Beppe Costa Incontri: poesia attualità musica - di Venerdì

6 MARZO
Musica e Poesia:

Dario Bellezza all'inaugurazione 1992
Iacopo Ratini “Disturbi di personalità”
Jacopo Ratini, Cantautore, nasce a Roma il 17 Maggio 1982. Vincitore di numerosi Premi e Festival nazionali di musica d’autore, tra cui Musicultura, il Premio Lunezia, il Tour Music Fest, il Roma Music Festival, Musica Controcorrente, il Premio Note Verdi e Sanremo Lab, partecipa, a Febbraio 2010, al Festival di Sanremo nella categoria nuove proposte. Ha all’attivo due Dischi Ho fatto i soldi facili (Universal 2010) e Disturbi di Personalità (Atmosferica Dischi 2013), un Libro di poesie e racconti (Se rinasco voglio essere Yoko Ono – Edizioni Haiku 2012), una favola per bambini, innumerevoli live e collaborazioni artistiche di rilievo nazionale.
Iago “La famiglia dello scalzo”.
Iago, nome d’acqua Roberto Sannino, poeta. Nel 2006 vince il premio Fonopoli di Renato Zero, con la lirica Il biancospino, che da il titolo alla sua prima silloge edita. Seguono (editi da case ENP), Negativo a colori (2008), Delirium Tremens (2009), L’alibi perfetto (2010), Concerto per carta e inchiostro, Fabian (2012) e in edizione italiana-inglese La famiglia dello scalzo (2015). Preferisce portare la poesia verso le persone, sceglie luoghi ed eventi popolari, nei quali scrive in presa diretta e regala fogli d’inchiostro ai convenuti. Tiene corsi di introduzione alla pratica poetica per circoli letterari, scuole e strutture comunali. Organizza eventi letterari, ultimo in ordine di tempo Colosseo e altri luoghi (presentazione del libro con inediti di Dario Bellezza). Ospite al Festival Letterario Internazionale Ottobre in Poesia (2014).

20 MARZO
Presentazione del libro:

Il comunista che mangiava le farfalle (Pendragon 2011) di Mauro Olivi.
Introduce Massimiliano Flumini, il Prof. Stefano Adami dialoga con l’On. Mauro Olivi
Mauro Olivi dopo essere stato segretario della federazione bolognese del Partito Comunista Italiano dal 1974 al 1976, fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 1976, e successivamente riconfermato alle elezioni del 1979 e a quelle del 1983. Un libro autobiografico dell’ex segretario PCI di Bologna e successivamente deputato. Non è il solito libro di memorie di un politico a fine carriera. Certo, c’è tanto Pci. Dai trionfi degli anni Sessanta e primi Settanta al declino degli Ottanta. Con i riflettori sui protagonisti del potere emiliano: Renato Zangheri, Guido Fanti, Vincenzo Galletti. E sui protagonisti più importanti del comunismo italiano, a cominciare da Enrico Berlinguer. Tutti raccontati senza reticenze da un uomo che li ha conosciuti davanti e dietro le quinte.

27 MARZO
Presentazione dei libri:

Teorema del corpo-Donne che scrivono l'eros 
a cura di Dona Amati.
FusibiliaLibri, prefazione di Beppe Costa e immagini di Sabrina Manfredi.
Il volume, che inaugura la nuova collana “fibre – collettanee di poesia” e che raccoglie le visioni e le voci di cinquantasette autrici, è arricchito con una sezione di immagini artistiche della fotografa Sabrina Manfredi.
Inaugurazione: Arnoldo Foà, Ruggero Orlando e
Melo Freni (1992)
L'edificio fermo di Ugo Magnanti.
FusibiliaLibri, prefazione di Antonio Veneziani, postfazione di Cristina Annino.
Ugo Magnanti è nato e vive nelle città di Anzio e Nettuno.
Poeta e promotore culturale, ha ideato e diretto numerosi eventi letterari in diverse città italiane, fra cui la rassegna “Nettuno Fiera di Poesia 2010”. Pur privilegiando l’oralità e l’azione della poesia, ha pubblicato, fra l’altro, la raccolta Rapido blé, Ume, 2003, la poesia d’arte “Pronostico”, con 2 acquerelli originali di Eugenia Serafini, Edizioni Artecom-onlus, 2011, e le plaquette 20 risacche, Acume edizioni, 2007, Poesie del santo che non sei, Edizioni Akkuaria, 2009, Il battito argentino, Alla pasticceria del pesce Edizioni, 2011.
Ha partecipato con sue poesie-oggetto a varie mostre e ha curato azioni, fra cui Otto poeti nell’immondizia, Poesie vomitate contro la Turbogas, il body poem Notte di Valpurga, Sicilia Poetry Bike (con Enrico Pietrangeli), Icaro e Dedalo Ditirambi No Turbogas, BiciNuragica-Poesia. Nel 2012 ha rappresentato, insieme ad altri poeti, la poesia italiana al 49° Festival internazionale degli Scrittori di Belgrado.

17 APRILE
Movimento dal Sottosuolo:

Con i poeti Liliana Arena, Marcella Testa, Andrea Garbin e Stefania Battistella. Musiche di Giuseppe Natale.
Dal 2008 ad oggi un gruppo di autori appassionato di poesia ha preso il Caffè Galeter come punto di riferimento e di ritrovo per compiere le sue ricerche, sperimentazioni e una sensibilizzazione nei confronti della poesia e della letteratura. La nascita del collettivo dei “poeti dal sottosuolo” ha avuto inizio in un periodo in cui la moda dei social network ha iniziato a disgregare le collettività trasformando gli utenti in individui propensi alla solitudine e all’a-socialità. Lo scopo degli “incontri di poesia dal sottosuolo” è appunto quello di creare un’occasione di incontro e di dialogo sulle tematiche affrontate dalla poesia contemporanea. Andrea Garbin è l'ideatore e il presidente del Movimento che nel 2013 diventa associazione, pubblicando Movinent'Azione dal Sottosuolo (Seam).

24 APRILE
Presentazione del libro:

Mai ci fu pietà (Castelvecchi) di Angela Camuso. 
Dialoga con l’autrice Beppe Costa.
Angela Camuso è giornalista professionista, vive a Roma. Si occupa di inchieste e di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente collabora anche per le seguenti testate: Leggo, l’Espresso. il Fatto Quotidiano, il Secolo XIX, la Nuova Sardegna, Narcomafie. Mai ci fu pietà è il libro più completo sulla storia della banda della Magliana. Un best seller aggiornato fino agli ultimi inquietanti sviluppi sulla più violenta organizzazione criminale romana Mafia Capitale. Vincitore nel settembre del 2010 del Premio Carver come miglior libro di saggistica.

8 MAGGIO
Presentazione del libro:

L’anima aggiunta (Seam) di Stefano Iori. Dialoga con l’autore Beppe Costa. Coreografia musicale di Marco Cinque e Giuseppe Natale.
Stefano Iori si rivela al pubblico e alla critica con la filmografia ragionata Tinto Brass (collana I Grandi del cinema - Gremese Editore, Roma 2000). Varie le sue collaborazioni, tra cui la cura di testi di valorizzazione culturale dei territori per l’Editoriale Giorgio Mondadori. Ha già firmato due sillogi poetiche: Gocce scalze (Albatros Il Filo, Roma 2011), Sottopelle (Kolibris, Ferrara 2013, con prefazione di Gio Ferri) e L’Anima aggiunta (Seam 2014). Sue composizioni appaiono in prestigiose antologie e nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea della Fondazione Mario Luzi (Roma, 2013).
I musicisti:
Marco Cinque Scrive, fotografa, suona, recita, pubblica saggi, raccolte poetiche, articoli. Partecipa ad album musicali, festival internazionali di poesia, mostre pittoriche e fotografiche. Attraverso i linguaggi dell’arte veicola tematiche sociali e ambientali, privilegiando nei suoi progetti multimediali le scuole di ogni ordine e grado. Ha lavorato nell’area del disagio giovanile, in progetti di formazione (AISE-ENAIP). Ha promosso la campagna nazionale Adotta un condannato: adozioni epistolari di prigionieri detenuti nei bracci della morte statunitensi.
Giuseppe Natale dalla fine degli anni ‘70 ha scritto musiche per Radio e Televisione collaborando con il M° Leandro Piccioni ed incidendo per le più importanti Case Musicali. Nel suo percorso artistico ha lavorato nei settori più disparati, dal musical con Antonella Steni, al teatro con Carmelo Bene, alla musica leggera con Tony Esposito. Gli ultimi suoi lavori sono i cd Experience of space realizzato con il chitarrista Alfonso D’Amora e Music for imaginary movies. Due nuovi progetti sono in fase di elaborazione.

Sarà il titolare Dante Costa a darvi il benvenuto e, 
se siete bravi, ad offrirvi il rinfresco



Iago, La famiglia dello scalzo, Seam 2015


ISBN 9788881795307 pp. 152 € 10.00
La famiglia dello scalzo opera in versi

[Abbandonare il tempo grosso
il progetto felice sta nei sorrisi delle ore.

Scrive così Iago, nella chiusa della poesia “L’epoca”.
Ore di lettura intense quelle da dedicare ai suoi componimenti, raccolti nel volume “La famiglia dello scalzo”, in edizione italiano-inglese. Pregni di senso, di citazioni e di pensiero sono infatti i suoi versi, cadenzati da un ritmo lindo e svelto, soppesato e distillato in righe-messaggio.
Ognuna dice. Ognuna spiega. Ogni singolo “a capo” introduce rovente intuizione, saldata senza fronzolo alcuno al precedente rigo e già pregna del seme di quello successivo.
Se la poesia è voce, ecco che quella dell’autore esprime scintille nucleari di rara efficacia, quasi autonome tra loro, eppure, insieme, queste ci regalano le perle del suo riflettere poetico, offerte in un susseguirsi di proposizioni smaglianti, a formare una collana preziosa.
Si tratta di poesie al di là di ogni pensabile buonismo, illuminate da una vena di sincera e condivisibile discordanza rispetto alla consuetudine rassicurante che domina l’interpretazione etica e religiosa delle cose di questo e dell’altro mondo. Un agire di pensiero un po’ nichilista e un po’ criticista (tuttavia sorprendentemente creativo) che sgorga
coraggioso da ogni verso, significando una strutturazione di idee e di logiche che sorpassano il senso comune della verità. E vengono a noi così, queste intense poesie, perché la verità non è necessariamente bella, anzi, è spesso dolorosa, comunque complessa, anche se santa e giusta parrebbe la sua origine lontana....]

[...Il pronome personale io, d'altronde, nelle poesie di Iago appare solamente due volte. Una in “Indulto”, dove il titolo riporta al perdono, mentre il testo sospinge al concetto di felicità, quella che proprio tale io, umanissimo, dopo secoli potrà un giorno vendere “senza mettere il piede in fallo”. L’altra in “La confessione”, ma questa non può che essere intima, personale, e nel caso specifico, decisamente sofferta.
Il rogo dell’io dell’autore è dunque quasi perfetto, ad indicare un’anima evoluta assai. E nel nostro caso il “quasi” determina una precisa consapevolezza e una altrettanto precisa missione: Maimonide scrisse infatti nel suo codice di leggi: “Ognuno deve vedere il mondo come se fosse mantenuto in equilibrio da lui e ogni suo atto potesse far pendere la bilancia da una parte o dall'altra”.
La parte della poesia ringrazia.
dalla prefazione di Stefano Iori


La 'voce' dell'Autore

Verbo

Sull'antica stele
il riporto conduce vita propria
evidenzia somme uscite dagli spazi
il dolore è di gran lunga il bene più usato.
Dal succo d’inganno cola sconfitta.
Mancano i luoghi d’accesso amoroso
le minoranze
potenti gnomi cancellati dalla favola
soldati di basse altezze
così da non vedere i riporti d’ossa

che abbondano il calcolo.

Spirito

Nomade di ultima tribù
ho appena trovato una traccia
il cognome della notte
sul registro del giorno.
Invisibili all'occhio pigro
stanno i contorni del vespro
che incendiano l’aria
laddove esiste solo
l’inconsueto falò dell’anima.
Iago a "OttobreInPoesia"
foto: Marco Ceraglia

Proposito

Seguo il copione
per ordine d’apparizione
vizi egiziani, rituali romani
e danze babilonesi
il più grande intelligente
sconta sempre la colpa
portando in tasca la polpetta di vermi.
La tribù dei conigli scava altre tane
prima visionate dal macellaio di turno
mai sazio e svelto nell'affilare lame.
Satanità o Santità?
Basta togliere la vocale
invertire le consonanti
ed eccolo
il fantasma del miracolo.

La confessione

Vedo una rosa cadere sul campo affamato
corro da lei
calpestando erbacce e steli dorati
il vento ruggisce disapprovazione
spinge muri d’aria, quasi la pelle
mi viene portata via.
S’intravedono tendini e legamenti
le ossa cedono
strisciando arrivo da lei.
L’abbraccio e la porto all'orecchio:
la libertà ha il volto seducente
d’una figura asessuata
che ti uccide chiedendo scusa.
Ultime parole vegetali
d’una rosa cresciuta a fatica
su un campo fondamentalista
io
sfiancato dalla sconfitta
scuoiato dalle avversità
mi accascio e sparisco
nel verde ormai sazio.


Iago, nome d’acqua Roberto Sannino, poeta. Nel 2006 vince il premio Fonopoli di Renato Zero, con la lirica Il biancospino, che da il titolo alla sua prima silloge edita. Seguono Negativo a colori (2008), Delirium Tremens (2009), L’alibi perfetto (2010),Concerto per carta e inchiostro e Fabian 2011. La famiglia dello scalzo (Seam 2015).
Preferisce portare la poesia verso le persone, sceglie luoghi ed eventi popolari, nei quali scrive in presa diretta e regala fogli d’inchiostro ai convenuti.Tiene corsi di introduzione alla pratica poetica per circoli letterari, scuole e strutture comunali. Organizza eventi letterari, ultimo in ordine di tempo Colosseo e altri luoghi, (presentazione del libro con inediti di Dario Bellezza). 
Ospite al Festival Internazionale OttobreInPoesia in Sardegna.

Puoi ordinare il libro sul Sito della Seam
e in tutte le librerie

Basir Ahang: tre poesie


Una delle voci più alte contro la guerra è quella di Basir Ahang, afgano Hazara che vive in Italia da qualche anno.
L'averlo incontrato di persona quest'anno al festival di Sassari aggiunge un altro tassello di conoscenza per un bagaglio ancora semivuoto che abbiamo in Italia, sia nei confronti di ciò che accade in molti paesi, che per lo sviluppo e la conoscenza della poesia stessa.
Sperando venga edito anche in Italia, dedico a lui e a chi ama la Poesia alcuni dei suoi versi.

Interrogativo d’inverno

Come molti altri prima di me
mi sono chiesto
quale fosse il senso
di questa laconica esistenza

Aspirando un tabacco troppo amaro
mi sono detto
ancora due o tre minuti
e la vita tornerà quella di prima

Stordito e obbediente di natura
ho trascorso le giornate
con una tazza di te fra le mani
unico calore inalterato negli anni

Contando gli autunni
le estati
le primavere
e gli inverni

ho atteso il giorno
in cui il corvo nero
si sarebbe seduto sul ramo di cedro
per cantare un ultimo requiem

e come l’albero tagliato in due
non poter più sentire
la neve che cade
il calore del te
tra le mani ghiacciate


Ho concluso
esser questo il senso della vita
una fine infinita

un gracchiare di corvo


Anche questa è vita?

Forse è meglio se ti abitui
se non ti fucileranno in guerra
allora sarai obbligato
ad offrire il tuo corpo al mare


Anche questa è vita?
Quando scapperai dalla tua patria
diventerai nutrimento per i pesci
se ne avrai avuto la possibilità
Dovrai sincronizzare il tuo battito
con la campana della chiesa
finché gli anni passeranno
e rimarrai ultimo fra i cittadini
Uno straniero che vuole vivere
con la lingua ormai troppo amara


Forse è meglio se ti abitui
come un orfano bambino
che prende schiaffi per abitudine


Anche questa è vita?
per te che la ami

Devi abituarti

al Teatro Civico di Sassari


Quella fottuta notte


Quando hanno sparato l'ultimo proiettile
era notte
le strade di Bamiyan¹ erano chiuse
Quella notte
Kapisa² bruciava nel fuoco della pazzia
e il demonio di Kabul ebbro dell’ultima bottiglia
di tequila di Jalisco
Sognava i corpi nudi della città di Sodoma
Quella notte Bamiyan era luminosa
con le lanterne colorate di blu
e una folla di scalzi cantava
un inno di pace
per i pezzi perduti di Shahmama
Bamyian era luminosa
e i confini del cielo di Ghulgula³
scoloriti


Quella notte la pazzia dominava ovunque
e noi miserabili nelle calli magiche di Venezia
restavamo bloccati con le lanterne spente tra le mani
Quella notte la paura dominava ovunque
e Yakawlang 4 aspettava la distruzione promessa
Quella notte un nodo orribile strozzava le gole
e noi miserabili ballavamo nell’oscurità
dei nostri pensieri
Quando i titoli dei notiziari nel mondo
cambiarono all’improvviso
e un’onda veloce come un fulmine
volteggiò nel cielo di Venezia
La vostra città all’alba
era distrutta
e noi miserabili
ballavamo ancora nell’oscurità dei nostri pensieri
Quella fottuta notte


(22/01/2014 giorno dell’anniversario del massacro di Yakawlang)


Note:
1.La provincia di Bamiyan, in Afghanistan, era sede delle famose e millenarie statue di Buddha distrutte dai talebani il 10 marzo 2001. Le statue erano chiamate Shahmama (figura femminile) e Salsal (figura maschile) ed erano considerate Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
2.La provincia di Kapisa venne distrutta e bruciata dai talebani nel 1996
3.Ghulgula era la città antica di Bamiyan
4.La provincia di Yakawlang, situata nel centro dell’Afghanistan, fu sede di uno dei massacri più sanguinosi perpetrati ad opera dei talebani. Migliaia di persone furono massacrate dai talebani solo per il fatto di appartenere all’etnia Hazara.

con Basir presso Pellicanolibri, Roma



Basir Ahang è nato in Afghanistan a Kabul ma dal 2008 vive e lavora in Italia. Laureato in Storia e letteratura persiana attualmente sta conseguendo la seconda laurea in relazioni internazionali presso l’università di Padova. Giornalista di professione si occupa prevalentemente di Afghanistan e diritti umani con un’attenzione particolare alla situazione dei rifugiati e delle donne. Ha collaborato con diversi giornali e agenzie internazionali. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su BBC persian, Al Jazeera e Deutsche Welle. Basir Ahang si occupa anche di poesia e di cinema. Molte delle sue poesie sono state tradotte in italiano e in inglese. Nel 2014 ha partecipato al Festival di Poesia di Sassari, ottenendo il premio speciale della critica per una sua poesia in concorso(Quella fottuta notte). Attualmente collabora con diversi siti di informazione come frontierenews.it, kabulpress.org e hazarapeople.com di cui è anche direttore.

Goliarda Sapienza, Le certezze del dubbio, Pellicanolibri, 1987

Per acquistare il libro clicca QUI
Rifiutato da tutti gli editori, con risposte che fanno capire di non avere neanche letto il testo, decido nel 1987 di pubblicare con Pellicanolibri questo straordinario romanzo dell'amica Goliarda.
Molto schiva e lontana dai salotti, sarà assidua frequentatrice e amata da chi, nel quartiere di Casalotti, dove c'è la libreria, avrà modo di incontrarla. Saranno anni di dolori e splendori, con l'aiuto di Adele Cambria, Marta Marzotto ed Enzo Grasso, faremo di tutto affinché potesse avere, Lei, il posto che meritava, Ci vorranno anni, la sua scomparsa e la pubblicazione in Francia e Austria de L'Arte della gioia, poi edito "finalmente" da Einaudi, a farla conoscere anche al pubblico italiano.
Associazioni, libri, film, opere inedite (non sempre valide) ora proliferano.
Ho il dovere e la passione ancora oggi di fare conoscere ancora di più questo romanzo, ancora disponibile, ordinandolo nel sito dell'editore, pubblicando le prime pagine.

Al-Shaaer Said Abu Tabanja: (الشاعر سعيد ابو طبنجه) Per la giornata mondiale della Poesia 2021

Abbiamo conosciuto Said Abu Tabanja in Israele, al Nisan Festival organizzato da Naim Araidi. Said è un palestinese di Gaza. Figura a metà fra un insegnante e un contadino, pur non parlando molto l'inglese e per nulla l'italiano, abbiamo trovato in Salma Mamdouh un validissimo aiuto per tradurre le sue poesie in italiano.
La poesia ci insegna che tutto il significato si trova dentro gesti e atteggiamenti che sanno arrivare, prima della parola, all'animo umano. E così Said, dall'alto dei suoi due metri (forse più) d'altezza, ha reso se stesso totem e ideale punto di riferimento di una tipologia di poesia popolare ma colta, portatrice di ogni verità raccontata o tramandata, riguardanti tutte le ferite della sua terra. I giornalisti sanno quanto sia importante la veridicità della fonte affinché una notizia sia il più possibile esatta, allo stesso modo, nella poesia di Said possiamo sperimentare quando potente possa essere la poesia se accostata ai drammatici fatti palestinesi. Anche per questo la poesia di Said è estremamente preziosa e importante, una voce che si discosta dal gruppo, ecco perché abbiamo deciso di provare a tradurne un paio, col fondamentale aiuto di Salma. (sb)


          أحلام جرار

بيزحف الليل...سيل
علي الميادين والقرايا والسهول
وعلي الشوارع...والحواري
والبراري  ...والمآذن  
والصحاري والحقول
وينام الموال
في حضن الصبايا
ونغم الأرغول
وتبدي الأحلام
تسرح بين الدور
وتدور
بين بيوت الصفيح
ودور الطينة
وحيطان القصور
الاجرار
حلمه مش بالليل
حلمه في الصباح
حلمه بالنهار
حلمه في شنطة مدرسية
بسحاب كبير
وعلاقة وجرار
وجزمة جديدة
او حتي بستار
بدل الشبشب الأرضي 
الي نهري
وانبري
ومع الايام انهار
ويحلم ... ويحلم جرار
بساندويش همبرغر
وصحن طرشي
مافهوش زلط ولا مسمار
بدل ساندويش الدقة 
والشطة والفلفل الأحمر 
اللي من نار
نفسه في رمانة وشمامة
ومن ريحة الشوارع كمامة
من ريحة المجاري
ومن الي حاصل واللي جاري
وياما جاري 
بين الدور ... وسط الحواري 
ورا البيان...علي سور الحيطان
فطر الحيطان.... تعبان وحنشان
يبلع الخيطان
خيطان الشمس ..اللي مستحية
تخش المكان
وتقول احنا عز النهار
ويحلم جرار... ويحلم جرار
ببابا نويل... ببلاد الشمس
الي كانت امس
غزة
بحلم بالهمس 
همس الفراشات
تحت ضي القمر
يحلم بالشجر
يحلم بالسهر
وحكاوي العجايز
والشاطر حسن
وابورجل مسلوخه
والحجة حِسن
بيحلم بفصل دراسي نظيف
مفهوش تصنيف
ولا تعريف
بالألوان والعنوان
نفسي في علما ومثقفين
ومحايدين
في الوطن وبس
مالهمش لا شمال ولا يمين
يومها بيتحقق حلمي 
لو نمت بالشارع 
انا وخواتي بنام 
آمنين في أمان
بنام في حضن بلدي
بنام في حضنك ي فلسطين.... 




Sogni di contadino


Si avvicina la notte come ruscello su piazze,
villaggi, pianure, strade, quartieri, terra,
minareti, deserti e campi...
Dorme il racconto negli abbracci
delle ragazze e il suono dell’Argul*
I sogni iniziano il giro per le case,
attorno a baracche fatte di lamiera
ed altre d’argilla lungo i muri dei palazzi...
Lui non sogna di notte ma di giorno,
sogna di avere uno zaino per la scuola
con una grande chiusura,
http://www.associazionepellicano.com/
una medaglia, un trolley e scarpe nuove
o almeno una pantofola nuova
al posto di quella ch’è già consumata
distrutta solo il giorno dopo...
Sogna di avere un hamburger
e un piatto di sottaceti senza pietre,
né chiodi seppure piccoli
e al posto di un panino di “Dokka”**
peperoncino piccante e rosso come il fuoco...
Ha voglia di melograno e di melone
e di una mascherina per proteggersi dall’odore
delle strade e dei tombini...
Perché tutto ciò che è accaduto è troppo,
tutto ciò che accade tra le case e le strade,
dietro le porte, sui muri, sulle pareti:
un serpente che ingoia i raggi del sole
che si vergogna di sorgere
e dire che siamo a mezzogiorno...
Lui sogna babbo natale “nel bilad esshams”***
che era ieri Gaza
Sogna il sussurro, un sussurro di farfalle
sotto la luce della luna...
Sogna gli alberi, sogna di non dormire
per ascoltare il racconto dei vecchi come
“Il bravo Hassan” “l’uomo dai piedi scorticati”
“la signora Hosn”****.
Sogna una classe pulita senza differenze,
senza discriminazione di colori o provenienze
Nella mia patria vorrei scienziati,
colti e neutrali, solo in questo caso
il mio sogno diventerebbe realtà,
anche se io e i miei fratelli dormiremo per strada,
saremmo al sicuro,
stretti nell’abbraccio del mio paese...
dormendo nel tuo abbraccio, Palestina...

(traduzione di Salma Mamdouh)

(note: *strumento musicale; **un misto di spezie; *** medioriente; ****racconti famosi per bambini)


                                                  القدس
 ام الثقافة العربية

عوافي...عوافي
يا حلوة الحلوين 
عوافي يللي كحلة عنيكي
من تراب صلاح الدين 
عوافي يللي حنة جدايلك
من طين حطين
عوافي يللي حمرة خدودك
من دم ملايين 
هما شهودك 
هما فهودك
قدام الكل
قدام الملايين 
وحتظلي ست الكل
ومنارة للعالم
وعاصمة فلسطين
*****
شدي حيلك
مدي طولك
دُوسي غُولك
قولي قُولك
إنك عفية 
انك قوية 
قولي للكدابين
انك صبية
انك وفية
لكل العرقانين
الواقفين
قدام عتابك
وسهاري تحت أبوابك
وحاضنين كنايسك 
وقبابك
قولي للكدابين
كل الكدابين
اللي بيركبوا الريح
في الاذاعات والفضائيات
وبيدلوا بتصاريح
وتواشيح وشراتيح
ميته وكدابة
قولي للكدابين 
اللي بينهشوا جسمك 
قدام الخَلق والملايين
قولي لاصحاب البلايين 
انتو كدابين
مفيش فيكوا
خالد ولا عبادة
ولا القعقاع ولا صلاح الدين
حتي رجال الدين 
واقفين خايفين
عارفين الحقيقة
وعارفين انك ام الكنعانين
زي المسلمين واليهود
والمسحيين
مهما عارفين
انك عربية
انك ابدية
لكل الفلسطينين
***
وبلسان عربي فصيح
انا محمد
انا موسي
انا اليسوع
انا المسيح
بلاش خرافات
وبلاش لائات
وبلاش خد وهات
وبلاش زيادة آهات
إحنا اولاد كنعان
واللي خلف عمره ما مات
***
افردي جدايلك 
وارفعي راسك
المَد النِضالي
هو اساسك
العلم والحضارة
هما نبراسك
والحب والوفا
هما كتابك وكراسك
والمحبة والسلام
هما محراثك وفاسك
وكل مؤمنيين الكون
هما حبايبك وحراسك
وابو القاسم
سجد علي صدرك وباسك
***
افردي قلوعك
وارفعي راسك
وقولي لكدابين الكلام
وحقارين الحيطان
مش حيوصلوا مهدك 
ولا سَاسِك 
ولا حيدوقوا نخبك وكاسك
وساسك مغروس في قلب المؤمنين
والموحدين من اهلك وناسك
***
ارفعي صوتك 
وقولي للاقصي
اللي هو بيتك
ارفع الاذان 
قوي البُنيان
واحضن الانسان 
ودوس الجبان
اللي بيتمني موتك
وبكل فخر وعزة
وصوت جايلك من غزة
قولي للعالم
والامة العربية والاسلامية 
حتظلي ست الناس 
وعاصمة الثقافة العربية



Gerusalemme culla della cultura araba

Gerusalemme culla della cultura araba… ave ave...
salute a te, il tuo nero dei tuoi occhi arriva dalla polvere di Saladino

Salute a te, che il colore delle tue trecce ha origini dall’argilla di “Hettin”*

Saluta a te, il rosso delle tue guance
è quello del sangue di milioni dei tuoi martiri, i tuoi ghepardi,
davanti a tutti, davanti ai milioni di vittime,
rimani sempre la padrona di tutti,
rimani sempre l’ombelico del mondo
e la capitale della Palestina..

Sii forte, combatti i tuoi nemici dì a tutti che sei vigorosa
che sei forte, dì ai bugiardi che sei ancora una fanciulla

che sei onesta davanti ai fedeli stanchi che stanno in piedi
e svegli davanti alle tue porte, abbracciando le tue chiese

Dì a tutti i bugiardi che chiacchierano alla radio
e alla tv raccontando menzogne e bugie
dillo ai bugiardi che rovinano la tua identità davanti a tutti
dillo ai tanti miliardari che carichi di menzogne!

Nessuno di voi è Khaled o Ebada neanche Al Quaeda o Saladino,
anche il clero resta in piedi e ha paura,
tutti conoscono già la realtà sanno che sei la madre dei Cananei
come i musulmani, gli ebrei e i cristiani,
loro sanno che sei eternità per tutti i palestinesi

Con una lingua araba eloquente, sono Maometto, sono Mosè
sono Gesù, sono il Cristo, basta leggende, basta dire no,
basta dare e prendere
Siamo i figli di Canaan e chi ha figli non e` mai morto

Sciogli le tue trecce e alza la testa
la lotta è tua, la scienza e la cultura sono la tua luce
l’amore e la fedeltà sono i tuoi libri e i tuoi quaderni
l’amore e la pace sono i tuoi aratro e ascia

E tutti i fedeli dell’universo sono i tuoi amanti e guardie
e Abo El Qasem si è prosternato sul tuo petto e ti ha baciato.
Alza la testa, dì a chi non crede in te chi non è mai arrivato alla tua culla
e mai assaggiano il tuo vino, alza la voce e dì ad “Al aqsa”***
che è casa tua, fortifica la tua costruzione,
abbraccia l’uomo e lascia stare il vigliacco, chi spera la tua morte,
con tutto l’onore e la dignità, che viene da Gaza,
dillo a tutto il mondo che la nazione araba rimarrà sempre
la madre di tutti i popoli e la capitale della cultura.

(traduzione di Salma Mamdouh)
*il luogo dove ha avuto luogo la guerra di Saladino** Maometto; *** Edifici religiosi


*** تحية حب وإخلاص***
 الفجر طالع من ورا الحيطان أبيض شفاف زهر البيلسان قلبه صافي حلو اللسان بيدافع عن أولادي ويحارب الطغيان وبيهتف أنا الحق أنا الإنسان في بقاع الأرض وفي كل مكان لأطفال العالم وللبشر أنا الأمان بالقلم والريشة ولوحة الفنان والكلمة الجريئة وقوة البيان أنا طلياني ابو الحضارة والفرسان أنا دافنشي والعشا الأخير عنوان أنا ابن روما اللي قهرت العالم والزمان وزلزلت للظلم قواعد وأركان قول يا تاريخ احكي يا زمان حينتصر الحق ويعلو الإنسان وحتظل ايطاليا رمز الحرية رمز الســـــــــــــلام


Si avvicina l’alba da dietro il muro, è bianca e trasparente come il fiore, con un cuore sereno e una lingua piacevole che difende i miei figli, e combatte la prepotenza, gridando:
"io sono la verità, io sono l’essere umano in tutti i territori e ovunque, per i bambini del mondo e dell’umanità io sono la pace, con la penna, col pennello, col dipinto e la parola audace e forte, io sono italiano, la patria della civiltà e dei cavalieri, io sono Da Vinci e l’ultima cena, io sono il figlio di Roma che ha sconfitto il mondo e il tempo e ha fatto tremare l’ingiustizia O storia! Dillo e racconta!!!
La verità vincerà, e l’uomo si leverà e l’Italia rimarrà il simbolo della libertà e il baluardo della pace...."

(traduzione di Salma Mamdouh)


Al-Shaaer Said Abu Tabanja, (الشاعر سعيد ابو طبنجه) palestinese, ingegnere agrario, vive a Gaza.
Diverse raccolte di poesia e racconti in Palestina e in Egitto. Sovrintendente in scienze biologiche in diverse scuole egiziane ottiene il premio come insegnante esemplare della repubblica araba d’Egitto. Membro dell’unione generale per il libro palestinese a Gaza, ospite al festival internazionale Nisan che si svolge in Galilea; presenta programmi radiofonici per i lavoratori palestinesi è spesso ospite in programmi televisivi che si occupano della questione palestinese, dei profughi e dei prigionieri e che trattano il tema della sofferenza del popolo di Palestina.
Ha partecipato alla costituzione e alla fondazione dell’unione araba per la poesia popolare a Baghdad nel dicembre 2011.
È presente nell'antologia italiana "SignorNò" a cura di Marco Cinque e Phil Rushton.