panico
repliche dalle 19.00
Spettacolo riservato a un numero limitato di spettatori


per info: arci_fuorirotta@hotmail.it - 3335633317

beppe costa sceglie: Anna Maria Ortese: "Bellezza, addio"

Anna Maria Ortese: "Bellezza, addio"
Lettere a Dario Bellezza (1972-1992)

a cura di Adelia Battista,
Edizioni Archinto, € 15.00 pp 112

Ancora un libro sulla Ortese e, ancora Dario Bellezza, entrambi accomunati dal destino che li vede "spariti" dal nostro paese.

Malgrado il ringraziamento a me rivolto e malgrado Anna Maria citi, nel periodo relativo alla battaglia per fare applicare per lei (e altri) la legge Bacchelli - sussidio dello Stato ad artisti in difficoltà - di continuo mi citi, ecco che, ancora una volta, come hanno fatto altri ricercatori, il mio nome, la mia fatica vengono ignorati e rimangono altri (forse nomi più noti) a riprendersi un merito che 'loro malgrado' non si siano conquistati.

Un po' di equilibrio lo fanno le lettere di Anna Maria a me e la biografia recente di Adele Cambria.

Nella buona sostanza accade che la Ortese scrivesse da anni non solo a Dario, ma a quasi tutti gli 'intellettuali' o scrittori che stimava o in qualche modo poteva contattare, nel descrivere (senza pietismo) le proprie condizioni di isolamento.

Ma nessuno, prima di allora se n'era occupato più di tanto.

Quando Dario, dopo anni di frequentazioni mi descrisse le sue condizioni e le ristrettezze economiche mi venne l'idea di pubblicarla, non tanto per la pretesa di poterla rilanciare, quanto per poterla indicare, fare in modo che non la si credesse 'finita'.

Così infatti accadde: prima il Treno Russo, poi Estivi terrori, iniziarono a contribuire non poco a riportarla in vita e in libreria. Prima un secondo posto al Premio Rapallo (da ridere, non la si poteva premiare una così 'fuori' dal mondo letterario, poi il Premio Fiuggi.

A quel punto, grazie ad amicizie di Adele Cambria, penetrammo in cravatta alla Presidenza del consiglio (allora Craxi) e, come uno stupido, senza fare le fotocopie, consegnai le lettere di Ortese, ricordo di avere pianto mentre ne leggevo al segretario di Giuliano Amato alcune righe.

Mi chiese di lasciarle e lì rimasero, credo che un giorno, verranno fuori: la modestia e l'umiltà e le condizioni miserabili di Anna Maria sono solo quelli che i geni posseggono.

Un rammarico rimane, certo ed è ciò che racconto, ma non toglierà mai la gioia di essere riuscito (mettendo perfino la cravatta) a far sì che da quel giorno quella legge viene applicata, anche se non ne hanno goduto né Umberto Bindi (gay) né Goliarda Sapienza (aveva commesso furto alla cugina), né Amelia Rosselli, grande poetessa morta suicida.

Non posso però non essere lieto di questo ulteriore libro, anche se mi lascia ancora una volta profonda amarezza.

beppe costa



beppe costa sceglie: Stefania Battistella

Non a caso, ancora, malgrado gli anni che disturbano la vista, riesco, ma forse è il 'naso' a scoprire diversità in poesia, musica, teatro, insomma in quell'arte che molti dicono non serva a nulla.
Molti di questi tempi. Tempi bui, senza soluzioni.
E' forse proprio questo allora che maggiore è la qualità di ciò che, soprattutto i giovani, sentono, narrono, esprimono e, ancora, fotografano: il disagio totale, quello senza alcuna speranza. Chi sente sa, anche se giovane, che le speranze si cedono - gratuitamente - a chi si vuol prendere per i fondelli: operai, occupati a mezzo servizio, disoccupati e migranti ché, poi, lo siamo tutti, salvo quei mascalzoni al potere, quasi ovunque che sono stati capace di massacrare parte della popolazione con quell'arma impropria che è la propaganda televisiva.


Ed è così che - profittando di questo - molte case editrici, propongono pubblicazioni a chi altro mezzo di lottare non ha se non la parola.
Fra queste, ne scelgo alcune di Stefania Battistella, diversa certo, ché come oggi accade e dicevo, le vie sono davvero infinite, di pari passo
e la rete, per i curiosi come me, diviene un mezzo formidabile, laddove altri hanno fallito - almeno con me.
Lascio lo spazio al poeta

beppe costa


Buco d'aria

Ho la borsa bucata
perdo felicità per strada
pago il pieno e poi lascio la scia
sfamando chi per caso passa di là…
prima euforia inscalfibile
poi bisogno latente…
non so cucire
non so tappare
ridotta a contare con parsimonia
le gocce di cuore che non sono mie
Colpa dei bisogni…
… e peggio di un clochard ubriaco
Rubo col permesso fittizio
Pezzi di ghiaccio sporchi di alcool
Dai tavolini delle cene romantiche altrui
Per metterli nella borsa bucata
E sperare di non vedere il fondo
Per non perdere gli occhi con gli ideali;
Che cadrebbero…
Fuori da me


Il mostro

Ti voglio rubare gli occhi
Il copione che leggono
Il tempo che conta l’amore
Quello che manca
Voglio sporcare tutto quello che pensi
Ogni posto che guardi
Ogni carezza che dispensi
… voglio rompere la vita
Quella che c’è sopra la pelle
La tua pelle… la voglio rigare e tagliare
Fino a quando non fa più rumore
Quelle mani, chiuderle dentro un baule..
….. poi una spruzzata di polvere
La bellezza del disegno
Togliere al cuore il sostegno
Tutto quello che sarà.. una dimostrazione…
La pazzia dell’amore senza luogo
Tutto ha bisogno di un posto
Per prendere parte al mostro…

Immobile

Mi devi cercare
Poi ti devi fermare
Perché per scrivere poesie
Devi stare immobile e sentire il tempo fermo
Bloccarlo con uno sguardo
E lasciare che le parole vengano…
… ad accarezzarti il viso
…. Devi lasciare che escano
… da quella nuvola così tanto reale..
Troppo reale…
Ci vuole un luogo
Ci vuole pelle
Ci vuole “immobile”
… anche per scrivere poesia come questa..
Nata già vecchia
Sull’orlo di una corda di violino
Pronta a immolarsi per un suono
Ma stammi…
Più vicino

Cuore


E sono io
depongo le armi
si arrugginiscono dentro dolore
appiccicoso
la pioggia calda
vaporosa
scioglie la corazza di cera
i resti delle sere immaginate
e finite nel ghiaccio
il colore gocciola via
mescolato
senza più contorni individuali
si lascia andare
dalle dita alla terra
e quando cade
il mondo si appesantisce un po’
perché lui è
letto di eterne battaglie





Stefania Battistella: "briciole di pensieri e di velluto", Altromondo editore, € 10.00

per acquisti:
altromondo editore
http://www.altromondoeditore.com/shop/home/detail/762

Alberto Mori per Chiara Daino "Metalli Commedia"

Thauma 9788897204060, pag. 182
Nella fisiologia umana esiste un crocevia pineale sottonuca dove la memoria in istantaneo flash dei sensi sintetizza stuporea tutta la passione e la dedizione per il rock e bisogna aver molto pogato ai concerti per conoscere che questa folgorazione fulminea ad esecuzione in corso del brano musicale è essenza di tutta una esistenza. Metalli Commedia chioda ed inchioda questo piacere progressivo, disseminandolo nell’artato parallelismo con la commedia Dantesca.
Il periodare dei versi terzinati, sperimenta una sfida, seguendo “la stella fissa di questo mio chiodo”. Borchiato, ovviamente. Del resto non è pleonastico
affermare che le strutture strofiche sono icasticamente martellate all’interno di un (ec)citazionismo sempre coerente al concept trainante dell’Heavy Metal.
Esso trascina e ritma con sé, le pulsioni erotiche, lo squarto dark gotico, il “Black Sabbath” della celebrazione metallara, il brand di vasta parte della sua iconologia guerriera, di branco spirituale devoto che urla nel suo wall of sound.

Metalli Commmedia è una saison a l’enfer di dannati illustri, lanciata in montaggio ad attrazione random, quasi in videoclip verbali, con la materia del rock e della letteratura, anch’essa interpretata nel clima della gloria viscerale del metal.

“Novella luce metal si diventa/quando dell’arte si ha lo riscatto/
che falso fattor dir non si consenta”.

Il Metal viene scelto da Chiara Daino per raggiungere un dire diamantino:
Forgia in tal senso, una vera e propria crew di parole linguisticamente
idomatiche del gergo metallaro, inchiavardate nelle oscillazioni semantiche
e fonosimboliche fra gli anglismi e gli assunti Stil novisti della lingua Dantesca.
Ad es.: “I’fui lo Scott Ian d’Antrax divertenti”, in questo caso, ad una pronuncia a voce alta dell’asserto, si nota che la stessa dinamica fonematica istantantanea trascina (sarebbe corretto seguendo l’idioma della Daino scrivere thrashina) direttamente all’interno dell’ AC / DC, nella corrente alternata degli amplificatori marshall impilati a picco sul palco. Così questo viaggio di una “dama” che si cala e trasfigura in un reame infernale gotico interrogando le tante favelle della sua stessa passione metallica, sembra continuamente essere on stage con musicisti, poeti, artisti, convocati e colti nel loro riconoscimento con la meraviglia partecipata della fan e parimenti visionati da mirabile saggezza di vera agiografa del metal rock, in grado di rendere le postille del libro succulenta vigna di tutti i fermenti conoscitivi della poetessa. “Ivresse” che anche nelle note a compendio, perdura e stimola seminale disparati percorsi ulteriori.

Metalli Commedia ricongiunge la dama viatrix alla summa orgiastica dei suoni fino ad una vera e propria preghiera, la quale giunge davvero quando tutto il fuoco metallico è stato dispiegato ed il gesto dell’ Heavy Metalist solleva le dita nel simbolo falangeo tricornato. Si compie la mission del verbo che rivede probabilmente (e qui aggiungo mio rimando adolescenziale) anche la Highway Star degli antenati Deep Purple.

Questo libro, arduo ma fascinoso, ha l’artificio basico infratestuale e stordente del metal e richiama a sé adepti sferrando contemporaneamente la sua energia.
Per ottenere ciò, non si occupa certo primariamente di essere letto, ma di qualcosa che profondamente possiede la poetessa e che ella sguaina frontalmente davanti al palese confronto performante con la lingua Dantesca, per i suoi inneschi personali, talvolta sorvegliatamente pulp, poiché il sillabato di Dante è refrain che riveste la foga sempre ed unitamente all’ultratestualità estrema propria e tipica della poetessa.

Così anche per questo motivo è bello perdersi girovaganti in Metalli Commedia ed amalgamare che cosa vuol dire con quello che si dice, seguendo l’amore totale che la “dama” offre dai sensi, eseguiti ed eseguenti, ai riff in assolo delle sue band preferite. Infernate & devote all’Heavy Metal.



VERONA 05 Marzo 2011 - Presentazione collana poetica THAUMA


VERONA 05 Marzo 2011 ore 18.00 Presentazione collana poetica THAUMA a cura di alcuni autori.

Appunti e note Alessandro Assiri e Serse Cardellini

presso la LIBRERIA BOCÙ
GALLERIA MAZZINI - VICOLO SANTA MARITANA 1/B
VERONA

Thauma edizioni ha dato vita a una collana poetica itinerante che, avvalendosi di un curatore responsabile per ogni regione italiana, segue da vicino realtà “emergenti e non” sul territorio.

http://www.thauma.net/collanapoetica.htm

Obbiettivo primario dell’iniziativa è l’intento di offrire un reale incontro tra scrittori e che questi possano trovarsi anche all’interno di una rete distributiva indipendente formata da librerie attente ed associate al progetto.