beppe costa sceglie: Rossella Nazionale

Ci sono voci che senti da lontano e via via che ti avvicini non pensi all'eco distratta che ti accompagna da sempre.
La voce di una canzone che hai amato, ma non ha lo stesso timbro, né la medesima emozione. L'avevi dimenticata e ti avvicini ancora forse in cerca di questo locale che, chissà come, ha ancora un jukebox che trasmette una insolita modernissima sonorità
Strano però, ormai sono in vendita a prezzi di antiquariato e poi qui, su questo lago che sembra un poster? visto che tutt'intorno il cielo è buio e che a Brescia sembrava notte alle 13 mentre qui, appena due ore e qualche chilometro dopo appare come una costa della Sicilia con lo sfondo dell'Etna in piena estate.
No, certamente no: è un impianto ad alto volume. Neppure: quando, ancora più vicino, vedo muoversi fra i tavoli del Jolie (si beve e si ascolta, appunto) una grande massa di capelli biondi che il vento (che manca) scuote in ogni direzione.
Sbaglio ancora: non il vento ma lei (mi dicono poi chiamarsi "Rossella Nazionale" che scuote la testa, le braccia, i piedi, il corpo tutto, accompagnandosi con la tastiera che non so per quale sorta di miracolo si regga sulle staffe.
Proprio vero che ciò che non sta in televisione (salvo da morto) è davvero bello, buono e di grande qualità.
Sembra che in Italia ci siano cercatori di intalenti, di mediocrità, di sculettanti imbelli per portarseli tutti dentro, mentre (disperatamente per noi tutti) il meglio sta fuori: dal paese, dalle tivvù, da casa. E trova spazi in strade, piazze e, in questo caso, in un locale dove è possibile per questi mostri 'divinamente voluti dal demonio', cantare, mimare, danzare, fare spettacoli.
Mi è capitato altre volte (prima che mettessero tasse anche lì) scoprire dei grandi musicisti in piazza Navona a Roma, profughi dalle dittature militari e da quelle televisive.
Quindi di questo si tratta: Rossella supera di gran lunga molti cantanti tesserati dal festival vari (non escudo unità - quando c'era, dell'amicizia o sagre di salsicce).
Rossella è altro, forse per questo nella sua terra (del Garda) la chiamano Nazionale. (almeno qui, con lei, l'amor di patria si trova).
Non solo la scelta dei brani ben lontani dal soliti Ferro (Tiziano ha sostituito Aurelio) o dai tanti che durano solo la settimana del festival, ma cuore pancia cervello e gola che, insieme, partecipano servendosi del corpo, dell'aspetto e dei movimenti di Rossella Nazionale.
Vibrazioni dentro e fuori quello spazio gremito di tavoli colmi di persone d'ogni età, (El Pescador), gestito da Paola Caraffa. Altro buon motivo per tornarci per riascoltarla ancora dal vivo).
Lascia tracce, come per il passato m'era accaduto per Eva Lopez, Jannacci, Tenco, Momo e tanti altri che non sto a citare.
Perché lì, con una tastiera e la voce che si diffondeva per tutto il lago di Garda (altezza Moniga)
Certamente sappiamo come si può fare carriera. Con la consapevolezza che lei, Rossella, lo sa. E canta, felice, coi capelli al vento per gli amici: a Lei basta trapanarli nel cuore,
Così ha fatto ed è così che è stato per me. La prossima volta avrò un registratore.

b.c.


l'audio non è perfetto, però.

Nisan -International Poetry Festival 14 -Maghar, Israel-





Nisan -Foundation for Art and Culture- Maghar, Israel
director: Naim Araidi
dal 9 al 12 giugno 2013
ניסן- עמותה לקידום התרבות והאומנות
لدعم الثقافة والفنون
מג'אר ألمغار 
Per sostenere la cultura e le arti




LIST OF POETS FROM OUTSIDE ISRAEL

1.Beppe Costa (Italy)
2.Stefania Battistella (Italy)
3.Metin Cengiz (Turkey)
4.Stener Opstad (Norway)
5. Niu Qingguo (China)
6.Wang Liming (China)
7. Hu Wei, Translator, (China)
8.Olimbi Vilaj (Albania
9. Basri Cabriqi (Kosovo)
10.Uke Bucpapaj (Albania)
11.Saeed Abu Tabanja (Gaza)
13.Essam al Shawa (Gaza)
14.Shueb Abu Jahel (Gaza)
15.
Michael Salameh (Jordan)
16.Amal Al-Kurdi (Jordan)
17. Mohammad Al-Mraqtan (Jordan)
18. Shereen Abed AlFattah   (Jordan)

 “La poesia è braccia movimento mani e soprattutto sguardi: quelle sensazioni di essere visto, compreso, abbracciato come difficilmente accade anche agli amanti più solerti.
Questo è stato l’impatto, primo e non ultimo che sento addosso ancora molti giorni dopo il mio\nostro viaggio in Israele al Nisan Poetry di Maghar.”

nella foto con Saker Ghanem un artista d'immagini, sculture, pitture che avremmo voluto rivedere. Scomparso purtroppo lo scorso anno.

dal blog della 13a ed.: http://beppe-costa.blogspot.it/2012/05/nisan-international-poetry-festival-13.html

الثقافة والفنون
מג'אר ألمغار 

09.06.2013 טקס פתיחת הפסטיבל حفل افتتاح المهرجان
19:30 – 19:00
התכנסות וכיבוד تجمع وضيافة
20:30 – 19:30
טקס הפתיחה, ברכות, 
קריאת שירים וקטעי מוזיקה حفل الافتتاح، كلمات ترحيب،موسيقى وقراءات
21:30 – 20:30
ארוחת ערב חגיגית וקריאת שירים وجبة عشاء
10.06.2013
סימפוזיונים, מפגשים עם תלמידים – קריאה منتدى أدبي
لقاءات مع طلاب مدارس ، قراءات

13:00 – 12:00
פגישה עם ראש המועצה המקומית מע'אר لقاء مع رئيس المجلس المحلي
15:00 – 13:00
פגישה עם תלמידים لقاء مع طلاب المدارس
16:30 – 15:00
ארוחת צהריים وجبة غداء
19:00 – 17:30 קריאת שירים قراءات شعرية
21:00 – 19:30
לכבוד האמן סק'ר גאנם ז"ל تكريم الفنان الراحل صقر غانم
22:30 – 21:00
ארוחת ערב וקריאת שירים وجبة عشاء وقراءات شعرية
11.06.2013
טיול משוררים וקריאה رحلة الشعراء وامسية قراءات
15:00 – 09:00
טיול עם המשוררים رحلة مع الشعراء
16:00 – 15:00
ארוחת צהריים وجبة غداء
18:00 – 16:00
סיור בכפר جولة في القرية
19:15 – 18:00
קריאת שירים قراءات شعرية
21:00 – 19:30
קריאת שירים قراءات شعرية
21:00
ארוחת ערב וקריאת שירים وجبة عشاء وقراءات شعرية
12.06.2013
מפגש וקריאת שירים لقاءات وقراءات
15:00 – 10:00
יום חופשי استراحة للشعراء
18:00 – 16:00
מרתון קריאת שירים قراءات شعرية متواصلة
20:00 - 19:30
טקס סיום, קטעי מוזיקה حفل اختتام, جوقة ميوزيك دريم
22:00 – 20:00
זג'ל ( שירה עממית ) أمسية زجلية


Nisan – Foundation for Art and Colture, Maghar

09.06.2013 opening ceremony

19.00/19.30 gathering and light refreshments
19.30/20.30 opening ceremony speeches + reading
20.30/21.30 dinner + reading

10.06.2013 symposium and meeting with students

12.00/13.00 meeting with the head of the local council
13.00/15.00 meeting with students
15.00/16.00 lunch
17.30/19.00 poetry readings
19.30/21.00 honored artist Saker Ghanem
21.00/22.30 dinner + readings

11.06.2013 tour and poetry readings
09.00/15.00 tour
15.00/16.00 lunch
16.00/18.00 tour of the village
18.00/19.15 poetry readings
21.00       dinner + readings

12.06.2013 meetings

10.00/15.00 refreshment
16.00/18.00 marathon reading
19.30/20.00 close ceremony
20.00/22.00 folk poetry

Nisan - fondazione per l'arte e la cultura, Maghar (Israele)

09.06.2013 cerimonia di apertura

19.00/19.30 incontro e piccolo rinfresco
19.30/20.30 cerimonia di apertura con presentazioni e reading
20.30/21.30 cena + readings

10.06.2013 symposium e incontro con gli studenti

12.00/13.00 incontro con l'amministratore locale
13.00/15.00 incontro con gli studenti
15.00/16.00 pranzo
17.30/19.00 readings
19.30/21.00 onore all'artista Saker Ghanem
21.00/22.30 cena + readings

11.06.2013 tour e readings poetici

09.00/15.00 tour
15.00/16.00 pranzo
16.00/18.00 tour del villaggio
18.00/19.15 readings poetici
21.00       cena + readings poetici

12.06.2013 meetings

10.00/15.00 rinfresco
16.00/18.00 maratona poetica
19.30/20.00 cerimonia di chiusura

20.00/22.00 poesia folk

Naim Araidi: http://it.wikipedia.org/wiki/Naim_Araidi




La poesia incontra gli studenti di Stefania Battistella


Sarà perché ho un’età vicina a chi ora frequenta un liceo, sarà perché questi studenti sono stati particolarmente intelligenti e sensibili, sarà per quel che volete voi, ma suggerisco a chi si riferisce alle giovani generazioni dicendo “gioventù bruciata”, di zittirsi e fare una riflessione su che cosa ha prodotto la loro, di generazione.
Gli studenti del Liceo “Renato Cacioppoli” di Scafati non sono assolutamente “bruciati”, anzi, ardono di vita sana e senso della realtà; questo e molto altro ho potuto constatare quando io, Beppe Costa e Liliana Arena li abbiamo incontrati, sabato 13 aprile 2013.

Aula Magna Liceo Cacioppoli
Grazie alla Prof. sa Marcella Testa, che ha avuto un ruolo da “pusher poetico” andando a proporre i nostri libri alle classi, abbiamo avuto la fortuna di entrare nell’animo di questi ragazzi, hanno potuto leggerci, conoscerci e giudicarci.
Tutto il resto lo hanno fatto loro, hanno letto le nostre poesie, cosa che quasi nessuno molto più deputato ormai fa più, le hanno fatte loro rielaborandole e facendone teatro, danza, musica, critica.
In poche parole noi “poeti” abbiamo assistito ad uno spettacolo dove le provocazioni, le gioie e i dolori che abbiamo lasciato scritte nei libri, sono state accolte al meglio e trasformate in arte.
Quegli studenti hanno fatto quello che dovrebbe essere il mestiere di ogni artista.

Molto spesso noi “scribacchini” ci scontriamo con chi porta avanti l’idea che la poesia debba essere necessariamente metrica e rima, come se quel capitolo storico non fosse già stato scritto con la bellezza che tutti possiamo riscontrare; il primo sketch dei ragazzi è stato proprio in questo senso: hanno rappresentato una scena del film L’attimo fuggente, quella in cui il professore fa strappare i fogli dei libri di testo e, in questo caso, sono stati strappati perché in quei libri si parlava di sbarre poetiche, istruzioni sul come si fa poesia, tecnicismi, metrica, e altri fattori che sviliscono e uccidono il senso stesso della poesia.
“Cominciamo bene” pensai. E ancora non immaginavo come sarebbe andata a finire.

Alcuni ragazzi con Beppe Costa
Una classe si è addirittura tramutata in critico letterario, e ha scritto una serie di pensieri basandosi su una poesia di Beppe Costa: questa critica donava alla poesia un’altra chiave di interpretazione, regalando un significato doppio, scoprendo sfumature nuove ad ogni verso, proprio come accade per la musica o per i dipinti. Suggerirei a tutti i poeti di farsi scrivere una prefazione da quei ragazzi, lasciando perdere simboli mummificati che ancora parlano e seminano follia.

Altre poesie sono state tradotte in inglese, francese, spagnolo, non poteva mancare il napoletano, e lette con un sottofondo musicale suonato dal vivo (dagli stessi studenti) con violoncello, chitarra e flauto traverso.

Una mia poesia è stata mimata: mentre una ragazza leggeva il testo, un’altra al suo fianco vestita di nero, con una maschera bianca, mimava ogni parola... non so se riesco a riportare qui la qualità dell’emozione mentre questi ragazzi si sono, molto fortunatamente, presi la libertà di fare tutto questo: è stata una fortuna incontrarli, confesso che probabilmente ho guadagnato più di loro. Altre due ragazze hanno interpretato un’altra mia poesia costruendo una coreografia, ballando mentre la leggevano, senza risparmiarsi passi di danza impegnativi, senza avere vergogna di esibirsi di fronte ad altre classi.

Questi studenti sono stati dei traduttori viventi: hanno tradotto la poesia in tutto il resto.

Firma delle copie
Chi ha insegnato a questi ragazzi che l’arte va interpretata e letta? Chi ha detto a questi ragazzi che anche loro possono fare arte e, anzi, è loro dovere? Come sono venute queste idee di “rappresentazione poetica”?
Ma soprattutto, che c’azzeccano questi studenti con la “gioventù bruciata”?
Le persone bruciate non stanno nei licei, si possono trovare fuori, dentro gli uffici delle province, dei comuni, dentro quei palazzi romani definiti barocchi (qua serve una lezione di storia dell’arte) da un esponente del M5S, il cervello bruciato sta nella puzza di naftalina delle persone che ci governano, non solo politicamente, nei ladri che sanno sempre cose che non dovrebbero, gli opportunisti e la loro ingordigia marcia, tutto questo e molto altro è la “generazione bruciata”... e non siamo di certo noi.

Ho provato a spiegare che “il centro”, cioè la capacità di trovare il bene, distinguerlo dal male e metterlo come priorità di vita, non va assolutamente mescolato con il centro di tutti questi bruciati che popolano i nostri giorni. Il nostro “centro” va preservato e riconosciuto anche negli altri, saper distinguere il bene dal male è quello che fa la differenza fra persone umane e pezzi di materia in decomposizione.

Gli studenti

Si poteva facilmente immaginare che la scuola fosse nelle mani degli insegnanti, che ovviamente hanno una loro vita privata e quindi, molto più che legittimamente, potrebbero dedicarsi al loro lavoro con un certo tipo di distacco, come avviene in tutti gli altri impieghi, pur considerando un fattore di coinvolgimento emotivo... tutto potevo pensare, tranne immaginare che la scuola fosse quasi totalmente nelle mani degli insegnanti, basta vedere quanto impegno e volontà investono (Marcella Testa e le colleghe lo hanno dimostrato) nel realizzare un progetto di questo tipo.

Chapeau.

SB

Liliana Arena: più a "nord" della luna

L'autrice de "La luna oltre la grata" ospite a:

Liliana Arena


POESIA A MICROFONO LIBERO
- letture estemporanee di poesia -

venerdì 26 aprile 2013, alle ore 21.00
presso il RAT MORT
in via Cairoli, a MANTOVA

CONTRASTO LETTERARIO N. 11
appuntamento con gli incontri di poesia organizzati dal Movimento del Sottosuolo

sabato 27 aprile 2013, alle ore 21.00
presso il CAFFE' GALETER
in via G. Guerzoni, Borgosotto di Montichiari (BS)
con Alessandro Assiri






A Horacio 
figlio di desaparecidos

Padre!
Aguzzino di mio padre!
Atroce verità
questo risveglio
lacera l’essere
delle mie false radici.
Madre!
Aguzzina di mia madre!
Mi hai nutrito
con latte di menzogna!
Chi sono?
Figlio di quale credo?
Buio brutale...
Buio infernale...
Ventisette anni

depredati alla mia identità.
Lacrime di gioia
aver toccato ossa
di vero padre
di vera madre
come mia storia
come mia memoria.


Il giardino di Saint-Rèmy

Gocce di luna stillavano attraverso la pergola 
sulle foglie del giardino di Saint-Rèmy
dove sparsi fiorivano gli iris.
Tra quei petali il pistillo guardava la vita 
con gli occhi degli angeli
dietro le sbarre di una finestra.


Ancora, spero

Armati solo delle nude mani
cammineremo sulla terra rossa.
I nostri piedi ascolteranno il pianto
caduto sull’argilla prosciugata.
E noi povera polvere di stelle
dagli occhi verseremo le parole
e muti parleremo a quei titani
che assediano la raminga storia
di un popolo di sabbia nel respiro
da prima della manna per piantare grano.
E tu che hai dato scettro ai faraoni
fatti da parte o fatti portavoce
dei nostri silenziosi passi
per innalzare ancora inni di pace.



«Qui la poesia si fa viva, cruda, e pretende sangue: una battaglia contro ciò che da noi è diverso, esterno o, addirittura straniero. Ma qui si corre il rischio di confondere, e confonderci noi stessi, con le parole: infatti siamo tutti esuli e profughi [...] senza ambiguità, senza costruzioni estreme a nascondere il senso di ciò che narra, Arena sembra condurci ad una possibile uscita verso un luogo più limpido: quello dell’anima, laddove è possibile.»
Dalla prefazione di Beppe Costa a “La luna oltre la grata”




Liliana Arena è nata a Castellammare di Stabia nel1966. Ha pubblicato le raccolte poetiche L'oceano del mio Io (Aletti Ed. - Marzo 2008), La luna oltre la grata (Aletti Ed. - Ottobre 2010), La vite, la vita, contenuta nel volume antologico MATERIA PRIMA (Giulio Perrone Ed. - Giugno 2012) ed è presente in varie Antologie.
Diversi i riconoscimenti e Premi Letterari  Nazionali e Internazionali per la poesia.
Ha partecipato al "Teranova Tour Poetry", che si svolge all'interno del Festival Internazionale franco-italiano Teranova Festival, e alla V ed. di "Ottobre in Poesia"- Città di Sassari, ospite assieme ai poeti Beppe Costa, Jack Hirshman, Paul Polanski, Giovanna Mulas e altri. Ha curato inoltre l’organizzazione per la Città di Castellammare di Stabia della VI Ed. di “Palabra en el mundo” e ha collaborato a un progetto del compositore Lorenzo Pescini "Sulla strada di Venere".


contatto facebook:










Marcella Testa: E-r-os


Eros: tutto il resto è follia

Marcella Testa "E-r-os"
pp. 88, ISBN 9788897875420
Montag Edizioni
Quasi sempre, in Italia sempre, le donne in letteratura e, in special modo, in poesia, non trovano spazio nelle antologie scolastiche a nessun livello e nell'editoria ufficiale in genere.
Lo scrivo a ragion veduta citando proprio le ultime che hanno percorso la mia vita: Anna Maria Ortese, riscoperta grazie alla Francia, come accaduto anche a Goliarda Sapienza (oggi i suoi libri sono editi da Einaudi) ma per anni non è riuscita neanche a farsi leggere dai 'lettori' degli editori. In "Arte della gioia" in appendice viene citato il percorso e gli insulti con chi l'aveva estromessa persino dal leggere, non so, almeno un capitolo.
Forse per l'anarchico coraggio dell'Autrice. Per non parlare di Alda Merini. Tutt'e tre donne, e tutte possedute da quel 'demonio' rappresentato dalla scrittura che non teme mariti, amanti, figli e chi fra le stanze le osserva scrivere.
Forse una lunga premessa per dire che la stessa sorte potrebbe toccare a Marcella Testa, se non fosse che lei a scuola ci insegna ed ancora non subisce l'ostracismo di quanti (pochi o molti) condividono con lei la scrittura come gioia, esplosione di sentimenti, fino a giocare, grazie ad una cultura e un tempo (arido che stiamo vivendo) con la parola, maschile o femminile che sia.
Dopo l'esperienza con il pittore poeta Giovanni Buzi, (scomparso nel 2010) pubblicando Visi, ecco adesso questa nuova silloge "Eros" che già nella dedica contiene tutto l'interesse dell'autrice a scavare per intero nella stessa parola:

"Come vorrei trovarti adolescente
in una goccia di mare addormentato
come un dio di un tempo muto e andato

che mi assapori come madre del suo niente.
Questo tuo poliedrico alfabeto
io ora bacio, senza conoscerne l'ordito".

un linguaggio che non contiene più uomo o donna, maschio o femmina, il sentire comune e una 'strategia' quasi d'attacco ai tanti sconfitti di e per l'amore

"Vorrei farti
quello che il sole fa col mondo.
E quando, stanco, cercherai
il fresco, io ti farò
quello che l'acqua fa al deserto".

A questo, ricollegandomi alle tre autrici sopraindicate, bisogna adesso aggiungere che è un tempo dove i libri di poesie sono a milioni, a vagonate, non si riesce a fermare questo strumento utilissimo che sarebbe il libro in versi, se non ché la gran parte lo usa come arma di distruzione verso il prossimo (nel senso del vicino) che ha fatto danni. Come se si andasse da uno psichiatra a confessare le 'inesattezze' della vita, compiute negli incontri lunghi o rapidi in storie d'amore.
Qui è altro, drasticamente altro, la poesia diventa la vita che c'è e la si offre quasi come guida al mondo beffardo o iniquo, ingiusto o sgradevole, come sogno e soluzione: in un breve come atto d'amore assoluto. Terribile o fragile, tenero o intenso, breve o prolungato che sia:

..."Tu sei l’aroma del mistero
il boato della gioia, l’assenza della noia
l’usuraio dell’amore.
In eterno nel mio andare".

L'amore questo osceno soffrire e gioire canta e conta nei versi di Marcella Testa. Non ha scusanti, né pentimenti, ma sentimenti, sublimi e forti: non esistono vendette alcune.

"Se tu muori io morirò con te.
Ma se sopravvivo alla tua morte
tu vivrai in me
in un'eterna gravidanza".

Mi verrebbe di utilizzare un titolo di qualche tempo fa: "Libro d'amore" (Dario Bellezza), perché questo è un libro d'amore a tutti i costi, non di quello che fa rima con cuore, ma con gambe braccia viscere testa occhi pensiero e vita, in una parola: l'unica che valga la pena vivere (e morirne): Eros

… “Quando allunghi le braccia
è me che cerchi?
Io non sono un'idea
non una pagina di letteratura.
Io sono la tua Terra Santa
da liberare. Sgranami come se fossi
un rosario. Stanotte ti tradirò,
il cuore aggrappato al tuo tronco".


b. c.

Marcella Testa è nata a Castellammare di Stabia (Na) nel 1972 e risiede a Scafati (Sa), dove insegna materie letterarie presso il liceo scientifico “R. Caccioppoli”. Suoi racconti e poesie sono sparsi in Antologie varie edite dalla Montag, Perrone, Cicorivolta, Farnedi, Edizioni Progetto Cultura e su diversi siti web (opposto.net, scheletri.com) e vari numeri della rivista letteraria Writers Magazine Italia. Il nuovo geocentrismo ha vinto la decima edizione del Premio WMI. Nel 2009 è uscita la sua prima silloge Come una nebulosa, edizioni Montag, vincitrice del premio Solaris. Nello stesso anno insieme al pittore Giovanni Buzi (1961-2010) ha scritto il contrasto poetico Visi, edito dal comitato artistico L. Gierut. Nel 2012 esce la silloge Orfeo è stonato contenuta nel volume antologico Materia prima, Giulio Perrone editore.

Link utili:
dove acquistare: sito ufficiale Montag


Valeria Raimondi e le ‘diverse voci’ della Poesia


Valeria Raimondi "Io No (Ex-io)
ISBN 9788897204145
Thauma Edizioni
Valeria Raimondi vive e lavora in provincia di Brescia e scrive poesie da molti anni. Nel 1991 dà vita al progetto del Gruppo Letterario Meteora di Palazzolo Sull’Oglio (Brescia),  con cui collabora fino ad oggi con la stesura del “Volantino” autoprodotto che raccoglie poesie e racconti di autori locali. Presente all’interno di blog letterari,  nelle pubblicazioni di Meteora e in alcune antologie quali per esempio 365 piccoli giorni agenda 2010 e IN BREVIS. Da alcuni anni si diverte a proporre e promuovere eventi culturali e reading–recital di poesia e musica in luoghi quali Caffe’ e circoli letterari, associazioni e biblioteche ma anche in luoghi meno formali: bar, stazioni, mulini, piccoli paesi di montagna.
Nel 2004 e nel 2008 presenta, nell’ambito delle iniziative a sostegno di Emergency e Legambiente, lo spettacolo “Poesie in chiave di Sol” con quartetto di narratrici e clarinetti. Nell’aprile 2009 presenta un nuovo Recital con poesie e canzoni d’autore dal quale prende forma la sua prima raccolta di poesie: “Percorsi in… versi” estratte dall’omonimo spettacolo. Dal 2009, con l’attrice Bruna Bottesini e il musicista Gerardo Ferrara, propone uno spettacolo costruito sui propri testi, con incursioni musicali e suoni delle tradizioni popolari: IL RUMORE DELLA POESIA. Dal 2007 inizia la frequentazione e la collaborazione attiva con gli autori del sottosuolo al CAFFE’ Galèter di Montichiari e nel 2010 aderisce al “Manifesto Letterario dal Sottosuolo” regolarizzando così la propria posizione!
Ha pubblicato nel 2011 la sua prima raccolta di poesie intitolata Io No ( Ex-Io ) per Thauma Edizioni.
Dal 2012 fa parte della giuria del “Premio Centro per la Nuova Poesia d’Autore”.


Fra le nuove…

Dimmi le giuste parole

Dimmi le giuste parole
Incantami ancora cent’anni.
Poi sollevati in assenza di peso,
dunque atterrami nelle stanze del cuore.
Lentamente discendi poi cadi
sopra un piccolo spicchio di vita.
Perché sai di sapermi in attesa
Perché so dei miei piedi per terra.
E non dirmi che distanza è illusione,
e che sono un regalo inatteso.
Seducimi con quel verso leggero,
con parole che ballano in cuore.
Poi riportami a casa, una storia racconta
che abbia dentro il paesaggio intravisto
solamente un istante, al tramonto,
dalla tua sempreverde finestra.


e ritrovando dopo 12 anni
Genova per voi

Cantava la città sotto il cielo di luglio
nel primo anno del nuovo millennio,
danzava, rideva  nel sole, e ancora
là in fondo brillava, ignaro, il suo mare.
Al  telegiornale dell’una
un bambino eccitato tra la folla cercava
 il berretto operaio del padre,
operaio in mezzo a studenti
ragazzi, precari, credenti
e ogni fede e speranza
si  intrecciava a intrecciate bandiere.
Un mondo che nuovo si affacciava  sul mondo.
Poi accadde qualcosa,
la città esplose coi fiori
e quel sole di  luglio, nel primo anno
del nuovo millennio
fu solo l'alba di un’età ancor più buia,
una storia già scritta,
di quando i canti si gelano in gola,
di quando il mare se ne fugge lontano.
-Bisognava però  difendere la piazza,
quei  fiori, proteggerli,
far loro da scudo- si disse.
Ma chi poteva allora saperlo
che globalizzare pace, giustizia, lavoro
sarebbe stato allestire per bene la scena,
la vergognosa, accurata prova generale
di  legalizzata macelleria sociale.
REPRIMERE, CARICARE,  CONFONDERE!
ORDINE, POLIZIA, SICUREZZA!
(Soffocare ogni fuoco di rivolta
e l' imbuto capovolto che urla ragioni,
trasformare nel lutto, la lotta).
Perché ai suoi funerali la democrazia non viene invitata.
Perché  i buoni e i cattivi furono divisi, schedati,
se non che i cattivi erano i buoni di prima
se non che qualcuno  masticava preghiere,
qualcuno fuggiva laggiù verso il mare,
un altro pisciava su quei marciapiedi,
non credeva ai suoi occhi, non credeva a quel fumo
ai calzoni e magliette bruciate, ai bastoni,
non credeva al sangue di lì a poco versato.
Scendevano lacrime inaspettate dagli occhi
quando si vide risorger la Bestia
con il volto, il nome di sempre: POTERE.
Il  potere che mangia la vita,
fioritura di sangue, carnivora bestia.
Così anche un ragazzo sbocciò
come un fiore, un acerbo diamante,
sbocciò come fosse stagione.
Il  telegiornale alle 3 registrava ora solo
un’impronta, l' ombra scura del sole.
Della folla  il riso si spense in moviola
e scesero oscure sporche parole.
Ai cronisti tremava la voce.
Una madre distraeva il bambino eccitato
che osservava quella festa un po' strana:
- Cos'è tutto quel fumo e perché quelle urla
non mi sembrano, mamma, canzoni -

Ci si prese tra le mani la testa.
- Non è vero, non può essere vero! -
Fu spezzato un bel sogno
e sprecata una grande occasione.
Il silenzio di nuovo calò,
come sempre restarono colpe
e nessuno che avrebbe pagato.
Come sempre passammo dalla parte del torto.
Si tornò a coltivare il proprio giardino
seppellendoci dentro sogni, ossa e badili.
E davvero questa volta fu chiaro
che niente, più niente
sarebbe stato mai più come prima.


Link utili:

E/LEGGIAMO Pellicanolibri aperta il 24 febbraio


Cari amici
vi informiamo che abbiamo aderito con piacere all'iniziativa E/LEGGIAMO promossa dal Forum del Libro.

"Chiediamo a chi si candida per governare il Paese un impegno concreto a operare nella prossima legislatura a favore del libro e della lettura".

Per fare ciò la libreria Pellicanolibri, Via Gattico 3/5, 00166 Roma -Casalotti- rimarrà aperta domenica 24 febbraio (dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00).

In libreria potrete trovare anche il documento “5 punti per far crescere l’Italia che legge”, che sarà inviato assieme alle adesioni raccolte, al Presidente della Repubblica, ai Presidenti e ai Capigruppo di Camera e Senato, al nuovo Governo. Per firmare cliccate qui.

Vi accoglieranno i poeti Beppe Costa e Stefania Battistella.